Rotten Tomatoes

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Rotten Tomatoes
Logo
Rotten Tomatoes web.png
Screenshot della home page del sito
URL www.rottentomatoes.com/
Commerciale No
Tipo di sito Recensioni cinematografiche
Lingua Inglese
Registrazione facoltativa
Proprietario Fandango Media
Lancio 19 agosto 1999
Stato attuale attivo

Rotten Tomatoes è un sito web che si occupa di aggregare recensioni, informazioni e notizie sul mondo del cinema e delle serie TV.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Rotten Tomatoes (trad. pomodori marci) deriva dal vecchio cliché di tirare pomodori agli attori dopo una brutta esibizione. Il sito è attivo dal 19 agosto 1999.

Votazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il sito si compone di tre votazioni: quella dei critici, quella dei critici top e quella del pubblico. Le votazioni complessive finali di ciascuna delle tre categorie sono espresse in percentuale di votazioni favorevoli.

Per le votazioni dei critici e dei critici top sono indicati quanti di essi hanno dato una recensione positiva (fresh), quanti hanno dato invece una recensione negativa (rotten), il numero di recensioni totali e la votazione media in decimi.

Per le votazioni del pubblico sono indicati il numero totale dei votanti e la votazione media, compresa in una scala da 1 a 5.

Per ottenere un giudizio complessivo positivo (espresso in percentuale) un film deve ricevere una valutazione positiva da parte di più della metà dei critici e degli spettatori che lo hanno visto (almeno 60%). Le votazioni dei critici e del pubblico sono indipendenti: un film può ottenere un giudizio negativo da parte dei critici ma essere comunque di gradimento per il pubblico o viceversa.

Golden Tomato Awards[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1999 il sito premia i film e le serie televisive meglio recensite dell'anno, basandosi solamente sulle recensioni professionali e sul voto dei critici.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) AND THE TOMATO GOES TO…, Rotten Tomatoes, 12 gennaio 2017. URL consultato il 12 gennaio 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]