Tolomeo XV Cesare in granodiorite (SCA 88)

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Tolomeo XV Cesare in granodiorite (SCA 88)
Caesarion.jpg
Autore sconosciuto
Data seconda metà del I secolo a.C.
Materiale granodiorite
Dimensioni 80×60×50 cm
Ubicazione Bibliotheca Alexandrina, Alessandria d'Egitto

La testa colossale di Tolomeo XV Cesare (SCA 88) è il frammento di una statua colossale dell'antico faraone egizio Tolomeo XV Cesare (4430 a.C.), detto Cesarione, figlio della regina tolemaica Cleopatra VII (51–30 a.C.), con la quale condivise formalmente il regno[1], e del condottiero romano Gaio Giulio Cesare. L'identità del soggetto è oggetto di ipotesi e dibattiti[2][3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questa testa in granodiorite si inserisce nel filone della statuaria regale tolemaica con caratteri sia greci che egizi: la dinastia tolemaica era infatti di origini macedoni e aveva assunto il potere in Egitto dopo la morte di Alessandro Magno (323 a.C.): tuttavia, le prime rappresentazioni di tali sovrani a fondere al tradizionale stile egizio gli influssi greci cominciarono a essere prodotte solamente sotto Tolomeo V (204181 a.C.)[2]. Il reperto fu scoperto nel 1997 dall'archeologo subacqueo Frack Goddio sul fondale marino al largo di Alessandria d'Egitto, insieme a centinaia d'altri reperti di varia natura (statue, monete, stele, vasellame e altro)[4][5][6].

Descrizione e identificazione[modifica | modifica wikitesto]

La statua è rotta alle spalle e si sono preservate unicamente la testa, con viso giovanile e naturalistico, e parte del copricapo faraonico nemes: proprio il realismo dei tratti somatici rimanda a un modello più greco che egizio così come l'esecuzione dei capelli, tipica della scultura tolemaica greco-egizia[2]. Sulla superficie del nemes vi sono due serie di fori praticati per l'inserimento di cavicchi: la prima, sulla sommità della testa, serviva a sorreggere una corona non meglio definibile; la seconda serie, sopra le orecchie, sosteneva forse un diadema, una fascia o un paio di corna d'ariete del dio egizio Amon, assimilato al greco Zeus[2]. In un primo momento si credette che non fosse mai stato realizzato, sulla sommità della fronte, l'ureo regale tipico dei sovrani d'Egitto e caduto in disuso in epoca romana (fuorché, curiosamente, per la gente comune nelle raffigurazioni funerarie): l'individuazione delle tracce dell'ureo nel 2001 permise di ascrivere la testa a un re egizio d'epoca tolemaica[2].

Lo stile dei capelli fu avvicinato da alcuni alle rappresentazioni di Augusto[3]. Il viso è piatto e largo, la fronte prominente, le palpebre arrotondate, la bocca pesantemente piegata verso il basso in un'espressione "imbronciata" tipica del I secolo a.C. (presente, per esempio, in un colosso di Tolomeo II)[2] Al Museo egizio di Torino, per esempio, si trova una statua di Cleopatra assai simile a questa testa, così come a svariati ritratti attribuiti a non meglio identificati "principi" del I secolo a.C.[2][3] Si tratterebbe, quindi, di un'opera del periodo, cioè tardo-tolemaica[3]. L'aspetto decisamente giovanile di questo re e le similitudini con l'immagine di Cleopatra a Torino porterebbero ad ascrivere la testa proprio agli anni di Cleopatra; la regina, nel corso degli anni, condivise il potere con cinque uomini: inizialmente i propri fratelli Tolomeo XIII e Tolomeo XIV, poi i propri amanti Gaio Giulio Cesare e Marco Antonio (che però non furono mai proclamati re d'Egitto), infine il proprio figlioletto Tolomeo XV, proclamato coreggente della madre e rappresentato al suo fianco nel Tempio di Hathor a Dendera: è possibile che accanto a questa statua se ne trovasse un'altra della madre, oggi perduta[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cimmino 2003, pp. 455–9.
  2. ^ a b c d e f g h Goddio 2009, pp. 29, 322.
  3. ^ a b c d Walker, Higgs 2001, p. 174.
  4. ^ Goddio 2009
  5. ^ (EN) Franck Goddio - Underwater Archaeologist, FRANCK GODDIO SOCIETY Homepage, su www.franckgoddio.org. URL consultato il 26 giugno 2017.
  6. ^ (EN) Andrew Lawler, Raising Alexandria, in Smithsonian. URL consultato il 26 giugno 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Milano, Bompiani, 2003, ISBN 88-452-5531-X.
  • Franck Goddio, David Fabre (a cura di), Egitto. Tesori sommersi, Torino-Londra-Venezia-New York, Allemandi & C., 2009, ISBN 978-88-422-1729-9.
  • Susan Walker, Peter Higgs (a cura di), Cleopatra of Egypt. From History to Myth, Londra, British Museum Press, 2001, ISBN 9-780714-119434.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]