Agatocle (figlio di Lisimaco)

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Agatocle
Nome completo Ἀγαθοκλῆς (Agathoklȇs)
Morte 283 a.C.
Dinastia Lisimachide
Padre Lisimaco
Madre Nicea di Macedonia
Consorte Lisandra
Figli Da Lisandra: figli sconosciuti

Agatocle (in greco antico: Ἀγαθοκλῆς, Agathoklȇs; ... – 283 a.C.[1]) è stato un principe macedone antico, figlio maggiore ed erede designato di Lisimaco, dal quale però fu fatto uccidere prima di potergli succedere.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini familiari[modifica | modifica wikitesto]

Testa di Lisimaco, padre di Agatocle (Museo archeologico di Efeso, Selçuk)

Agatocle nacque da Lisimaco, re di Macedonia, Tracia e Asia Minore, e dalla sua prima moglie, Nicea di Macedonia.[2] Agatocle aveva quindi due sorelle (Arsinoe I ed Euridice)[3] tre fratellastri dal matrimonio del padre con Arsinoe II (Tolomeo, Lisimaco e Filippo)[4] e un fratellastro, figlio di una donna odrisia dal nome sconosciuto (Alessandro).[5]

Campagne militari e morte[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni del proprio regno, dopo la battaglia di Ipso nel 301 a.C., Lisimaco condusse una spedizione contro i Geti, durante la quale il suo figlio maggiore Agatocle fu fatto prigioniero; il principe fu comunque rilasciato insieme a dei doni per Lisimaco.[6] Tra il 294 e il 291 a.C. il re di Macedonia compì un'altra spedizione contro i Geti, durante la quale lui stesso venne catturato e alla quale però il figlio maggiore non partecipò;[7] Agatocle, quindi, trattò la liberazione del padre, il quale subito dopo lo fece sposare con la principessa tolemaica Lisandra, figlia del re d'Egitto Tolomeo I e di Euridice, vedova di Alessandro V.[8] Con lei Agatocle ebbe dei figli.[9]

Tra il 287 e il 286 a.C., Demetrio Poliorcete, che aveva regnato sulla Macedonia prima di essere cacciato da Lisimaco, arrivò nei possedimenti macedoni in Asia Minore, nelle regioni della Ionia, della Caria e della Lidia; molte città si schierarono con lui e altre, tra cui Sardi, furono conquistate, mentre alcuni generali di Lisimaco si schierarono con lui.[10] Nella primavera del 286 a.C. Agatocle venne mandato dal padre per contrastare l'avanzata di Demetrio; quest'ultimo, però, non cercò lo scontro ma si ritirò nella regione interna della Frigia.[11] Agatocle lo seguì, ma Demetrio entrò nei territori dell'impero seleucide, dove molti soldati lo abbandonarono per Seleuco, che lo fece prigioniero.[12]

Nel 285 a.C. il sovrano d'Egitto Tolomeo nominò suo erede al trono il figlio minore, l'omonimo Tolomeo, figlio avuto da Berenice I;[13] questo avvenimento andò a sfavore di Agatocle, sposato con una principessa tolemaica di un'altra linea: infatti i Tolomei erano in quel periodo gli unici alleati di Lisimaco e un contrasto con l'erede al trono d'Egitto non era pensabile per il sovrano macedone.[14] Per questo motivo Lisimaco fece sposare sua figlia Arsinoe I con il giovane Tolomeo[15] e iniziò a preferire i figli avuti da Arsinoe II, sorella dell'erede al trono egizio, piuttosto che quelli avuti da Nicea;[16] questo, aggiunto alle grandi aspirazioni di Arsinoe II per i suoi figli a discapito di Agatocle, portò alla rovina di quest'ultimo.[17] Nel 283 a.C., con la sua successione ormai a rischio, Agatocle probabilmente tentò di prendere il potere organizzando una congiura contro il padre, ma venne imprigionato e ucciso per ordine di Lisimaco.[18] Dopo la morte di Agatocle, la moglie Lisandra si rifugiò presso la corte seleucide insieme ai propri figli, accompagnata dal fratellastro di Agatocle, Alessandro;[19] l'esecuzione dell'erede al trono, che aveva un forte supporto sia popolare sia a corte, portò al declino dello stesso Lisimaco, il quale, perso molto appoggio in patria, venne ucciso durante la battaglia di Corupedio dai soldati seleucidi nel 281 a.C.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dmitriev 2007, p. 146.
  2. ^ Donnelly Carney 2000, p. 174.
  3. ^ Lightman 2008, p. 233.
  4. ^ Giustino, XXIV, 3; Donnelly Carney 2013, p. 35.
  5. ^ Pausania, I, 10.4; Donnelly Carney 2013, p. 35.
  6. ^ Diodoro Siculo, XXI, 11; Valeva, Nankov, Graninger 2015, p. 55.
  7. ^ Pausania, I, 9.6; Dmitriev 2007, pp. 140-141; Valeva, Nankov, Graninger 2015, p. 55.
  8. ^ Pausania, I, 10.3; PlutarcoDemetrio, 31; Dmitriev 2007, p. 141.
  9. ^ Pausania, I, 10.3-4; Dmitriev 2007.
  10. ^ PlutarcoDemetrio, 46.3-4; Murray 2014, p. 125.
  11. ^ PlutarcoDemetrio, 46.4; Murray 2014, p. 125.
  12. ^ PlutarcoDemetrio, 46-50; Murray 2014, p. 125.
  13. ^ Pausania, I, 6.8; Hölbl 2001, pp. 24-25.
  14. ^ Giustino, XV, 4.24; Dmitriev 2007, pp. 146-147.
  15. ^ Pausania, I, 7.3; Hölbl 2001, p. 25.
  16. ^ Memnone, IV, 9.
  17. ^ Dmitriev 2007, pp. 146-148.
  18. ^ Giustino, XVII, 1.4; Memnone, V, 6; Pausania, I, 10.3; Strabone, XIII, 4.1; Dmitriev 2007, pp. 135, 148.
  19. ^ Pausania, I, 10.4.
  20. ^ Giustino, XVII, 1.5; Memnone, V, 7; Dmitriev 2007, p. 135.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
  • Sviatoslav Dmitriev, The Last Marriage and the Death of Lysimachus, in Greek, Roman, and Byzantine Studies, vol. 47, 2007, pp. 135-149.
  • Elizabeth Donnelly Carney, Women and Monarchy in Macedonia, University of Oklahoma Press, 2000, ISBN 978-0-8061-3212-9.
  • Elizabeth Donnelly Carney, Arsinoe of Egypt and Macedon: A Royal Life, Oxford University Press, 2013, ISBN 978-0-19-971101-7.
  • Günther Hölbl, A History of the Ptolemaic Empire, Psychology Press, 2001, ISBN 978-0-415-23489-4.
  • Marjorie Lightman, Benjamin Lightman, A to Z of Ancient Greek and Roman Women, Infobase Publishing, 2008, ISBN 978-1-4381-0794-3.
  • William Michael Murray, The Age of Titans: The Rise and Fall of the Great Hellenistic Navies, 2014, ISBN 978-0-19-938225-5.
  • Julia Valeva, Emil Nankov, Denver Graninger (a cura di), A Companion to Ancient Thrace, John Wiley & Sons, 2015, ISBN 978-1-4443-5104-0.