Giocasta
| Giocasta | |
|---|---|
| Saga | Ciclo Tebano |
| Nome orig. | Ἰοκάστη (Iokástē) |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | femmina |
| Luogo di nascita | Tebe |
| Professione | regina di Tebe |
Giocasta (in greco antico Ἰοκάστη?, Iokástē) o Epicasta (in greco antico Ἐπικάστη?, Epikástē[)[1] è un personaggio della mitologia greca. Fu una regina di Tebe.
Genealogia
[modifica | modifica wikitesto]Figlia di Meneceo,[1][2] sposò Laio[1][2] che la rese madre di Edipo.[1]
Giocasta fu poi sposata dal suo stesso figlio Edipo[3] che la rese madre di Eteocle,[4] Polinice,[4][5] Antigone[4][5] ed Ismene.[4]
Mitologia
[modifica | modifica wikitesto]La sua storia, così come quella di Edipo, viene raccontata nella tragedia Edipo re di Sofocle e ha dato nome al complesso psicanalitico che è noto come complesso di Giocasta.

L'oracolo di Delfi predisse che il figlio di Laio avrebbe ucciso suo padre e sposato sua madre. Per impedire che la profezia si avverasse, Laio fece abbandonare il proprio figlio su una montagna, con i piedi legati, e annunciò la sua morte. Il bambino fu salvato da un pastore e fu condotto alla corte del re di Corinto, dove gli fu dato il nome di Edipo: giunto alla maggiore età, Edipo si recò presso l'oracolo di Delfi, che fece anche a lui una profezia, predicendo che avrebbe ucciso suo padre e sposato sua madre. Per non sottostare al destino preannunciato Edipo lasciò quelli che credeva i propri genitori e si incamminò verso Tebe.
Edipo proprio sotto il tempio di Delfi uccise in una lite a un crocevia Laio, che non sapeva essere suo padre, e l'auriga Polifonte ed entrò a Tebe in trionfo dopo aver risolto l'enigma della sfinge. Giocasta, riconoscente nei confronti dello sconosciuto eroe, lo sposò; in tal modo i due portarono inconsapevolmente a compimento la profezia ed ebbero quattro figli. Edipo dopo dieci anni, scoprì il proprio passato. Giocasta, compresa la verità prima di lui, si impiccò. Nelle Fenicie euripidee, ispirate alla versione del mito raccontata da Stesicoro, Giocasta sopravvive alla rivelazione dell'incesto e cerca di portare la pace tra Eteocle e Polinice in lotta per la supremazia su Tebe: quando i suoi figli si uccidono a vicenda, la regina non regge al dolore e si pugnala sui loro cadaveri.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 3.5.7, su theoi.com. URL consultato il 30 agosto 2025.
- 1 2 (EN) Euripide, Le Fenicie 1, su topostext.org. URL consultato il 30 settembre 2025.
- ↑ (EN) Igino, Fabulae 253, su topostext.org. URL consultato il 4 settembre 2025.
- 1 2 3 4 (EN) Apollodoro, Biblioteca Libro 3.5.8, su theoi.com. URL consultato il 4 settembre 2025.
- 1 2 (EN) Igino, Fabulae 254, su topostext.org. URL consultato il 4 settembre 2025.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]| Controllo di autorità | VIAF (EN) 20524263 · CERL cnp00562410 · GND (DE) 120908360 |
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