Conquista romana di Cipro

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Conquista romana di Cipro
parte delle guerre della Repubblica romana
e della storia di Cipro
Data58 a.C.
LuogoCipro
EsitoVittoria romana
Schieramenti
Comandanti
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La conquista romana di Cipro avvenne nel 58 a.C. e portò all'acquisizione da parte della Repubblica romana del regno tolemaico di Cipro, che formò la nuova provincia romana di Cipro (Cyprus).

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

Testa di Marco Porcio Catone, conquistatore dell'isola di Cipro (Ny Carlsberg Glyptotek, Copenaghen)

Nell'80 a.C. Tolomeo, figlio del faraone Tolomeo IX e di una concubina, era stato nominato re di Cipro mentre il fratello maggiore, Tolomeo XII, re d'Egitto; Cipro diventò così indipendente dal regno d'Egitto, ma mantenne forti legami.[1] Nel 67 a.C. successe che il giovane nobile romano Publio Clodio Pulcro, in viaggio verso la Cilicia, venne catturato dai pirati; Clodio allora chiese a Tolomeo di Cipro di pagare il riscatto per la sua liberazione, ma questi offrì ai pirati solamente due talenti, scatenando lo sdegno di Clodio, che rimase prigioniero dei pirati fino alla vittoria su questi ultimi di Pompeo.[2] Nel 58 a.C. Clodio diventò tribuno della plebe e, memore del contrasto avuto con Tolomeo, tra le molte leggi che presentò (le Leges Clodiae), riuscì a farne approvare una sull'annessione di Cipro alla Repubblica romana (Lex Clodia de Rege Ptolemaeo).[3] Clodio riuscì a far incaricare della conquista uno dei suoi principali avversari, Marco Porcio Catone, che avrebbe anche acquisito l'amministrazione dell'isola dopo l'annessione.[4]

Conquista[modifica | modifica wikitesto]

Nel 58 a.C., quindi, Catone si recò in Oriente alla testa della flotta romana e, prima di assalire l'isola, si recò sull'isola di Rodi; da lì inviò a Tolomeo un messaggio nel quale gli offriva, in cambio del regno, di poter rimanere a Cipro come sacerdote a Pafo.[5] Tolomeo, tuttavia, non accettò la proposta di Catone e, sapendo di non avere possibilità contro i Romani, decise di suicidarsi.[6] Alla morte di Tolomeo, i ciprioti accolsero Catone pacificamente, sperando così di essere riconosciuti amici et socii populi Romani (amici e alleati del popolo Romano).[7] Catone, però, acquisì l'isola come una provincia romana, rispettando i termini del proprio incarico.[8]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hölbl 2001, p. 345; Mayer Burstein 2007, p. 90.
  2. ^ AppianoDe bellis civilibus, II, 23; Cassio Dione, XXXVIII, 30.5; Strabone, XIV, 6.6.
  3. ^ Cassio Dione, XXXVIII, 30.5; Strabone, XIV, 6.6.
  4. ^ AppianoDe bellis civilibus, II, 23; Cassio Dione, XXXVIII, 30.5; PlutarcoCato Minor, 34; Velleio Patercolo, II, 45.
  5. ^ PlutarcoCato Minor, 35.
  6. ^ AppianoDe bellis civilibus, II, 23; Cassio Dione, XXXIX, 22.2; PlutarcoCato Minor, 36; Strabone, XIV, 6.6; Valerio Massimo, IX, 4; Velleio Patercolo, II, 45.
  7. ^ Cassio Dione, XXXIX, 22.3.
  8. ^ Cassio Dione, XXXIX, 22.4; Strabone, XIV, 6.6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne