Dinastia costantiniana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Dinastia costantiniana
Soffitto di Treviri, palazzo di Crispo, 310 - anni 330.jpg
Questo affresco romano ricopriva il soffitto del palazzo imperiale di Crispo, sito a Treviri. L’opera, ricostruita nel 1980, è oggi esposta nel Museo Episcopale di Treviri. Trovandosi nel Palazzo di Crispo, è probabile che questo affresco rappresenti membri della dinastia costantiniana. Crispo era infatti figlio di Costantino I e della prima moglie Minervina, e fu fatto uccidere perché accusato di adulterio con Fausta, seconda moglie di suo padre e Augusta dell’impero romano; il volto abraso sarebbe proprio quello di Crispo, colpito da damnatio memoriae. La figura centrale si distingue per un’acconciatura imperiale, che ricorda quella di un busto di Fausta stessa ad Arles. Potrebbe anche trattarsi di Elena, madre di Costantino I e Augusta dell’impero romano. Infine potrebbe trattarsi di un’altra Elena, moglie di Crispo. Capostipite della dinastia fu Costanzo Cloro, padre di Costantino I, ma la Historia Augusta narra che la gens risale all’imperatore Claudio il Gotico. Membri della dinastia furono anche Costantino II, Costanzo II, Costante I, figli di Costantino I, e Giuliano suo nipote, altrettanti Augusti dell’impero romano.
dal 293 al 363
Predecessore Tetrarchia di Diocleziano
Successore Gioviano

La dinastia costantiniana consiste in una serie di figure importanti che governarono l'impero romano nella prima metà del IV secolo, dall'ascesa al trono di Diocleziano nel 284 alla morte di Giuliano nel 363. La dinastia prende il nome dal suo rappresentante più importante, Costantino I. La Historia Augusta racconta che avo di Costanzo Cloro fosse stato l'imperatore Claudio il Gotico (268-270).[1]

Stemmata[modifica | modifica wikitesto]

In corsivo gli augusti e le auguste appartenenti alla famiglia.

Albero genealogico a partire da Claudio il Gotico (270-363)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Claudio il Gotico.
Ritratto dell'imperatore Costanzo Cloro, che si diceva discendesse da Claudio il Gotico.
Ritratto dell'imperatore Costantino I.
 ?
 
     
 Claudio Gotico
213?-270
Quintillo
220?-270
Crispo
n. n.
Costantina
 
 
 Claudia
sp. Eutropio
 
 
 Costanzo Cloro
250-305-306
1 sp. Elena
2 sp. Teodora
 
   
 1
Costantino I
272-313-337
1 sp. Minervina
2 sp. Fausta
 2
Giulio Costanzo
2
Costanza
sp. Licinio
250-308-324-325
  
      
1
Crispo
2
Elena
sp. Flavio Claudio Giuliano
2
Costantino II
316-337-340
2
Costanzo II
317-337-361
2
Costante I
320-337-350
Flavio Claudio Giuliano
331-360-363
sp. Elena
  
  
 Costanza
sp. Graziano
359-367-383
 Gioviano
331-363-364
succeduto come imperatore, Gioviano è stato figlio del comes domesticorum Varroniano

Tetrarchi (293-306)[modifica | modifica wikitesto]

  • Diocleziano
    1. Dal matrimonio fra Diocleziano e Prisca
  • Massimiano
    1. Dal matrimonio fra Massimiano e Eutropia
  • Galerio
    1. Dal matrimonio fra Galerio e una donna non nota
    2. Dal matrimonio fra Galerio e Valeria Galeria
  • Diocleziano: suocero e padre adottivo di Galerio
  • Massimiano: padre di Massenzio, padre adottivo di Costanzo Cloro, suocero di Costantino
  • Galerio: genero e figlio adottivo di Diocleziano, zio di Massimino Daia, suocero di Massenzio
  • Costanzo Cloro: padre di Costantino, suocero di Licinio, figlio adottivo di Massimiano, fratello adottivo di Massenzio
  • Massimino Daia: nipote di Galerio
  • Costantino: figlio di Costanzo Cloro, genero di Massimiano, cognato di Massenzio
  • Massenzio: figlio di Massimiano, genero di Galerio, fratello adottivo di Costanzo Cloro, cognato di Costantino
  • Licinio: genero di Costanzo Cloro

Discendenti di Costanzo Cloro (306-363)[modifica | modifica wikitesto]

L’albero genealogico

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Historia Augusta, Divus Claudius, 1.1 e 2.8.
  2. ^ Giuliano, 270 D
  3. ^ Giuliano, 272 D

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Fonti secondarie[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàLCCN (ENsh85115162