Cremonide

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Cremonide (in greco antico Χρεμωνίδης; Atene, prima metà del III secolo a.C. – seconda metà del III secolo a.C.) è stato un politico e ammiraglio ateniese, il quale attorno al 267 a.C. propose l'entrata di Atene nella lega anti-macedonica a fianco di Sparta e dell'Egitto; da lui prese il nome la guerra che ne seguì. In seguito si rifugiò presso i Tolomei, che servì in qualità di ammiraglio

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Non sono molte le notizie sulla prima parte della vita di Cremonide. Sappiamo che era nato ad Atene nel demo di Etalide, figlio di Eteocle, fratello di Glaucone[1]. Sappiamo inoltre che fu discepolo del filosofo stoico Zenone di Cizio[2].

Insieme col fratello Glaucone prese parte attiva alla vita politica ateniese alla testa del partito democratico durante l'ascesa al trono di Macedonia di Antigono Gonata. Sotto l'arcontato di Pitidemo (267-266 a.C.) Cremonide presentò un decreto che sancì l'alleanza con Tolomeo II e Areo I di Sparta in funzione anti-macedone[3]. La reazione di Antigono Gonata, che mise sotto assedio Atene, determinò la caduta del partito democratico. Cremonide e suo fratello Glaucone si rifugiarono in Egitto presso Tolomeo II[4].

Come navarco ha comandato una flotta tolemaica con la quale, però, fu sconfitto in battaglia presso il tempio di Afrodite a Efeso da una flotta di Rodi al comando di Agatostrato[5]; Seibert data questo evento al 261 a.C.[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Corradi, «GLAUCONE». In: Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti, Vol. XVII (Giap-Gs), Roma: Istituto Giovanni Treccani, 1933
  2. ^ Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII, 17
  3. ^ Inscriptiones Graecae II² 686–687 = Wilhelm Dittenberger, Sylloge³ 434/5; traduzione in lingua inglese: Roger S. Bagnall, Peter Derow: Greek Historical Documents, Ed. II (2002), Numero 19. Per il decreto di Cremonide: Werner Huß, Ägypten in hellenistischer Zeit 332–30 v. Chr., C. H. Beck, München 2001, ISBN 3-406-47154-4, p. 271ff.
  4. ^ Teles, Reliquiae; recognovit, prolegomena scripsit Otto Hense, II ed., Tubingae: Mohr, 1909, p. 23.
  5. ^ Polieno, Gli stratagemmi, 5, 18 (trad. in italiano di Lelio Carani, Milano: Sonzogno, 1821, p. 242 (Google libri)
  6. ^ Jakob Seibert, Op. cit., p. 61

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Corradi, «CREMONIDE». In: Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti, Vol. XI (COMPI-CROCC), Roma: Istituto Giovanni Treccani, 1931.
  • Christian Habicht, «Athens and the Ptolemies». In: Classical Antiquity, Vol. 11, pp. 68–90, 1992
  • Johannes Kirchner, «Chremonides». In: Paulys Realencyclopädie der classischen Altertumswissenschaft (RE), Vol. III, 2, Stuttgart, pp. 2446–2447, 1899
  • Jakob Seibert, «Die Schlacht von Ephesos». In: Historia: Zeitschrift für Alte Geschichte, Vol. 25, pp. 45–61, 1976

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]