Scale Gemonie

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Scale Gemonie
Partial Map of downtown Rome during the Roman Empire large with scalae Gemoniae marked.jpg
Localizzazione delle scale Gemonie (in rosso) presso il Foro Romano
Civiltàromana
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneRoma
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°53′36″N 12°29′05″E / 41.893333°N 12.484722°E41.893333; 12.484722

Le Scale Gemonie (scalae Gemoniae) erano una scalinata di accesso al colle Campidoglio a Roma. Salivano dal Foro Romano, forse coincidenti con i gradus Monetae, e dovevano passare (come una scalinata moderna ancora esistente) tra il tempio della Concordia e il carcere Mamertino. Su queste scale, vicine al carcere, vennero gettati i corpi dei condannati a morte per il delitto di lesa maestà sotto l'imperatore Tiberio e successivamente anche di diverse vittime dei conflitti legati al potere imperiale, come il prefetto del pretorio Seiano e l'imperatore Vitellio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si racconta ad esempio che il 20 dicembre del 69, le avanguardie dell'esercito di Vespasiano si erano ormai introdotte in città e non avendo trovato alcuna resistenza, stavano cercando Vitellio ormai ovunque. Trovatolo, seppur non avendolo riconosciuto inizialmente, lo condussero nel Foro romano, attraverso l'intera via Sacra, con le mani legate, un laccio al collo e la veste strappata. Lungo l'intero percorso venne fatto oggetto di ogni ludibrio a gesti e con parole, mentre era condotto con una punta di spada al mento e la testa tenuta indietro per i capelli, come si fa con i criminali.[1]

«C'era chi gli gettava sterco e fango e chi gli gridava incendiario e crapulone. La plebaglia gli rinfacciava anche i difetti fisici: e in realtà aveva una statura spropositata, una faccia rubizza da avvinazzato, il ventre obeso, una gamba malconcia per via di una botta che si era presa una volta nell'urto con la quadriga guidata da Caligola, mentre lui gli faceva da aiutante. Fu finito presso le Gemonie, dopo esser stato scarnificato da mille piccoli tagli; e da lì con un uncino fu trascinato nel Tevere

(Svetonio, Vita di Vitellio, 16.)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Svetonio, Vita di Vitellio, 16.
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