Rachele

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Santa Rachele
Dipinto di William Dyce
Dipinto di William Dyce

Seconda moglie di Giacobbe

Nascita Paddan - Aram (Mesopotamia)
Morte Efrata, (Betlemme, Israele)
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 30 settembre, 24 dicembre
Patrono di Madri che hanno perso un figlio
Tiepolo, Rachele nasconde gli idoli a Labano

Rachele è un personaggio biblico presentato nel libro della Genesi, figlia minore di Labano, diventata moglie di Giacobbe. La tomba di Rachele si trova a Betlemme, in Giudea (dal 1995 amministrata dall'Autorità Nazionale Palestinese in attesa di uno status definitivo dopo essere stata sotto amministrazione israeliana).

Significato del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Rachele deriva dall'ebraico רחל (Rachel) e significa "pecorella", cioè “mite”, per cui, secondo la tradizione, i figli di Giacobbe e Rachele avrebbero dato origine agli allevatori di ovini. Un'altra interpretazione lo traduce come "pecora di Dio": tutti i nomi ebraici che terminano in 'ele' come anche Daniele, Gabriele, Emmanuele ed altri hanno 'Dio' come suffisso (dall'ebraico E-L contrazione di E-lohim, Dio)

Nell'Antico Testamento[modifica | modifica wikitesto]

L'incontro con Giacobbe[modifica | modifica wikitesto]

Rivalità con Lia[modifica | modifica wikitesto]

Rachele era bella di forma ed avvenente di aspetto e fece subito colpo su Giacobbe, il quale pur di averla, si sottomise al servizio del padre Làbano per sette anni credendo alle sue parole: "Preferisco darla a te piuttosto che a un estraneo. Rimani con me". Poi Giacobbe disse a Làbano: "Dammi la mia sposa perché il mio tempo è compiuto e voglio unirmi a lei". Ma Làbano diede un banchetto e concesse a Giacobbe l'altra figlia Lia (o Lea in ebraico) la quale aveva occhi sofferenti, giustificandosi sul fatto che l'usanza imponeva di dare la figlia più piccola prima della maggiore, e poi aggiunse: "Finisci questa settimana nuziale e ti concederò anche Rachele per altri sette anni al mio servizio". Giacobbe per amore di Rachele accetto'.

Il signore vedendo che Lia veniva trascurata la rese feconda, mentre Rachele rimaneva sterile. Solo in un secondo momento il Signore concesse a Rachele di partorire due figli dal proprio grembo: Giuseppe e Beniamino.

Nascita di Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Nascita di Beniamino e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Rachele partorì ed ebbe un parto difficile. Mentre penava a partorire la levatrice le disse: "Non temere anche questo è un figlio". Mentre esalava l'ultimo respiro, perché stava morendo, essa lo chiamò Ben-Oni, ma suo padre lo chiamò Beniamino. Così Rachele morì e fu sepolta lungo la strada verso Efrata, cioè Betlemme. Giacobbe eresse sulla sua tomba una stele. Questa stele della tomba di Rachele esiste fino ad oggi.

Nel Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio biblico Rachele è divenuto il simbolo delle madri afflitte per le disgrazie che affliggono il popolo ebraico; è citato anche nel Nuovo Testamento, come simbolo delle madri inconsolabili per la strage degli innocenti da parte di Erode che cercava di uccidere Gesù Bambino:

« Un grido si è udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più. »   (Matteo 2,18)

Culto[modifica | modifica wikitesto]

È patrona delle madri che hanno perso un figlio. Santa Rachele viene festeggiata il 30 settembre. Viene festeggiata anche il 24 dicembre, in cui si ricordano gli Antenati di Gesù.

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