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Shoftim

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Shoftim, Shof'tim, o Shofetim (ebraico: שֹׁפְטִים — tradotto in italiano: "giudici", incipit di questa parashah) 48ª porzione settimanale della Torah (ebr. פָּרָשָׁה – parashah o anche parsha/parscià) nel ciclo annuale ebraico di letture bibliche dal Pentateuco, quinta nel Libro del Deuteronomio. Rappresenta il passo Deuteronomio 16:18-21:9, che gli ebrei leggono generalmente in agosto o settembre.

La parashah espone una costituzione — una struttura sociale basilare — per gli Israeliti. La parashah inoltre illustra le regole per i magistrati, re, Leviti, profeti, città-asilo, testimoni, guerra, e un cadavere disperso.

Il Sinedrio (illustrazione da People's Cyclopedia of Universal Knowledge, 1883)

Comandamenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo Sefer ha-Chinuch ci sono 14 comandamenti positivi e 27 negativi in questa parashah.[1]

  • Nominare giudici[2]
  • Non piantare un albero nel santuario[3]
  • Non erigere una colonna in un posto pubblico di culto[4]
  • Non offrire un animale temporaneamente difettoso[5]
  • Agire secondo le normative del Sinedrio[6]
  • Non deviare dalla parola del Sinedrio[6]
  • Nominare un re da Israele[7]
  • Non nominare un convertito[7]
  • Il re non deve possedere troppi cavalli.[8]
  • Non dimorare permanentemente in Egitto[8]
  • Il re non deve avere troppe mogli.[9]
  • Il re non deve possedere troppo argento e oro.[9]
  • Il re deve avere una Torah separata per se stesso.[10]
  • Alla Tribù di Levi non si deve dare una porzione di terra in Israel; invece si deve dar loro città in cui risiedere.[11]
  • I Leviti non devono prendere una parte del bottino di guerra.[11]
  • Dare la spalla, due guance e lo stomaco degli animali macellati a un Kohen[12]
  • Mettere da parte la decima del Kohen (Terumah Gedolah)[13]
  • Dare la prima tosatura della pecora ad un Kohen[13]
  • I turni di lavoro dei sacerdoti deve essere uguale durante le festività.[14]
  • Non andare in trance per prevedere gli eventi[15]
  • Non eseguire atti di magia[15]
  • Non pronunciare incantesimi[16]
  • Non consultare un medium (ov)[16]
  • Non consultare un mago (yidoni)[16]
  • Non cercare di contattare i morti[16]
  • Ascoltare il profeta che parla in Nome di Dio[17]
  • Non profetizzare falsamente nel Nome di Dio[18]
  • Non profetizzare nel nome di un idolo[18]
  • Non aver paura di mettere a morte il falso profeta[19]
  • Designare città di rifugio e preparare i percorsi per raggiungerle[20]
  • Un giudice non deve aver pietà dell'omicida o dell'assalitore durante un processo.[21]
  • Non spostare i limiti di confine per rubare la proprietà di qualcuno[22]
  • Non accettare la testimonianza di un solo testimone[23]
  • Punire i falsi testimoni come loro stessi cercavano di punire l'imputato[24]
  • Non spaventarsi e ritirarsi durante la battaglia[25]
  • Nominare un sacerdote per parlare ai soldati durante la guerra[26]
  • Offrire termini di pace agli abitanti di una città mentre la si tiene in assedio e trattarli secondo la Torah se accettano i termini[27]
  • Non lasciar sopravvivere nessuna delle sette nazioni canaanite[28]
  • Non distruggere gli alberi da frutto anche durante un assedio[29]
  • Spezzare il collo di un vitello vicino alla valle del fiume dopo un omicidio irrisolto[30]
  • Non lavorare né piantare in quella valle del fiume[30]
Isaia (dipinto di Michelangelo)

Haftarah[modifica | modifica wikitesto]

La haftarah della parashah è Isaia 51:12-52:12. La haftarah è la quarta nel ciclo di sette haftarot di consolazione dopo Tisha b'Av, che precede Rosh Hashanah.

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

La parashah ha paralleli o viene discussa nelle seguenti fonti:

Antichi[modifica | modifica wikitesto]

  • Codice di Hammurabi 23–24. Babilonia, circa 1780 p.e.v. Rist. int. al James B. Pritchard, Ancient Near Eastern Texts Relating to the Old Testament, pp. 163, 167. Princeton: Princeton University Press, 1969. ISBN 0-691-03503-2. (omicidio irrisolto).
  • Leggi ittite, 6. Impero Ittita, circa 1600–1100 p.e.v.. Rist. int. al. James B. Pritchard, Ancient Near Eastern Texts Relating to the Old Testament, pp. 188, 189. Princeton: Princeton University Press, 1969. ISBN 0-691-03503-2. (omicidio irrisolto).

Biblici[modifica | modifica wikitesto]

Non rabbinici[modifica | modifica wikitesto]

Rabbinici classici[modifica | modifica wikitesto]

  • Mishnah: Peah 8:9; Demai 4:10; Sheviit 10:8; Challah 4:9; Bikkurim 2:10; Beitzah 1:6; Yevamot 15:3; Sotah 6:3; 7:2, 8; 8:1–9:9; Bava Batra 3:4; Sanhedrin 1:3, 5; 2:4–5; 6:4; 7:7; 10:6; 11:2, 4–6; Makkot 1:1–9; 2:5, 8; Chullin 10:1; 11:1–2; Parah 1:1. Terra d'Israele, circa 200 e.v. Rist. su The Mishnah: A New Translation. Trad. (EN) di Jacob Neusner, pp. 35, 79, 92, 157, 172, 292, 373, 457, 459–64, 564, 583–84, 586–87, 594, 598, 607–12, 614, 616, 784–86. New Haven: Yale University Press, 1988. ISBN 0-300-05022-4.
  • Sifre al Deuteronomio 144:1–210:3. Terra d'Israele, circa 250–350 e.v. Rist. su Sifre to Deuteronomy: An Analytical Translation. Trad. di Jacob Neusner, 2:3–108. Atlanta: Scholars Press, 1987. ISBN 1-55540-145-7.
  • Talmud gerosolimitano: Berakhot 12a, 94b; Peah 54a, 73a; Sheviit 45b, 85a; Terumot 37a, 39a, 64a, 72a; Maasrot 2a; Maaser Sheni 57b; Challah 46b; Yoma 13b, 41b; Sukkah 28b; Makkot ch. 2. Land of Israel, circa 400 CE. Reprinted in, e.g., Talmud Yerushalmi. Curato da Chaim Malinowitz, Yisroel Simcha Schorr, e Mordechai Marcus, voll. 1–3, 6b–11, 21–22. Brooklyn: Mesorah Publications, 2005–2011.
Rashi

Medievali[modifica | modifica wikitesto]

Moderni[modifica | modifica wikitesto]

  • Thomas Hobbes. Leviatano, "Review & Conclusion", Inghilterra, 1651. Rist. curata da C. B. Macpherson, pp. 476–77, 506, 518, 543, 548, 586–87, 724. Harmondsworth: Penguin Classics, 1982. ISBN 0-14-043195-0.
  • Moses Mendelssohn. Jerusalem oder über religiöse Macht und Judenthum, § 2. Berlino, (DE) 1783. Rist. (EN) in Jerusalem: Or on Religious Power and Judaism. Trad. di Allan Arkush; introd. e commentario di Alexander Altmann, 129. Hanover, N.H.: Brandeis University Press, 1983. ISBN 0-87451-264-6.
  • Thomas Mann. Giuseppe e i suoi fratelli. Trad. dal (DE) Bruno Arzeni, Arnoldo Mondadori Editore, 2006. Originale: Joseph und seine Brüder. Stockholm: Bermann-Fischer Verlag, 1943.
  • Morris Adler. The World of the Talmud, 30–31. B'nai B'rith Hillel Foundations, 1958. Reprinted Kessinger Publishing, 2007. ISBN 0-548-08000-3.
  • Martin Buber. On the Bible: Eighteen studies, 80–92. New York: Schocken Books, 1968.
  • Jacob Milgrom. "Lex Talionis and the Rabbis: The Talmud reflects an uneasy rabbinic conscience toward the ancient law of talion, 'eye for eye, tooth for tooth.'" Bible Review. 12 (2) (Apr. 1996).
  • Jeffrey H. Tigay. The JPS Torah Commentary: Deuteronomy: The Traditional Hebrew Text with the New JPS Translation, 160–93, 470–76. Philadelphia: Jewish Publication Society, 1996. ISBN 0-8276-0330-4.
  • Alan Lew. This Is Real and You Are Completely Unprepared: The Days of Awe as a Journey of Transformation, pp. 65, 76–86. Boston: Little, Brown and Co., 2003. ISBN 0-316-73908-1.
  • Joseph Telushkin. The Ten Commandments of Character: Essential Advice for Living an Honorable, Ethical, Honest Life, 275–78. New York: Bell Tower, 2003. ISBN 1-4000-4509-6.
  • Suzanne A. Brody. "A Heavenly Ruler." In Dancing in the White Spaces: The Yearly Torah Cycle and More Poems, 106. Shelbyville, Kentucky: Wasteland Press, 2007. ISBN 1-60047-112-9.
  • Eric M. Nelson. The Hebrew Republic: Jewish Sources and the Transformation of European Political Thought, 26–56. Cambridge, Mass.: Harvard University Press, 2010. ISBN 978-0-674-05058-7.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(ENHEITYI)

Testi[modifica | modifica wikitesto]

Commentari[modifica | modifica wikitesto]

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