Simeone (tribù)

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mosaico dove Simone è simboleggiato dalla porta di Sichen

Simeone è il secondo figlio di Giacobbe, eroe eponimo di Israele.

Simeone è anche il nome di una delle dodici tribù di Israele, scomparsa già in epoca antica.

Benedizione del padre Giacobbe[modifica | modifica wikitesto]

In punto di morte Giacobbe benedisse tutti i suoi figli. A Simeone e a Levi, suo fratello, rivolse queste parole di benedizione:

« Simeone e Levi sono fratelli, strumenti di violenza sono le loro spade. La mia benedizione non entri nella loro riunione, non partecipare, o anima mia, alla loro assemblea poiché, quando sono adirati, uccidono uomini, quando sono calmi tagliano i garetti ai tori. Maledetta la loro ira che è violenta ed il loro furore che è duro; li dividerò in Giacobbe e li sparpaglierò in Israele »   (Genesi 49,5-7)

L'esegesi ebraica spiega che Giacobbe non maledì i due ma l'ira in modo che al momento in cui essi fossero costretti ad affrontarla ne scorgessero la maledizione e, in quanto cosa non gradita, se ne allontanassero.

Il figlio di Giacobbe[modifica | modifica wikitesto]

Simeone (Shime'on, tratto da sh'ma, ascoltare) è il secondo figlio di Giacobbe e di Lia, che, quando lo partorì disse: "Dio ha ascoltato la tua preghiera di concedere un figlio" Gn 29,33.

Simeone vendicò l'oltraggio fatto a sua sorella Dina da Sichem, il figlio del re dei Sichemiti. Assieme a suo fratello Levi passarono tutti i maschi adulti della città a fil di spada. Poi presero i loro greggi come bottino di guerra, le loro ricchezze, le donne e i bambini.

Giacobbe ebbe paura di un'azione punitiva da parte degli alleati, numericamente più potenti. Prese quindi tutti gli idoli che lui e la sua famiglia avevano con loro e li sotterrò presso una quercia in Sichem, forse un rito per scongiurare la rivolta. Infatti nessun popolo che stava attorno a loro li inseguì nella loro fuga.

La tribù di Simeone[modifica | modifica wikitesto]

Quindi preannuncia a Simeone che verrà a perdersi il legame tribale tra le famiglie ed infatti, già all'epoca del profeta Samuele (intorno al X a.C.), la tribù di Simeone è scomparsa e il suo territorio appartiene ormai a quello della tribù di Giuda.

Il primo libro delle Cronache (1 Cronache 4: 29-43) riporta che i figli di Simeone non furono dispersi da Israele.

Il discendente Simei ebbe 16 maschi e 6 femmine, ma non una discendenza numerosa come quella della tribù di Giuda (28). Al tempo di Ezechia, re di Giuda, <

  • > (41) e occuparono le terre dei discendenti di Cam (figlio di Noè) da Ghedor fino ad oriente. Altri si spinsero fino al monte Seir e <<si stabilirono là fino ad oggi>>(43).
    Il riferimento dello sterminio di Cam e all'occupazione "fino a oggi", intende dire che tanto i nomi dei luoghi quanto chi li popola restano invariati e uguali in ogni epoca.
    Ghedor è una città di difficile localizzazione, non nominata altrove nella Bibbia, mentre il monte Seir (ancora oggi con questo nome) si trova a nord di Israele al confine con la Cisgiordania.
    In 1 Cronache 5 (4-10) è indicato che i figli di Gioele a oriente si estendevano fra l'inizio del deserto che va dal fiume Eufrate in qua, perché i loro greggi erano numerosi nel paese di Gàlaad e dopo aver vinto gli Agareni, si stabilirono nella parte orientale di Galaad, regione montuosa a est del Giordano. Per Levi la situazione migliora durante l'Esodo poiché questa dispersione, divisione viene convertita in un privilegio: solo i Leviti infatti potranno diventare sacerdoti officianti il culto di JHWH.

Esegesi ebraica[modifica | modifica wikitesto]

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