Ki Tisa

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Da non confondersi con le parashot Ki Teitzei o Ki Tavo.

Ki Tisa, Ki Tissa, Ki Thissa, o Ki Sisa (ebraico: כִּי תִשָּׂא — tradotto in italiano: “quando farai”, incipit di questa parashah) ventunesima porzione settimanale della Torah (ebr. פָּרָשָׁה – parashah o anche parsha/parscià) nel ciclo annuale ebraico di letture bibliche dal Pentateuco, nona nel Libro dell'Esodo. Rappresenta il passo 30:11-34:35 di Esodo, che gli ebrei leggono durante il ventunesimo Shabbat dopo Simchat Torah, generalmente a fine febbraio o in marzo.

Il Vitello d'oro (acquerello di James Tissot, 1896–1902)

Gli ebrei inoltre leggono la prima parte della parshah, Esodo 30:11-16, che riguarda la tassa pro capite di mezzo siclo, quale lettura biblica del maftirnello Speciale Shabbat Shekalim.[1] Parti della parasha che parlano dell'intercessione di Mosè la misericordia di DioEsodo 32:11-14 e Esodo 34:1-10 – vengono anche letti nei giorni di digiuno del Dieci di Tevet, del Digiuno di Ester, del Diaciassette di Tammuz, del Digiuno di Gedaliah, e nel servizio di preghiera pomeridiano (Mincha) nel Tisha b'Av. Gli ebrei leggono un'altra parte di parshah, Esodo 34:1-26, che rammenta i Festival dei Tre Pellegrinaggi (Shalosh Regalim),[2] come lettura iniziale della Torah nel terzo giorno intermedio (Chol HaMoed) di Pesach. Gli ebrei leggono anche una maggiore selezione della stessa parte di parshah, Esodo 33:12-34:26, come lettura iniziale della Torah nello Shabbat che cade durante uno dei giorni intermedi di Pesach o di Sukkot.

Il Tabernacolo

La parshah narra della costruzione del Tabernacolo, l'incidente del Vitello d'oro, la richiesta di Mosè a Dio che rivelasse la sua legge, e come Mosè diventasse radiante.

Interpretazione intrabiblica[modifica | modifica wikitesto]

Esodo capitoli 25–39[modifica | modifica wikitesto]

La tabella riporta il modello di istruzione e la costruzione del Tabernacolo e dei suoi arredi:[3]

Articolo Istruzione Costruzione
Ordine Versetti Ordine Versetti
Contributo 1 Esodo 25:1-9 2 Esodo 35:4-29
Arca 2 Esodo 25:10-22 5 Esodo 37:1-9
Tavola 3 Esodo 25:23-30 6 Esodo 37:10-16
Menorah 4 Esodo 25:31-40 7 Esodo 37:17-24
Tabernacolo 5 Esodo 26:1-37 4 Esodo 36:8-38
Altare dei Sacrifici 6 Esodo 27:1-8 11 Esodo 38:1-7
Corte del Tabernacolo 7 Esodo 27:9-19 13 Esodo 38:9-20
Lampada 8 Esodo 27:20-21 16 Numeri 8:1-4
Vesti Sacerdotali 9 Esodo 28:1-43 14 Esodo 39:1-31
Rituale di Ordinazione 10 Esodo 29:1-46 15 Levitico 8:1-9:24
Altare dell'Incenso 11 Esodo 30:1-10 8 Esodo 37:25-28
Lavabo 12 Esodo 30:17-21 12 Esodo 38:8
Olio dell'Unzione 13 Esodo 30:22-33 9 Esodo 37:29
Incenso 14 Esodo 30:34-38 10 Esodo 37:29
Artigiani 15 Esodo 31:1-11 3 Esodo 35:30-36:7
Shabbat 16 Esodo 31:12-17 1 Esodo 35:1-3

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per es. il 9 febbraio 2013 letto con la parshah Mishpatim); e 1º marzo 2014 letto con la parshah Pekudei.
  2. ^ Shalosh Regalim (שלוש רגלים), sono i tre festival maggiori dell'EbraismoPesach (Pasqua), Shavuot (Settimane) e Sukkot (Tende o Capanne) – quando gli Israeliti che viveano nell'antico Regno di Israele (Samaria) e Regno di Giudea faceano pellegrinaggio a Gerusalemme, come comandato dalla Torah. A Gerusalemme partecipavano alle varie festività e liturgie religiose in congiunzione coi servizi cultici dei kohanim ("sacerdoti") presso il Tempio di Gerusalemme.
  3. ^ Per ulteriori interpretazioni intrabibliche, cfr. Benjamin D. Sommer. “Inner-biblical Interpretation”, su The Jewish Study Bible. Curato da Adele Berlin & Marc Zvi Brettler, pp. 1829–35. New York: Oxford University Press, 2004. ISBN 0-19-529751-2.
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