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Vayigash

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Vayigash o Vaigash (ebraico: וַיִּגַּשׁ — tradotto in italiano: "appressatosi a lui" o "e si avvicinò", incipit di questa parashah) undicesima porzione settimanale della Torah (ebr. פָּרָשָׁה – parashah o anche parsha/parscià) nel ciclo annuale ebraico di letture bibliche dal Pentateuco. Rappresenta il passo 44:18-47:27 della Genesi che gli ebrei leggono durante l'undicesimo Shabbat dopo Simchat Torah, generalmente in dicembre o gennaio.

Nella parashah, Giuda pronuncia una supplica riesce a nome di suo fratello Beniamino, Giuseppe si rivela ai suoi fratelli, Giacobbe giunge in Egitto e l'amministrazione dell'Egitto da parte di Giuseppe salva vite umane, ma trasforma tutti gli egiziani in servi.

Nel rotolo della Torah (ebraico: ספר תורה, Sefer Torah), la parashah occupa circa 178 righe, fatte di 5680 lettere ebraiche, 1480 parole ebraiche e 106 versetti.[1]

Giuseppe viene riconosciuto dai fratelli (dipinto di Léon Pierre Urbain Bourgeois del 1863)

Interpretazione intrabiblica[modifica | modifica wikitesto]

Genesi capitolo 42[modifica | modifica wikitesto]

In Genesi 44:19-23 Giuda ripete gli eventi inizialmente raccontati in Genesi 42:7-20

Il Narratore in Genesi 42 Giuda in Genesi 44
7 E Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece l'estraneo verso di loro, parlò duramente e disse: "Di dove siete venuti?" Risposero: "Dal paese di Cànaan per comperare viveri". 8Giuseppe riconobbe dunque i fratelli, mentre essi non lo riconobbero. 9Si ricordò allora Giuseppe dei sogni che aveva avuti a loro riguardo e disse loro: "Voi siete spie! Voi siete venuti a vedere i punti scoperti del paese". 10Gli risposero: "No, signore mio; i tuoi servi sono venuti per acquistare viveri. 11Noi siamo tutti figli di un solo uomo. Noi siamo sinceri. I tuoi servi non sono spie!" 12Ma egli disse loro: "No, voi siete venuti a vedere i punti scoperti del paese!" 19 Il mio signore aveva interrogato i suoi servi: Avete un padre o un fratello?
13Allora essi dissero: "Dodici sono i tuoi servi, siamo fratelli, figli di un solo uomo, nel paese di Cànaan; ecco il più giovane è ora presso nostro padre e uno non c'è più". 20E noi avevamo risposto al mio signore: Abbiamo un padre vecchio e un figlio ancor giovane natogli in vecchiaia, suo fratello è morto ed egli è rimasto il solo dei figli di sua madre e suo padre lo ama.
14Giuseppe disse loro: "Le cose stanno come vi ho detto: voi siete spie. 15 In questo modo sarete messi alla prova: per la vita del faraone, non uscirete di qui se non quando vi avrà raggiunto il vostro fratello più giovane. 16Mandate uno di voi a prendere il vostro fratello; voi rimarrete prigionieri. Siano così messe alla prova le vostre parole, per sapere se la verità è dalla vostra parte. Se no, per la vita del faraone, voi siete spie!" 17E li tenne in carcere per tre giorni. 18Al terzo giorno Giuseppe disse loro: "Fate questo e avrete salva la vita; io temo Dio! 19Se voi siete sinceri, uno dei vostri fratelli resti prigioniero nel vostro carcere e voi andate a portare il grano per la fame delle vostre case. 20Poi mi condurrete qui il vostro fratello più giovane. Allora le vostre parole si dimostreranno vere e non morirete". Essi annuirono. 21Tu avevi detto ai tuoi servi: Conducetelo qui da me, perché lo possa vedere con i miei occhi. 22Noi avevamo risposto al mio signore: Il giovinetto non può abbandonare suo padre: se lascerà suo padre, questi morirà. 23Ma tu avevi soggiunto ai tuoi servi: Se il vostro fratello minore non verrà qui con voi, non potrete più venire alla mia presenza.

Genesi capitolo 45[modifica | modifica wikitesto]

La spiegazione di Giuseppe in Genesi 45:5 che Dio l'aveva mandato in Egitto prima dei suoi fratelli per salvare vite, trova una corrispondenza in Genesi 50:20 dove Giuseppe dice ai fratelli che questi gli volevano male, ma Dio l'aveva causato per il bene delle vite di molti altri, che Giuseppe aveva salvato. Similmente, Salmo 105:16-17 enuncia che Dio aveva causato una carestia sulla terra e aveva inviato Giuseppe prima dei Figli di Israele.

Genesi capitolo 47[modifica | modifica wikitesto]

La benedizione che Giuseppe dà a Faraone in Genesi 47:7 realizza la profezia di Genesi 12:3, 22:18, 26:4 e 28:14 che tramite i discendenti di Abramo le altre famiglie della terra sarebbero state benedette.

Il resoconto di Genesi 47:27 che gli Israeliti furono fecondi e si moltiplicarono, riecheggia in Esodo 1:7

Comandamenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Maimonide e lo Sefer ha-Chinuch, non ci sono comandamenti (mitzvot) in questa parshah.[2]

Pagina di Haggadah tedesca del XIV secolo

Nella liturgia[modifica | modifica wikitesto]

La Haggadah di Pesach, nella sezione del magid del Seder di Pesach, riporta che Israele "scese in Egitto — obbligato a farlo dalla parola [di Dio]", e alcuni commentatori spiegano che questa dichiarazione si riferisce a Dio che rassicura Giacobbe in Genesi 46:3-4 dicendogli "non temere di scendere in Egitto, perché laggiù io farò di te un grande popolo. Io scenderò con te in Egitto."[3] Poco dopo, la Haggadah cita Genesi 47:4 con la proposizione che Israele non scese in Egitto per stabilircisi, ma solo per starci temporaneamente.[4]

Regno di Giuda (verde chiaro) e Regno di Israele (verde scuro) circa 830 a.e.v.

Haftarah[modifica | modifica wikitesto]

La haftarah della parashah è Ezechiele 37:15-28

Riassunto[modifica | modifica wikitesto]

La parola di Dio fu sopra Ezechiele, dicendogli di scrivere su un bastone "Giuda e gli Israeliti uniti a lui", di scrivere su un altro bastone "Giuseppe, legno di Efraim e tutta la casa d'Israele unita a lui", e di unire i due bastoni insieme in un unico legno che formasse una cosa sola nella sua mano.[5] Quando la gente gli avesse chiesto il significato di questi due bastoni, Ezechiele doveva rispondere che Dio aveva detto: «Ecco, io prendo il legno di Giuseppe, che è in mano a Efraim e le tribù d'Israele unite a lui, e lo metto sul legno di Giuda per farne un legno solo; diventeranno una cosa sola in mano mia.»[6] Ezechiele doveva tenere i bastoni in mano in modo che la gente li vedessero, e dir loro che Dio aveva affermato che avrebbe riunito i figli di Israele da tutte le nazioni, ovunque essi si trovassero, e li avrebbe ricondotti alla loro terra e avrebbe fatto di loro un solo popolo «sui monti d'Israele ... un solo re regnerà su tutti loro e non saranno più due popoli, né più saranno divisi in due regni. Non si contamineranno più con i loro idoli, con i loro abomini e con tutte le loro iniquità; li libererò da tutte le ribellioni con cui hanno peccato; li purificherò e saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio.»[7] David avrebbe regnato su di loro e avrebbero avuto un solo pastore e osservato gli statuti di Dio.[8] Loro e i loro figli e i figli dei figli per sempre, avrebbero abitato nella terra che Dio aveva dato a Giacobbe, dove i loro padri avevano abitato, e David sarebbe stato il loro re per sempre.[9] Dio avrebbe fatto un patto eterno di pace con loro, moltiplicandoli, e ponendo un Suo santuario in mezzo a loro per sempre.[10] In mezzo a loro sarebbe stata la dimora di Dio, «io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Le genti sapranno che io sono il Signore che santifico Israele quando il mio santuario sarà in mezzo a loro per sempre.»[11]

Collegamento alla Parashah[modifica | modifica wikitesto]

Sia la parashah che la haftarah raccontano storie di riconciliazione della progenie di Giacobbe, entrambe parlano della relazione tra Giuda e Giuseppe, nella parasha come individui, mentre nella haftarah come rappresentanti del Regno di Giuda e Regno di Israele.

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Antichi[modifica | modifica wikitesto]

Non rabbinici[modifica | modifica wikitesto]

Rabbinici classici[modifica | modifica wikitesto]

Medievali[modifica | modifica wikitesto]

  • Avot of Rabbi Natan, 41. Circa 700–900 e.v. Ristampa (EN) The Fathers According to Rabbi Nathan. Trad. di Judah Goldin, 172. New Haven: Yale University Press, 1955. ISBN 0-300-00497-4. The Fathers According to Rabbi Nathan: An Analytical Translation and Explanation. Trad. Jacob Neusner, 256. Atlanta: Scholars Press, 1986. ISBN 1-55540-073-6.
  • Deuteronomy Rabbah 1:13. Terra d'Israele, IX secolo. Rist. su Midrash Rabbah: Deuteronomy. Trad. H. Freedman & Maurice Simon. Londra: Soncino Press, 1939. ISBN 0-900689-38-2.
  • Exodus Rabbah 3:3, 4, 8; 15:16; 18:8; 40:4. X secolo. Rist. Midrash Rabbah: Deuteronomy. Trad. H. Freedman & Maurice Simon. Londra: Soncino Press, 1939. ISBN 0-900689-38-2.
  • Tanna Devei Eliyahu. Seder Eliyyahu Rabbah 24. X secolo. Rist. Tanna Debe Eliyyahu: The Lore of the School of Elijah. Trad. William G. Braude & Israel J. Kapstein, 285. Philadelphia: Jewish Publication Society, 1981. ISBN 0-8276-0634-6.
  • Rashi. Commentario. Genesis 44–47. Troyes, Francia, XI secolo. Rist. Rashi, The Torah: With Rashi's Commentary Translated, Annotated, and Elucidated. Trad. e note di Yisrael Isser Zvi Herczeg, 1:493–520. Brooklyn: Mesorah Publications, 1995. ISBN 0-89906-026-9.
  • Numeri Rabbah 3:8; 8:4; 12:2; 13:3, 20; 14:7, 8, 12; 19:3; 22:8. XII secolo. Rist. Midrash Rabbah: Numbers. Trad. Judah J. Slotki. Londra: Soncino Press, 1939. ISBN 0-900689-38-2.
  • Zohar 1:93b, 119a, 149b, 153b, 180b, 197a, 205a–211b, 216b, 222a, 226a; 2:4b, 16b, 53a, 85a; 3:206a. Spagna, XIII secolo. Rist. (EN) The Zohar. Trad. Harry Sperling & Maurice Simon. 5 voll. Londra: Soncino Press, 1934.

Moderni[modifica | modifica wikitesto]

  • Thomas Mann. Giuseppe e i suoi fratelli. Trad. (EN) di John E. Woods, 257, 274–75, 464, 541–42, 547, 568–69, 663, 668, 672, 717–18, 722, 758, 788, 792–94, 796–97, 803–04, 852–53, 859, 878, 881, 886, 923, 1373–447. New York: Alfred A. Knopf, 2005. ISBN 1-4000-4001-9. Originale (DE) Joseph und seine Brüder. Stockholm: Bermann-Fischer Verlag, 1943.
  • Anna Frank. Diario - ediz. definitiva (EN) . Curata da Otto H. Frank & Mirjam Pressler; trad. Susan Massotty, 107. New York: Doubleday, 1995. ISBN 0-385-47378-8. Originale (NL) Het Achterhuis. Paesi Bassi, 1947. (“As the Benjamin of the Annex, I got more than I deserved.”)
  • George W. Coats. “The Joseph Story and Wisdom: a Reappraisal.” Catholic Biblical Quarterl]. 35 (1973): 285–97.
  • George W. Coats. “Redactional Unity in Genesis 37–50.” Journal of Biblical Literature. 93 (1974): 15–21.
  • Donald A. Seybold. “Paradox and Symmetry in the Joseph Narrative.” In Literary Interpretations of Biblical Narratives. Cur. Kenneth R.R. Gros Louis, con James S. Ackerman & Thayer S. Warshaw, 59–73. Nashville: Abingdon Press, 1974. ISBN 0-687-22131-5.
  • George W. Coats. From Canaan to Egypt: Structural and Theological Context for the Joseph Story. Washington: Catholic Biblical Association, 1975. ISBN 0-915170-03-5.
  • Robert Alter. “Joseph and His Brothers.” Commentary. 70/5 (1980): 59–69.
  • Frederick Buechner. The Son of Laughter, 220, 260–74. New York: HarperSanFrancisco, 1993. ISBN 0-06-250116-X.
  • Aaron Wildavsky. Assimilation versus Separation: Joseph the Administrator and the Politics of Religion in Biblical Israel. New Brunswick, N.J.: Transaction Publishers, 1993. ISBN 1-56000-081-3.
  • Leon Kass. The Beginning of Wisdom: Reading Genesis, 593–615. New York: Free Press, 2003. ISBN 0-7432-4299-8.
  • Suzanne A. Brody. “Intense spotlight.” In Dancing in the White Spaces: The Yearly Torah Cycle and More Poems, 73. Shelbyville, Kentucky: Wasteland Press, 2007. ISBN 1-60047-112-9.
  • Esther Jungreis. Life Is a Test, 247–51. Brooklyn: Shaar Press, 2007. ISBN 1-4226-0609-0.
  • Naomi Graetz. “From Joseph to Joseph.” The Jerusalem Report. 20 (19) (2009): 45.
  • Hillel I. Millgram. The Joseph Paradox: A Radical Reading of Genesis 37–50. Jefferson, North Carolina: McFarland & Co., 2012. ISBN 0-7864-6850-5.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(ENHEITYI)

Testi[modifica | modifica wikitesto]

Cantillazione di Parashah Vayyiggash 1

Commentari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statistiche Sidra, Akhlah Inc. URL consultato il 7 febbraio 2013.
  2. ^ Maimonide, Mishneh Torah. Cairo, Egitto, 1170–1180. Ristamp. su Maimonide, The Commandments: Sefer Ha-Mitzvoth of Maimonides. Trad. (EN) di Charles B. Chavel, 2 voll. Londra: Soncino Press, 1967. ISBN 0-900689-71-4. Sefer HaHinnuch: The Book of [Mitzvah] Education. Trad. di Charles Wengrov, 1:87. Gerusalemme: Feldheim Pub., 1991. ISBN 0-87306-179-9.
  3. ^ Joseph Tabory, JPS Commentary on the Haggadah: Historical Introduction, Translation, and Commentary, p. 90. Philadelphia: Jewish Publication Society, 2008. ISBN 978-0-8276-0858-0
  4. ^ Tabory, a p. 90. Menachem Davis, The Interlinear Haggadah: The Passover Haggadah, with an Interlinear Translation, Instructions and Comments, p. 43. Brooklyn: Mesorah Publications, 2005. ISBN 1-57819-064-9
  5. ^ Ezechiele 37:15-17
  6. ^ Ezechiele 37:18-19
  7. ^ Ezechiele 37:22-23
  8. ^ Ezechiele 37:24
  9. ^ Ezechiele 37:25
  10. ^ Ezechiele 37:26
  11. ^ Ezechiele 37:27-28


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