Elisabetta (madre del Battista)

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Sant'Elisabetta
Maria in visita ad Elisabetta, affresco di Giotto, Cappella degli Scrovegni
Maria in visita ad Elisabetta, affresco di Giotto, Cappella degli Scrovegni

Madre di San Giovanni Battista

Nascita  ?, I Secolo a.C
Morte  ?, I Secolo d.C
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 23 settembre
Patrono di Donne sterili, Partorienti.

Elisabetta è un personaggio del Vangelo di Luca, madre di Giovanni il Battista e parente di Maria (Luca 1,3). La Chiesa cattolica la considera santa, e ne celebra la memoria il 23 settembre.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Elisabetta (in greco Ἐλισάβετ) è scritto anche come Elisheba (dall'aramaico אֱלִישֶׁבַע / אֱלִישָׁבַע, "colei che giura per Dio"; in ebraico Elišévaʿ Elišávaʿ, in ebraico tiberiense ʾĔlîšéḇaʿ ʾĔlîšāḇaʿ; arabo أليصاباتAlyassabat).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Vangelo di Luca, Elisabetta era moglie di Zaccaria, membro della classe sacerdotale ebraica, ed era parente di Maria; il grado di parentela non è specificato nei Vangeli (nella tradizione cristiana più tarda è definita sua cugina, figlia di Ismeria, figlia a sua volta di Emerenzia e sorella di sant'Anna).

I due coniugi erano ormai di età avanzata quando Zaccaria, mentre svolgeva il suo servizio nel Tempio di Gerusalemme, ebbe la visione dell'arcangelo Gabriele il quale gli annunciò la prossima nascita di un figlio (fino a quel momento non ne avevano avuti). Poiché Zaccaria non gli credette, per convincerlo Gabriele lo fece diventare muto fino a che il suo annuncio non si fosse adempiuto. Zaccaria riacquistò la parola dopo che il bambino fu nato e, durante il rito della circoncisione, gli fu imposto il nome di Giovanni, come l'angelo aveva ordinato.

Al sesto mese di gravidanza, Elisabetta ricevette la visita di Maria, che nel corso dell'Annunciazione era stata avvertita che Elisabetta era incinta. All'udire il saluto di Maria, Elisabetta «fu ricolma di Spirito Santo» e riconobbe Maria come la madre del Salvatore salutandola con le famose parole «benedetta fra le donne» e «madre del mio Signore». Maria rispose intonando l'inno del Magnificat. Questo episodio è ricordato nella dottrina cristiana come la Visitazione (dal latino Visitatio).

Secondo la tradizione, il villaggio in cui vivevano Zaccaria ed Elisabetta (che il Vangelo non nomina, indicando solo che si trovava sulle montagne della Giudea) era l'attuale Ain Karem, ad alcuni chilometri da Gerusalemme. Qui sorgono una chiesa dedicata a san Giovanni Battista e una dedicata alla Visitazione.

Ricorrenza[modifica | modifica wikitesto]

Elisabetta non fu mai dichiarata santa con un processo di canonizzazione. La sua data di commemorazione varia a seconda della confessione religiosa:

Nell'Islam[modifica | modifica wikitesto]

Zaccaria e Elisabetta sono oggetto di culto nella religione islamica. Il Corano menziona più volte il nome di Zaccaria, mai quello di Elisabetta, accettato dalla tradizione che si rifà in questo aspetto ai Vangeli.

Il Corano menziona:

  • le preghiere di Zaccaria per un figlio (21:89)
  • la nascita di un profeta, Giovanni (19:12)
  • la famiglia di umili servi di Dio (21:90).

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  2. ^ a b c d e Errore nell'uso delle note: Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore heiligen
  3. ^ (EN) Righteous Elizabeth the mother of St John the Baptist, su Orthodox Church in America. URL consultato il 16 novembre 2015.
  4. ^ (EN) Saint Elizabeth, su CatholicSaints.Info. URL consultato il 16 novembre 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sant'Elisabetta, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.
  • (EN) Elizabeth su Catholic Encyclopedia
Controllo di autorità VIAF: (EN42629178 · GND: (DE118529862