Lettere di Ignazio

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Con l'espressione Lettere di Ignazio si intendono sette lettere attribuite al vescovo e martire Ignazio di Antiochia († 107-110), detto L'Illuminatore, scritte in greco nei primi anni del II secolo. Dalla tradizione cristiana e dagli studiosi contemporanei sono ritenute autentiche.[1] Non essendo incluse nel canone della Bibbia sono considerate come apocrifi del Nuovo Testamento. Oggi sono incluse nella cosiddetta letteratura subapostolica (letteratura dei successori degli apostoli).

Ignazio, per primo nella letteratura cristiana, attribuisce alla Chiesa l'appellativo «cattolica», cioè «universale»: "Dove è Gesù Cristo, lì è la Chiesa cattolica" (Lettera agli Smirnesi 8,2).[2]

Il corpus di lettere di Ignazio[modifica | modifica wikitesto]

Ignazio ha lasciato un corpus di lettere redatte durante il viaggio che lo portò da Antiochia a Roma, dove subì il martirio. La prima tappa del suo viaggio fu Smirne. Qui Ignazio scrisse quattro lettere, rispettivamente alle Chiese di Efeso, di Magnesia, di Tralles e di Roma. Partito da Smirne, Ignazio giunse nella Troade, dove sostò per qualche tempo. Dalla Troade spedì tre lettere: due alle comunità di Filadelfia e di Smirne, e una al vescovo di Smirne, Policarpo.[3]

Di tale corpus sono giunte a noi tre redazioni diverse, definite dagli studiosi:[4]

  • recensione lunga, le sette lettere della recensione media, con varie interpolazioni di stampo apollinarista risalenti al IV o V secolo, e altre sei lettere apocrife; fu una recensione molto diffusa, la cui editio princeps latina risale al 1498 e quella greca al 1557;
  • recensione media, la recensione ritenuta autentica delle sette lettere di Ignazio;
  • recensione breve, la recensione in cui tre lettere della recensione media (Agli Efesini, Ai Romani, A Policarpo) compaiono in forma più breve; questa recensione si è conservata in una traduzione siriaca pubblicata nel 1845.

Il fatto che queste epistole compaiano in diversi formati ha fatto suscitare molti dubbi sulla loro autenticità. Dopo una discussione durata svariati decenni, tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX, si è convenuto che la versione autentica fosse quella media. La forma lunga e la forma breve sarebbero state redatte a posteriori e non apparterrebbero ad Ignazio.[1] Nonostante la comunità degli studiosi abbia trovato un accordo, il dibattito continua tutt'oggi.

Recensione media[modifica | modifica wikitesto]

Unica da considerare autentica, la recensione media consta di sette lettere, rispettivamente:

  1. Lettera agli Efesini
  2. Lettera ai Magnesii
  3. Lettera ai Tralliani
  4. Lettera ai Romani
  5. Lettera ai Filadelfiesi
  6. Lettera agli Smirnesi
  7. Lettera a Policarpo

Fonti antiche[modifica | modifica wikitesto]

Le lettere sono state tramandate, con l'eccezione della Lettera ai Romani, dal codice Mediceo Laurenziano 57,7, databile all'XI secolo [5]. La Lettera ai Romani è contenuta nel codice Parigino greco 1451 (risalente ai secoli X-XI), dov'è incorporata nello scritto intitolato Martirio di Ignazio.[6] Parte della lettera alla comunità di Smirne (capitoli 3-12, 1) è contenuta nel papiro di Berlino 10581 (V secolo).[7]

Le lettere pseudoepigrafe[modifica | modifica wikitesto]

Nella recensione lunga delle lettere ignaziane furono inserite anche altre lettere, oggi ritenute pseudoepigrafe:[8]

  • Lettera di Maria proselita a Ignazio
  • Lettera di Ignazio a Maria, proselita
  • Lettera di Ignazio ai Tarsiani
  • Lettera di Ignazio agli Antiocheni
  • Lettera di Ignazio a Erone, diacono di Antiochia
  • Lettera di Ignazio ai Filippesi

Fanno inoltre parte delle lettere falsamente attribuite Ignazio quattro lettere indicate come "Corrispondenza con san Giovanni e la Vergine":[9]

  • Lettera di Ignazio a Giovanni apostolo
  • Seconda lettera di Ignazio a Giovanni apostolo
  • Lettera di Ignazio a Maria Vergine
  • Lettera di Maria Vergine a Ignazio

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Quasten, p. 72; Camelot, pp. 15-16.
  2. ^ Camelot, p. 162 n. 2.
  3. ^ Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, III, 36; Camelot, pp. 7-8.
  4. ^ Camelot, pp. 14-15.
  5. ^ Il codice M. L. contiene anche alcuni testi della recensione lunga.
  6. ^ Camelot, p. 14.
  7. ^ (DE) P. 10581: Ignatius von Antiochia, Epistula ad Smyrnaeos 3 – 12, 1, su berlpap.smb.museum. URL consultato il 5 maggio 2019.
  8. ^ Lightfoot, pp. 234 segg.
  9. ^ Lightfoot, p. 233.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Ignace d'Antioche e Polycarpe de Smyrne, Lettres. Martyre de Polycarpe, a cura di P. Th. Camelot, 3ª ed., Éditions du Cerf, 1958.
  • (EN) J.B. Lightfoot, The Apostolic Fathers. S. Ignatius, S. Polycarp, vol. II, 1, 2ª ed., Londra, 1889.
  • Johannes Quasten, Patrologia, vol. 1, Marietti, 1980.
  • Emanuela Prinzivalli e Manlio Simonetti, Testi cristiani delle origini, Mondadori, 2010. «Le lettere di Ignazio», pagg. 279 e segg.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]