Tempio Celeste di Gerusalemme

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Il principio spirituale che afferma l'esistenza del Tempio Celeste di Gerusalemme è presente nella religione ebraica come uno tra i più importanti fondamenti della stessa nella vita del popolo ebraico. Molti infatti i testi della tradizione ebraica che ne menzionano le caratteristiche e la qualità nonché le funzioni eterne spirituali strette al Mondo Inferiore: si ritiene che il Tabernacolo sia stato costituito secondo la visione profetica del Santuario Celeste avuta da Mosè. Nel Cantico del mare del Tanakh si legge:

« Il Santuario, oh mio Dio, che le tue mani stabilirono »   (Esodo 15.17)

Il luogo eterno del Tempio Celeste di Gerusalemme è chiamato Zevul, mentre la posizione del Cielo spirituale è Rakiya

Esso è stato individuato nella Torah nella definizione Il Santuario del Giovane Metatron con riferimento alla Merkavah.

Quando si parla di Santuari ci si riferisce al Tempio di Gerusalemme in Sion ed a quello celeste.

Quando gli Ebrei costruirono il Mishkan avevano in mente il Tempio celeste.

L'angelo Michele corrisponde in Alto al Kohen Gadol in Basso.

Il Santuario in Cielo e nel Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'espressione scritta della tradizione ebraica Et haMishkan "et" si trova a capoverso ad indicarne la sua presenza nei Reami Eccelsi in analogia a quello in Terra secondo l'interpretazione esegetica sorta dall'analisi grammaticale ebraica, esprimendo il significato del loro legame e della loro congiuntura spirituali.

Esso ebbe rilevanza in corrispondenza tanto al Tabernacolo trasportato dai Leviti lungo i tragitti e le tappe degli Ebrei durante il cammino dei 40 anni nel Deserto, dopo l'Esodo dall'Egitto, tanto con riferimento al Tempio di Gerusalemme. Così nel Mondo Inferiore con il Santuario Terreno di Gerusalemme - dove gli ebrei avevano l'obbligo di compiere il pellegrinaggio per le tre Festività ebraiche di Pesach, Shavuot e Succot - nella formazione ed esistenza spirituali del Santuario Celeste, si stabiliscono l'unione e la loro vicinanza nel legame verticale spirituale di santità e sacralità diffuse anche nell'ambito del mondo fisico o materiale.

"Una parte costruita dall'uomo ed una da Dio"[modifica | modifica wikitesto]

Quando si parla della parte del terzo Tempio di Gerusalemme provvista da Dio, haQadosh BarukhHu, non ci si riferisce alle parti intere o esigue architettoniche e cultuali (ed altro: vesti, suppellettili, armi e strumenti musicali, arredamento, opere artistiche, metalli e gioielli, barche, carri ed animali, ecc della Terra d'Israele in genere e non solo per l'Avodah) devastate e di cui si fece razzia contro il popolo ebraico durante le invasioni e le guerre in Terra d'Israele che di molto rimase spoglia.

L'origine celeste di una parte del terzo Tempio di Gerusalemme è quindi unita a quella materiale infatti Rashi, nel commento a Talmud Sukkàh 41a, scrive che una parte di esso viene costruita e provvista da Dio.

"Un Luogo in Basso in cui abitare"[modifica | modifica wikitesto]

Si adempie alla Volontà divina nella pratica del Servizio per Dio grazie ai Kohanim ad esso destinati, servizio sancito nelle loro caratteristiche precipue trascendenti anche costitutive di quello peculiare degli angeli ad esso preposti, ciò sotto un unico Governo divino nell'accettazione del Regno celeste.
I due Santuari sono veri come Residenza dell'Eterno sia in ambito spirituale sia come suggello della Volontà divina di avere un Luogo in Basso in cui abitare, nel Mondo del Basso struttura monumentale e grandiosa; entrambi, in un'origine divina non definibile ed intangibile, richiamano altresì una concezione di Residenza ineffabile come Luogo della presenza di Dio (cfr. Presenza divina) qualificato nelle proprietà caratteristiche di santità e sempre nella Volontà divina. Corrispondenza espressa anche nel Versetto biblico che afferma che Dio, quando ebbe il proprio Tempio di Gerusalemme costruito, annunciò agli angeli che da quel momento in poi anch'essi dovessero operare nei Cieli in modo corrispondente al servizio dei kohanim nel Tempio di Gerusalemme.

Il servizio del Tempio degli angeli e quello dei kohanim[modifica | modifica wikitesto]

Importanti la funzione ed il ruolo spirituali e celesti delle anime degli ebrei deceduti quindi poi salite al Santuario Celeste e a questo legate per il tiqqun; con un significato e su un livello differenti secondo interpretazioni che distinguono i due Servizi a Dio, effettuati in paragone l'uno con l'altro, quello nel Mondo Superiore da parte degli angeli comunque intrinseco a quello dei kohanim nel Mondo Inferiore, questo tiqqun corrisponde appunto al servizio sacerdotale dei kohanim anche attraverso i sacrifici degli animali permessi ed atti a ciò nel Tempio di Gerusalemme.
Su un piano differente ma corrispondente le anime degli ebrei defunti, ormai purificate dai peccati e da ogni macchia o guasto, giungono infatti al Tempio Celeste con la funzione di contribuire al risanamento della natura spirituale del popolo ebraico nel Mondo Inferiore durante la vita in Esilio dalla Terra d'Israele; il suo servizio per Dio sussiste anche in mancanza del Tempio di Gerusalemme. Anche secondo il testo Chassidico Tanya le anime dei giusti defunti abbandonano il proprio legame con il Mondo solo apparentemente, continuano infatti a contribuire al miglioramento del Mondo perfettamente uniti a Dio per questa missione, ciò favorendo la continuità dei propri percorsi e del cammino vissuto durante la propria vita.

Nell'era messianica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'era messianica, così afferma anche il Ramchal, il Tempio Celeste e quello Terreno saranno uniti come avvenne durante l'esistenza del primo Tempio seppur costruito in maniera differente: il versetto di riferimento dice infatti che il terzo Tempio di Gerusalemme sarà costruito anche da Dio. In connessione a questo, come completamento della manifestazione divina nell'era messianica, vi sarà la rivelazione della Gloria divina ad ogni essere.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]