Busitalia-Sita Nord

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Busitalia - Sita Nord
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Stato Italia Italia
Forma societaria Società a responsabilità limitata
Fondazione 12 luglio 2011 a Roma
Fondata da Ferrovie dello Stato Italiane
Sede principale Roma
Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane
Filiali
Persone chiave Paolo Colombo Presidente Stefano Rossi AD
Settore Trasporto
Prodotti Trasporto Pubblico Locale
Fatturato € 116,7 milioni (2013)
Utile netto € 3,0 milioni (2013)
Dipendenti 3500 (2015)
Sito web

Busitalia - Sita Nord s.r.l. è una società di trasporto pubblico locale automobilistico interamente partecipata dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Busitalia - Sita Nord nasce dopo la fusione e successiva scissione avvenuta in SITA. Tale scissione, avvenuta nel 2011, avvenne tramite un'operazione straordinaria voluta dai soci delle precedenti Società Sogin S.r.l. e Sita S.p.A., la prima totalmente inglobata nella seconda, che si sono determinati allo scioglimento della joint venture tra loro esistente in quelle Società, destinando il patrimonio parte a FS Trasporti su Gomma (ex Tiburtina Sviluppo Immobiliare S.p.a. e mutata, due mesi dopo, nell'attuale Busitalia - Sita Nord), parte a “Sicurezza Trasporti Autolinee – Sita Sud S.r.l.” (a totale partecipazione del gruppo Vinella). La scissione, non proporzionale, ha diviso l'azienda su criterio geografico, conferendo a Sita Nord le direzioni Toscana e Veneto nonché gli autoservizi ferroviari sostitutivi sul territorio nazionale precedentemente in capo a Sogin[2].

Il 1º dicembre 2012 acquista il 100% delle quote di Ataf Gestioni Srl per 18,9 milioni di euro dall'Ati composta da BusItalia-Sita Nord (capofila), Cooperativa autotrasporti pratese Soc. Coop (Cap Prato) e Autoguidovie Spa (Milano) ha vinto la gara per la cessione di Ataf Gestioni, ramo Tpl di Ataf Spa.

Nel 2014 si aggiudica la gara per l'acquisto del 100% di Umbria Mobilità, la società che gestisce il trasporto pubblico locale in Umbria.

Nel 2015, insieme alla padovana APS Holding, costituisce la società Busitalia Veneto S.p.A., di cui detiene il 55% del capitale sociale. Alla nuova società vengono conferiti sia il ramo veneto di Busitalia Nord (ovvero il trasporto pubblico extraurbano di Padova e di Rovigo e il trasporto pubblico urbano di Rovigo), sia il ramo Mobilità di APS Holding (il servizio urbano di Padova ed extraurbano della zona termale).

A maggio 2016 si aggiudica la gara per l'acquisizione del Consorzio Salernitano di Trasporto Pubblico (CSTP) da tempo in stato di insolvenza.[3]

Nell'aprile del 2017 Busitalia - Sita Nord acquista il 51% di Simet, azienda calabrese specializzata nel trasporto di passeggeri su gomma a mezzo autobus, creando così una nuova società, Busitalia Simet SpA, che ha rilevato le attività della ex Simet SpA. Busitalia Simet SpA commercializza i propri servizi attraverso Busitalia Fast.[4]

Il nome[modifica | modifica wikitesto]

Rovigo, uno dei Mercedes-Benz Citaro nella nuova livrea Busitalia-Sita Nord fotografato in una delle due fermate della stazione ferroviaria.

La denominazione della nuova società deriva dal connubio con il nome della vecchia società (SITA), l'identificazione con l'area geografica in cui il servizio viene effettuato (Veneto, Umbria, Toscana e provincia di Salerno) e l'aggiunta del nome "Busitalia".

I dati aziendali[modifica | modifica wikitesto]

Busitalia - Sita Nord s.r.l. nel 2013 ha effettuato oltre 44 milioni di km, di cui 28,7 milioni di km relativi al solo TPL, grazie a poco più di 900 dipendenti che operano su 707 autobus[5]. I passeggeri trasportati sono circa 22 milioni.[6][7] Per quanto riguarda il TPL, due terzi dei ricavi sono realizzati in Veneto, un terzo in Toscana[8], mentre il personale è all'incirca equamente suddiviso tra le due regioni. Il 16 febbraio 2012 Busitalia ha stretto una partnership con il gruppo Autoguidovie il cui Amministratore Delegato, dopo tre mesi, è diventato AD anche di Busitalia[9]. Dal punto di vista delle relazioni industriali la situazione interna all'Azienda resta molto tesa, in particolare in Veneto, dove non esiste un contratto di secondo livello. Queste criticità dovrebbero essere superate con un nuovo contratto aziendale di livello nazionale che permetterà di redistribuire i cospicui utili ai lavoratori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]