Barone

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Heraldic Crown of Portuguese Barons.svg

Corona per il titolo nobiliare di barone nell'araldica italiana e portoghese.

Blasonatura
La corona normale di Barone ha il cerchio accollato da un filo di perle con sei giri in banda (tre visibili).[1] Sono tollerate le corone di Barone col tortiglio alternato sul margine del cerchio da sei grosse perle (quattro visibili) oppure omesso il tortiglio colla cimatura di dodici perle (sette visibili) o collocate sul margine del cerchio o sostenute da altrettante punte.[2]

Heraldic Crown of Spanish Barons.svg

Corona per il titolo nobiliare di barone nell'araldica spagnola.

Coronet of a British Baron.svg

Corona per il titolo nobiliare di barone nell'araldica britannica.

Barone è termine d'origine germanica, da bara o baro, che significava uomo libero o guerriero, e che latinizzato diventò baro, baronis.

A partire dall'età moderna il titolo di barone è il "più basso" dei titoli feudali, benché possa anche essere concesso senza connessione con un feudo, come avviene nelle concessioni moderne, successive al periodo feudale. In Italia, dal 1948 i titoli nobiliari non sono riconosciuti[3].

Nel significato moderno, viene definito "barone" colui che detiene un potere assoluto e incontrastato in un'istituzione pubblica, specialmente nel campo universitario o professionale, ove il termine è frequentemente usato per indicare quei titolari di cattedra il cui operato possa ingenerare il sospetto di un interesse privato nell'uso dei poteri e privilegi accademici, loro demandati o concessi.

In origine il termine indicava una alta nobiltà: in Bretagna i baroni, non più di nove, erano parenti del Duca. Nel XIII secolo il titolo aveva una connotazione onorifica tale da essere preferito a quello di principe.

Baroni del Sacro Romano Impero[modifica | modifica sorgente]

Dal X secolo diventa titolo nobiliare e grado feudale inferiore a quello di visconte.

Il Barone del Regno, invece, era un barone con importanza superiore a quella di un principe di feudo ed aveva dignità pari a quella di vescovo.

Al nord con il termine barones, si stavano ad indicare genericamente i feudatari con i titoli di signore e barone; mentre al sud Italia, con barones maggior si stavano ad indicare i feudatari titolati, cioè: principi, duchi, marchesi, conti e visconti; con barones minor i feudatari non titolati, i baroni e signori.

In Sicilia, ed anche nell'Italia meridionale, i titoli di barone e signore, stavano ad indicare lo stesso titolo, cioè erano sinonimi; poi successivamente, il barone, diventò gerarchicamente superiore al signore.

La corona normale di barone ha il cerchio accollato da un filo di perle con sei giri in banda (3 visibili). L'elmo di barone è liscio, con bordi d'oro e con 5 affibbiature e gorgeretta d'oro.


I baroni tedeschi (Freiherren) facevano parte della bassa nobiltà terriera. Originariamente facevano parte dell'antica classe dei cavalieri dell'impero (Reichsritter). Molti di questi elevati alla dignità baronale, dal XV secolo cominciano a costituirsi in società nobiliari, associandosi con i cavalieri per tutelarsi nei confronti dei nobili più potenti. Dal 1650 questa classe nobiliare equestre è riconosciuta come corpo distinto in seno alla nobiltà dell'impero (Collegio dei Cavalieri dell'impero), venendo esclusa dal partecipare al Reichstag e quindi dal diritto di voto; molti di loro, pur non essendo titolari di feudi imperiali immediati, avevano feudi secolari e di fatto esercitavano nei loro possessi prerogative sovrane come l'esercizio della giustizia (schoeffen), l'esazione delle tasse, con poteri analoghi a quelli dell'Alta Nobiltà sovrana. Erano organizzati in tre circoli equestri, a loro volta suddivisi in cantoni nobiliari:

Tra le famiglie più note di baroni dell'impero, di fatto signori sovrani dei feudi equestri, si ricordano:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Regolamento Tecnico della Regia Consulta Araldica, art. 27.
  2. ^ Regolamento Tecnico della Regia Consulta Araldica, art. 28.
  3. ^ XIV delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enrico Genta, Titoli nobiliari, in AA.VV., Enciclopedia del diritto, Varese 1992, vol. XLIV, pag. 674-684.
  • Piero Guelfi Camaiani, Dizionario araldico. Hoepli, Milano, 1940

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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