Sagrestia

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Sagrestia del duomo di Colonia, in Germania.
Sagrestia

La sagrestia (dal latino sacristia) è una stanza di servizio della chiesa.

In essa avviene la vestizione dei ministri del culto, vengono conservati i paramenti liturgici, tutti gli oggetti sacri necessari alla liturgia e, molto spesso, i registri parrocchiali (di battesimi, cresime, matrimoni, funerali).

Solitamente, è ubicata all'interno della chiesa, al lato dell'altare maggiore ma può anche essere separata da essa come nei monasteri. Alcune chiese hanno più di una sagrestia, ognuna delle quali ha una funzione specifica.

Come luogo architettonico, all'interno delle basiliche, fu introdotta nel V secolo dai costruttori ravennati: i cosiddetti phastopòroi.

I principali paramenti conservati nella sagrestia sono: casule, amitti, stole, piviali, cingoli.

Gli oggetti necessari alla celebrazione dei riti religiosi, conservati nella sagrestia sono: ostie e vino da consacrare, calici, patene, pissidi, ostensori ed altri.

La sagrestia è il luogo in cui il presbitero e gli accoliti si vestono per la celebrazione delle funzioni religiose. Essi ritornano qui alla fine delle funzioni per togliersi i paramenti liturgici indossati durante le stesse.

Nelle sagrestie esiste anche un lavabo. Qui vengono lavate le stoffe usate nel corso della messa, che sono venute a contatto con il vino e le ostie consacrate, ma anche calici, pissidi, patene ed ogni altro oggetto che viene a contatto con le specie consacrate.

Alcune sagrestie conservano antichi pregevoli mobili per la conservazione dei paramenti o, addirittura, vere e proprie opere d'arte.

Il responsabile della sagrestia è il sacrista o sacrestano.

Inoltre in alcune chiese è installato il programmatore di campane, utilizzato per suonare le campane premendo gli appositi pulsanti e per programmare le varie suonate per celebrazioni liturgiche o solennità religiose ed è presente anche la salita a cui si accede alla cella campanaria.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • OED. Shorter Oxford English Dictionary. (1972)

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