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Galilea

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Antiche regioni di Israele
Galilea
La Galilea (parte nord della cartina) al tempo della prima guerra giudaica (66-70/74).
Localizzazione territori a sud della Fenicia e a nord della Samaria
Periodo Dal I millennio a.C.
Popoli tribù di Dan, Zabulon, Issacar, Neftali,
Provincia romana aggregata alla Giudea dal 44

La Galilea è una regione storica del Vicino Oriente, oggi divisa amministrativamente tra Israele e la Cisgiordania. È delimitata a est dal fiume Giordano, che in questo tratto forma il lago di Tiberiade, detto anche lago di Genezaret o mare di Galilea.

Il nome Galilea (in latino Galilaea, in greco Galilaia) deriva dall'ebraico הגליל (galil), che significa "circolo".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Al tempo della conquista della terra da parte del popolo di Israele che era uscito dall'Egitto, si insediarono in questa regione le tribù di Dan, Zabulon, Issacar, Neftali, scacciando i popoli cananei (Giudici 1,30-33).

La Galilea dei tempi biblici confinava con la Fenicia (a ovest), con la Samaria (a sud), con la Gaulantide (a nord), con la Decapoli (a est).

La Galilea è la regione dove ha avuto origine il Cristianesimo[senza fonte] poiché da un suo villaggio, Nazaret, viene Gesù. Anche al tempo di Gesù la regione era abitata da popolazioni ebraiche, ma agli occhi dell'ortodossia giudaica di Gerusalemme si erano contaminate con i popoli vicini, di religione pagana.[senza fonte] È questo uno dei motivi, assieme ad altri, per i quali Gesù non venne riconosciuto come il messia a Gerusalemme,[senza fonte] nonostante narrino i testi evangelici che il padre putativo di Gesù, Giuseppe, e Maria appartenessero dalla tribù di Giuda e fossero ebrei osservanti praticando celebrazioni in stretta osservanza delle leggi e delle consuetudini ebraiche.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Vecchia strada sterrata della Galilea tra Rosh Pina e Safed.

Al tempo di Nerone (nel 66-67), la Galilea era divisa in superiore e inferiore.[1] Si trovava compresa tra la Fenicia e la Siria; a occidente confinava con il territorio di Tolemaide e con il monte Carmelo, un tempo appartenuto ai Galilei e ora agli abitanti di Tiro.[1] Nelle sue vicinanze si trovava Gaba, città così chiamata perché vi si insediarono i cavalieri congedati dal re Erode. Nella parte meridionale, confina con la Samaritide e con Scitopoli fino al corso del Giordano. Verso oriente è delimitata dai territori di Hippos, di Gadara e dalla Gaulanitide, ove troviamo anche i confini del regno di Erode Agrippa II. La parte settentrionale confina con la città di Tiro.[1]

La Galilea inferiore si estendeva da est a ovest, da Tiberiade a Chabulon, vicino a Tolemaide sulla costa; da sud a nord, da un villaggio sito nella Grande Pianura, di nome Xaloth, fino a Bersabe, dove ha anche inizio la Galilea superiore che arriva fino al villaggio di Baca e che segna anche il confine con il territorio dei Tiri.[1] La Galilea superiore si estende da est a ovest, dal villaggio di Tella vicino al Giordano, fino a Meroth.[1]

« [...] dai [suoi] abitanti è tutta coltivata e non c'è angolo che non sia lavorato, al contrario vi sono anche molte città e dovunque un gran numero di villaggi densamente popolati grazie al benessere, tanto che il più piccolo di questi ha più di quindicimila abitanti. »
(Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, III, 3.2.)

E pur essendo meno estesa della Perea aveva rendimenti superiori in agricoltura.[2]

Città[modifica | modifica wikitesto]

Cittadine della Galilea menzionate nei Vangeli:

Disprezzo per i Galilei[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antichità gli Ebrei della Giudea, centro della religione e cultura ebraica, nutrivano disprezzo per gli abitanti della Galilea.[senza fonte] Secondo la voce "Galilea" sulla Jewish Encyclopedia, è specialmente per la loro cattiva pronuncia che i Galilei sono ricordati (vedi anche Matteo 26,73): confondevano le lettere ajin e aleph, e generalmente le gutturali, al punto che non veniva fatta alcuna distinzione di pronuncia tra parole come 'amar (= "ḥamor", noi), ḥamar (vino), 'amar (indumento), emar (agnello). Per questo ai Galilei non era permesso leggere le preghiere pubbliche (Meg. 24b).[senza fonte]

In Giovanni 7,52, un gruppo di Farisei obietta che nessun profeta può provenire dalla Galilea. Come è evidenziato anche Talmud (Talmud, cf. b. Ber. 32a, b. Erub. 53a, b. Meg. 24b), i maggiorenti di Gerusalemme e di tutta la Giudea ritenevano ignoranti, rozzi e persino barbari gli uomini delle regioni rurali e arretrate della Galilea.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, III, 3.1.
  2. ^ Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, III, 3.3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]