Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Galilea

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Galilea (disambigua).
Antiche regioni di Israele
Galilea
La Galilea (parte nord della cartina) al tempo della prima guerra giudaica (66-70/74).
Localizzazione territori a sud della Fenicia e a nord della Samaria
Periodo Dal I millennio a.C.
Popoli tribù di Dan, Zabulon, Issacar, Neftali,
Provincia romana aggregata alla Giudea dal 44

La Galilea è una regione storica del Vicino Oriente, oggi divisa amministrativamente tra Israele e la Cisgiordania. È delimitata a est dal fiume Giordano, che in questo tratto forma il lago di Tiberiade, detto anche lago di Genezaret o mare di Galilea.

Il nome Galilea (in latino Galilaea, in greco Galilaia) deriva dall'ebraico הגליל (galil), che significa "circolo".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Al tempo della conquista della terra da parte del popolo di Israele che era uscito dall'Egitto, si insediarono in questa regione le tribù di Dan, Zabulon, Issacar, Neftali, scacciando i popoli cananei (Giudici 1,30-33).

La Galilea dei tempi biblici confinava con la Fenicia (a ovest), con la Samaria (a sud), con la Gaulantide (a nord), con la Decapoli (a est).

La Galilea è nota ai cristiani poiché da un suo villaggio, Nazaret, verrebbe Gesù (per altri il suo luogo di origine è Betlemme). Al tempo di Gesù la regione era abitata da popolazioni ebraiche che, agli occhi dell'ortodossia giudaica di Gerusalemme, si erano contaminate con i popoli vicini di religione pagana.[senza fonte] Potrebbe essere anche questo uno dei motivi, assieme ad altri, per i quali Gesù non venne riconosciuto come il messia a Gerusalemme,[1] nonostante che i testi evangelici narrino che il padre putativo di Gesù, Giuseppe, e Maria appartenevano dalla tribù di Giuda ed erano ebrei osservanti che praticavano celebrazioni in stretta osservanza delle leggi e delle consuetudini ebraiche.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Vecchia strada sterrata della Galilea tra Rosh Pina e Safed.

Al tempo di Nerone (nel 66-67), la Galilea era divisa in superiore e inferiore.[2] Si trovava compresa tra la Fenicia e la Siria; a occidente confinava con il territorio di Tolemaide e con il monte Carmelo, un tempo appartenuto ai Galilei e ora agli abitanti di Tiro.[2] Nelle sue vicinanze si trovava Gaba, città così chiamata perché vi si insediarono i cavalieri congedati dal re Erode. Nella parte meridionale, confina con la Samaritide e con Scitopoli fino al corso del Giordano. Verso oriente è delimitata dai territori di Hippos, di Gadara e dalla Gaulanitide, ove troviamo anche i confini del regno di Erode Agrippa II. La parte settentrionale confina con la città di Tiro.[2]

La Galilea inferiore si estendeva da est a ovest, da Tiberiade a Chabulon, vicino a Tolemaide sulla costa; da sud a nord, da un villaggio sito nella Grande Pianura, di nome Xaloth, fino a Bersabe, dove ha anche inizio la Galilea superiore che arriva fino al villaggio di Baca e che segna anche il confine con il territorio dei Tiri.[2] La Galilea superiore si estende da est a ovest, dal villaggio di Tella vicino al Giordano, fino a Meroth.[2]

« [...] dai [suoi] abitanti è tutta coltivata e non c'è angolo che non sia lavorato, al contrario vi sono anche molte città e dovunque un gran numero di villaggi densamente popolati grazie al benessere, tanto che il più piccolo di questi ha più di quindicimila abitanti. »

(Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, III, 3.2.)

E pur essendo meno estesa della Perea aveva rendimenti superiori in agricoltura.[3]

Città[modifica | modifica wikitesto]

Cittadine della Galilea menzionate nei Vangeli:

Disprezzo per i Galilei[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antichità gli Ebrei della Giudea, centro della religione e della cultura ebraica, nutrivano disprezzo per gli abitanti della Galilea. Secondo la voce della Jewish Encyclopedia, i Galilei sono ricordati soprattutto per la loro cattiva pronuncia (vedi anche Matteo 26,73): confondevano le lettere ajin e aleph, e in genere le gutturali, al punto che non veniva fatta alcuna distinzione di pronuncia tra parole come 'amar (= "ḥamor", noi), ḥamar (vino), 'amar (indumento), emar (agnello).[4] Per questo ai Galilei non era permesso leggere le preghiere pubbliche.[5]

In Giovanni 7,52, un gruppo di Farisei obietta che nessun profeta può provenire dalla Galilea. Come è evidenziato anche nel Talmud, i maggiorenti di Gerusalemme e di tutta la Giudea ritenevano ignoranti, rozzi, e persino barbari, gli uomini delle regioni rurali e arretrate della Galilea.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni 7,52
  2. ^ a b c d e Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, III, 3.1.
  3. ^ Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, III, 3.3.
  4. ^ "Galilea"
  5. ^ Talmud, Meg. 24b
  6. ^ Talmud, cf. b. Ber. 32a, b. Erub. 53a, b. Meg. 24b

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]