Collegiata di San Giovanni Battista (Angri)

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Collegiata di San Giovanni Battista
Chiesa e congrega di San Giovanni Battista- Angri (Sa).jpg
Facciata della collegiata
StatoItalia Italia
RegioneCampania
LocalitàAngri
Religionecristiana cattolica di rito romano
Titolaresan Giovanni Battista
Diocesi Nocera Inferiore-Sarno
Consacrazione1302
Stile architettonicobarocco

Coordinate: 40°44′17.92″N 14°34′16.9″E / 40.738311°N 14.571361°E40.738311; 14.571361

La collegiata di San Giovanni Battista è la chiesa madre di Angri, comune in provincia di Salerno, situata nell'omonima piazza e nelle adiacenze del Castello Doria. Vengono custoditi al suo interno la statua lignea di San Giovanni Battista e il busto argenteo del medesimo santo, i quali sono oggetto di venerazione da parte della popolazione angrese da molti secoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Insegna incisa a colori su lastra oblunga in pietra lavica raffigurante l'arma gentilizia della casata Zurolo, detta anche Zurlo, Signori di Angri e di altre Terre del Regno di Napoli in Età medievale. L'insegna è allocata su una parete di una vetusta casa palaziata del centro storico, difronte al Castello di Angri e poco distante dalla Collegiata chiesa di San Giovanni Battista. Questo antico stemma (cui risulta attestato/annotato/registrato negli atti ufficiali del Sovrano Militare Ordine di Malta - S.M.O.M.; nel Minutario spagnolo, conservato a cura di don Alfonso Ceballos Escalera y Gila marchese de la Floresta, cronista Rey de armas di Castiglia e León, membro ufficiale araldico del Regno di Spagna; nell'Annuario della Nobiltà Italiana; ecc.) è attribuito alla famiglia Zurolo, ramo di Castellammare di Stabia (Napoli), con la seguente descrizione araldica: di rosso, alla banda cuneata d'oro e d'azzurro. La sottostante iscrizione-Borgo Castello, afferisce invece al luogo o quartiere sito nelle immediate vicinanze della residenza-Castello del feudatario di Angri il conte Giovanni Zurolo (cfr. atti deliberativi del Comune di Angri, Disciplinare Palio Storico Città di Angri).
Il rosone centrale della collegiata, l'ultimo ad essere rimasto sulla facciata quattrocentesca della chiesa, dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale che danneggiarono gravemente quelli laterali. Da notare in alto la spaccatura sul rosone visibile anche ad occhio nudo dalla strada.

La fondazione della chiesa

La chiesa fu fatta costruire una prima volta nel 1181 da un sacerdote locale, un certo Giovanni de Miro e dedicata inizialmente a Sant'Angelo (o San Michele Arcangelo).[1] Il sacerdote Giovanni de Miro vissuto nel XII secolo non deve essere confuso con un altro suo omonimo. Un predecessore, anch'egli sacerdote e probabile zio e appartenuto presumibilmente anche al medesimo casato della città. Questo suo omonimo visse nell'XI secolo e sempre ad Angri.[2] Tale Giovanni de Miro fondò secondo alcune fonti, la prima chiesa di Angri, quella dedicata a San Benedetto da Norcia, in uno dei due più antichi rioni della città, il rione Ardinghi.

La chiesa quando venne eretta era di dimensioni più piccole di quelle che si possono ammirare oggi.[3] Il motivo per il quale il nome della chiesa venne intitolato a San Michele arcangelo è che all'epoca la popolazione era molto devota agli angeli custodi ed in particolare a San Michele. Infatti, anche i Longobardi, giunti in Italia secoli prima, e dopo la loro conversione dall'arianesimo al cristianesimo, adottarono San Michele arcangelo come loro patrono e santo protettore.[4]

Varie fonti riguardanti la fondazione dell'antica chiesa di Sant'Angelo

Secondo alcune fonti scritte trasmesse fino a noi dagli storici dell'epoca, indicano che esisteva una chiesa sorta poco dopo un altro edificio religioso e intitolata a Sant'Angelo. L'altro edificio religioso secondo tali testimonianze era un monastero e vi era al suo interno un eremo. Entrambi gli edifici sarebbero sorti nell'VIII secolo o forse anche anni prima della fondazione della prima chiesa di Angri. Il monastero era gestito dai monaci benedettini e al suo interno vi svolgevano delle celebrazioni liturgiche sia private e sia verso la popolazione locale. Poco dopo la fondazione di questi edifici, passarono sotto il governo del priorato dell'abbazia di Cava De' Tirreni. Sempre secondo questi testi inoltre, entrambi questi edifici erano situati sopra Angre, in loco qui dicitur Curbaru (sopra la città di Angri, in località di Corbara). Corbara infatti confinava e confina tutt'ora con le terre di Angri andando verso sud e si estende ai piedi dei Monti Lattari. Le testimonianze di questi storici però, non indicano se questi edifici si trovassero in territorio di Corbara o al confine fra le due città, poiché oggigiorno, non esistono più. Sempre secondo queste fonti, ad Angri c'era anche una località che veniva chiamata nel Medioevo alli santi Angeli o alli beati santi Angeli (ai beati e santi angeli), ed era situata nel fundo Marciani (fondo Marciano), poi rinominata e chiamata ancora oggi con il nome di rione Casalanario.[5]

Anche nel Codex diplomaticus avensis (codice diplomatico Cavese) in merito ad Angri, si descrive l'esistenza effettiva di una chiesa annessa ad un'antica masseria e dedicata ancora a Sant'Angelo. Questo complesso di edifici inoltre, era situato sempre secondo ciò che narra il codice in terra d'Angri e più esattamente sempre nel fondo Marciano. Si racconta sempre secondo il codice che questa masseria fu di beneficio dell'abbazia di S. Massimo di Salerno e nel IX secolo dell'Episcopio di Stabia e di Paestum.

Secondo una lettera, la n° 72 del papa San Gregorio Magno, conservata dal monsignor. su-eccellenza Martini, (del gennaio 1846), dal libro XI, epistolario LXXII, indice IV, Cfr. Italia Pontificia, V. Sorrento, indirizzata dal papa S. Gregorio Magno all'abate del monastero di Sorrento, di nome Agapito, lo invitava ad accogliere tutti i monaci del monastero di Sant'Angelo del fondo Marciano nel suo perché, anche il papa venne a sapere che il monastero andò completamente distrutto a causa di alcuni guerrieri Longobardi, andati lì per saccheggiare e distruggere quelle terre. Inoltre, sempre nella lettera, Gregorio Magno invitò Agapito ad unire entrambi i monasteri finché, non si sarebbero rivendicate le terre del fondo Marciano e ripristinato l'intero complesso religioso andato completamente distrutto. Nel frattempo, il monastero del fondo sarebbe andato sotto la giurisdizione del vescovo di Nocera dei Pagani che se ne sarebbe occupato nel farlo ripristinare (cosa che non avvenne più neanche a distanza di secoli). Infine sempre nelle ultime parti della lettera del papa, obbligò sempre il vescovo Agapito, ad inviare al più presto dei monaci al monastero distrutto finché continuassero con le celebrazioni liturgiche in quelle terre di Angri.[6]

Secondo l'archivio diocesano, dei vari testi correlati e di alcuni storici dell'epoca in cui venne eretta la chiesa di Sant'Angelo, la località esatta dell'erezione della struttura, non è la stessa della quale sorge l'attuale Collegiata di San Giovanni Battista ma, si troverebbe in un altro luogo di Angri ovvero in una qualche località montana di Angri e che venne infine sostituita dalla funzione di parrocchia dalla nuova collegiata di San Giovanni Battista.[7]

Altri storici affermano invece che l'antica chiesa di Sant'Angelo, venne eretta nel perimetro dell'attuale collegiata di San Giovanni Battista.[8]

Il culto degli angeli custodi nella vicina città di Corbara

Una lapide presente nella collegiate ed indicante, il passaggio di Sant'Alfonso Maria dei Liguori nella collegiata di San Giovanni Battista, avvenuto nell'anno 1743.

C'è anche da dire che nella vicina città di Corbara, era molto sentita anche lì, la venerazione da parte della popolazione, degli angeli custodi tanto che, dalla metà del 1800, ogni 2 giugno (ricorrenza dell'onomastico di Sant'Erasmo di Formia) è nata una vera e propria festa religiosa che vede ancora oggi, la rappresentazione della calata dell'arcangelo San Michele appeso a delle funi, da uno strapiombo fino alla chiesa principale del paese dove salva la vita di Sant'Erasmo. Il santo insieme a San Bartolomeo sono patroni della città e titolari della chiesa dove si svolge la ricorrenza della festa.[9]

La sede parrocchiale

Nel 1887 la sede parrocchiale della Cappella di San Giuda Taddeo apostolo di Angri venne trasferita a quella della Collegiata di San Giovanni Battista di Angri ed essa contava in totale 7707 fedeli.[10]

Altre notizie

L'ultimo abate della collegiata di San Giovanni Battista è stato don Alfonso Raiola, che ha eseguito le funzioni liturgiche al suo interno per ben 51 anni, fino all'avvenuta morte.[11][12]

Le prime ristrutturazioni e ampliamenti

Nel 1302 fu fatta ricostruire dal conte di Romano Orsini di Nola e dedicata all'attuale santo patrono di Angri, di cui prende il nome, in stile romanico e con una pianta a croce latina.[13]

Nel 1475 sulla bolla papale di Papa Sisto IV, la chiesa ricevette il titolo di "Insigne Collegiata", ovvero venne elevata a rango di abbazia e retta da un abate e da un collegio di otto canonici.[13]

Nello stesso periodo, la facciata della chiesa venne rinnovata ed abbellita in stile rinascimentale e con i profili spioventi della copertura e, rivestita esteriormente nella facciata in bugnato di piperno liscio tagliato a cuscino (unico esempio di facciata nel mondo come chiesa,[14] insieme a quella del Gesù Nuovo di Napoli che ha invece una copertura esterna di bugnato di piperno tagliato a diamante).[15]. Sempre sulla facciata, sono incastonati tre splendidi portali marmorei e anticamente, 3 rosoni poliombati, autentici fiori in pietra d'arte catalana, che ha pochi simili in Europa.[13] Oggi purtroppo, si è conservato solo quello centrale poiché, gli altri 2 sono andati danneggiati durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e sostituiti con delle semplici finestre circolari trasparenti.

Crocifisso ligneo datato secolo XIII-XIV e situato vicino all'altare maggiore della collegiata.

Opere artistiche conservate al suo interno

È stato aggiunto tra il XIII e il XIV secolo accanto all'altare maggiore, un crocefisso ligneo.[14]

Nel 1501 fu fatto costruire un polittico incassato nella parete di fondo della tribuna della chiesa dall'artista Simone da Firenze.[13]

Nel 1540 furono aggiunti i 3 portali ancora oggi esistenti e nel quale, nella lunetta sovrastante comparivano la Vergine Maria con in braccio il Bambin Gesù ed i santi Giovanni l'evangelista e Giovanni Battista. Oggi non è più esistente questo lunettone (lunetta) perché, è andato distrutto sempre dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Nel 1630 è stata commissionata una tela al pittore angrese Domenico De Marinis rappresentante la Madonna con in braccio il Bambino Gesù posta tra san Giacinto Odrowąż e gli angeli tutti intorno.

Tra il 1678 e il 1683 venne incaricato il pittore Angelo Solimena di dipingere un quadro che raffigura l'estasi di santa Rosa da Lima.[16]

Nel '700 la chiesa venne ricostruita all'interno in puro stile barocco.[13]

Nel 1743 Sant'Alfonso Maria dei Liguori passò per Angri e venne accolto nella collegiata di San Giovanni Battista, dove disse anche una messa.

Sopra al quarto altare minore alla destra di quello maggiore della collegiata è presente un dipinto raffigurante la Madonna Addolorata seduta su una roccia mentre guarda il cielo.

Alla sinistra dell'altare maggiore, vi era dove c'è l'altare minore di Sant'Anna, vi è un antico tabernacolo ribattezzato tabernacolo di Sant'Anna, in marmo bianco di dimensioni di cm. 70 x70. È formato da una cornice in alto, dove vi sono rappresentati tre teste di cherubini con vicino delle ali pennute, sulle due cornici laterali, vi sono due angeli con mani giunte in atto di preghiera, con i capelli lunghi, indossano lunghe vestiti e sono presenti in due nicchie. Ai piedi degli angeli vi sono posti in prospettiva delle piccole formelle, esse rappresentano sei corolle piene di fiori. La porticina del ciborio è fatta in rame sbalzato, esso rappresenta un grande calice, dal quale spunta un'ostia emanante raggi.[17] Nel mese di aprile del 2019, è stato spostato e messo in esposizione vicino ai due bianchi marmi restaurati tra la fine dell'anno 2017 e la prima metà del 2018, situati attualmente nel spazio dove si trova il quarto altare minore a destra di quello maggiore.

Nella navata centrale è possibile scorgere un soffitto in ligneo dorato e un cassettone contenente 3 tele settecentesce che illustrano, la vita di San Giovanni Battista, la confraternita di Santa Margherita e la sagrestia.

L'interno della chiesa ha avuto una serie di rimaneggiamenti nel corso dei secoli e così comparvero, le 3 navate con cappelle laterali che oggigiorno possiamo ancora ammirare.

Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, più in particolare nel settembre del 1943 la collegiata subì diversi danni, tra cui quello della lunetta centrale della facciata della collegiata con la distruzione di una statua in marmo di San Giovanni Evangelista e il danneggiamento di quella di San Giovanni Battista e della Madonna con in braccio il Bambino Gesù.

Il 31 ottobre del 1972 su volontà dell'abate Alfonso Raiola, venne fatta affiggere una lapide commemorativa in ricordo del passaggio di Sant'Alfonso Maria dei Liguori, ad Angri e nella collegiata di San Giovanni Battista.

Statua lignea di San Giovanni Battista, posta sull'altare maggiore per l'adorazione.

Ristrutturazioni avvenute all'interno della collegiata nel corso degli anni

Tra il 2017 e la prima metà dell'anno 2018 sono state restaurate 2 delle 3 statue in marmo di Carrara presenti anticamente nella lunetta della collegiata di San Giovanni Battista e datate XVI secolo e collocate all'interno della collegiata, vicino al quarto altare minore alla destra di quello maggiore. Nonostante siano state restaurate queste due statue, alcune loro parti sono andate perdute come la testa del Bambino Gesù o il braccio sinistro di San Giovanni Battista, a causa delle esplosioni delle bombe che colpirono la città di Angri durante il settembre del 1943.[18]

Furti, ruberie e danneggiamenti all'interno della collegiata

Per la forzata chiusura a seguito del terremoto del 23 novembre 1980, la collegiata ha subito diversi furti di opere d'arte e di alcuni suppellettili.

Nella notte del 9 novembre del 2013 il sottotetto della collegiata venne colpito da un fulmine che creò un principio di incendio che venne subito domano dai vigili del fuoco accorsi immediatamente sul posto. L'incendio non provocò grossi danni e il sottotetto della collegiata nei giorni successivi venne fatto aggiustare.[19]

La festa patronale e la ricorrenza della decapitazione del santo

Ogni 24 maggio, un mese prima della nascita di San Giovanni Battista, c'è una ricorrenza religiosa nella quale vengono alzati dei quadri con la sua immagine nelle vie più antiche e principali della città.[20]

Ogni due settimane prima della ricorrenza della festa patronale di San Giovanni Battista, la statua del santo viene spostata dalla sua nicchia e viene messe sull'altare maggiore dove successivamente viene rivestita di un alto mantello rosso che fino agli anni '70 con il quale esce durante le processioni. Tutti i 24 giugno viene celebrata la natività di San Giovanni Battista sia come festa parrocchiale che come festa patronale. I festeggiamenti durano circa una settimana durante la quale la statua del santo esce dalla chiesa madre e compie la tradizionale peregrinatio (peregrinazione) nelle vie principali cittadine, delle chiese e nelle zone periferiche di Angri. Era consuetudine fino agli anni '60 di appendere al mantello della statua le banconote dell offerte dei fedeli.[21] Al termine della festa, la statua di San Giovanni Battista viene riportata nella collegiata ed esposta al pubblico sull'altare maggiore per l'adorazione dei fedeli, ogni 24 giugno fino al 29 agosto e ne viene tolto anche il rosso mantello.

Con la conclusione delle festività vengono anche calati i quadri rappresentanti il santo dalle vie cittadine e viene riposizionata la statura del sento nella sua nicchia personale che si trova alla sinistra dell'altare maggiore. Tutti i 29 agosto viene ricordata la sua decapitazione ad opera di Erode Antipa.[22]

Statua lignea di San Giuda Taddeo apostolo esposta presso l’altare maggiore della collegiata di San Giovanni Battista di Angri, durante la cerimonia per la ricorrenza della festività del santo-Angri (Sa).

Festività di San Giuda Taddeo apostolo

Ogni 28 ottobre, viene celebrata la natività di San Giuda Taddeo apostolo (cugino di Gesù Cristo e da non confondersi con Giuda Iscariota) all'interno della collegiata, con solenne messa, dove la statua viene riposta nei pressi dell'altare maggiore e benedetta dopo la messa. La processione ha inizio prima dalla cappella omologa (dov'è riposta tutto l'anno), giungendo poi alla collegiata di San Giovanni Battista e successivamente, riprendendo con la fine della processione, con il rientro della statua del santo nella sua cappella omologa.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa essendo stata costruita in stile architettonico romanico presenta una facciata a salienti.

Generale

La chiesa conserva diversi tesori, fra cui la statua lignea e il busto argenteo del santo patrono del comune campano, San Giovanni Battista, il crocefisso ligneo di grande valore, posto a destra dell'altare maggiore e diversi dipinti che ritraggono la vita dei santi.

La statua del patrono

La statua lignea, secondo una leggenda, fu costruita da un marinaio di una flotta bizantina in viaggio verso la costa campana; durante la traversata, si dice che alcuni marinai di un'altra nave rubarono la statua, mossi dall'invidia per la velocità del battello su cui il prezioso legno era collocato. Gli invidiosi marinai tentarono di bruciare la statua, ma invano; non contenti di ciò, essi misero il legno su di un carro, che, trainato da buoi, si fermò in aperta campagna. In quel punto esatto fu eretta la collegiata dedicata al Battista.[23]

Al giorno d'oggi la statua lignea, adornata da un manto rosso e oro, è il principale elemento di venerazione da parte della popolazione angrese. A San Giovanni Battista gli si attribuiscono molti miracoli tra cui l'aver salvato gli angresi da calamità naturali quali la peste del '600 e i propiziosi e abbondanti raccolti.[23]

Il busto argenteo di San Giovanni Battista, detto San Giovaniello, posto in una nicchia della collegiata.

È ancora vivo nel ricordo degli anziani, il miracolo compiuto dal Battista durante l'ultima eruzione del Vesuvio del 1944. Angri fu colpita da una incessante pioggia di lapilli che minacciava non solo l'incolumità degli abitanti ma anche i raccolti. Appena San Giovanni apparve sul sagrato della Collegiata, la pioggia di lapilli, cessò improvvisamente.

Fino agli anni'60 nella processione di giugno, l'antica statua lignea di San Giovanni Battista, ricoperta interamente da banconote, veniva accompagnata da "San Giovanniello" il busto argenteo del Patrono, che veniva posto nel "Maio" un particolare carro allegorico intessuto con la paglia, che serviva a raccogliere le primizie dei campi. A conclusione dei festeggiamenti, le primizie venivano date alle donne gravide, come segno di protezione e benedizione da parte del Santo. La tradizione vuole che il volto del Battista, sia stato "oscurato" dal fumo di migliaia di batterie, fatte esplodere ogni anno al Suo passaggio.

Il legno rappresenta altresì la statua processionale, che in occasione della festa del 24 giugno, esce dalla chiesa madre e compie la tradizionale "peregrinatio" per l'intera città, sia nelle vie cittadine, sia nelle zone periferiche. Successivamente, viene riportata nella collegiata ed esposta al pubblico per l'adorazione dei fedeli.

Nel 2007 la statua del santo patrono ormai corrosa dal tempo è stata restaurata presso l'università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Il 15 giugno 2016 grazie alla generosità del comitato dei solenni festeggiamenti è stato fatto un nuovo manto che San Giovanni indosserà quando sarà esposto nel suo simulacro.

In ogni messa serale, si recita una preghiera al santo patrono di Angri.

Antico organo a canne della collegiata.

Il busto argenteo

Il busto argenteo, invece, di valore ancor più importante della statua lignea, è un capolavoro di arte scultorea. Esso fu scolpito nel 1719 dagli argentieri napoletani dell'epoca e raffigura il Battista con l'agnello, la croce e la mano indicante il Cristo "agnello di Dio"; dopo il sisma del 1980, tale agnello, ricoperto di oro, fu trafugato da ignoti.[14]

Nel dicembre 2013, nella Collegiata si è tenuta una celebrazione, presieduta dal vescovo diocesano, durante la quale un nuovo agnello dorato è stato riposto nella sua collocazione originale: l'operazione è stata possibile grazie al contributo di un finanziatore locale. Il busto è stato esposto in una mostra dell'oreficeria napoletana tenutasi in Brasile nel 2014.[14]

Gli altari

L'altare maggiore è di notevole bellezza artistica; la mensa, collocata al centro di un largo presbiterio, è in posizione sopraelevata rispetto al piano dei fedeli; sul lato sinistro dell'altare troviamo l'ambone (di recente costruzione) e il crocifisso ligneo risalente al XIII-XIV secolo. La zona accessibile ai soli presbiteri è racchiusa da alcune colonnine in marmo di Carrara, sormontate da coppette, che ospitano spesso composizioni floreali. Stando a documenti storici rinvenuti in archivio, nell'Ottocento venivano celebrate presso questo altare quasi 800 messe.

Alla destra dell'altare maggiore, è situato l'altare del Santissimo Sacramento e di San Giovanni Battista. Il tabernacolo, costituito da marmi, oro e pietre dure, è incastonato all'interno di un altare che vede alla sua sommità la nicchia che ospita la statua processionale del Santo patrono di Angri. Il suddetto tabernacolo, di ingente valore economico, è stato voluto fortemente dall'attuale parroco della Collegiata, monsignor Leopoldo, ed è stato portato a termine nel febbraio 2013. La teca alla sommità dell'altare, che ospita la statua lignea, è accessibile anche dal retro, ovvero dalla sagrestia.

Altare minore di Sant'Anna situato nella collegiata e presente alla sinistra dell'altare maggiore.

Nella parte opposta dell'altare del Santissimo, ovvero alla sinistra dell'altare maggiore, è presente l'altare di Sant'Anna, che ospita una statua lignea raffigurante la santa, nonna di Gesù Cristo. La statua, mai esposta al culto da vicino, è racchiusa anch'essa in una teca (non accessibile dal retro), e posta alla sommità di un altare del tutto simile a quello di San Giovanni, ma diverso per l'assenza del tabernacolo.

Oltre a questi tre altari maggiori, lungo tutte le cappelle sono presenti otto altari minori. Questi, un tempo molto più in considerazione di oggi, ospitano complessivamente sette tele ed una statua, quella di Sant'Alfonso Maria De' Liguori. Nei secoli passati, ognuno di questi altari ospitava funzioni liturgiche ed era singolarmente curato da un "sagrista" o "sagrestano". Le tele situate sui vari altari minori raffigurano: nella navata sinistra, l'Addolorata, Sant'Antonio, la Madonna di Montevergine e Santa Margherita, mentre nella navata destra, San Gaetano, Santa Rosa da Lima e San Giuseppe (su questo lato è presente l'altare con la statua di Sant'Alfonso).

Il polittico e le tele del soffitto

La collegiata possiede alcune tele, un certo numero delle quali sono disposte nel polittico situato nel retro dell'altare maggiore ma in posizione sopraelevata, altre incorniciate nel cassettone, riccamente decorato da fregi e motivi vari.

Nella parte inferiore del politico è raffigurata la Madonna incoronata da due angeli e seduta in trono con il Bambino benedicente, con a lato San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista; ai lati di questo quadro ci sono due tele, una che raffigura San Paolo con la spada ed il libro e l'altra raffigurante San Pietro con le chiavi ed il libro.

Nella parte superiore del complesso pittorico sono presenti altre due tele: il Cristo morto in un lenzuolo trasportato al sepolcro da Nicodemo e Giuseppe di Arimatea alla presenza della Madonna e il Cristo risorto in piedi nel sarcofago tra i soldati. Ci sono poi quattro tele "minori": il profeta Daniele, il profeta Isaia, l'arcangelo Gabriele con il giglio e la Vergine Annunziata con la colomba dello Spirito Santo.

Eventi recenti[modifica | modifica wikitesto]

Restauri alle opere d'arte conservate nella collegiata

Nel maggio del 2018 dopo essere stato ultimato il restaurato del dipinto raffigurante la Madonna con in braccio il Bambino Gesù posta tra san Giacinto Odrowąż e gli angeli tutti intorno, è stato riportato nella collegiata e posto nel terzo altare minore, alla sinistra di quello maggiore. Il dipinto non era più presente in collegiata per via del terremoto del 1980, ed era stato custodito nella Certosa di Padula fino al suo trasferimento nella collegiata di San Giovanni Battista di Angri.[24]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Angri-Provincia di Salerno, Collegiata di San Giovanni Battista, su Comune di Angri-Provincia di Salerno (a cura di), Comune di Angri-Provincia di Salerno, Comune di Angri-Provincia di Salerno. URL consultato il 19 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2017).
    «La fondazione della chiesa ad opera del sacerdote Giovanni de Miro avvenuta nel 1181».
  2. ^ Vincenzo Orlando e Mariarosaria Orlando, La fondazione di una chiesa nella nostra terra nell'anno 1181, in Angri Sacra-Ricerche storiche sulle sue chiese, Sarno (Sa), Cooperativa Centro Iniziative Culturali, 2008, p. 17, ISBN 88-901861-3-5.
    «Non si può trattare dello stesso sacerdote Giovanni de Miro, il quale avrebbe fondato prima la chiesa di San Benedetto da Norcia e poi quella di Sant'Angelo in terra d'Angri, poiché passa esattamente un secolo, dalla data di fondazione di entrambe le chiese. È molto probabile che entrambi i sacerdoti fossero stai zio e nipote, appartenuti presumibilmente anche al medesimo casato della città e vissuti, il primo nel XII secolo e il secondo nel XI e sempre nella stessa città».
  3. ^ Gennaro Orlando, Storia di Nocera de' Pagani, in Volume 3, Napoli (Na), 1887, p. 524.
    «La fondazione della chiesa ad opera del sacerdote Giovanni de Miro avvenuta nel 1181 e la sua struttura iniziale più piccola di quella moderna».
  4. ^ Vincenzo Orlando e Mariarosaria Orlando, Angri Sacra-Ricerche storiche sulle sue chiese, Sarno (Sa), Cooperativa Centro Iniziative Culturali, 2008, pp. 17-18, ISBN 88-901861-3-5.
    «La popolazione all'epoca della fondazione della chiesa dedicata a Sant'Angelo, era molto devota al santo e in particolare agli angeli custodi. Anche i Longobardi, giunti in Italia secoli prima e dopo la conversione dall'arianesimo al cristianesimo, adottarono San Michele arcangelo come loro patrono e santo protettore».
  5. ^ Vincenzo Orlando e Mariarosaria Orlando, La fondazione di una chiesa nella nostra terra nell'anno 1181, in Angri Sacra-Ricerche storiche sulle sue chiese, Sarno (Sa), Cooperativa Centro Iniziative Culturali, 2008, pp. 17-18.
    «Secondo alcune fonti pervenuteci dagli storici dell'epoca, non si conosce più l'esatta ubicazione della chiesa e di un altro edificio religioso annesso ad essa. Secondo alcuni testi di storici locali dell'epoca, la chiesa si sarebbe dovuta trovare sopra Angre, in loco qui dicitur Curbaru ovvero, sopra la città di Angri ed in prossimità della cittadina vicina di Corbara. Ad Angri inoltre, era presente una località che si chiamava alli beati santi Angeli, oggigiorno ribattezzata con il nome di rione Casalanario. Infine, la chiesa di Sant'Angelo non sarebbe stata la sola ad essere stata fondata nella zona, ma sarebbe stata annessa ad un monastero con tanto di eremo. Il monastero sarebbe stato gestito dai monaci benedettini, i quali svolgevano le celebrazioni liturgiche non solo in ambito privato ma anche a livello locale».
  6. ^ Vincenzo Orlando, Mariarosaria Orlando e Mons. S. Martini, Angri Sacra-Ricerche storiche sulle sue chiese, nº 1, Sarno (Sa), Cooperativa Centro Iniziative Culturali, 2008, p. 18, ISBN 88-901861-3-5.
    «Secondo il Codex diplomaticus avensis (codice diplomatico Cavese) riguardante la città di Angri, si racconta che esisteva una masseria annessa ad una chiesa e dedicata a San Michele Arcangelo nel fondo Marciano della città. Questa masseria fu di beneficio dell'abbazia di S. Massimo di Salerno e nel IX secolo dell'Episcopio di Stabia e di Paestum. Secondo la 72° lettera del papa San Gregorio Magno, conservata dal monsignor. su-eccellenza Martini, (del gennaio 1846), dal libro XI, epistolario LXXII, indice IV, Cfr. Italia Pontificia, V. Sorrento, vi è scritto che il papa San Gregorio Magno venuto a sapere del saccheggio e della distruzione della masseria e della chiesa di Sant'Angelo di Angri, invitò in questa lettera, l'abate del monastero di Sorrento Agapito, ad inviare al più presto dei monaci alla distrutta masseria, affinché potessero rivendicarla dai Longobardi e infine di far ricominciare le celebrazioni eucaristiche verso la popolazione delle terre di Angri, sotto la sovrintendenza del vescovo di Nocera de' Pagani».
  7. ^ Vincenzo Orlando e Mariarosaria Orlando, Angri Sacra-Ricerche storiche sulle sue chiese, Sarno (Sa), Cooperativa Centro Iniziative Culturali, 2008, pp. 17 e 20, ISBN 88-901861-3-5.
    «Secondo alcuni storici e i capitoli riguardanti la storia di Angri dell'archivio diocesano e in particolare della chiesa di Sant'Angelo, indicano che il luogo dove venne eretta questa chiesa non è lo stesso dove venne eretta la collegiata di San Giovanni Battista e che essa si sarebbe trovata in una località periferica della città e situata presso i Monti Lattari di Angri. Inoltre c'è da dire che sempre secondo l'archivio diocesano, dopo la fondazione della nuova collegiata di San Giovanni Battista le funzioni parrocchiali vennero spostate dalla chiesa di Sant'Angelo a quella della nuova collegiata di San Giovanni Battista».
  8. ^ Vincenzo Orlando e Mariarosaria Orlando, Angri Sacra-Ricerche storiche sulle sue chiese, Sarno (Sa), 2008, p. 20, ISBN 88-901861-3-5.
    «Secondo l'archivio diocesano, non c'è traccia della chiesa di Sant'Angelo fatta costruire in un altro luogo di Angri ma, secolo altre fonti, la chiesa di Sant'Angelo, venne fatta costruire invece nello stesso luogo dove oggi sorge la Collegiata di San Giovanni Battista».
  9. ^ Vincenzo Orlando e Mariarosaria Orlando, La fondazione di una chiesa nella nostra terra nell'anno 1181, in Angri Sacra-Ricerche storiche sulle sue chiese, Sarno (Sa), Cooperativa Centro Iniziative Culturali, 2008, pp. 18-19.
    «Anche nella vicina città di Corbara è nato una forte devozione verso gli angeli custodi e di San Michele arcangelo tanto che, a partire dalla metà del 1800, tra la popolazione corbarese è nata la consuetudine di rappresentare durante la ricorrenza della festività di San Michele arcangelo, il salvataggio che egli operò nei confronti di Sant'Erasmo, un altro santo molto venerato sempre nella stessa città e compatrono con San Bartolomeo, al quale gli è stato dedicata anche una chiesa nel paese sempre con San Bartolomeo».
  10. ^ Gennaro Zurolo e Felice Marciano, 4-La cappella del Purgatorio o Cappella De Angelis, in Accademia Angioina (a cura di), La Cappella di S. Giuda Taddeo Apostolo, illustrazioni di Gennaro Zurolo, Angri (Sa), Accademia Angioina, 2004, p. 28.
    «Nell'anno 1877 secondo glia archivi ecclesiastici, la cappella di san Giuda Taddeo apostolo di Angri, perse la sua sede parrocchiale che venne trasferita in quella della collegiata di san Giovanni Battista di Angri e, tale collegiata contava in quell'anno, sempre secondo i registri ecclesiastici, 7707 fedeli».
  11. ^ Super User, Angri piange e saluta un pezzo di storia: Monsignor Alfonso Raiola, in Le tre scimmiette, Angri (Sa), venerdì, 25 aprile 2014, ore 21:16.
    «Morte del parroco della Collegiata di San Giovanni Battista, dono Alfonso Raiola».
  12. ^ La Redazione, Angri, Don Alfonso Raiola è morto, in angri.info-quotidiano online, Angri (Sa), 25 aprile 2014.
    «I funerali di don Alfonso Raiola».
  13. ^ a b c d e Comune di Angri (a cura di), Collegiata di San Giovanni Battista, su http://www.angri.gov.it/angri/home.jsp, Comune di Angri. URL consultato il 19 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2017).
  14. ^ a b c d Collegiata di San Giovanni Battista, su https://www.viveresalerno.it/city/angri. URL consultato il 19 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2017).
  15. ^ Davide Turrini, I bugnati a punta di diamante, su Davide Turrini (a cura di), journal-ARCHITETTURA DI PIETRA, Davide Turrini, 8 febbraio 2012. URL consultato il 15 settembre 2017.
    «...anche la facciata della chiesa del Gesù Nuovo a Napoli costituisce un pregevole e antico esempio di questo tipo di bugnato.».
  16. ^ Simona Carotenuto, 2. Gli interventi nella bottega paterna, in Francesco Solimena. Dall'attività giovanile agli anni della maturità (1674-1710), biografia, brossura, 1°ª ed., Nuova Cultura, 2015, p. 31.
  17. ^ Giancarlo Forino, Elio Alfano e Gerardo Iovino, 12-L'arte nella Collegiata, in Angri e il suo Patrono San Giovanni Battista, Angri (Sa), Centro Iniziative Culturali, 1996, p. 121.
    «La descrizione completa del tabernacolo di Sant'Anna».
  18. ^ Alberto Limodio, San Giovanni Battista Angri- IL RESTAURO DELLE STATUE, in insieme, nº 7, Nocera Inferiore (Sa), Diocesi di Nocera-Inferiore Sarno.
    «Le tre statue in marmo di Carrara che sovrastavano nella grande lunetta della facciata della Collegiata di San Giovanni Battista, vennero gravemente danneggiate mentre una di queste, quella raffigurante San Giovanni Evangelista venne distrutta completamente, durante i bombardamenti del settembre del 1943 da parte delle forze aeree degli Anglo-Americani. Tra il 2017 e il maggio del 2018 vennero restaurate quella di San Giovanni Battista e della Madonna con in braccio Gesù Bambino anche se non completamente perché, alcune parti sono andate distrutte durante gli eventi bellici del secondo conflitto mondiale».
  19. ^ La redazione, Incendio alla Chiesa di San Giovanni Battista di Angri, in angri.info- quotidiano online, Angri (Sa), 9 settembre 2013. URL consultato il 24 agosto 2017.
  20. ^ Carmine Giordano, L’alzata del quadro di San Giovanni Battista, tra sacro e profano, in angri.info- quotidiano online, Angri (Sa), 24 maggio 2011. URL consultato il 28 maggio 2018.
  21. ^ Giancarlo Forino, 16, in Angri e il suo Patrono-San Giovanni Battista, Angri (Sa), Cooperativa Centro Iniziative Culturali, maggio 1997, p. 133.
    «Il mantello rosso della statua di San Giovanni Battista veniva ricoperto interamente di banconote dei fedeli quando compieva le sue uscite sia nella festa patronale che in quella della decapitazione».
  22. ^ Super User, Angri - La Festa di San Giovanni: origini, culto, ricorrenze e folclore, in Le tre scimmiette, Angri (Sa), Le tre scimmiette, Venerdì, 08 Giugno 2012 10:37.
  23. ^ a b Comune di Angri (a cura di), Festa Patronale di S. Giovanni Battista, su http://www.angri.gov.it/angri/home.jsp, Comune di Angri. URL consultato il 24 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2017).
  24. ^ Don Silvio Longobardi Antonio Pontecorvo, IL RITORNO DELLA TELA DEL '600, in insieme, vol. 10, nº 10, Nocera Inferiore (Sa), marzo 2011.
    «Il ritorno della tela '600, restaurata da poco, raffigurante la Madonna con in braccio il Bambino Gesù posta tra san Giacinto Odrowąż e gli angeli tutti intorno nella collegiata di San Giovanni Battista».

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