Positano

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Positano (Pasitano in campano) è un comune italiano di 3 896 abitanti della provincia di Salerno in Campania, appartenente geograficamente alla Costiera Amalfitana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

(FR)

«Dans ce paysage, incompréhensible, seulement la mer est horizontale, et tout ce que la terre est presque perpendiculaire»

(IT)

«In questo paesaggio incomprensibile, solo il mare è orizzontale, e tutto ciò che è terra ferma è quasi perpendicolare»

(Astolphe de Custine)

Grazie al clima mite ed alla bellezza del paesaggio, Positano è stato un luogo di villeggiatura sin dall'epoca dell'Impero Romano, come attestano il rinvenimento di una villa nella baia. Tipiche le tantissime scalinate che dall'alto del paese che collegano i quartieri posti più in alto con la zona a valle. Le spiagge principali sono la Spiaggia Grande, Fornillo, La Porta, Fiumicello, Arienzo, San Pietro, Laurito e Remmese, alcune delle quali raggiungibili anche via mare.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Positano grazie alla sua posizione è molto mite, di tipo mediterraneo; gli inverni sono assai tiepidi con temperature minime che non scendono quasi mai al di sotto dei 6 gradi, mentre le estati sono lunghe, calde ed assolate ma spesso rinfrescate dalla brezza marina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime testimonianze di un insediamento a Positano risalgono alla Preistoria. La fase più antica è quella del Paleolitico Superiore in cui la Grotta "La Porta" era frequentata da popoli di cacciatori e raccoglitori. Questo antro, situato a 120 m s.l.m. e a 10 m sulla strada statale, era un tempo una caverna molto ampia di cui restava la parte terminale e due nicchie. Nell'ottobre del 1955 furono eseguite numerose esplorazioni per l'individuazione di frequentazioni preistoriche, sia in superficie sia in alcune grotte, a cura di Antonio M. Radmilli (Università di Pisa). Gli scavi hanno restituito un gran numero di molluschi terrestri e marini, mentre la fauna è rappresentata da resti di mammiferi (cinghiale e di stambecco, seguiti da quelli di cervo e capriolo), uccelli, anfibi e pesci. Le genti che frequentavano le grotte avevano un'economia basata prevalentemente sulla raccolta di molluschi, mentre la caccia agli uccelli come ai mammiferi era piuttosto marginale[1].

Nonostante la tradizione legata al mito delle Sirene, non vi sono notizie riguardanti una frequentazione greca della costa di Positano.

Le prime attestazioni archeologiche risalgono al I sec. a.C., quando furono costruite due ville romane, una che occupava la baia e l'altra che si estendeva sull'isola del Gallo Lungo. In questo periodo la Costiera Amalfitana fu eletta a residenza estiva da ricchi romani, patrizi o danarosi liberti. Le ville di Positano e dei Galli sono "un tipico esempio di come sono stati utilizzati in età claudia anche spazi più reconditi di una costa selvaggia senza rispetto addirittura per gli scogli che, secondo la leggenda, sarebbero serviti da dimora delle sirene[2]". Queste ville appartengono al cosiddetto "tipo disperso", costituite cioè da singole parti ben distinte tra loro, non delimitate da uno spazio rigidamente geometrico, ma con gruppi costruttivi esistenti di per sé, congiunti in base alla conformazione del terreno, con inevitabili spostamenti di asse[3].

Non si conoscono i nomi dei proprietari delle suddette ville, ma sicuramente si tratta di contesti elitari. La Villa di Positano viene descritta per la prima volta nel 1758 da Karl Weber, che allora soprintendeva gli scavi ad Ercolano e Pompei. All'inizio del '900, Mingazzi e Pfister[4], effettuarono alcuni saggi per meglio comprendere la struttura, sia della baia di Positano, sia del Gallo Lungo. Maiuri[5] descrive alcuni resti, ancora visibili negli anni '60, come un peristilium di colonne in laterizio stuccate. Il complesso è stato oggetto di scavi sistematici dal 2003, che hanno interessato la zona sottostante l'Oratorio della Chiesa Santa Maria Assunta. Il sito è stato inaugurato il 18 luglio 2018, con il nome di MAR (Museo Archeologico Romano) Santa Maria Assunta Positano.

Le successive attestazione di insediamento risalgono al X sec., quanto è testimoniata la presenza di un complesso abbaziale benedettino dedicato a San Vito e Santa Maria[6][7]. L'istituzione ha lunga vita, giunge infatti fino al XVIII sec..

Con la dominazione Angioina prima ed Aragonese poi, la linea costiera fu fortificata da una serie di torri di guardia per contrastare le offese dei nemici. Sul versante marittimo vi sono la Torre di Fornillo, Trasìta e Sponda, e un'altra era di vedetta sul Gallo Lungo; le altre sono all'interno del paese, oggi inglobate nell'abitato[8][9].

Il '700 fu un periodo di floridezza, come testimoniato dalle ville tardo-barocche edificate lungo il versante orientale.

Dal 1806 al 1860 è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie. L'Unità di'Italia costrinse molti positanesi, come tanti altri meridionali, ad emigrare. Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stato capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Salerno.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, nella quale Positano pagò un altissimo tributo di sangue, molti artisti come Vincenzo Caprile, e letterati russi e tedeschi, vi trovarono rifugio, eleggendola a loro dimora. Tra i tanti ricordiamo Semenov, Zagarouiko, Essad Bey, Clavel, Escher, Massine, Kovaliska, ecc. che con le loro opere fecero conoscere questo angolo di paradiso al mondo intero[10].

Il boom turistico si è avuto nel secondo dopoguerra, ma pur avendo avuto un intenso sviluppo, Positano ha saputo conservare la sua caratteristica peculiare di città verticale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

MAR Positano (Museo Archeologico Romano) Santa Maria Assunta

Il Museo Archeologico Romano di Positano[11], inaugurato il 18 luglio 2018, è un sito archeologico musealizzato. Il complesso ipogeo è suddiviso in due cripte e un ambiente della villa romana. Le pareti della stanza affrescata di epoca imperiale costituiscono l’unico esempio di pittura parietale delle ville romane in Costiera Amalfitana. I colori particolarmente brillanti sono una peculiarità del sito. Sono previste ulteriori indagini archeologiche, finalizzate al recupero di altre sale del complesso archeologico.

Chiesa di Santa Maria Assunta (Parrocchia)

La chiesa si erige nel centro storico del paese, a pochi metri dalla Spiaggia Grande di Positano, sull'antica chiesa altomedievale. La storia della chiesa di Santa Maria Assunta è legata a quella del monastero benedettino di Santa Maria, che secondo una tradizione non documentata sarebbe stato eretto in occasione dell’arrivo dell’icona bizantina della Madonna, oggi collocata sull'altare principale. La chiesa così come oggi si presenta al visitatore risale ai lavori compiuti tra il 1777 e il 1782, ed ai restauri degli stucchi e delle dorature realizzati circa un secolo dopo. Altri interventi particolari furono attuati nel 1982 per adeguare il tempio alle esigenze della riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II.

Rappresenta la chiesa principale e, il suo fascino richiama molti giovani coppie che scelgono Positano come luogo per celebrare le nuove nozze. Uscendo sul sagrato, a pochi passi dalla chiesa si erge il campanile, riedificato nel 1707 per opera di uno sconosciuto frate cappuccino ricordato in un frammento di lapide che si trova attualmente murata sulla parete esterna della chiesa lungo la via Vito Savino. Al disopra della porta del campanile è murato un bassorilievo di epoca medioevale raffigurante un pistrice e sopra di esso una lapide posta nel 1902 a ricordo del positanese Flavio Gioia, inventore della bussola.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Chiesa Nuova)

E’ situata nella zona alta del paese, da dove domina il quartiere che prende il suo nome. Nonostante rimanga memoria della sua antica dedicazione, non si conosce la data di fondazione. Caratteristiche distintive sono la sua forma ellittica, la copertura a cupola, gli ampi finestroni, che permettono un illuminazione naturale, ed il pregiato pavimento in maiolica con decorazione fitomorfa, tipica delle chiese campane del ‘700. La Chiesa Nuova fu così denominata in seguito alla ristrutturazione della seconda metà del ´700, dando il nome all´intero rione. E’ dedicata al SS. Sacramento, di cui si osserva il simbolo al centro del soffitto e sull’altare maggiore, e fu ricostruita su una precedente Cappella del XI sec. Per la sua particolare pianta ellittica, simile al Pantheon a Roma, per il ricco pavimento in cotto maiolicato, gli stucchi e le variopinte decorazioni parietali, rappresenta uno dei principali monumenti del periodo barocco realizzati a Positano e in Costiera. In questa Chiesa si festeggia solennemente la Madonna delle Grazie, la prima domenica di luglio. Vi si celebra la S. Messa feriale e domenicale.

Chiesa di Santa Margherita (Fornillo)

Fu costruita per volere della Famiglia Porcelli, come indicato da un’epigrafe in marmo ancora visibile sul lato destro della facciata. Ha pianta quadrangolare, coperta da una volta a botte lunettata ed è decorata con dischi in maiolica con croci, poste sulle pareti, e da un pavimento di maioliche con motivi floreali ben conservato. All’interno è possibile individuare l’ingresso per la terra santa e due lapidi. Sull’ingresso vi è la cantoria con l’organo. La santa patrona si festeggia il 20 luglio.

Chiesa di Santa Caterina (Punta Reginella-Fornillo)

Ha uno stile moderno che si discosta dalle altre chiese del paese: è stata, infatti, ricostruita ispirandosi agli stessi schemi neogotici che possedeva prima della sua demolizione, avvenuta a causa della costruzione di Via Pasitea. Presenta una copertura ad archi acuti incrociati e conserva ancora gli originali altari Settecenteschi in ricchi marmi policromi.La cappella, dedicata a S. Caterina d’Alessandria Vergine e Martire, che si festeggia il 25 Novembre, fu eretta da mercanti marittimi che commerciavano con Alessandria d’Egitto, città di origine della Santa. Divenuta cadente, fu restaurata dalla famiglia Cinque e poi, negli anni trenta, dopo la costruzione dell’attuale Viale Pasitea, fu ricostruita a cura degli abitanti del rione.

Chiesa di San Giacomo (Liparlati)

Fondata dalla Famiglia Parrata, presenta una sola navata con copertura a volta lunettata e quattro oblò che permettono di lasciar entrare la luce esterna. Il pavimento Settecentesco è ormai consunto dal tempo. La chiesetta è visibile dal centro storico per il suo campanile, terminante con guglia a cipolla maiolicata, che l’ha resa protagonista in diversi dipinti raffiguranti Positano. Al centro del pavimento e sul soffitto sono riportati i simboli dei pellegrini che si recavano a Santiago de Compostela: il bordone col nodo al centro, la conchiglia e la mantella. L´Apostolo si festeggia solennemente il 25 Luglio, con la suggestiva processione attraverso le stradine del rione.

Chiesa del SS. Rosario (Mulini)

La Chiesa di Maria SS. del Rosario è situata nel centro del paese, in Piazza dei Mulini. La sua origine è molto antica. Qui era collocata la sede dei monaci domenicani che, fondata nel 1614, fu soppressa nel 1652 da papa Clemente X per il limitato numero di frati e per lo stato in cui versava. Così la chiesa, spogliata di gran parte dei suoi tesori, fu trasformata in tribunale. In seguito, restituita al culto, divenne sede della congrega del SS. Rosario. In seguito al crollo della Sacrestia dovuto al terremoto del 1980, la Chiesa è stata ancora una volta interdetta al culto e finalmente riaperta nel 2006. E’ composta da un’unica navata rettangolare con volta a botte. Notevole è il portale d’ingresso in tufo, sulla cui sommità sorge la finestra in vetri policromi di moderna fattura raffigurante”l´Annunciazione”. È priva di campanile, vi sono alcune lapidi sepolcrali e, nella zona presbiteriale, conserva un sarcofago romano di incerta provenienza, raffigurante un corteo danzante. Al centro dell´altare, in una nicchia, è custodita la statua ottocentesca della Madonna del Rosario, che si festeggia solennemente il 7 Ottobre.

Chiesa di San Giovanni (Via San Giovanni)

Citata dalle fonti come “S. Giovanni de Pastiniello seu trabucco” è una piccola chiesa costruita tra le scale. Al suo interno è possibile ammirare un dipinto raffigurante il “Battesimo di Cristo”, recentemente restaurato, e l’originale altare in stucco, un tempo coperto da un altro realizzato in marmi policromi con motivi vegetali ed al centro culminante con la figura stante di S. Antonio di Padova. La dedicazione a S. Giovanni Battista, il pavimento decorato con la rosa dei venti ed il particolare paliotto, inducono a credere che, in origine, detta chiesa sia stata fondata dall’Ordine degli Ospedalieri, fondato da fra Gerardo Sasso di Scala, divenuto poi Sovrano Ordine Militare di Malta, che aveva come protettore S. Giovanni Battista, cui dedicarono molte chiese. Sulla parete frontale della sacrestia è murata una antica urna cineraria, adibita in passato a lavacro. Vi è rappresentata la deposizione di un giovane, che potrebbe anche essere la trasposizione del Cristo, retto da due figure maschili. In questa Cappella si celebrano il triduo e la solennità della Natività di S. Giovanni Battista, il 24 giugno, e la memoria del martirio del Precursore, il 29 agosto.

Chiesa di San Matteo (Via Monte)

La Chiesetta di San Matteo si inserisce così armoniosamente tra le case del contesto edificato che si fa quasi fatica a riconoscerla, soprattutto per le sue piccole dimensioni e la semplicità della facciata esterna, priva di elementi decorativi. Non si conosce l’epoca della sua fondazione, ma è attestata come una delle chiese più antiche di Positano. La prima notizia risalirebbe al 1671, quando la chiesa era beneficio del vescovo di Lacedonia, Mons. Girolamo Campanile. Le pareti sono ornate con stucchi a rilievo e lesene. Da una prima lettura delle forme architettoniche prevalenti si può dedurre che i lavori di restauro furono eseguiti dagli stessi artisti, decoratori e maestranze che operarono a Positano nello stesso periodo. Analoghi particolari emergono nei tre angeli in stucco simili a quelli posti nella navata centrale della Chiesa dell’Assunta e della Chiesa di Santa Margherita.

Chiesa di San Pietro (Laurito)

La Cappella della frazione “Laurito”, dedicata a S. Pietro, fu edificata nell’800 da Filippo Talamo nella parte alta dopo il crollo della precedente più prossima alla spiaggia di Laurito. E´ a pianta rettangolare ad una sola navata. Caratteristico l’abside in vetro che lascia una splendida vista sul mare. Al di sopra dell´arco dell´abside un dipinto rappresenta l´Immacolata e S. Pietro con il caratteristico sfondo di Laurito. Sulle pareti laterali si ammirano i recenti affreschi di Passalacqua che rappresentano rispettivamente la pesca miracolosa e la consegna delle chiavi a S. Pietro. Spettacolare la festa in onore del Santo che si svolge ogni anno il 29 giugno[12].

Torri di guardia[modifica | modifica wikitesto]

Nel Bassomedievo, tutta la costa fu fortificata con torri di avvistamento che sfruttavano la morfologia del territorio. Positano vide la costruzione di alcuni apparati difensivi, ancora oggi visibili dal mare. La torre più antica è quella della Sponda, la quale presenta ancora la forma cilindrica originale, tipica del periodo angioino, e una base con le pareti a scarpata. E' databile al XIII sec. quando Roberto d'Artois fortifica la sede della Badia di S. Maria. Collocata a ridosso del centro abitato, svolgeva funzioni di avvistamento. In epoca vicereale, la torre viene adeguata al nuovo sistema difensivo quindi si demolisce una parte della volta dell'ultimo livello per costruire una piazza scoperta sul fronte mare, e vengono aggiunte le tipiche troniere per l'uso di archibugi. Nel 1817 la torre ebbe una prima trasformazione per essere adibita ad abitazione. Attualmente è di proprietà privata.

Tra la spiaggia di Fornillo e la Marina Grande erge la torre Trasìta, le cui prime notizie risalgono all'epoca vicereale. Si tratta di una struttura circolare che aveva funzioni di torre di sbarramento. Nel 1817 fu messa in vendita e da quell'epoca è di proprietà privata, subendo negli ultimi anni diverse trasformazioni che ne hanno stravolto l'edificio.

Situata all'estremità della spiaggia omonima, la torre di Fornillo sorge su uno sperone roccioso a picco sul mare. E' una torre di sbarramento realizzata nel periodo vicereale con una pianta che si adatta alla conformazione del territorio. Ormai rudere, nel 1909 fu acquistata dallo svizzero Gilbert Clavel, che l'ha ricostruita rispettando la particolare forma pentagonale.

La torre di Renzo ha funzione di sbarramento ed è appena visibile lungo la costa. Fa parte della rete di fortificazione volute nel periodo vicereale. Fu acquistata nel 1915 dallo scrittore russo Michail Nikolaevič Semënov, che possedeva già il vicino mulino sulla spiaggia di Arienzo.

Infine, sull'arcipelago de' Li Galli, vi è una torre denominata del Gallo Lungo. La sua funzione è strategica, a controllo sia delle comunicazioni marittime sia della baia di Positano. La costruzione risale all'epoca angioina, quando Pasquale Celentano chiese il permesso di costruirla a sue spese. Nel 1922 Léonide Massine acquistò l'arcipelago, trasformando la costruzione in abitazione[13].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico appartenenti all'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

Tradizioni e folklore[modifica | modifica wikitesto]

Leggenda della Madonna Nera[modifica | modifica wikitesto]

Vista notturna su Positano

La leggenda narra che, una nave che trasportava una tavola lignea raffigurante la Madonna, mentre solcava le acque della baia di Positano, a causa di una bonaccia, non riusciva in nessun modo a riprendere il mare. Ad un certo punto, i marinai udirono una voce che diceva "Posa posa", ovvero "Fermatevi lì, in quel posto". La voce pareva provenire dal quadro della Vergine Maria. Così si avvicinarono alla riva. Gli abitanti presero il quadro della Vergine e lo portarono nella Chiesa di S. Vito, Santo Protettore di Positano. Il mattino seguente, però, miracolosamente la tavola lignea era sparita e fu ritrovata su un cespuglio di mortella. Fu così, allora, che i positanesi iniziarono in quel punto la costruzione della nuova chiesa dedicata a Santa Maria, festeggiata con ogni onore il 15 agosto di ogni anno.

Leggenda della Madonna di Montepertuso

Si dice che a bucare il monte sia stato il dito indice della Vergine Maria, in seguito allo scontro con il diavolo. Il demonio tentò di bucare la montagna con le sue mani per dimostrare la propria forza, senza successo. Fu allora che la Madonna, sfiorò col dito il monte che si sgretolò. Sconfitto, il diavolo precipitò sulle rocce dove, ancora oggi, sono visibile le orme e la coda impressi in una roccia sottostante il monte. Nei giorni 1 e 2 luglio si festeggia il miracoloso evento e, nelle processioni viene narrata la storia: "Nel VI secolo Montepertuso era una selva abitata da popoli che si sfamavano grazie alla caccia della selvaggina locale. Una notte vennero tutti svegliati di soprassalto da un continuo tuonare. Scrutando il cielo verso il monte videro una grande luce bianca con al centro un’immagine. Una giovane ragazza venne avvolta nel candore di questa luce ove sentì una voce materna che le disse: «Non aver più paura, il demonio è stato maledetto ed i suoi sforzi contro questo monte sono finiti, perché distrutto lo spirito maligno. Resti del suo corpo a forma di serpente si trovano all’altro versante della roccia viva. Vieni, dunque, con me ed accompagnami sulla collina della selva Santa, ove ci fermeremo per sempre». Era la voce della Madonna che, dopo aver sconfitto il maligno, volle rassicurare gli abitanti del posto. Tutti furono illuminati nello spirito da questo evento prodigioso.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Vista del paese

Montepertuso e Nocelle[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni situate molto in alto, anticamente erano collegate solo tramite una lunga scalinata al centro di Positano. Entrambe molto pittoresche ed oggi con vocazione turistica. Montepertuso, inoltre, è conosciuta anche per il "monte bucato", da cui prende il nome, che, secondo la leggenda, fu bucato dalla Madonna con il dito indice e in onore di questa leggenda il 2 luglio Festa della Madonna delle Grazie si rievoca la leggenda del "monte bucato" e molte persone vengono ad assistere a questa spettacolare rappresentazione. Nocelle, invece, è una famosa meta di sosta del sentiero degli dei accessibile comunque anche da Montepertuso procedendo in salita.

Montepertuso è il luogo di origine della famiglia di commercianti e armatori De Martino che all'inizio del XIX secolo, con Michele De Martino, si trasferì a Monopoli (Bari) da dove ampliò i propri traffici marittimi con veloci velieri fino in America, in Russia, in Francia, commerciando soprattutto olio d'oliva e grano.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada statale 163 Amalfitana, principale asse viario di accesso al territorio comunale.
  • Strada Provinciale 425 Positano-Montepertuso-Vallone Porto verso Nocelle.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La mobilità è affidata, per i trasporti urbani, alla società Flavio Gioia sas aderente alla Società Consortile Salernitana Trasporti.

Molo Léonide Massine[modifica | modifica wikitesto]

Il porto consente i collegamenti con: Amalfi, Capri, Salerno.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Regione Campania all’Autorità di Bacino Regionale Campania Sud ed Interregionale per il bacino idrografico del fiume Sele, ex Autorità di bacino regionale Destra Sele.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra calcistica di Positano è il San Vito Positano che nella stagione 2014-15 ha militato nel campionato di Promozione. La squadra è stata recentemente salvata dal fallimento, grazie al conduttore e giornalista Alessandro Cecchi Paone che ha rilevato la società salvandola in extremis [16], e portandola alla vittoria del campionato nella stessa stagione e alla promozione in Eccellenza campana. Il 28 gennaio 2016 viene disputata un'amichevole (anche se non ufficiale) contro la formazione del Napoli, allenata da Sarri, per alcune questioni sull'omosessualità. La partita vede la squadra giallorossa perdente con un risultato di 14-0.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ RADMILLI A. M. – TONGIORGI E. 1958, Gli scavi nella grotta La Porta di Positano. Contributo alla conoscenza del mesolitico italiano, in RSP, XIII.
  2. ^ Johannowsky W. 1986, «Le Ville romane dell'età imperiale», in Itinerari turistico culturali in Campania 3, Napoli.
  3. ^ Vitruvio, De Architectura, II, 8, 17.
  4. ^ Mingazzini P.- Pfister F. 1946, Forma Italiae, Surrentum, Firenze.
  5. ^ Maiuri A. 1954, Saggi di varia antichità, p. 94, Venezia.
  6. ^ Di Giacomo L. 1986, Positano Medioevale, Salerno.
  7. ^ Angelo Raffaele Celentano, 2005, La Chiesa di Santa Maria di Positano, Maiori.
  8. ^ Sabella R., Sabella G. 2010, Positano, Salerno.
  9. ^ Ercolino R., Positano. La città verticale, Castellammare di Stabia, Longobardi, 2007.
  10. ^ Romito M., Tasselli di storia a Positano, Salerno, 1998.
  11. ^ [www.marpositano.it Museo Archeologico Romano].
  12. ^ Ercolino R., 2018, Positano Sacra, Testimonianze di Fede e Arte nella Città Verticale, Castellammare di Stabia.
  13. ^ Santoro L., Le Torri Costiere della Provincia di Salerno, Paparo Edizioni, 2012.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Gemellaggio, su ilvescovado.it.
  16. ^ Calcio: Cecchi Paone salva il San Vito Positano dal fallimento

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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