Rofrano

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Rofrano
comune
Rofrano – Stemma
Rofrano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
SindacoNicola Cammarano (CambiAmo Rofrano) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate40°13′N 15°26′E / 40.216667°N 15.433333°E40.216667; 15.433333 (Rofrano)Coordinate: 40°13′N 15°26′E / 40.216667°N 15.433333°E40.216667; 15.433333 (Rofrano)
Altitudine450 m s.l.m.
Superficie63,59 km²
Abitanti1 495[2] (31-5-2018)
Densità23,51 ab./km²
FrazioniAbbenante, Cerreto, Fornillo, Pozzillo Borsito, Provitera, San Leo, San Menale, Tressanti, Treppaoli[1].
Comuni confinantiAlfano, Caselle in Pittari, Laurino, Laurito, Montano Antilia, Novi Velia, Roccagloriosa, Sanza, Torre Orsaia, Valle dell'Angelo
Altre informazioni
Cod. postale84070
Prefisso0974
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT065109
Cod. catastaleH485
TargaSA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantirofranesi
PatronoS. Nicola
Giorno festivo8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rofrano
Rofrano
Rofrano – Mappa
Posizione del comune di Rofrano all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Rofrano (U Franu in dialetto cilentano meridionale) è un comune italiano di 1.495 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Rofrano è situato nella zona meridionale del Cilento, equidistante e in posizione centrale rispetto a altri comuni meno noti ma più grandi solo per popolazione, come Sala Consilina, Vallo della Lucania e Sapri.

Rofrano, come altri comuni cilentani, rientra nel territorio del parco nazionale. Il paese si trova lungo la SP18 proveniente da Laurito, che lo attraversa e poco prima di uscirne, si dirama proseguendo da un lato, innestandosi sulla SS18 per Alfano, Torre Orsaia, Policastro e Sapri, e dall'altro per Sanza e Sala Consilina che durante si innesta un ulteriore strada la quale attraversa tutta la Valle del Mingardo nel versante più alto e raggiungendo Laurino in uno scenario di naturale maestosità paesaggistica.

Il Comune di Rofrano vanta le frazioni e contrade di seguito elencate in ordine di distanza: Tresanti (contrada periferica), Provitera, Molino Vecchio, Pozzillo/Borsito, San Menale (frazione), Tre Paoli, San Doro, Borgo Cerreto (frazione parzialmente nel comune di Torre Orsaia) ed una località disabitata conosciuta come Triglio. Parte del territorio del villaggio di Pruno è compreso nel suo ambito comunale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le sue origini risalgono fra il III e il IV secolo e vengono attribuite a dei nobili crociati, allora abitanti nelle prossimità della montagna di Piaggine in un luogo che chiamarono Ruffium (da qui l'antica denominazione di "Ruranu"). A seguito di epidemie (non accertate) e di brigantaggio, l'abitato si spostò avvicinandosi all'attuale ubicazione e cambiando il suo nome in Ruffio, per poi arrivare a Rufra e infine Rofrano (parola riferita alla terra che frana sotto i nemici). Nel Medioevo il feudo di Rofrano veniva concesso da Roberto il Guiscardo ad uno dei suoi cavalieri. Il relativo Castello, ampliato su un maniero preesistente di origine Longobardo-Bizantina, è tuttora visibile. il portone di accesso, fino all'inizio degli anni ottanta, era sormontato da un fabbricato costituito da muratura con travi di legno intrecciate e riempimento in pietrame, di chiara origine Nord-europea. nelle campagne è possibile ancora imbattersi in vecchi edifici in muratura con balconate in legno, frequenti nelle aree germaniche e Nord-Europee.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Laurito, appartenente al Distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie.

Fece parte del mandamento di Laurito, appartenente al Circondario di Vallo della Lucania.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Inchiesta Alimentare 1954[modifica | modifica wikitesto]

L'inchiesta alimentare a Rofrano, svoltasi nell'ottobre del 1954 ed effettuata dall'Istituto della Nutrizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, mirava allo studio dei bisogni e consumi della popolazione italiana dell'epoca, ed in particolare questi studi furono praticati su quella popolazione che viveva nelle zone più disagiate della penisola, tra cui, per questo motivo, fu tristemente nota la stessa Rofrano. Da recenti ricerche si è scoperto che la popolazione di questi territori è di gran lunga più longeva di quelle di altre zone prese a campione, e questa scoperta ha portato alla rivalutazione della dieta di un tempo e di stili di vita ormai quasi scomparsi.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana, appartenente principalmente alla Chiesa cattolica[4]; il comune appartiene alla Diocesi di Vallo della Lucania, comprendente una parrocchia:

  • Santi Giovanni Battista e Nicola di Mira

L'altra confessione cristiana presente è quella Evangelica, con una comunità[5]:

  • Chiesa pentecostale ADI

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

  • Presso la località Molino Vecchio si racconta che viva uno gnomo e chiunque riesca a vederlo e togliergli il cappello potrà avere il suo oro.
  • Nelle campagne di Rofrano è stato avvistato numerose volte un essere alto più di due metri avente la pelle verde e gli occhi di lucertola.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La dieta mediterranea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1954 veniva descritta per la prima volta, in un piccolo paese del Cilento (Rofrano in provincia di Salerno) quella che diventerà in seguito una famosa "invenzione" di un illustre fisiologo statunitense: la dieta mediterranea. Rofrano può vantare il primato di paese dove viene per la prima volta studiata la dieta mediterranea. Per la precisione, a Rofrano venne effettuato uno studio sulle conseguenze della malnutrizione dovuta ad una forte povertà. Successivamente, il filosofo statunitense, che incantato dalle bellezze del cilento, si stabilì a Pollica. Così iniziò a studiare gli effetti della cosiddetta Dieta mediterranea, siccome aveva notato, in rapporto alla popolazione statunitense, che vi era una forte probabilità di non riscontrare malattie cardiovascolari nei cilentani. Riteneva che tale diminuzione statistica era determinata dall'alimentazione.

Di cosa si tratta. Come dice Ancel Keys (1997): "pasta in many forms, leaves sprinked with olive oil, all kinds of vegetables in season, and often cheese, all finished off with fruit and frequently was-hed down with wine" (vari tipi di pasteasciutte, ortaggi a foglia conditi con olio di oliva, tutti gli ortaggi di stagione, spesso il formaggio, la frutta che conclude il pasto e il vino che lo annaffia!). Nella dieta mediterranea del Cilento nel 1954 i cereali sotto forma di pane e di pasta (spesso fatta in casa, "le llane" che accompagnavano i fagioli) rappresentavano oltre il 60% delle calorie totali che venivano assunte con i pasti.

L'incidenza della patologia cardiovascolare nel Cilento è tra le più basse d'Italia, ma l'alimentazione non sarebbe molto differente da quella del resto del Paese! È pur vero però che, come sottolinea Vito Teti, sia la fame che l'abbondanza, sia l'alimentazione quotidiana che quella festiva del Cilento non possono essere comprese soltanto attraverso l'elencazione e la descrizione dei prodotti della dieta o dell'energia e dei nutrienti con essa apportati. Le abitudini alimentari delle popolazioni vanno infatti anche riportate a uno stile di vita, a una cultura, a dei modi di essere che si sono affermati nel corso di una lunga e controversa storia. Questo nuovo modo di vedere l'alimentazione allarga notevolmente l'interpretazione che di essa se ne può dare anche nel campo della salute. Ed ecco che i tratti che caratterizzano il mangiare Cilentano o in termini più ampi il mangiare e la dieta mediterranea, quali la convivialità, il mangiare in famiglia, il consumare il pasto all'aperto, l'accompagnare il pasto con canti e danze sono oggi considerati elementi importanti, per lo meno della stessa importanza di quelli di carattere biologico quali iperglicemia, ipertensione, obesità etc., per gli effetti che possono avere, protettivi i primi e di rischio i secondi, nei riguardi di vari tipi di patologia degenerativa (malattie cardiocircolatorie e cancro) verso le quali queste popolazioni sembrano essere assai protette.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia è principalmente basata sull'edilizia; seguono le attività commerciali, l'allevamento, la pastorizia, pochi artigiani, alcune strutture ricettive e l'agricoltura, prevalentemente ad uso e consumo privato. Negli ultimi anni l'effetto della crisi ha messo in difficoltà il settore edilizio, che garantiva una fonte di reddito per numerose famiglie. Nel 2006, in una classifica dei comuni campani, Rofrano si posiziona all'ultimo posto tra quelli più poveri, con appena 6.901 pro capite.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Le infrastrutture presenti solo quelle tipiche di un paese di collina, le strade presentano pochi tratti rettilinei e spesso sono soggette a smottamenti. I trasporti pubblici sono della locale e storica ditta Lettieri, un tempo Loguercio. I collegamenti sono per Salerno, Sala Consilina, Sapri e Vallo della Lucania.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Provinciale 18 Italia.svg Strada Provinciale 18/a Innesto SS 18-Laurito-Rofrano.
  • Strada Provinciale 18 Italia.svg Strada Provinciale 18/b Rofrano-Sanza.
  • Strada Provinciale 93 Italia.svg Strada Provinciale 93 Rofrano-Ponte Trave.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Storico delle amministrazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Dal 1985 al 1990: Dott. Gennaro Passarelli
  • Dal 1990 al 1995: Dott. Gennaro Passarelli
  • Dal 1995 al 1999: Dott. Franco Lettieri
  • Dal 1999 al 2004: Sig. Giuseppe Viterale
  • Dal 2004 al 2009: Sig. Giuseppe Viterale
  • Dal 2009 al 2014: Sig. Antonio Viterale
  • Dal 2014: Dott. Nicola Cammarano
  • Giunta in carica: Federico Lettieri (vicesindaco) - Di Sevo Nicla

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Bussento - Lambro e Mingardo

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Sinistra Sele.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frazioni stabilite dallo statuto comunale
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2018.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Diocesi di Vallo della Lucania
  5. ^ ADI - Chiese Cristiane Evangeliche - Assemblee di Dio in Italia

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]