Ispani

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Ispani
comune
Ispani – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Edmondo Iannicelli (lista civica) dal 1-4-2010
Territorio
Coordinate 40°05′N 15°34′E / 40.083333°N 15.566667°E40.083333; 15.566667 (Ispani)Coordinate: 40°05′N 15°34′E / 40.083333°N 15.566667°E40.083333; 15.566667 (Ispani)
Altitudine 256 m s.l.m.
Superficie 8,34 km²
Abitanti 1 026 (31-12-2015)
Densità 123,02 ab./km²
Frazioni Capitello, San Cristoforo
Comuni confinanti Santa Marina, Vibonati
Altre informazioni
Cod. postale 84050, 84040
Prefisso 0973
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065059
Cod. catastale E365
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti ispanoti
Patrono San Nicola di Bari
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ispani
Ispani
Posizione del comune di Ispani all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Ispani all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Ispani è un comune italiano di 1026 abitanti[1] della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato nella zona del Bussento, al centro del Golfo di Policastro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime tracce documentate di popolazioni nel territorio comunale risalgono al periodo normanno. Come altri paesi della zona l'abitato principale era posto in riva al mare essendo l'economia basata essenzialmente sulla pesca. Su una collina, nei pressi di Capitello, detta oggi “Castellaro”, Ruggiero I costruì un castello a partire dal 1055. Risale invece alla seconda metà del XVI secolo la testimonianza della presenza degli Aragonesi con una torre di avvistamento, eretta per prevenire gli assalti dei pirati Saraceni, come le altre costruite da Gaeta a Reggio Calabria.

Per fuggire alle scorribande dei pirati la popolazione fuggiva verso l'alto, arrampicandosi lungo le ripide colline ove oggi sorgono gli abitati di Ispani e San Cristoforo. I diversi nomi dati a questi insediamenti nel corso dei secoli (Sant'Agata, Forlì, Casale delli Spani) confermano come la popolazione li abitasse solo in situazioni di emergenza, per poi ritornare a vivere sul mare.

Nel XVI secolo i Conti Carafa della Spina, fuggendo dalla vicina Policastro infestata dalla malaria, si stabilirono nel borgo di Capitello. Del palazzo costruito dai nobili rimangono solo le mura perimetrali delimitanti il giardino, l'arco con il loro simbolo che consentiva il passaggio delle carrozze, una garitta per la guardia armata ed una lapide di marmo. I resti del palazzo, restaurati e ammodernati, ospitano oggi un istituto religioso.

In una carta conservata presso l'Archivio di Stato di Napoli, datata 1746 (copia di una più vecchia degli Uffici del Principato di Citra) si può vedere che Capitello aveva il rango di Borgo, mentre Ispani e San Cristoforo non avevano diritto di Città, Comune o Borgata e non potevano costruire fortificazioni per difendersi dalle razzie dei pirati. Per questo motivo gli abitati erano costituiti di poche case arroccate attorno ad una chiesa con vicoli e strade strette ideali contro le scorrerie dei predoni. Col tempo le due frazioni collinari accrebbero la propria popolazione tanto che nel 1780 Ispani fu eletta "Università", cioè Municipalità, dal Governo borbonico di Napoli. Con l'avvento del Regno d'Italia fu confermato capoluogo del comune e solo durante il periodo fascista, con la fusione dei comuni di Ispani e Santa Marina, fu Capitello la sede del Comune di Policastro. [2]

I tre paesi di Ispani, Capitello e San Cristoforo sono riuniti in un'unica entità amministrativa dalla nascita della Repubblica. Come molti paesi del Sud Italia ha pesantemente subito il fenomeno dell'emigrazione, soprattutto verso la capitale Roma e verso le regioni del Nord-Est.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Vibonati, appartenente al Distretto di Sala del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Vibonati, appartenente al Circondario di Sala Consilina.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana appartenenti principalmente alla Chiesa cattolica[4]; il comune appartiene alla Diocesi di Teggiano-Policastro.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Patrono di Ispani è San Nicola di Bari, la cui ricorrenza viene celebrata il 6 dicembre. La festa principale del Paese è il 16 agosto in onore di San Rocco, animata dai pellegrini che giungono a piedi da Policastro Bussentino e dai numerosi emigranti che rientrano in paese per l'occasione.

Patrono di Capitello è S. Antonio da Padova, in onore del quale a giugno viene allestita una processione con la benedizione del pane preparato in casa.

Patrono di San Cristoforo è San Cristoforo, festeggiato il 25 luglio; in tale occasione viene effettuata la tradizionale benedizione degli autoveicoli. Viene festeggiato anche San Donato, il 7 agosto, che ha una cappella in cima al paese.

Ad agosto, generalmente nella prima metà del mese, a San Cristoforo viene allestita la "Sagra della Cuccìa", con la degustazione della cuccìa, piatto tipico cilentano a base di legumi cotti separatamente e poi serviti con un pezzo di pane, la cui preparazione richiede parecchie ore.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune comprende tre centri abitati:

  • Capitello, frazione maggiore del comune, situata lungo la costa del golfo di Policastro. Vi sono conservati i resti di un muro e di una porta con un arco riportante il simbolo dei conti Carafa, proprietari del palazzo che oggi ospita un istituto religioso: è presente inoltre una torre di avvistamento di origine normanna, non visitabile in quanto inglobata in una proprietà privata. La chiesa principale è dedicata a San Ferdinando Re mentre un'altra chiesetta all'inizio dell'abitato è dedicata a S. Antonio da Padova.
  • Ispani, situato in collina a 256 m. s.l.m. a metà strada, è la sede del Comune. La chiesa dedicata a S. Nicola presenta un campanile a base ottogonale, mentre al confine del paese si trova la chiesetta dedicata a S. Rocco. Interessante è anche una Fontana storica posta al limitare del paese, luogo di grande valore in passato data la scarsità di acqua potabile.
  • San Cristoforo, frazione collinare posta a 320 m. s.l.m. che, come Ispani, è stata abitata e abbandonata periodicamente nel corso dei secoli dagli abitanti delle zone pianeggianti. La Chiesa madre si trova al centro del paese e vi si accede tramite una piccola scalinata. È presente inoltre una piazza realizzata nel 2001 che presenta su un lato delle immagini su formelle rappresentanti i tre abitati del comune.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Capitello è stato protagonista del famoso gioco "Una gita a..." della rivista La Settimana Enigmistica nel numero n. 4281 del 10 aprile 2014. Il paese di San Cristoforo è stato invece protagonista dello stesso gioco nel numero n. 4320 dell'8 gennaio 2015.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del paese si basa quasi esclusivamente sul turismo estivo. Data la posizione con molte aree coltivabili è ampiamente sviluppato il fenomeno della produzione per autoconsumo di prodotti agricoli e zootecnici.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Principali arterie stradali[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Sinistra Sele.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 31 agosto 2016.
  2. ^ Storia - Comune di Ispani (Provincia di Salerno), su www.comune.ispani.sa.it. URL consultato il 31 agosto 2016.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ [1] Sito della Diocesi

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]