Castelcivita

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Castelcivita
comune
Castelcivita – Stemma
Castelcivita – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Antonio Forziati (lista civica Il campanile) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate 40°30′N 15°14′E / 40.5°N 15.233333°E40.5; 15.233333 (Castelcivita)Coordinate: 40°30′N 15°14′E / 40.5°N 15.233333°E40.5; 15.233333 (Castelcivita)
Altitudine 487 m s.l.m.
Superficie 57,64 km²
Abitanti 1 678[2] (28-2-2017)
Densità 29,11 ab./km²
Frazioni Cosentini, Serra[1]
Comuni confinanti Albanella, Altavilla Silentina, Aquara, Controne, Ottati, Postiglione, Roccadaspide, Sicignano degli Alburni
Altre informazioni
Cod. postale 84020
Prefisso 0828
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065030
Cod. catastale C069
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti castelcivitesi
Patrono san Cono il Taumaturgo, martire in Isauria; san Nicola di Bari
Giorno festivo 3 giugno; 6 dicembre.
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelcivita
Castelcivita
Castelcivita – Mappa
Posizione del comune di Castelcivita all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Castelcivita (A Castellùccë in dialetto cilentano[3]) è un comune italiano di 1 678 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situato alle pendici meridionali degli Alburni ed a nord-est del territorio cilentano, sorge su uno sperone naturale, con case a cascata, a 587 m sul livello del mare. Castelcivita è un nome recente: infatti, come molti paesi della Campania costruiti sull'alto di qualche montagna e poi distrutti, ha subito varie denominazioni. Rientra nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Ingresso delle grotte di Castelcivita

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è tipicamente mediterraneo con inverni ed autunno umidi ed estati lunghe, secche e ventilate. Le precipitazioni si concentrano prevalentemente nei mesi autunnali ed invernali e le precipitazioni raramente acquisiscono carattere nevoso. Le temperature raramente scendono sotto i -2° e raggiungono picchi di 42° nelle ondate di caldo estive. Nell'agosto del 2003 (durante la grande Ondata di caldo dell'estate 2003) la temperatura, per più giorni, ha sfiorato i 45°.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese, conosciuto nell'antichità con il nome di oppido Alburno[4], presenta un impianto urbanistico minoico-miceneo, databile al XV-XIV sec. a. C., ma le sue origini sembrano ancora più antiche e risalire al periodo protourbano sumerico (seconda metà del IV millennio a. C.). Ha la sua rocca nel succorpo della chiesa parrocchiale di S. Cono v. e m. intorno alla quale gravitano quattro quartieri disposti in modo ortogonale con due assi stradali principali.[5] Il succorpo, presunta sede del vescovo pestano nel V-VI secolo, è il risultato della rilettura, in chiave cristiana, del complesso architettonico del foro della Civitas.[4][6] Nell' VIII-IX secolo rinacque intorno al monastero greco-bizantino di S. Cono (rione "La Terra"), come testimonia la toponomastica longobarda dei rioni "Case La Terra", "Casale" e "Le Casaline".[6] È indicato già in un documento del 1171, come in quelli angioini e aragonesi, con il nome di Castelluccia, ad indicare l'originario Castella, piccola piazzaforte, del periodo romano.[6] Si pensa che la recinzione totale di Castelcivita sia opera di Pandolfo di Fasanella, gran feudatario, il quale la fece costruire per ordine di Carlo I d'Angiò. Il centro storico presenta l'antica struttura di fortezze e infatti è caratterizzato da vie e viuzze che si intersecano tra di loro e da innumerevoli scalini interrotti di tanto in tanto da qualche spiazzo seguendo l'andamento toponomastico del territorio. Interessanti sono i portali con architravi in pietra calcarea locale e piperno sui quali si possono ancora ammirare gli stemmi di nobili famiglie e pregevoli giochi geometrici.

Nel corso del 1799 Castelcivita fu teatro di alcuni importanti eventi che segnarono la breve esistenza della Repubblica Napoletana. In seguito alla Campagna d'Italia combattuta dalla Francia rivoluzionaria contro le potenze monarchiche europee dell'Antico regime, sorsero sul territorio italiano, numerose repubbliche filofrancesi e giacobine quali la Repubblica Ligure e la Repubblica Cisalpina nel 1797, la Repubblica Romana nel 1798 e la Repubblica Napoletana nel 1799. La vita della Repubblica Napoletana fu però particolarmente travagliata, mancò sin dall'inizio l'adesione popolare alla rivoluzione la quale coinvolse soltanto le personalità di maggiore cultura del napoletano che non riuscirono a trasmettere alla gente comune il senso della rivoluzione. Di conseguenza, nelle province non occupate dall'esercito francese, il Governo provvisorio, al fine di contenere i movimenti controrivoluzionari, fedeli al re Ferdinando IV di Borbone, diede luogo ad una dura repressione contro gli oppositori della neonata Repubblica. In tale contesto, il Governo repubblicano inviò vari contingenti armati nelle province, e tra questi vi era la colonna armata guidata dal Generale Giuseppe Schipani che aveva lo scopo di giungere in Calabria attraversando il salernitano. Le truppe del Generale Schipani, dopo aver attraversato i territori amici di Salerno, Eboli ed Albanella, giunsero nei territori dei monti Alburni che erano rimasti fedeli ai Borboni. Il Generale Schipani, dopo aver liberato dai filo-borbonici la vicina Roccadaspide si diresse verso Castelcivita dove però incontrò la tenace resistenza della popolazione capeggiata da Gerardo Curcio di Polla detto Sciarpa, che riuscì a respingere l'avanzata delle truppe franco-napoletane. Nelle settimane successive, abbandonata dai francesi, la Repubblica Napoletana. capitolerà di fronte all'avanzata da Sud del Cardinale Fabrizio Ruffo fedele al re Ferdinando IV di Borbone.[7][8][9]

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Roccadaspide, appartenente al Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Roccadaspide, appartenente al Circondario di Campagna.

Monumenti e luoghi di interessi[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Torre Angioina
  • Castello del Vaglio
  • Palazzo ducale

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Nicola di Bari
  • Chiesa di Santa Sofia
  • Monastero di Santa Gertrude
  • Chiesa di Sant'Antonio
  • Chiesa di San Cono V. e M.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Ponte Pestano o di Spartaco, la cui caratteristica è la fondazione a punta di diamante, distrutto durante la II guerra mondiale, e successivamente ricostruito
  • Strada romana lastricata denominata "Strada Comunale Varco del Vano"
  • Acquedotto romano, i cui resti maggiori sono situati nell'orto del monastero di Santa Geltrude
  • Porta Pretoria augustea posta nel vicolo Nicola Verlotta di Domenico
  • Mura poligonali irregolari, dette "Il Vaglio", in via I. Silone
  • Mura megalitiche micenee presso il vicolo G. Costantino ("strittina")

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Grotte[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2007 i residenti sono 1.949, dei quali 949 maschi e 1.000 femmine. Abitanti censiti[10]


Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana appartenenti principalmente alla Chiesa cattolica[11]; il comune appartiene alla forania di Sant'Angelo a Fasanella, della diocesi di Teggiano-Policastro, ed è composto da due parrocchie.

L'altra confessione cristiana presente è quella Evangelica con una comunità:

Nel paese è presente inoltre una diaspora Cristiana Evangelica di fede Battista.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione è dedita prevalentemente all'agricoltura e alla pastorizia, infatti si produce olio, vino, grano, cereali e formaggi. Saporitissimi e di alta qualità e genuinità sono le salsicce, i capicolli, i prosciutti ed i formaggi. Caratteristica della gastronomia locale sono le pietanze a base di funghi porcini.

Persone legate a Castelcivita[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

In base allo statuto comunale di Castelcivita[13], le frazioni sono[14]:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Castelcivita è stato riconosciuto come un comune a prevalente economia turistica grazie al principale attrattore turistico delle grotte[15].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Regionale 488/b Controne (bivio SP 246)-Roccadaspide-Castel S. Lorenzo-Felitto;
  • Strada Provinciale 12/a Controne-Castelcivita-Bivio S. Vito;
  • Strada Provinciale 236 Innesto ex SS 488-Grotte di Castelcivita;
  • Strada Provinciale 419 Innesto SP 88 (Altavilla Silentina)-Innesto SP 258 (loc. Acquaviva di Roccadaspide).
  • Strada Provinciale 248 Innesto SP 12-Castelcivita.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2013 in carica Antonio Forziati lista civica Il campanile sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Alburni.

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino interregionale del fiume Sele.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune ha sede la società di calcio U.S. Grotte di Castelcivita, che ha disputato campionati dilettantistici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In base allo statuto comunale sono le uniche frazioni.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 162.
  4. ^ a b Giuseppe Figliolia Forziati, Alburnus. La storia nascosta de "La Terra" di Castelcivita, Bracigliano, Edizioni Arci Postiglione, 2011, pp. 16-18 e 39, ISBN 9788890456916, SBN IT\ICCU\NAP\0593503.
  5. ^ Giuseppe Figliolia Forziati, L'Oriente abita l'Occidente. Castelcivita: ritrovati importanti reperti micenei, minoici, cicladici e sumeri, Santa Maria di Castellabate (SA), Centro Culturale Studi Storici - "Il Saggio", 2016, pp. 5 e 23-30, ISBN 978-88-93600-04-0, SBN IT\ICCU\CAM\0216268.
  6. ^ a b c Giuseppe Figliolia Forziati, Castelcivita, la piccola Assisi degli Alburni, Edizioni Arci Postiglione, 2015, pp. 12-13 e 223, 211-213, 228-238, ISBN 978-88-97581-23-9, SBN IT\ICCU\CAM\0218262.
  7. ^ Franco Savelli Il meridione d’Italia Borbone di fine ‘700, Parte II: La fine della Repubblica Partenopea - La Sardegna.
  8. ^ Mario Battaglini Il Monitore Napoletano 1799.
  9. ^ Vincenzo Cuoco Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799 (1801) - Capitolo XXXIII.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/vis_diocesi.jsp?idDiocesi=197
  12. ^ ADI - Chiese Cristiane Evangeliche - Assemblee di Dio in Italia
  13. ^ Statuto comunale di Castelcivita
  14. ^ 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni
  15. ^ [1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN239637002