Sapri

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Sapri
comune
Sapri – Stemma
Sapri – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Salerno-Stemma.svg Salerno
Amministrazione
SindacoAntonio Gentile (Italia Viva) dal 12-6-2017
Territorio
Coordinate40°04′N 15°38′E / 40.066667°N 15.633333°E40.066667; 15.633333 (Sapri)
Altitudinem s.l.m.
Superficie14,2 km²
Abitanti6 504[1] (31-7-2021)
Densità458,03 ab./km²
FrazioniTimpone
Comuni confinantiMaratea (PZ), Rivello (PZ), Torraca, Tortorella, Vibonati
Altre informazioni
Cod. postale84073
Prefisso0973
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT065134
Cod. catastaleI422
TargaSA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona C, 938 GG[3]
Nome abitantisapresi
Patronosan Vito
Giorno festivo15 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sapri
Sapri
Sapri – Mappa
Posizione del comune di Sapri all'interno della provincia di Salerno
[[1] Sito istituzionale]

Sapri è un comune italiano di 6 504 abitanti della provincia di Salerno in Campania, situato nel golfo di Policastro.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Sapri è uno dei comuni più a sud della Provincia di Salerno e dell'intera Campania, situato a pochi chilometri dal confine lucano, sulla costa tirrenica, in una piccola pianura che si affaccia sull'omonima baia compresa all'interno del golfo di Policastro, il quale chiude, a sud-est, la costiera cilentana, ed è circondata a semicerchio dai monti dell'Appennino meridionale, che si ergono alle sue spalle.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città di Sapri ha origini molto antiche e viene considerata il cuore del golfo di Policastro. In età romana la baia e il suo entroterra furono tenute in grande considerazione. Cicerone la definì “parva gemma maris inferi” (piccola gemma del mare del Sud).

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Vibonati, appartenente al Distretto di Sala del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1924, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Vibonati, nel 1924 il mandamento fu trasferito a Sapri fino al 1927 anno della sua soppressione appartenente al Circondario di Sala Consilina.

Nella prima guerra mondiale nel novembre 1917 alla 16ª Sezione FBA di Sapri arrivano 3 FBA Type H e nell'agosto 1918 diventa la 277ª Squadriglia che resta fino al 1º aprile 1919.

Sapri è nota soprattutto per la tragica spedizione di Carlo Pisacane del 28 giugno del 1857, ricordata in versi dalla famosa poesia la “Spigolatrice di Sapri” di Luigi Mercantini. La spedizione di Pisacane, organizzata a Genova dallo stesso, da Mazzini e da altri patrioti, doveva, nel progetto mazziniano, favorire lo scoppio a Napoli e a Salerno, seguite dalla Sicilia, della rivoluzione antiborbonica, nell'ambito della lotta per l'unità italiana, organizzata dal Comitato insurrezionale presieduto dal venticinquenne napoletano Giuseppe Fanelli, anche per evitare probabili azioni del partito murattiano anch'esso antiborbonico, ma deciso a instaurare un regno meridionale filofrancese.

Contemporaneamente sarebbero state assaltate le fortezze a Genova e a Livorno per prelevare i depositi di armi e munizioni da consegnare ai rivoltosi meridionali: la spedizione di Pisacane fallì, come le contemporanee azioni di Genova e di Livorno anche perché i napoletani e i salernitani non erano sufficientemente preparati all'azione immediata; servì tuttavia a evitare l'ipotetica instaurazione di un Regno murattiano nell'Italia meridionale e aprì la strada alla Spedizione dei Mille. La tragica impresa è commemorata da un obelisco eretto nel primo centenario situato in largo dei Trecento, da una statua di Pisacane risalente alla prima metà del secolo scorso nella villa comunale e da una raffigurazione in bronzo che rappresenta la "Spigolatrice" suggestivamente adagiata sullo scoglio dello Scialandro, idealmente protesa verso la baia di Sapri dove i trecento sbarcarono. Ogni estate, la spedizione viene ricordata da una rievocazione in costume dello sbarco.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Insediamenti abitativi sono stati rinvenuti in diversi siti del territorio limitrofo all'abitato saprese, in particolare alla località Carnale e alla località Viole. Non si hanno, poi, tracce di edifici o insediamenti di particolare rilievo fino all'epoca dell'Impero romano, quando viene edificata un'imponente villa marittima, munita di approdo, terme, teatro e mosaici di elevata qualità artistica (questi osservati prima della loro distruzione). Dell'edificio sono rimaste tracce su una vasta area in loc. Cammarelle (toponimo dell'area assunto dai depositi della villa, adiacenti al porto romano). All'inizio del secolo scorso era attiva in zona una "carcara", utilizzata per la produzione di calce. Questa presenza può lasciar supporre che con un'opera di "lodevole" riciclo, le imponenti strutture della villa siano state utilizzate come cava di pietra e ridotte in calce. L'unica consolazione alla perdita di tale storica residenza, può essere determinata dalla poetica consapevolezza che numerosi edifici di Sapri possiedono, forse, nelle loro mura, parte della villa romana e della sua storia.

Chiese

Vi sono due parrocchie: quella dell'Immacolata Concezione con la Chiesa Madre in piazza Plebiscito e quella di San Giovanni Battista. Altre Chiese sono quella di Santa Croce, di S. Antonio da Padova (loc. Timpone) e della Trovatella.

Santi festeggiati: San Vito martire (patrono), San Giovanni Battista, San Francesco di Paola, Immacolata Concezione, Santa Lucia, Sant'Antonio da Padova (loc. Timpone), San Pio da Pietrelcina, San Gaspare Bertoni.

I conventi presenti nella città, sono quelli delle religiose Francescane di Sant'Antonio e le religiose Francescane Bigie (fino al 2019).

Pozzo di San Vito

Alle spalle della Chiesa dell'Immacolata, nel centro storico Marinella, si può ammirare il cosiddetto Pozzo di San Vito. Famoso perché al Santo Patrono è attribuito, tra gli altri, il miracolo di aver purificato le acque dell'unico pozzo che all'epoca era a servizio della città, avvelenate da dei borboni passanti per Sapri. Proprio questo luogo il 15 giugno, festa del Santo, si riempie di infiorate: tappeti disegnati e decorati con fiori e foglie; la tradizione si tramanda ormai da secoli ed è segno di venerazione e ringraziamento per la protezione da parte del Santo.

La specola

Sapri observatoire.JPG

La specola, alta 15 metri, è un osservatorio astronomico meteorologico; fu costruita nel 1927 dai padri Bigi, ordine fondato da San Ludovico da Casoria.

Le due statue della Spigolatrice e la statua di Carlo Pisacane

Al largo della baia di Sapri, sullo scoglio dello Scialandro (personaggio leggendario della storia di Sapri) vi è adagiata una scultura bronzea raffigurante la celebre immagine della Spigolatrice di Sapri, protagonista dell'omonima poesia, sdraiata con lo sguardo verso la baia. Questa scultura è stata realizzata nel 1994 dall'artista battipagliese Gennaro Ricco.[senza fonte]

Dal 25 settembre 2021 è presente un'altra scultura in bronzo, posizionata al centro dei giardini del lungomare cittadino, realizzata dall'artista cilentano Emanuele Stifano. La nuova statua ha rapidamente guadagnato grande visibilità e notorietà, a livello nazionale ed europeo, a seguito di controverse accuse di sessismo rivolte allo scultore e alla committenza da parte di note esponenti politiche italiane, che sostengono che la spigolatrice sia stata rappresentata in abiti troppo succinti e trasparenti.[4][5]

Nella Villa comunale della città vi è un'altra statua raffigurante il rivoluzionario Carlo Pisacane celebre per la Spedizione dei Mille.

Sentiero Apprezzami l'asino

Famoso sentiero che parte dal porto di Sapri e attraversa tutta la costa dalla Campania a Maratea, in Basilicata. Un tempo era l'unico collegamento per gli scambi culturali e commerciali delle due cittadine. Il nome del sentiero è stato adottato poiché in epoca passata gli unici mezzi di trasporto utilizzati erano asini e muli o carrette trainate dagli stessi animali, essendo il sentiero molto stretto in alcuni punti, quando due asini si incontravano lungo direzioni opposte era necessario valutare il carico: l'asino più "apprezzato" (il più giovane e con un carico più valoroso) poteva continuare mentre il più anziano doveva inevitabilmente essere rovesciato in mare. Oggi il sentiero non raggiunge direttamente la città ma raggiunge una torre di epoca Saracena che era luogo di avvistamento nei secoli scorsi. Passeggiare lungo il sentiero permettere di godersi un panorama spettacolare e suggestivo a contatto con la natura; inoltre è possibile ammirare da lontano la statua della Spigolatrice. Per i più esperti il sentiero si estende anche oltre le coste Campane e concede scorci nuovi e suggestivi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del territorio è prevalentemente turistica e commerciale. Il comune si fregia ormai da diversi anni della Bandiera Blu riconoscimento conferito dalla FEE alle migliori località costiere europee.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è interessato dalla strada statale 18 Tirrena Inferiore, dalla strada regionale 104 e dalla strada provinciale 16

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Sapri è servita dall'omonima stazione posta sulla linea Battipaglia-Reggio di Calabria; è ubicata alla semiperiferia est del comune e servita da treni regionali e lunga percorrenza.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune è presente un porto turistico. In estate è attivo il collegamento veloce in aliscafo per Capri (Italia)

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1989 1989 Ermanno Cosentino Partito Socialista Italiano Sindaco
1989 1990 Pasquale Branda Partito Socialista Italiano Sindaco
1990 1991 Giuseppe Furgione Partito Comunista Italiano Sindaco
1991 1993 Vito D'Agostino Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1994 Arturo Francescantonio commissario prefettizio Sindaco
1994 2002 Vito D'Agostino Partito Popolare Italiano Sindaco
2002 2007 Giuseppe Del Medico L'Ulivo Sindaco
2007 2011 Vito D'Agostino Lista civica (Unione di Centro) Sindaco
2011 2012 Vincenzo Amendola commissario prefettizio Sindaco
2012 2017 Giuseppe Del Medico Partito Democratico Sindaco
2017 in carica Antonio Gentile Partito Democratico-Italia Viva Sindaco [2]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Sinistra Sele.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Hanno sede nel comune: la società di calcio Sapri Calcio 1928, la squadra di pallavolo maschile DLF Sapri, e la società femminile ASCAS Carlo Pisacane.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ (EN) Italy: Statue of scantily-clad woman sparks sexism row, in BBC News, 28 settembre 2021. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  5. ^ Valentina Santarpia, Le polemiche sulla nuova statua della spigolatrice di Sapri: «È sessista», su Corriere della Sera, 27 settembre 2021. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Paolo Sorrentino, Tony Pagoda e i suoi amici.
  8. ^ Tony Pagoda e i suoi amici, su feltrinellieditore.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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