Salvitelle

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Salvitelle
comune
Salvitelle – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Raffaele Manzella (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 40°36′N 15°28′E / 40.6°N 15.466667°E40.6; 15.466667 (Salvitelle)Coordinate: 40°36′N 15°28′E / 40.6°N 15.466667°E40.6; 15.466667 (Salvitelle)
Altitudine 630 m s.l.m.
Superficie 9,6 km²
Abitanti 327[1] (28-02-2015)
Densità 34,06 ab./km²
Frazioni Destra-San Marco, Dovina, Fontanelle-Chiuse-San Giorgio-Zia Domenica, Scoria, Taverna Barone-San Nicola, Taverna Romanzi-Fontana di Marco-Don Gregorio.
Comuni confinanti Auletta, Buccino, Caggiano, Romagnano al Monte, Vietri di Potenza (PZ)
Altre informazioni
Cod. postale 84020
Prefisso 0975
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065117
Cod. catastale H732
Targa SA
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti salvitellesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio e l'ultima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Salvitelle
Salvitelle
Salvitelle – Mappa
Posizione del comune di Salvitelle all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Salvitelle (Salvtèll in dialetto locale) è un comune italiano di 567 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

  • Classificazione sismica: zona 1 (sismicità alta), Ordinanza PCM. 3274 del 20/03/2003.
  • Salvitelle dista circa 70 km da Salerno, al confine con la Basilicata. Sorge sulla criniera di un colle a 640 s.l.m. Vasto e vario il panorama. Da piazza Belvedere lo sguardo domina la valle del Melandro verdeggiante di ulivi e si spazia verso ovest verso la valle del Tanagro fino alla costiera amalfitana; verso nord è chiuso da rupi a strapiombo e ad est l' orizzonte è limitato dalla cresta appenninica che sovrasta e nasconde Potenza. Confina ad est con Vietri di Potenza, a sud-est con Caggiano, a sud con Auletta, ad ovest con Buccino e a nord con Romagnano al Monte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Salvitelle vengono fatte risalire tra il V e VI quando nella regione le popolazioni lucane si sarebbero rifugiate sulle alture abbandonando i villaggi delle valli invase da Goti, Bizantini e Longobardi. Con la caduta dell' impero romano e le invasioni barbariche si ebbero questi nuovi insediamenti di sommità in zone prettamente boschive. E questa caratteristica naturale sembrerebbe essere testimoniata anche dal nome stesso di Salvitelle che, per alcuni, trae origine dal latino " Silvae Tellus" ( terra di selve o delle selve). Altra ipotesi sull' origine del nome , potrebbe riferirsi alla tipologia dell' insediamento, similmente a Sala Consilina e a Salerno, quale " Sala e Vitelli" della omonima gens romana. Il primitivo centro abitato sorse sulla cima di un'altura sulla quale, pare, esistesse già un fortilizio romano eretto dopo la II guerra punica. Questo piccolo presidio fu consacrato alla Dea Tellure come lo spazio libero più adatto a venerare la dea. Salve Tellus! ripetevano i legionari romani di Marco Manilio ( ritenuto da alcuni il fondatore del paese) quasi a propiziarsi la dea... Salve Tellus! scandivano con ritmo devoto tutti i residenti del posto...E questo saluto che era un'invocazione, un ringraziamento ed una preghiera rivolta alla dea dagli abitanti del luogo, divenne secondo alcuni storici dei secoli scorsi il nome del paese. Al tempo dei Longobardi il paese aveva già una sua autonomia, con amministratori e magistrati e tale forma di governo rimase anche quando il principe longobardo Siconolfo divise la vasta regione sotto il suo dominio in gastaldati e sub gastaldati. Nei secoli successivi la posizione giuridica di Salvitelle non cambiò: ai Normanni subentrarono i Gesualdo , così come a Caggiano e S. Angelo le Fratte. Verso la metà del XIV secolo la popolazione di Salvitelle fu decimata da una violenta epidemia di peste: tanto violenta, scrive lo storico, che " solo diciassette case rimasero aperte con pochissimi individui, che potereno salvarsi dal tremendo flagello (...). Dopo quell' epoca funesta, parecchi naturali di Caggiano passarono ad abitarvi e di anno in anno ne accrebbero la popolazione". Nel 1581 il casale di Salvitelle fu venduto all' Università di Caggiano, che a sua volta lo cedette a don Nicola Potenza. Diverse calamità ,compreso i terremoti si ripetereno ancora nei secoli successivi. Salvitelle subì inoltre le conseguenze del malgoverno spagnolo quando, con la caduta degli Aragonesi nel XVI secolo, francesi e spagnoli si contesero il reame di Napoli. I nuovi padroni ,gli spagnoli, considerarono il Sud Italia ( come del resto tutti gli eserciti invasori successivi , compresi i piemontesi ) una terra di conquista.Nuove tasse si aggiunsero alle antiche, i soprusi e gli oneri fiscali si moltiplicarono. Le contrade divennero lande deserte regno di delinquenti e malandrini, abbandonate dalla povera gente che preferì il vagabondaggio o la migrazione verso contrade più tranquille e meglio governate. A queste condizioni di miseria, in cui versava anche il popolo salvitellese, non rispondeva e non rispose l'interessamento dei governi centrali. Rispose, invece, solo l' intervento generoso dei singoli cittadini, che tramiti lasciti consentirono il sorgere di " ospizi" e l' istituzione dei " Legati pii dei Monti frumentari" e dei "Monti pecuniari" i cosiddetti Monti di Pietà che, portarono sollievo alla classe indigente.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Caggiano, appartenente al Distretto di Sala del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Caggiano, appartenente al circondario di Sala Consilina.

EVENTI

Nel 1656 il paese fu colpito da una grave epidemia di peste: si racconta che un piccolo locale posto all'inizio del paese fu adibito a lazzaretto. I ricoverati, tra cui il proprietario, erano devoti di San Sebastiano e portarono in processione la statua del Santo affinché cessasse la pestilenza. Improvvisamente, l' epidemia cessò. Di fronte a questo miracolo il proprietario del terreno volle destinare quel locale a scopo di culto per il Santo, che venne eletto dalla popolazione protettore del Paese. Oggi su quel terreno esiste la chiesa dedicata al Santo Patrono, la cui festa cade il 20 gennaio. In questa data ,anche a causa della stagione, la festa avviene in tono minore, mentre si festeggia nuovamente San Sebastiano l'ultima domenica di agosto con riti religiosi e civili.In tale occasione si svolgono la processione per le vie di Salvitelle, la tradizionale corsa a piedi nudi della Serra San Giacomo e il torneo di lotta greco-romana. Prima della festa ,il 24 di agosto,si svolge la fiera di San Sebastiano.

CORSA A PIEDI NUDI DELLA SERRA SAN GIACOMO

La corsa si svolge dalla cima del monte che sovrasta Salvitelle di alcune centinaia di metri, fino alla Cappella di San Sebastiano Martire .I partecipanti, di qualsiasi età e tutti nati o residenti a Salvitelle scendono come tradizione a piedi nudi per sentieri impervi tra roveti e sterpi. Al termine della corsa, dopo avere baciato per devozione il piede della statua del Santo, si lavano i piedi in una tinozza in cui viene versato del buon vino di Salvitelle per disinfettare le ferite. La gara ha un'origine storica precisa che risale al periodo della dominazione francese. Nel 1791, infatti, Serra San Giacomo fu campo di esercitazione dei fucilieri francesi da montagna. I pastori del posto, per beffarsi dei soldati francesi che indossavano scarponi pesanti, gareggiavano con loro a piedi scalzi arrivando sempre per primi. Al termine della corsa si disputa il torneo di lotta greco-romana ,con le stesse regole della corsa per quel che riguarda i partecipanti. Di questa tradizione non si conoscono le origini anche se a detta di alcuni, si tratta della rievocazione di un'antica lotta tra pastori, o secondo altri, risale al Pentathlon dell' antica Grecia.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione
— Terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Cappella di San Sebastiano (1557-1558),
  • Chiesa del SS. Rosario (1740),
  • Chiesa di Santo Spirito (1800),
  • Palazzo Baronale
  • Palazzo Grassibelli (1730),
  • Palazzo Mucci,
  • Palazzo Romanzi,
  • Palazzo Briganti-Bonavoglia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2007 a Salvitelle risultano residenti 2 cittadini stranieri. Le nazionalità sono:[3]

Paese di nascita Popolazione (2007)
Polonia 1
Romania 1

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico[4]; il comune appartiene alla forania di Caggiano dell'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno con una parrocchia:

  • S. Spirito.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Agglomerati urbani[modifica | modifica wikitesto]

In base allo statuto comunale di Salvitelle[5], oltre al paese gli altri agglomerati urbani sono[6]:

  • Destra-San Marco;
  • Dovina, 29 abitanti, 435 m s.l.m..
  • Fontanelle-Chiuse-San Giorgio-Zia Domenica;
  • Scoria, 26 abitanti, 443 m s.l.m.;
  • Taverna Barone-San Nicola;
  • Taverna Romanzi-Fontana di Marco-Don Gregorio;

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Regionale 94 Italia.svg Strada Regionale 94/b Innesto ex SS 19/ter(loc. Mattine di Auletta)-Auletta-SS 19;
  • Strada Regionale 407 Italia.svg Strada Regionale 407/b Innesto SP 355(Canne)-bivio stazione Buccino-Innesto SS 19/ter(Ponte Tanagro)-confine provincia ponte Romagnano;
  • Strada Provinciale 341 Italia.svg Strada Provinciale 341 Innesto ex SS 19/ter-Caggiano-Salvitelle-Innesto ex SS 94, principale asse viario di accesso al paese;
  • Strada Provinciale 427 Italia.svg Strada Provinciale 427 Innesto SS 94 (Salvitelle-Braida).
  • Strada Provinciale 286 Italia.svg Strada Provinciale 286 Piazza Inferiore-Salvitelle centro, in via di declassificazione.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Tanagro - Alto e Medio Sele.

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino interregionale del fiume Sele.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Campo di calcio San Giorgio[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2015
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Dati Istat
  4. ^ Arcidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno
  5. ^ Statuto comunale di Salvitelle
  6. ^ 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni
  7. ^ MTN Company | agenzia di comunicazione integrata

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Salvitelle Informazioni, notizie, foto e tradizioni del paese. (Il primo sito dedicato al paese, on-line dall'11/04/2004)