Fisciano

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Fisciano
comune
Fisciano – Stemma
Veduta panoramica di Fisciano dal Santuario di San Michele di Mezzo
Veduta panoramica di Fisciano dal Santuario di San Michele di Mezzo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Sessa (lista civica) dal 6 giugno 2016
Data di istituzione 26 gennaio 1810
Territorio
Coordinate 40°46′N 14°48′E / 40.766667°N 14.8°E40.766667; 14.8 (Fisciano)Coordinate: 40°46′N 14°48′E / 40.766667°N 14.8°E40.766667; 14.8 (Fisciano)
Altitudine 320 m s.l.m.
Superficie 31,48[1] km²
Abitanti 13 828[2] (31-12-2014)
Densità 439,26 ab./km²
Frazioni Bolano, Canfora, Carpineto, Gaiano, Lancusi, Penta, Pizzolano, Settefichi, Villa.

Contrade minori: Barbuti, Cervito, Curteri, Faraldo, Fusani, Macchione, Mandani, Mandrizzo, Mariscoli, Migliano, Nocelleto, Pattano, Popa, Pozzillo, Prignano, Soccorso, Teggiano, Tuoro, Vignadonica

Comuni confinanti Baronissi, Calvanico, Castiglione del Genovesi, Giffoni Sei Casali, Mercato San Severino, Montoro (AV)
Altre informazioni
Cod. postale 84084
Prefisso 089
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065052
Cod. catastale D615
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 637 GG[3]
Nome abitanti fiscianesi
Patrono san Vincenzo Ferreri
Giorno festivo 5 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fisciano
Fisciano
Posizione del comune di Fisciano all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Fisciano all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale
Fisciano 1980   Via Giuseppe De Falco

Fisciano è un comune italiano di 13.828 abitanti della provincia di Salerno in Campania. È composto da 28 centri abitati, situati lungo le strade che attraversano l'antica centuriazione romana, suddivisi in 10 unità amministrative (capoluogo e 9 frazioni).

I centri più popolosi sono Lancusi (circa 4.000 abitanti), che è anche il maggiore centro dei parchi regionali della Valle dell'Irno e Monti Picentini, e Penta (con 1.481 abitanti).

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina sorge a 300 m s.l.m. a 14 km a nord di Salerno, percorrendo la S.S. dei Due Principati, sul nodo autostradale che collega il Raccordo autostradale 2 Salerno-Avellino all'Autostrada A30. Il Territorio del comune, la cui numerazione geografica è di 3.152 ettari, è situato in parte sul versante sud-occidentale del Pizzo San Michele (1.567 m s.l.m.), in parte sul rilievo del monte Monna e, nella parte bassa, nella Valle alluvionale del Solofrana.

Rocce calcaree dolomitiche costituiscono il substrato alluvionale (ghiaia e tufo grigio) e vulcanico (lapilli, pozzolane, pomici) che nei secoli hanno riempito il fondo valle. Dal punto di vista della idrologia importante risulta la circolazione idrica sotterranea.

L'altitudine, tra colline, piccole valli, boschi, faggeti, uliveti e castagneti, è compresa tra i 140 e i 1.200 m.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

In base allo statuto comunale di Fisciano le frazioni sono 10:

Bolano[modifica | modifica wikitesto]

Bolano è una delle più antiche contrade di Fisciano, situata a circa 195 m sul livello del mare, conta circa 500 abitanti e si colloca sulla Popilia, l'antica strada consolare romana, che da Salerno portava all'Appia antica. Bolano è un toponimo di origine romana (forse derivante da "Bola", antichissima città del Lazio). Le prime notizie certe della località li abbiamo in uno strumento di vendita risalente all'anno 801. Antichissima è l'edificazione della chiesa di Bolano che originariamente era situata presso la zona attualmente denominata area San Quirico. Bolano, come tutte le frazioni del comune ha dato un valido contributo all'epoca dell'italico Risorgimento, ricordiamo il gruppo di artigiani e contadini della contrada, Giuseppe e Francesco Siniscalchi, i fratelli Luzzi, Giovanni ed Antonio Rotondo, che si distinsero notevolmente nella famosa vendita carbonara di Penta. La località è stata gravemente danneggiata dal violento terremoto del 23 novembre 1980. Ai margini del suo territorio è sorto, la facoltà di Medicina e Chirurgia, il primo nucleo dell'Università degli Studi di Salerno, la seconda della Campania. La frazione è dotata di un campo sportivo, ed è sede della rinomata società sportiva "Atletico Bolano". Il 15 settembre di ogni anno si tiene la festa del dolce, organizzata dal comitato festeggiamenti della Madonna Addolorata.

Canfora[modifica | modifica wikitesto]

Canfora dista 3,13 chilometri dal medesimo comune di Fisciano, è presenta la scuola elementare.

Carpineto[modifica | modifica wikitesto]

Etimologicamente il nome della frazione, a nord del capoluogo, deriverebbe da "Carpinus", un albero appartenente alla famiglia delle betullacee, molto presente in zona. La sua essenza veniva infatti utilizzata dagli abitanti per la produzione giochi, tini e carretti. La località, situata a 370 m sul livello del mare, con circa 450 abitanti, si divide in due borgate, Carpineto Superiore e Carpineto Inferiore con due chiese ben distinte, le Parrocchia di San Giovanni e di San Nicola, oggi riunite nella Parrocchia di San Giovanni Battista. Nella metà del mese di agosto si svolgeva con successo, fino agli anni '80, la Sagra degli spaghetti con la nocciola.

Gaiano[modifica | modifica wikitesto]

Ridente frazione, di circa 1000 abitanti, insiste sopra un pianoro situato nella parte più alta del territorio comunale, alle falde dei monti Mai (m. 827), in una posizione dalla quale si domina tutta la valle del Sarno. Il toponimo sembrerebbe derivare dal prediale romano della nobile famiglia Gaia. L'impianto del paese è ancora medievale ed il primo documento che la menziona è del 1092, un atto di vendita del presbitero Maghenolfo "de loco gaiano". Risale invece al 1309 il titolo di ecclesia "S. Martini de Gaiano". Sul monte Bastiglia sono ancora visibili i resti di una fortificazione, a tre cinte murarie: forse una Chiesa-Fortezza, che protesse la fuga di Papa Urbano VI verso Castiglione del Genovesi nel 1380. Ogni anno si tiene agli inizi di settembre la famosa Sagra del cinghiale e delle nocciole. Operano attivamente il Centro Studi Gaiano ed il Circolo Culturale G. Pecoraro. La frazione di Gaiano dista 2,46 chilometri dal medesimo comune di Fisciano.

Lancusi[modifica | modifica wikitesto]

Collocata a 232 metri sul livello del mare, conta circa 4000 abitanti. Insiste su un banco tufaceo, con molte cavità artificiali inesplorate, si trova lungo il percorso dell'antica strada consolare romana Popilia. Il toponimo deriverebbe secondo alcuni dal bizantino "terra assegnata" e secondo altri da "Lanciusi", ossia i costruttori di lance, visto che questo centro si specializzò prima nella costruzione di armi bianche e poi in quella di armi da fuoco.

Lancusi fu una baronia separata dal Principato dei Sanseverino, un casale molto importante, ma quando, per le note vicende del 1553, la famiglia Sanseverino perde il potere e vengono meno la gloria ed i fasti del passato, anche i feudi, allora, ne restano influenzati. Non fa eccezione nella valle la Baronìa di Lancusi, sorta intorno alla Confraternita per superare agglomerati di corti e casali sparsi, priva però di un vero castello o di una rocca. Battaglie, lotte, alleanze, soprusi, ladrocini, vendette non furono sconosciute, anche se c'è da aggiungere che il successivo periodo aragonese, malgrado le guerre di successione e della congiura baronale, vivrà una maggiore pace interna che si rifletterà anche nella Baronìa di Lancusi.

La baronia sorge attorno alla confraternita, cioè la chiesa di San Giovanni Battista, che è stata la prima chiesa del paese (ove oggi è ubicato l'oratorio parrocchiale); attorno ad essa sorge un nucleo urbano che inizia ad assumere la caratteristica di paese differenziandosi dalla campagna caratterizzata da casali sparsi; la baronia di Lancusi è però priva di un castello e di una rocca che ne assicuri la difesa. Per tutto il Cinquecento, mentre i possedimenti dei Sanseverino passavano un periodo burrascoso ed erano costantemente contesi dal Gonzaga, dai Carafa e dai Caracciolo, il borgo di Lancusi viveva un periodo tranquillo sotto i De Ruggiero. Il feudo dei De Ruggiero nell'aprile del 1515 era passato a Felice, poi a Giovanni ed infine a Geronimo De Ruggiero che si adoperò per la costruzione della nuova chiesa (quella attualmente aperta al culto) dedicata a San Martino di Tours, adiacente a quella di San Giovanni che era e resterà della confraternita.

Camillo Caracciolo, feudatario del luogo dal 1596, il 7 marzo del 1608, acquistò per 11.000 ducati, dal Consigliere Scipione De Curte, il Casale di Lancusi con il palazzo fortificato. Franciscus Antonius Clara, per conto degli abitanti di Lancusi, gelosi delle personali prerogative e appassionati sostenitori dei propri interessi, aveva citato il principe Caracciolo e ne aveva chiesto la restituzione delle terre; questi, però, nel 1609, furono costretti a riscattarle, pagando tutto il prezzo richiesto dal principe. Nel XVI secolo iniziò la costruzione del Palazzo Barra o Barbuti o Carpentieri (come dimostra la sua architettura); il palazzo già esisteva nel 1608 quando il principe Camillo Caracciolo acquistò il feudo di Lancusi con il palazzo fortificato che è senz'altro il palazzo Barra. Questo edificio gentilizio sotto i Caracciolo conoscerà un periodo di fasti e di ricchezza, e il 14 settembre del 1741 vi nascerà Giovanni Caracciolo, il papà del principe Caracciolo di Avellino, feudatario anche di Lancusi. Nel Palazzo Barra vi dimoreranno, secondo fonti certe, Francesco Marino II Caracciolo (il nonno di Giovanni) e successivamente Diana Caracciolo di Avellino. Il Palazzo Siniscalchi è stato costruito alla fine del Settecento, sulla direttrice provinciale che dall'epitaffio di Bivio Penta porta a Penta, laddove, nello stesso periodo, sorsero mirabili costruzioni gentilizie.

Nel 1763 vi si insediò la "Reale Manifattura dei Piastrinari", dove fu prodotta la prima pistola di moderna concezione costruita da Giovanni Venditto. Al centro del paese si trova la Chiesa di San Martino de Tours, di cui si hanno le prime notizie nel 1309. La località fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1980.

A Lancusi sono presenti le scuole Materne, Elementari e Medie, l'Ufficio Postale, il Cimitero Comunale, il centro di volontariato e pronto soccorso La Solidarietà, la Cassa Rurale ed Artigiana di Fisciano, l'associazione Culturale Don Alfonso De Caro, oltre a svariati circoli ricreativi per adulti, ragazzi e bambini. Negli ultimi anni Lancusi, favorita dalla sua posizione geografica vicina al raccordo autostradale Salerno-Avellino, che ne fa il centro economico del Comune, è notevolmente cresciuta di popolazione, date le tante residenze di studenti fuori sede, pervenute al Comune.

Penta[modifica | modifica wikitesto]

Situata a 260 metri sul livello del mare, è una frazione i cui primi insediamenti sono antichissimi, in virtù della presenza di sorgenti e corsi d'acqua. Secondo alcuni l'etimologia del toponimo 'Penta' si dovrebbe al greco 'pente' in relazione alle cinque porte civiche (Porta Coeli, Porta Sant'Anna, Porta San Rocco, Porta Lauria, Porta di basso Penta, detta "o' vuccuo"), ma questa tesi è poco credibile in primo luogo perché nell'area non sono riscontrabili particolari influenze di tipo bizantino, ed in secondo luogo perché le suddette porte sono molto più tarde rispetto alle prime notizie del luogo, che datano all'XI sec. Assai più convincente è invece la tesi del Natella, che, coerentemente con l'orografia del luogo, ne evidenzia la radice indoeuropea dal còrso 'penta' nel senso di 'parte scoscesa del colle'.[4]

La notizia documentata più antica della località si ritrova nel Codex Diplomaticus Cavensis del 1011, e consiste in un atto di concessione di terre «in finibus rotensis locis, ubi sisciano, et lapenta, et saba, et catabasi, et luriniano dicitur» da cui si rileva che Penta e Fisciano rientravano nei confini rotensi, ossia appartenevano al gastaldato longobardo di Rota (Mercato San Severino), sotto la giurisdizione del Principato di Salerno. Successivamente subentrò lo Stato di Sanseverino, retto dai Sanseverino di Marsico, una delle più potenti famiglie feudali del Regno di Napoli e dell'Italia meridionale. Nel 1048 il casale di Penta appartiene al monastero Santa Sofia di Salerno.

Nel 1140 i Padri Verginiani presero possesso del monastero dedicato a Sant'Andrea, fondato probabilmente dallo stesso Patriarca dei Verginiani, San Guglielmo da Vercelli. La presenza dei Verginiani influì molto sulla coltivazione di erbe medicinali e sulla costruzione di opifici. Tanto più che nel XIV secolo Penta divenne uno dei centri più importanti della Congregazione.

Le prime notizie sulle due chiese di Penta -quella di San Bartolomeo e quella di Santa Maria delle Grazie- risalgono invece al 1309. Mentre nel periodo aragonese (XV-XVI secolo) Penta acquisì notevole importanza, per la presenza dei notai Paolo de Ansalone e Masullo de Riccardo e perché ospitò la Principessa Marina d'Aragona, zia del futuro re di Spagna, Carlo V.

A tale periodo risale anche la costruzione di numerosi palazzi gentilizi, per la corte e per ospitare delegazioni diplomatiche. Ma purtroppo, nel 1583, Penta seguì le sorti di tutti i casali dello Stato dei Sanseverino e, venduta da don Ferrante Gonzaga, passò prima al Duca di Nocera, Ferrante Carafa e poi ai Caracciolo.

Nel 1656 venne colpita da una terribile pestilenza, durante la quale si diffuse il culto di San Rocco, eletto santo patrono del paese.

Agli inizi del XIX secolo, in seguito all'emanazione delle leggi eversive del 1809, il cenobio dei Padri Verginiani venne chiuso e venduto a Vincenzo D'Anna, che lo trasformò in dimora signorile, per poi rivenderlo al ricco inglese Lord Crafen.

Il casale ha avuto una certa fortuna nell'età medievale e sino al periodo vicereale, in quanto feudo di casa Sanseverino. Gli esponenti di questa potente famiglia feudataria, ch'ebbe il titolo principesco su Salerno (1456), dal sec. XV furono ritenuti per cariche, per titolo e per onori, i primi baroni del regno, e sebbene la loro roccaforte strategica fosse nei feudi cilentani, quella amministrativa ed economica era senza dubbio rappresentata dallo Stato di San Severino, in cui Penta ebbe un ruolo preponderante[5]. Questa situazione si è riflessa sull'impianto urbano, caratterizzato dalle due chiese che hanno polarizzato due rispettivi quartieri piuttosto popolosi e adornati da numerosi palazzi antichi dai portali fastosi, tra i quali si segnala il Palazzo della Principessa Maria d'Aragona-Sanseverino (1509) poi Barracano; il Palazzo Pacileo (1701), che nel portale rielabora ed amplia i temi del palazzo precedente; la Casa d'Auria (1586) che presenta un bellissimo stemma in pietra sopra la chiave di volta a Porta Le Fontanelle; i Palazzi Celentano (sec. XVI) e Auria (sec. XVI) al bivio Penta; il Palazzo Anselone (XVII sec.) in via San Rocco; il Palazzo Nicodemi (sec. XIX) in via Sandro Pertini; il Palazzo Petroni (sec. XVII) poi divenuto convento di Santa Cecilia di fronte all'obelisco, in piazza Vittorio Emanuele.

Durante il decennio francese (1808-15), con la soppressione della feudalità e la riorganizzazione del Regno di Napoli, lo Stato dei Sanseverino fu diviso nei quattro comuni di Mercato San Severino, Calvanico, Baronissi e Fisciano, di cui appunto Penta divenne frazione. Attualmente a Penta, sono presenti le scuole Materne ed Elementari, l'Ufficio Postale, e alcuni laboratori del Dipartimento di Farmacia dell'Università degli Studi di Salerno, in piazza Vittorio Emanuele.

Pizzolano[modifica | modifica wikitesto]

Collocata a 250 m sul livello del mare (con 793 abitanti), è con Bolano, la località di cui si hanno le notizie storiche più antiche. Il toponimo potrebbe derivare da Pozzolano, un tufo parzialmente cementato, caratterizzato da alto contenuto di silice. La chiesa del luogo è intitolata a San Lorenzo e ne abbiamo notizie certe a partire dal 1309. Attualmente nella frazione di Pizzolano ci sono le scuole materne ed elementari.

Settefichi[modifica | modifica wikitesto]

Settefichi, composta da 487 abitanti, dista 0,96 chilometri da Fisciano e si trova a 342 metri sul livello del mare.

Villa[modifica | modifica wikitesto]

Villa situata a 400 m sul livello del mare (con 292 abitanti, circa 600 insieme con Vignadonica), è forse la frazione più caratteristica del Comune. La struttura del borgo è rimasta inalterata, con cavalcavia e scorci panoramici spettacolari, resti di mura romane, tanto più che Villa, ossia "città" è toponimo romano assai diffuso. Le antiche abitazioni conservano ancora materiale di epoca romana e sono ben conservate con chiesette e ampi giardini, residenze signorili del '500, tra cui Villa Macchiarelli. La frazione domina la Vignadonica, che era la terra del signore, i Barbuti (ove erano stanziati i soldati), la Sala (organizzazione amministrativa longobarda) e Curti e Curteri (ove risiedevano gli addetti alla corte del signore). I suoi cestai ed i suoi mastellai erano rinomati in tutto lo Stato dei Sanseverino, mentre la sua antichissima chiesa di S. Andrea è menzionata in un contratto del 966.

Contrade minori[modifica | modifica wikitesto]

Alle frazioni si aggiungono le popolose e ridenti contrade: Barbuti, Cervito, Curteri, Faraldo, Fusani, Macchione, Mandani, Mandrizzo, Mariscoli, Migliano, Nocelleto, Pattano, Popa, Pozzillo, Prignano, Soccorso, Teggiano, Tuoro, Vignadonica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fisciano, sede del Palazzo Municipale, dinanzi al quale sono ubicate la chiesa di San Pietro Apostolo che conserva un pregevole organo di Luigi d'Orsi&Figlio, restaurato dal Maestro Alessandro Girotto e l'antica Congrega del SS. Rosario, è situata a 315 m sul livello del mare, compresi i nuclei fuori dal centro urbano e le case sparse, conta 1324 abitanti, ed è ricca di palazzi gentilizi ed ospita un Monastero di Suore Carmelitane di clausura.

Incastonato nel verde della valle dell'Irno e guardato dai contrafforti dei giganteschi dirupi di calcare stratificato dei monti Picentini, per la sua collocazione geografica di crocevia tra le province di Avellino, Salerno e Napoli e di confluenza delle valli della Solofrana, dell'alto Sarno e dell'Irno, il territorio di Fisciano è stato abitato fin dal Paleolitico.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo deriva da fitsanus (diventa sano chi vi soggiorna), per la salubrità dei posti, un'ipotesi accreditata anche da Lorenzo Giustiniani che, nel "Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli" del 1797 (vol. IV, pag. 287), scrive di Fisciano 'villaggio dello Stato di Sanseverino in Principato citeriore, in diocesi di Salerno. La sua denominazione si vuole dall'ottima aria, che vi si gode, essendo situato in un colle. Il suo territorio è atto alla semina, ed alla piantagione. Vi sono de' castagneti, vigneti e querceti. Non manca la caccia'. Altre ipotesi fanno riferimento invece a 'fiscus ad Janum' di età imperiale, ossia luogo per conservare il fiscus, il denaro raccolto nel tempio di Giano (chiesa di San Pietro Apostolo). Famosi i soggiorni di Marina d'Aragona a Penta e di Papa Gregorio VII nelle grotte del Santuario di San Michele di Mezzo.

Secondo un'altra interpretazione si tratterebbe di un toponimo prediale ossia un nome di località in –anus, risalente ad un nome gentilizio romano di un proprietario di un fundus o di una villa rustica cosicché Fisciano potrebbe derivare da Fiscius.

La diffusa presenza nella zona di simili toponimi (Bolano, Gaiano, Pizzolano, Migliano ecc.), accanto a evidenti tracce di centuriazione, dimostra l'antichità della colonizzazione romana del territorio.

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Quanto ai primi abitanti della zona, sono due le ipotesi più accreditate. La prima si rifà a Virgilio (Eneide Libro VII), il quale dice che i primi ad insediarsi furono i Sarrastri, futuri fondatori di Sarno. La seconda, ritenuta più credibile, considera i Sarrastri un popolo mitico, in quanto il primo popolo storico ad insediarsi è stato quello degli Osci. Ritrovamenti di tombe risalenti al IV secolo a.C., nella zona di Mandrizzo-Pattano, hanno confermato inoltre che, in quel tempo, vi erano in zona insediamenti degli Etruschi, probabilmente integrati con le popolazioni autoctone del ceppo osco e sannitico-irpino.

A cavallo tra il VI e il V secolo a.C. dunque, la valle dell'Irno costituiva un importante sbocco naturale verso il mare ed Osci ed Etruschi vi avevano costituito numerosi insediamenti, anche se i loro traffici erano contrastati dalla potenza navale di Cuma e della colonia greca di Poseidon (Paestum). I Romani penetrarono invece nelle valli del Sarno e dell'Irno, provenendo da Pompei e si stabilirono nella vallata dell'Irno intorno all'88 a.C., dopo che Silla prevalse su Mario e decise di elargire terre ai veterani, che avevano combattuto al suo fianco contro Mario.

Il ruolo strategico della Valle dell'Irno con il suo sbocco a mare è stato sicuramente causa di conflitto con i vicini greci di Paestum. La conquista e la successiva integrazione nell'orbita romana ha lasciato molte tracce sul territorio.

Le terre fiscianesi vennero così divise in Centurie ed affidate alla cura delle famiglie romane che vi si trasferirono, come testimoniano i resti di un'antica Villa romana, venuta alla luce nel 1981 in località Macchione.

Il dominio romano dura fino all'invasione barbarica. Infatti i Bizantini, dopo aver sconfitto i Goti nella battaglia sul Sarno, dominarono Salerno e tutta la valle dell'Irno, fino a che, a loro volta, cedettero ai Longobardi.

Nel 640, il Duca longobardo Arechi I tenta invano di occupare Napoli e così concentra tutte le forze nella valle dell'Irno, che divenne campo base per la futura occupazione longobarda di Salerno. La presenza longobarda a Fisciano è attestata non solo dall'introduzione di alcuni culti, ma anche da toponimi come Curti, Curteri, Isolella (Salella), Mallone (Mallo puplicus, luogo di riunione pubblica), Carpineto, Nocelleto, Canfora, Settefichi.

Il disfacimento dell'impero romano d'Occidente creò un periodo di instabilità finito con la vittoria sul Sarno dei Bizantini contro i Goti. Ben presto gli orientali cedettero il passo ai Longobardi e, successivamente ai Normanni ed infine passò alla famiglia dei Sanseverino, sotto i quali visse un periodo di prosperità.

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie documentate della località Fisciano risalgono al 977, in un atto di concessione di terre che, appartenenti alla Chiesa di S. Massimo in Salerno 'in loco fisano finibus rotensibus, passarono a Giovanni presbitero. In questo periodo cominciarono ad essere costruite anche le prime fortezze medievali e si consolidarono gli insediamenti urbani.

Dopo i Longobardi, si stabilirono nella zona i Normanni (nel 1066 circa), che con Turgisio, venuto al seguito di Roberto il Guiscardo, annetterono il territorio di Fisciano allo Stato dei Sanseverino. Turgisio (o Troisio) si impadronì anche di altri territori a nord di Salerno, di proprietà della Chiesa e per questo venne scomunicato. Restituiti allora alcuni territori, Turgisio stabilì la sede della sua signoria nel vecchio Gastaldato longobardo di Rota, ove germinò la potente dinastia dei Sanseverino, alla cui vicende resta legata anche Fisciano, fino alla caduta della dinastia nel 1553. In tale periodo tuttavia, l'intero territorio conobbe un certo sviluppo agricolo, commerciale ed artigianale, tant'è che ogni località cominciò ad essere conosciuta per l'attività che vi si esercitava (a Fisciano c'erano i ramai; a Lancusi gli armieri; a Penta i sarti ed i mascaturai).

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 500 Fisciano, inserita ormai saldamente nello Stato dei Sanseverino, visse infatti la sua stagione più feconda e vide il suo territorio fiorire di ville patrizie e laboratori artigianali di chiara fama in tutto il Regno aragonese di Napoli.

Nel 1553 decadde la famiglia Sanseverino e, poiché il principe di Salerno, Ferrante, morì ad Avignone mentre si recava a chiedere aiuto a re Enrico II, Carlo V concesse il suo stato al Capitano Ferrante Gonzaga e ai suoi figli. Nel 1583, Ferrante Gonzaga vendette lo Stato di Sanseverino ai Duchi Carafa di Nocera, che lo cedettero a Francesco Maria Carafa, il quale, nel 1596, lo cedette 'sub hasta' a Diana Caracciolo, marchesa di Monteforte, che dichiarò di averlo acquistato (per 134.000 ducati) per conto del fratello Camillo, principe di Avellino. Ed ai Caracciolo di Avellino resterà fino all'eversione feudale, quando lo Stato di Sanseverino fu diviso in quattro (Calvanico, Penta, Acquamela e Mercato).

Fisciano seguì dunque le sorti dello Stato dei Sanseverino, anche se conobbe nei secoli successivi una grande industriosità e vivacità artistica, con il pittore di Penta, Michele Ricciardi e con Giuseppe Celentano, autore di pregevoli opere artistiche in rame.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Durante il decennio francese (1806-1815), con la soppressione della feudalità e la riorganizzazione amministrativa del Regno di Napoli, Fisciano divenne Comune autonomo, nel 1810: nacque su un vasto territorio, comprendente 11 frazioni, boschi, amene campagne, faggeti e castagneti, in seguito allo smembramento del Principato dei Sanseverino, decretato con la legge di Gioacchino Murat del 1806.

Tra i tanti cittadini, che in seguito diedero lustro al nuovo Comune, si possono menzionare Carlo Nicodemi (1615-1694), vescovo di Marsiconuovo; il pittore Michele Ricciardi (1672-1753), formatosi alla scuola del Caravaggio e le cui opere si trovano in diverse chiese del Salernitano e dell'Irpinia; Pietro Sessa, patriota carbonaro (1788-1828); Rubino Nicodemi, matematico (1850-1929); Carlo Alberto Alemagna, filosofo e pedagogista (1864-1927); Raffale Ianniello, generale (1888-1941); Rocco Galdieri (1878-1923), autore di famose canzoni napoletane e riviste teatrali (il cui figlio, Michele, fu autore di un centinaio di canzoni napoletane di successo, come "Monastero e Santa Chiara" e Giovanni Venditto, armiere, primo fabbricante di una pistola automatica datata 1823, che oggi è conservata nel Museo delle Armi a Milano.

Infatti la Reale Manifattura dei Piastrinari dei Borboni, nello storico Palazzo Barra a Lancusi, era rinomata nel XIX secolo per la lavorazione di armi e coltelli, mentre era estremamente fiorente in tutto il territorio comunale la lavorazione del rame artistico, del ferro (con la produzione di serrature, chiavistelli, bilance di precisione, cancelli, letti, maniglie), del legno e della ceramica, nonché la produzione della pasta secca (con 5 pastifici attivi fino agli anni 20).

Un primato lo vanta Lancusi: Giovanni Venditti, nella Reale Manifatturiera dei Piastrinai dei Borbone, inventò la prima pistola automatica, oggi conservata nel Museo della criminologia ed armi antiche (Museo della pusterla di sant'Ambrogio), a Milano.

Fisciano ha legato in passato le proprie fortune anche alla lavorazione del rame. Tra i monumenti degni di menzione sono il Palazzo De Falco, il Monastero delle Carmelitane di S. Giuseppe (1600), che conserva uno splendido pavimento di maiolica, la chiesa della Congrega del SS. Rosario a cui si accede attraverso una sontuosa scala a due rampe, la chiesa di San Vincenzo Ferreri (1700), le antiche botteghe dei ramai di Via Pendino.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della Città di Fisciano

Troncato semipartito con la fascia in filetto d'oro sulla troncatura: il PRIMO, di azzurro, al busto di San Vincenzo Ferreri, sostenuto dalla fascia in filetto, il viso, il collo, le mani di carnagione, vestito di nero e di bianco al naturale, il capo ornato dalla lingua di fuoco di rosso, aureolato d'oro, capelluto di nero, benedicente con la mano destra, la mano sinistra tenente stretto al petto il libro aperto, d'oro, recante la scritta, in lettere di nero, TIMETE DEUM ET DATE ILLI HONOREM, il Santo accompagnato da due rose di rosso bottonate d'oro, una a destra, l'altra a sinistra; il SECONDO, di rosso, al libro aperto d'oro; il TERZO, di azzurro, alla ruota dentata di quattro raggi, di nero, attraversata da due spighe di grano, poste in decusse, d'oro. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto, in lettere maiuscole di nero, A LUCE PRIMORDIA DUCIT - NATURA POTENTIOR ARS.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Al Comune, è stato conferito il titolo di città con decreto del presidente della Repubblica del 24 giugno 2003.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

I monumenti artistici del Comune sono numerosi.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Nella città di Fisciano vi sono molte chiese e conventi.

Chiesa di San Pietro Apostolo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Pietro Apostolo con annessa congrega del S.S Rosario e dell'Assunta, è situata in corso San Vincenzo Ferreri e venera il culto del santo patrono della città di Fisciano, San Vincenzo Ferreri. La Chiesa è stata riaperta al culto dopo il restauro avvenuto nel 2013. Il restauro ha interessato in particolar modo il rifacimento del tetto della chiesa, rovinato dall'usura del tempo, ed è stata restaurata anche la congrega Maria SS. del Rosario, adiacente al luogo di culto, alcuni stalli risalenti al 1693 e una tela del famoso artista Michele Ricciardi datata 1753. Restaurata anche l'antica torre campanaria, adiacente alla chiesta di S. Pietro Apostolo: un restauro che ha permesso la ricostruzione della precedente cupola demolita negli anni '30.

Confraternita del SS. Nome di Dio del Rosario e dell'Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Nella parte alta di Fisciano a pochi passi dal Convento di San Giuseppe fu edificata nel XVIII secolo la Confraternita del SS Rosario. Progettata probabilmente dalla scuola vanvitelliana, nacque con l’obiettivo di raccogliere i numerosi bisognosi che, in seguito alle vicende storiche, necessitavano di assistenza fisica. La Congregazione del SS Rosario si adoperò alla realizzazione di opifici che, non solo creavano lavoro, ma soddisfacevano le esigenze dei più poveri. La costruzione è a tre piani che dovrebbero rappresentare i tre regni dell’oltretomba: un piano interrato, che prima dell’editto di Saint-Claude, veniva utilizzato per la sepoltura; un piano terra dove si tenevano le assemblee della Confraternita e un piano superiore dove è collocato, in fondo ad una grande sala, l’altare con una pala di Angelo Michele Ricciardi.

Chiesa dello Spirito Santo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dello Spirito Santo è situata in piazza Vittorio Veneto a Fisciano, si venera il culto della Madonna delle Grazie.

Monastero di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Il monastero di San Giuseppe, sede delle Carmelitane è situato in piazza S. Giuseppe a Fisciano.

Ex Convento di Santa Maria del Monte (Convento dei Cappuccini)[modifica | modifica wikitesto]

Convento dei Padri Cappuccini

Il convento dei Cappuccini, situato nel capoluogo della città, è un edificio di forma quadrangolare, fu costruito alla fine del Cinquecento, a spese delle tre Università, nella località detta "Lo Tuoppolo". Nel 1811 venne soppresso per poi essere riaperto nel 1817 per volere del vescovo di Salerno, monsignor Pinto, fino al 1873 quando fu chiuso di nuovo. Nel 1903 fu riammessa la comunità religiosa e nel 1955 venne costruito il secondo piano per ospitare lo studentato in teologia e filosofia. La chiesa del convento, ovvero, la chiesa della Santissima Trinità ospita una pala attribuita Francesco Curia.

Chiesa di San Martino Vescovo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Martino Vescovo, situata a Gaiano, venera il culto Sant'Antonio Abate, il 13 giugno.

Chiesa di San Quirico[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale chiesa di San Quirico posta nel nucleo storico di Bolano era originariamente una cappella dedicata a Santa Maria del Carmine con legati alla Congrega della Carità di Fisciano.

num pregio artistico vi è, le condizioni sono buone, è regolare lo stile della chiesa

Fu individuata quale sede parrocchiale in alternativa dell'antica Chiesa di S. Quirico posta fuori paese in località Rio Secco, ancora oggi indicato dai toponimi popolari con "area San Quirico". Chiesa antichissima, abbandonata perché spesso inutilizzabile per le inondazioni del vicino rio. Diroccatasi, allo stato attuale il sito è individuabile per la presenza di un immobile edilizio adibito a residenza. La proprietà alienata come si evince dalla descrizione dei beni della parrocchia nei documenti conservati:

Il signor Mariano Michele fu Emanuele di Bolano — Fisciano - per cessione di una antica già demolita chiesa S. Quirico di Bolano - come da strumento per notar Carpentieri del 3 marzo 1895

Tornando all'edificio attuale non si sono trovate fonti in merito all'epoca della sua edificazione e della successiva trasformazione in sede parrocchiale nei pochi documenti conservati. I vecchi registri parrocchiali sono andati persi, presumibilmente, in una delle inondazioni della originaria sede posta in prossimità del Rio Secco.

L'impianto architettonico è a navata unica, con la parte finale dell'abside coperta con volta a botte sulla quale degli stucchi definiscono un sorta di cassettonato; La peculiarità planimetrica è data dal non essere perfettamente rettangolare e di avere i lati corti sghembi e paralleli al vicoletto su cui prospetta. La definizione dell'attuale presbiterio mediante un diversa copertura e la presenza dei due archi porterebbero a supporre che l'originario impianto potesse essere diverso, definendosi così una piccola cappella di campagna, posta lungo la stradina, ancora oggi visibile, che si diparte dalla strada statale e che attraversando Bolano proseguiva verso Lancusi e Penta. Solo successivamente potrebbe essere stata ampliata con il prolungamento della navata e la realizzazione del piccolo campanile. I contrafforti sulla facciata principale potrebbero essere stati realizzati a seguito dei danni provocati da un evento tellurico nei secoli scorsi.

Nel cantonale sud, posti a più di tre metri d'altezza, vi sono due fregi, realizzati in pietra tufacea, raffiguranti uno il Cristo crocifisso e l'altro San Sebastiano.

Queste le notizie tratte dalle poche fonti reperibili, le citazioni sono tratte dai documenti redatti dal parroco Vincenzo Negri fu Domenico per le Visite Pastorali. La più completa è quella stilata per il 2 luglio 1917.

Chiesa di San Martino de Tours[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di San Martino de Tours, di cui si hanno le prime notizie nel 1309, dedicata al culto di San Giovanni Battista, è situata in Piazza Regina Margherita a Lancusi.

Santuario di San Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario di San Michele Arcangelo, situato nella frazione di Carpineto, è stato riaperto al culto il 5 maggio 2011, si venera il culto di San Michele Arcangelo ogni 29 settembre. Le origini di questa chiesa rupestre vanno certamente collocate nei primi secoli della affermazione del cristianesimo in Campania; la grotta fu probabilmente utilizzata quale laura da parte di monaci di provenienza orientale. In questo ambito va collocata l'immagine più suggestiva dell'intero complesso rupestre: quella della Vergine col Bambino al centro dell'altare costruito nel livello inferiore della grotta. Una immagine che è presente nella iconografia bizantina come la Madonna Platytera.

Platytera tòn uranòn in greco antico vuol dire Più ampia dei cieli, e così nei primi secoli del cristianesimo veniva denominata Maria che aveva portato Dio nel suo seno ("Più vasto del cielo è il corpo che avvolge il Creatore", metafora presente in Cirillo di Alessandria, 431).

Il concilio di Calcedonia nel 451 sancì, insieme alla due nature di Cristo, il ruolo di Maria quale Theotokòs, ovvero Madre di Dio.

Sarebbe stato l'evangelista Luca, colui che più diffusamente parla dell'infanzia di Gesù, ad aver materialmente effettuato il primo ritratto della Madonna. Il rotolo tenuto nella mano del Bambino ci rimanda al passo del vangelo di Luca (4,16-21) dove Gesù lesse in una sinagoga la profezia del Profeta Isaia sulla venuta del Messia.

La grotta sacra di San Michele di mezzo in Fisciano ha visto, raccolti in preghiera, due grandi Santi della cristianità: Papa Gregorio VII e Alfonso Maria de' Liguori. La presenza di entrambi è ricordata con due affreschi collocati in posizione simmetrica rispetto all'altare della Madonna Platytera.

Sant'Alfonso è raffigurato, anziano vescovo, in posizione benedicente e l'affresco è completato da una scritta in latino che dice:

Ecco colui che veramente cercò e veramente trovò Dio

E come stella diana, come luna piena, come sole splendente

Così brillò nel tempio di Dio

Il beato Alfonso Maria de' Liguori

L'affresco è infatti datato 1824, mentre come sappiamo Alfonso fu proclamato santo nel 1839 da Papa Gregorio XVI. San Gregorio VII è raffigurato nel pieno della maestà e della fierezza dell'alto magistero. Anche questo affresco è completato da una scritta in latino che dice:

Ho amato la giustizia ed ho odiato l'iniquità

Perciò muoio in esilio

L'iscrizione su pietra che testimonia l'impronta dell'Arcangelo Michele sul luogo. È anch'essa in latino e dice:

Questa grotta, se non lo sai,

Una volta era quasi dell'inferno

Io scacciai i demoni

Nel mio nome la consacrai.

Lungo la strada che dalla provinciale conduce al Santuario, furono realizzate negli anni trenta del secolo scorso dal fiscianese Generale Ianniello, edicole campestri raffiguranti le dodici stazioni della Passione di Cristo. Fino agli anni sessanta/settanta erano apprezzabili le maioliche settecentesche che illustravano i vari momenti del percorso. La loro distruzione e/o asportazione ad opera di vandali indusse una benemerita associazione della zona a ripristinare le stazioni con nuove maioliche di fattura moderna. Le nuove icone furono benedette all'inizio degli anni novanta, in una partecipata cerimonia che unì l'anelito religioso con la consapevolezza del valore della memoria storica, dall'allora Pastore della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, Mons. Guerino Grimaldi. Padre Francesco, un roccioso frate cappuccino che per lunghi anni ha curato e difeso il sacro luogo. Scomparso Padre Francesco, per molto tempo il Santuario restò abbandonato, salvo una breve parentesi di utilizzazione da parte di alcuni padri saveriani che utilizzarono il complesso ed i boschi circostanti come luogo per soggiorno e campeggio di giovani. Ma da quando i saveriani non hanno più utilizzato il Santuario, l'abbandono più totale ha comportato un gravissimo deterioramento del complesso. Il crollo del tetto della chiesetta, insieme al furto delle suppellettili e finanche all'asportazione di un pregevole pavimento in ceramica, hanno fatto il resto.

Chiesa di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di San Giovanni Battista, situata a Carpineto, è ancora distrutta dal terremoto del 23 novembre 1980.

Chiesa di San Nicola di Bari[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di San Nicola di Bari è situata in via San Nicola a Carpineto.

Cappella di Santa Maria del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella di Santa Maria del Carmine è situata a Carpineto.

Congrega di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La congrega di San Rocco, situata in via Lavinaio, risale al XVIII secolo.

Chiesa di Sant'Andrea Apostolo[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Sant'Andrea Apostolo è situata a Villa di Fisciano, in via Chiesa. Nel 966 la località è indicata in un contratto di fitto di una terra arborata in un luogo avente tra i confini un «ballone in sanctum andrea de eodem locum Rota», ubicazione che corrisponde all'attuale frazione di Villa. La Chiesa di S. Andrea Apostolo, risulta agli atti una testimonianza antichissima risalente al I sec. d.c. Presenta uno schema ad unica navata, sul cui fondo è disposto l'altare maggiore, elemento catalizzatore che divide lo spazio interno dell'aula liturgica con la retrostante sacrestia. La copertura è in capriate metalliche per la navata, ricostruite nell'intervento post sisma degli anni '80, e a volta a botte per il presbiterio e sagrestia. Immagine focale e fondale dell'aula è una tela rappresentante la Vergine Immacolata, inquadrata da cornici in gesso, lesene e timpano a conclusione.

Chiesa di San Lorenzo Martire[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa situata a Pizzolano, è intitolata a San Lorenzo e le prime notizie pervenute sul sito della Chiesa di San Lorenzo martire sono relative al IX secolo e sono ricordate in un documento dell'801: Un certo Landulo vende una terra arbostata ” … in loco Pozzolanu ubi pragellum dicitur”.

Della chiesa si conosce la prima notizia solo nel 1309: San Lorenzo “de Puzulano” con il Rettore Matteo ‘De Lanzano'. La sua rettoria, resa vacante per la morte di Benedetto di Boccalaporta, da Eboli, è canonicamente provvista il 18 agosto 1447, dall'arcivescovo Barnaba De Ursinibus, nella persona del Chierico Antonio Russo da Napoli, suo nipote. La relazione di "S.Visita" del Cardinal Fregoso la classifica tra le parrocchie dell'Arcipretura di San Severino, “super strata”, ed osserva che in essa non si conservano l'Eucarestia e gli Oli Santi perché “in loco solitario sita est” . (G.Crisci – A. Campana, 1962, Salerno Sacra – Ricerche Storiche – edizione della Curia Arcivescovile di Salerno).

Diviene a tutti gli effetti una chiesa parrocchiale nel secolo XVI poiché è ricordata nel 1517: Chiesa di San Lorenzo de Presolano (Dall'Arch. Dioc. Bollari cart. II). La struttura del manufatto risale al XIV secolo e consisteva in una cappella votiva del convento dei Barbuti allora esistente. La chiesa fu ricostruita nel XV secolo secondo la forma e le dimensioni attuali, la partitura decorativa a cornici e lesene risale al secolo XVI, mentre il maggiore arricchimento ornamentale avviene nel XVII secolo, con l'aggiunta di nuove cornici, capitelli, altari laterali e gruppi di cherubini sulle arcate laterali e sulla parete absidale.

Cappella della Santissima Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

La cappella della Santissima Annunziata è situata a Pizzolano.

Chiesa di San Bartolomeo Apostolo[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, situata in piazza Parroco Giuseppe Ricciardi a Penta fu riaperta al culto il 5 agosto del 2000, dopo il disastroso terremoto del 23 novembre 1980. Successivamente, l'11 aprile 2014 è stato inaugurato il restauro dell'organo datato 1745, è stato benedetto da S. Ecc. Mons. Luigi Moretti, Vescovo di Salerno. Il restauro è stato eseguito dalla ditta A. Girotto di Treviso e per l'occasione, le prime note, sono state suonate dal maestro Gianluca Libertucci della Basilica Papale di S. Pietro, Città del Vaticano. Soddisfazione per il parroco, don Antonio Pisani, che nel recente passato ha consentito anche l'adeguamento liturgico dell'area presbiterale, l'apertura dell'oratorio presso la chiesa dell'Immacolata Concezione e la ristrutturazione dell'altare nella chiesa di San Bartolomeo. L'organo, composto da 800 canne, arrecante la scritta “Tomas De Martino Neapolitanis Regia Cappella S.M. Organarius fecit A.D. MDCCXLV” è di grandissima valenza artistica, costruito in legno di pioppo e castagno presenta intagli e fregi meccati tipicamente barocchi e costituisce un unicum che concorre, insieme al fastoso arredo dell'interno, a sottolineare la grande importanza dell'Abbazia Verginiana nel territorio della Valle dell'Irno.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, dedicata al culto di Sant'Anna e San Gioacchino, è situata in piazza Sant'Anna a Penta.

Chiesa dell'Immacolata Concezione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dell'Immacolata Concezione, situata in Piazza Vittorio Emanuele a Penta, venne chiusa l'8 agosto del 2000, quando l'allora Arcivescovo di Salerno, Mons. Gerardo Pierro, inaugurò, dopo un meticoloso restauro, l'antico tempio di San Bartolomeo Apostolo, dove dimora il simulacro di San Rocco, Patrono di Penta, la cui statua venne benedetta da Papa Giovanni Paolo II il 5 maggio del 1999.

Cappella di Porta Coeli[modifica | modifica wikitesto]

La cappella di Santa Maria Porta del Cielo, ad un'unica navata è situata in via Gaetano Scippa, presso lo Stadio Comunale "Pasquale Vittoria" a Penta.

Ex Monastero di Sant'Andrea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1140 i Padri Verginiani presero possesso del monastero dedicato a Sant'Andrea, fondato probabilmente dallo stesso Patriarca dei Verginiani, San Guglielmo da Vercelli. La presenza dei Verginiani influì molto sulla coltivazione di erbe medicinali e sulla costruzione di opifici. Tanto più che nel XIV secolo Penta divenne uno dei centri più importanti della Congregazione.

Cappella di San Vito Martire[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella di San Vito Martire è situata in via Giacomo Brodolini nella frazione di Settefichi, la festa del santo Patrono ricade il 15 giugno.

Ex Convento Santa Cecilia[modifica | modifica wikitesto]

L'ex Convento di Santa Cecilia, è situato in piazza Vittorio Emanuele a Penta.

Chiesa della Madonna del Soccorso[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa della Madonna del Soccorso è situata a Soccorso di Fisciano in via dell'Irpinia.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo De Falco[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo De Falco, situato nel centro storico del capoluogo, è un esempio di maestria architettonica e pittorica.

Botteghe degli antichi ramai[modifica | modifica wikitesto]

Botteghe degli antichi ramai, sono situate in via Pendino a Fisciano

Centro Storico di Penta[modifica | modifica wikitesto]

Penta è di sicuro la frazione più antica del Comune. Il suo nome deriva dal numero greco penta, che appunto vuol dire cinque, inteso come accessi da cui si poteva entrare nell'antica città. In epoca romana è stata un avamposto militare per tutta la Valle dell'Irno, e la sua importanza strategica fu sfruttata anche nel Medio Evo dai principi Sanseverino.

Palazzo Barra[modifica | modifica wikitesto]

Situato in piazza Regina Margherita a Lancusi, fu la sede della prima pistola automatica brevettata da Venditti nel 1800.

Palazzo Negri[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Negri è situato nella frazione di Gaiano. Il cavalier Luigi edificò la residenza estiva della famiglia a Gaiano, nel 1831, nell'antico palazzo ancora in cima al villaggio: il figlio Antonio Negri fu sindaco di Fisciano per molti anni e si adoperò per il benessere del paese portando a sue spese l'acqua anche a Gaiano e donando un secondo palazzo Negri, a Fisciano, al Comune, attuale sede del Municipio. La piazza principale di Gaiano è stata a lui dedicata. Il barone Antonio, omonimo del padre e del nonno, pur avendo ricoperto ruoli significativi nel mondo del cinema al tempo della "Dolce Vita", non dimenticò la terra di famiglia e contribuì alla trasformazione dei fondi dagli antichi vigneti alle attuali coltivazioni di nocciolo. La riconversione del terreno e la prima meccanizzazione della raccolta qualificarono territorio e manodopera. Nel 1995 la figlia Monica, unica erede delle proprietà Negri, alla scomparsa del padre, decise di ristrutturare, con amore e cura dei particolari, l'antica casa colonica, “La Corte”, che domina la tenuta, transformandola in un agriturismo di charme intitolato al padre, in Sua memoria.

Frassineto[modifica | modifica wikitesto]

L'area naturalistica "Frassineto" si estende su una superficie di 81,25 ettari, è ricoperta interamente da bosco ceduo avviato ad alto fusto, deve la sua denominazione al frassino, largamente presente. Essa è ubicata per la maggior parte nel territorio di Calvanico (circa (77,1 ettari) e per la restante parte nel territorio di Fisciano (circa 4,15 ettari). Dista circa 15 km da Salerno ed è situata ad un'altitudine media di 650 metri nella fascia di territorio tra le zone boscate dette ‘Acqua dei faggi' e ‘Costa della traversa', sulla pendice occidentale dei Monti Picentini. È percorsa da quattro sentieri (F1-F2-F3-F4) e al suo interno sono presenti spazi attrezzati ed aree per la sosta e punti di osservazione della natura, con tavoli e panche in legno. In prossimità dell'ingresso all'Area è stata costruita una casetta in pietra in stile tradizionale, all'interno della quale, dal 1997 è stato completato l'allestimento di un piccolo museo della civiltà silvo-pastorale. Periodicamente, sempre all'insegna del rispetto per l'ambiente, nell'Area si attuano iniziative di vario genere che coinvolgono cittadini e scolaresche quali: escursioni, visite guidate, manifestazioni a sfondo ecologico, didattiche, folcloristiche e sportive. Diverse sono poi le attività che è possibile svolgere all'interno dell'Area: trekking, fotografia naturalistica, studi naturalistici, footing, cicloturismo, birdwaching. Il circolo Legambiente “Valle dell'Irno” con la collaborazione dei suoi volontari, organizza costantemente, sin dal 1990, visite guidate per gruppi organizzati e per scolaresche, all'area naturalistica, al museo silvo-pastorale allestito nell'area e lungo i sentieri didattici dove vengono illustrati i contenuti di tutte le schede e tabelle istruttive presenti. L'ingresso all'area è libero. Per informazioni e prenotazioni consultare il sito web dell'associazione.

Parco regionale Monti Picentini[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Fisciano, rientra nel Parco regionale Monti Picentini.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

La città di Fisciano dispone di numerosi istituti scolastici, pubblici e privati, dislocati su tutto il territorio comunale. Le scuole materne e primarie si trovano in quasi tutte le frazione del comune e in qualche contrada minore come Canfora e Soccorso, mentre le scuole secondarie di I grado si trovano nel capoluogo e a Lancusi. Dal 2010 è stato istituito un Istituto Paritario, con sede nel capoluogo, attivo con due indirizzi (Liceo Scientifico e Istituto Tecnico Commerciale).

In breve:

Scuole dell'Infanzia: 6 scuole (con 2 sedi a Fisciano e una sede a Lancusi, Penta, Gaiano, Pizzolano)

Scuole Primarie: 6 scuole (con sede a Fisciano, Lancusi, Penta, Gaiano, Pizzolano e Canfora),

Scuole secondarie di I grado: 2 istituti rispettivamente a Fisciano e Lancusi,

Scuole secondarie di II grado: nel capoluogo è presente un Istituto Paritario, con 2 indirizzi attivi: Liceo Scientifico e Istituto Tecnico Commerciale.

Università[modifica | modifica wikitesto]

La città di Fisciano ospita sul proprio territorio uno dei due campus dell'Università degli Studi di Salerno, sito in via Giovanni Paolo II. Gli studenti fuorisede dell'Università degli Studi di Salerno stabilmente domiciliati sono qualche migliaio e sono concentrati soprattutto a Fisciano, Lancusi e Penta.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Gran Concerto Bandistico città di Fisciano[modifica | modifica wikitesto]

L'Orchestra di fiati città di Fisciano nasce nel 1984 da un'idea del dott. Gaetano Sessa e dal prof. Antonio Esposito con la denominazione di "Gran Concerto Bandistico città di Fisciano", negli anni successivi si aggiunge all'organizzazione il prof. Angelo De Carluccio. Negli anni il Gran concerto Bandistico ha riscosso molti successi, simboli ormai di una tradizione giunta oltre il 30° anno di età, avvalendosi di rinomati maestri quali: Antonio Esposito, Vincenzo Calabrese, Susanna Pescetti, Vincenzo Cammarano, Leonardo Quadrini, Anna Ciaccia, Mario Ciervo, Pino Natale, Fiorangelo Orsini, Vincenzo Cammarano.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fisciano è un comune agricolo pastorale, che negli anni scorsi ha conosciuto un importante commercio e sviluppo grazie alla lavorazione del rame. Tuttavia la lavorazione del rame è cessata agli inizi degli anni '80 e un importante insediamento universitario (Università degli studi di Salerno) ha risollevato l'economia della zona. Nel corso dell'ultimo decennio sono sorti numerosi impianti industriali ad opera di importanti gruppi nel settore metalmeccanico, del vetro e della plastica. A Fisciano sono presenti il Banco di Napoli. Unicredit SpA e la Banca di Credito Cooperativo. Dal 2010 sono sorti numerosi pub, bar, lussuosi caffè house, fast food e ristoranti.

Banca di Credito Cooperativo di Fisciano[modifica | modifica wikitesto]

La BCC di Fisciano, con sede al corso San Giovanni Battista a Lancusi, è nata il 29 marzo 1980 ad opera di Gaetano Sessa, fondatore e promotore, che insieme a 300 soci ha dato vita alla prima Cassa Rurale e Artigiana. Da oltre trent'anni operiamo nel comune di Fisciano e nella Valle dell'Irno. Nel 1993 la Cassa Rurale e Artigiana diventa Banca di Credito Cooperativo di Fisciano.

Nel luglio del 2006 Domenico Sessa è diventato Presidente della BCC di Fisciano.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

La significativa evoluzione demografica degli ultimi 10 anni, essendo sede della Università degli studi di Salerno, è dovuta all'indotto generato dalla presenza delle migliaia di studenti, provenienti anche da regioni limitrofe, che spesso prendono dimora nel territorio comunale.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico[7]; il comune appartiene all'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.

Le parrocchie di Fisciano sono:

  • San Martino Vescovo, piazza A. Negri, Gaiano
  • San Pietro e Spirito Santo, piazza Umberto I, Fisciano
  • San Bartolomeo, Santa Maria delle Grazie e Santa Lucia, piazza Parroco Ricciardi, Penta
  • Santi Andrea e Lorenzo, via Chiesa, Villa
  • San Giovanni Battista e Nicola di Bari, piazza San Giovanni, Carpineto
  • San Martino e Quirico, piazza Regina Margherita, Lancusi

Presso l'Università degli studi di Salerno è stata realizzata una Cappella evangelica CCEVAS[8].

Feste religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa di Sant'Antonio (13 giugno, Gaiano)
  • Processione di San Vito Martire (15 giugno, Settefichi)
  • Festa di San Giovanni Battista (ultima domenica di giugno, Lancusi)
  • Festa di Sant'Anna e San Gioacchino (26 luglio, Penta)
  • Festa di San Vincenzo Ferreri (primo weekend di agosto, Fisciano)
  • Festa di San Lorenzo (10 agosto, Pizzolano)
  • Festa della SS. Madonna delle Grazie (12-13 agosto, Fisciano)
  • Festa di San Rocco (16-17 agosto, Penta)
  • Festa di Sant'Andrea Apostolo (agosto, Villa)
  • Festa di San Giovanni Battista e San Nicola di Bari (ultima domenica di agosto, Carpineto)
  • Festa di Maria SS. Addolorata (14 settembre, Bolano)
  • Festa della Madonna del Soccorso (settembre, Soccorso)

Qualità della vita e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune ha ricevuto l'ambito "Premio Riciclone" che viene attribuito a tutti i Comuni che conducono una virtuosa gestione della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Nella speciale classifica stilata da Legambiente, Fisciano si è posizionato al primo posto come miglior Comune Riciclone nella Provincia di Salerno grazie al raggiungimento del 68,47% di raccolta differenziata, nei suoi molteplici aspetti, facendo registrare il miglior indice di gestione. Tra gli altri conferimenti è stato anche attribuito il riconoscimento come primo miglior Comune Riciclone, in assoluto, per la raccolta raee (apparecchiature elettriche ed elettroniche); e ancora il posizionamento come terzo miglior Comune Riciclone in tutto il Sud Italia. La premiazione del Concorso "Comuni Ricicloni 2010", organizzato da Ecosportello Rifiuti (sportello informativo di Legambiente), si è tenuta a Roma.

Farmacia Comunale[modifica | modifica wikitesto]

La città di Fisciano ha istituito la Farmacia Comunale in via Giovanni Paolo II, 12, ed è una delle 3 farmacie di Fisciano. La Farmacia Comunale è una farmacia di tipo Ordinaria.

Volontariato[modifica | modifica wikitesto]

La Solidarietà[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione di Volontariato "La Solidarietà" nasce in data 3 ottobre 1991, con atto del Notaio Gustavo Trotta di Pagani per volontà di un ridotto gruppo di persone intenzionate a dare un servizio di emergenza sanitaria alla comunità della Valle dell'Irno. Inizialmente l'associazione appoggia la propria sede presso la Pro Loco Fiscianese in Piazza Umberto 1° di Fisciano e qui inizia la propria attività di Emergenza Sanitaria e Protezione Civile che continuerà ed integrerà con altri servizi fino ai giorni nostri.

L'Associazione gode del riconoscimento dei seguenti Enti:

  • Comune di Fisciano (autorizzazione al Servizio Trasporto Infermi rilasciata nel 1992 e rinnovata nel 2002);
  • Regione Campania (iscrizione albo regionale del volontariato con decreto n. 16824 del 20/12/1993 – V° associazione riconosciuta in Campania);
  • Albo Nazionale della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (censita ed autorizzata per l'esercizio dell'attività di Protezione Civile in ambito Nazionale ed Internazionale ed all'uso del marchio specifico);
  • Albo Regionale degli Enti di Protezione Civile in Campania – recentemente istituito presso la Regione Campania;
  • Provincia di Salerno (riconosciuta quale Associazione di riferimento per l'Emergenza Sanitaria – Protezione Civile – Trasporto Disabili e membro della Consulta Provinciale del Volontariato;
  • Pubblica Assistenza (riconosciuta dal 1993 dall'ANAS di Firenze quale associazione di Pubblica Assistenza);
  • U.N.S.C. – Ufficio Nazionale per il Servizio Civile – Convenzione per l'utilizzo degli Obiettori di Coscienza (attualmente n. 10 unità) e per l'utilizzo di ragazze impegnate nel Servizio Civile Volontario;
  • Centri Medici Polispecialistici della Riabilitazione – Convenzione per il Trasporto di bambini disabili;
  • Presidio Ospedaliero Amico di Curteri – Convenzione per il servizio di trasporto di rianimazione Cardiopolmonare;
  • Centrale Operativa 118 Regione Campania – Servizio di Emergenza Sanitaria H24;
  • ASL SA 2 SAUT Baronissi – Servizio di Ambulanza Medicalizzata per turni di 8 ore/die;
  • Centro Trasfusionale di Salerno – Rapporto di convenzione per la raccolta di sangue sul territorio;
  • Comune di Baronissi – Collaborazione nel progetto “Sport Anch'io” per il trasporto disabili e per attività di riabilitazione effettuata da personale fisioterapista appartenente all'organico dell'associazione;
  • Ministero di Grazia e Giustizia – convenzione per il recupero soggetti tossicodipendenti ed alcooldipendenti in esecuzione penale esterna;
  • Tribunale dei Minori – convenzione per il recupero di soggetti svantaggiati in esecuzione penale esterna;
  • Ospedale da Procida – Salerno: affidataria di gara d'appalto per la fornitura in comodato d'uso di veicoli sanitari;
  • Università degli Studi di Salerno in Fisciano – Dipartimento di Scienze dell'Educazione: Convenzione per lo svolgimento di tirocinio da parte dei laureandi della Facoltà;
  • Università “Suor Orsola Benincasa” Napoli – Dipartimento di Scienze delle Attività Sociali: Convenzione per lo svolgimento di tirocinio da parte dei laureandi della Facoltà;
  • Accordo con l'Ospedale Amico “G. Fucido” di Curteri per la fornitura di personale assistenziale nei reparti del plesso;
  • “Teatro Anch'Io” – ASL SA” M. S. Severino: rapporto di collaborazione nello sovlgimento di attività per i diversamente abili;
  • Cooperativa Sociale “Irno Progetto Vita” rapporto di collaborazione nel servizio di assistenza domiciliare anziani e disabili del Comune di Fisciano.

Tradizione[modifica | modifica wikitesto]

Eventi culturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa della Musica (Lancusi)
  • Soccorso in Festa (Soccorso)
  • Strafisciano e Chiavi della Città (presso Stadio Comunale "Pasquale Vittoria", Penta)
  • Estate gaianese (Gaiano)
  • Raduno bandistico, manifestazione di prestigiose bande musicali (a metà agosto nella villa comunale di Fisciano)
  • Presepe vivente (periodo natalizio, Settefichi)
  • Lancusi e i Caracciolo (Lancusi)

Eventi enogastronomici[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa del Saltimbocca (giugno, Bolano)
  • Festa del Cervo (Penta)
  • Festa della "mulignana cu a ciucculata" (luglio, Penta)
  • Festa della salsiccia (agosto, Penta)
  • Festa del cinghiale e della nocciola (settembre, Gaiano)

Sapori tipici[modifica | modifica wikitesto]

Milza, melanzane cu a ciucculata, cinghiale in umido, mozzarella di bufala, nocciola, mela annurca, olive, castagne e ciliegie.

Istituzioni enti associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Fisciano Sviluppo S.p.A.[modifica | modifica wikitesto]

La Fisciano Sviluppo S.p.A., società ad intero capitale pubblico del Comune di Fisciano, è nata nel 2001 come Azienda Speciale. La società, dalla data di costituzione ad oggi, si è costantemente ingrandita ed ha, nel corso degli anni, acquisito tutto il know-how necessario per porsi quale azienda di riferimento nel settore delle aziende multiservice.

Nel 2006, ha acquistato un suolo nell'area industriale di Fisciano, dove ha realizzato una rampa attrezzata per il conferimento differenziato dei rifiuti solidi urbani, uffici, servizi al personale, magazzino ed un grande ricovero automezzi.

Grazie alla realizzazione di questa piattaforma di movimentazione dei rifiuti, denominata EcoCentro, la società ha riorganizzato il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti prodotti dalla Città di Fisciano, adottando un sistema di raccolta capillare e articolato sulle esigenze degli utenti, denominato porta a porta, che ha consentito il raggiungimento una percentuale di differenziazione dei rifiuti di oltre il 70%.

Università degli Studi di Salerno[modifica | modifica wikitesto]

Dislocata principalmente a Fisciano, per dimensioni ed utenza è la terza università del Mezzogiorno peninsulare. È strutturata come campus, con 1 200 000 m² di estensione.

Persone legate a Fisciano[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato dall'autostrada A30 Caserta-Salerno e dal Raccordo autostradale 2 Salerno-Avellino.

Il Raccordo autostradale 2 Salerno-Avellino presenta 3 uscite nel territorio comunale:

  • Uscita Lancusi - Baronissi Nord: situata al confine tra i comuni di Fisciano e Baronissi, è comoda per raggiungere la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Salerno, oltre che, i centri urbani delle frazioni Lancusi, Bolano, Penta e Gaiano.
  • Uscita Università (solo da e per Salerno): aperta nell'anno 2007 per decongestionare il traffico dei pendolari provenienti dalla zona sud della regione diretti al campus dell'Università degli Studi di Salerno. Comoda anche per raggiungere la frazione Penta e lo Stadio Comunale "Pasquale Vittoria", oltre che il centro del comune capoluogo.
  • Uscita Fisciano: consigliata per raggiungere il campus dell'Università degli Studi di Salerno, il centro urbano del comune capoluogo, la zona industriale di Fisciano ed i centri urbani delle frazioni Pizzolano, Canfora, Soccorso, Carpineto, Villa e Settefichi.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Provinciale 24/a via Giovanni Paolo II-Fisciano-Calvanico-bivio Gaiano.
  • Strada Provinciale 24/b Bivio Gaiano-Castiglione del Genovesi-S.Cipriano Picentino.
  • Strada Provinciale 24 dir. Innesto SP 24/a (Fisciano)-Innesto SP 23 (ex consortile).
  • Strada Provinciale 91 Innesto SS 88-Penta-Fisciano.
  • Strada Provinciale 191 Lancusi-Stazione di Fisciano-Innesto SS 88.
  • Strada Provinciale 219 Baronissi-Penta-Gaiano.
  • Strada Provinciale 254 Innesto SP 24-Campola-Carpineto-Settefichi.
  • Strada Provinciale 310 Innesto SP 254 Carpineto-Santuario S.Michele.
  • Strada Provinciale 450 Uscita Fisciano-Università.
  • Strada Provinciale 451 Raccordo SA-AV-uscita Università-Innesto SP 91.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione di Fisciano, è situata nella frazione Lancusi. Raggiungibile con mezzi pubblici (autobus), è dislocata a ridosso della Strada statale 88 dei Due Principati. Fa parte della linea ferroviaria Salerno-Mercato San Severino.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Fisciano possiede attualmente una squadra di calcio, denominata Comunale Fisciano.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Il principale impianto sportivo presente sul territorio di Fisciano è lo Stadio Comunale "Pasquale Vittoria", situato a Penta in via Gaetano Scippa. Altri impianti sportivi sono il Campo Sportivo "San Quirico" a Bolano in via Siniscalchi, il Campetto di Calcio e il Bocciofilo in via Adamo Fortunato a Penta.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La sede del Palazzo Municipale, si trova in piazza Umberto I a Fisciano.

Dal 10 aprile 2015, dopo la decadenza da sindaco di Tommaso Amabile, la città è amministrata dal commissario straordinario Giuseppe Forlenza.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Irno - Solofrana e dell'Unione dei Comuni dell'Irno.

La gestione del ciclo dell'acqua è affidato all'ATO 3 Sarnese Vesuviano.

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati di riferimento alla superficie
  2. ^ [1] - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ P. Natella, Vignadonica di Villa. Saggio di toponomastica salernitana, in: Boll. Stor. di Salerno e Principato Citra, suppl. al n. 1, 1983, pg. 5.
  5. ^ La bibliografia sui rapporti tra i di Marsico ed il feudo sanseverinese non è scarsa, ma sui rapporti tra il feudatario e Penta si rimanda in particolar modo al classico ma validissimo: P. Natella, I Sanseverino di Marsico: una terra un regno, Mercato S.Severino, 1980.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Arcidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno
  8. ^ CCEVAS
  9. ^ Dizionario Biografico degli Italiani - treccani.it, ad vocem
  10. ^ Per quanto riguarda la sua carriera scientifica, cfr., tra l'altro, i siti Rubino Nicodemi,tiscali.it - Rubino Nicodemi, Edizione Nazionale Mathematica Italiana
  11. ^ Dizionario Biografico degli Italiani - treccani.it, ad vocem
  12. ^ Dizionario Biografico deli Italiani - treccani.it, ad vocem (Gaeta, Giovanni Ermete)
  13. ^ Dizionario Biografico degli Italiani - treccani.it, ad vocem
  14. ^ Cittadino onorario di Fisciano
  15. ^ Per quanto riguarda la sua carriera artistica, cfr., tra l'altro, i siti Pietro Lista - Aria Art Gallery e Miniaci Art Gallery

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Giustiniani, Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, Napoli, 1797 - 1805 (ristampa anastatica, Bologna, 1969), ad vocem
  • E. Galdieri, I paesi salernitani di origine greco-jonica, Roma, 1942
  • G. Celentano, Piccole cronache di borghi salernitani, Roma, s.d. [1958]
  • G. Crisci - A. Campagna, Salerno Sacra (Ricerche storiche), Salerno, 1962
  • M. Sessa, Fisciano im sintesi. Storia di un comune del Mezzogiorno d'Italia, Fisciano, 1983
  • G. Noia (a cura di), I Penta in Festa, Fisciano, 1985
  • G. Noia - M. Del Regmo, Carpineto. I Sagra della Nocciola, Carpineto-Fisciano. 1985
  • M. Del Regno - G. Noia, Penta: immagini di un paese del Salernitano, Fisciano, 1986
  • M. Del Regno - G. Noia, Penta: immagini di un paese del Salernitano, Fisciano, 1987 (2ª ed.)
  • M. Sessa, Lancusi. Dalla Baronia del XVI secolo ai giorni nostri, Fisciano, 1987
  • G. Noia (a cura di), San M'chel 'e mienz (Incontro-studio), Fisciano. 1988
  • G. Amelio, Fisciano e dintorni, Cava de' Tirreni, 1994
  • G. Negri, Penta. Le origini, Fisciano, 1995
  • --- La Campania paese per paese, Firenze, 1996, ad vocem
  • A. Maiellaro- M. Sessa- A. Figliolia (a cura di), Itinerario storico-religioso nella Valle dell'Irno, Mercato S.Severino, 2000
  • G. Crisci, Salerno Sacra (Ricerche storiche), voll. II - III, Penta-Fisciano, 2001 (2ª ed.)
  • A. Pisano - G. Villari (a cura di), Nel territorio della Zona Irno c'è. Guida breve per coloro che desiderano godere il "rurale", Calvanico, 2001
  • G. Negri, S. Rocco. Culto, riti e tradizioni a Penta e nella Valle dell'Irno, Lancusi-Fisciano, 2002
  • P, Trotta, Storia delle confraternite della Diocesi di Salerno, Lancusi-Fisciano, 2002
  • G. Noia (a cura di), San Michele di Basso: un Santuario da recuperare (Atti del Convegno " I tesori della Valle" - 1997), Fisciano, 2004
  • P. Trotta, Chiese e pittura sacra della Valle dell'Irno e dell'Alto Sarno, Sarno, 2005
  • V. D'Alessio, Il culto di San Michele Arcangelo. Santuari tra Salerno e Avellino, Montoro Inferiore, 2006
  • B. Trotta (a cura di), L'Archivio storico del Comune di Fisciano (1810 - 1947). Inventario, Salerno, 2008

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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