Fisciano

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Fisciano
comune
Fisciano – Stemma
Veduta panoramica di Fisciano dal Santuario di San Michele di Mezzo
Veduta panoramica di Fisciano dal Santuario di San Michele di Mezzo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Sessa (lista civica) dal 6 giugno 2016
Data di istituzione 26 gennaio 1810
Territorio
Coordinate 40°46′N 14°48′E / 40.766667°N 14.8°E40.766667; 14.8 (Fisciano)Coordinate: 40°46′N 14°48′E / 40.766667°N 14.8°E40.766667; 14.8 (Fisciano)
Altitudine 320 m s.l.m.
Superficie 31,48[1] km²
Abitanti 13 820[2] (1-1-2016)
Densità 439,01 ab./km²
Frazioni Bolano, Canfora, Carpineto, Gaiano, Lancusi, Nocelleto, Penta, Pizzolano, Settefichi, Soccorso, Villa.

Contrade minori: Barbuti, Cervito, Curteri, Faraldo, Fusani, Macchione, Mandani, Mandrizzo, Mariscoli, Migliano, Pattano, Popa, Pozzillo, Prignano, Teggiano, Tuoro, Vignadonica

Comuni confinanti Baronissi, Calvanico, Castiglione del Genovesi, Giffoni Sei Casali, Mercato San Severino, Montoro (AV)
Altre informazioni
Cod. postale 84084
Prefisso 089
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065052
Cod. catastale D615
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 637 GG[3]
Nome abitanti fiscianesi
Patrono san Vincenzo Ferreri
Giorno festivo 5 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fisciano
Fisciano
Posizione del comune di Fisciano all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Fisciano all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Fisciano è un comune italiano di 13.820 abitanti della provincia di Salerno in Campania. È composto da 28 centri abitati, situati lungo le strade che attraversano l'antica centuriazione romana, suddivisi in 12 unità amministrative. (capoluogo e 11 frazioni).È una piccola città turistica,centro di documentazione per la storia di Salerno.

I centri più popolosi sono Lancusi (circa 4.000 abitanti), che è anche il maggiore centro dei parchi regionali della Valle dell'Irno e Monti Picentini, e Penta (con 1.481 abitanti).

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina sorge a 300 m s.l.m. a 14 km a nord di Salerno, percorrendo la S.S. dei Due Principati, sul nodo autostradale che collega il Raccordo autostradale 2 Salerno-Avellino all'Autostrada A30. Il Territorio del comune, la cui numerazione geografica è di 3.152 ettari, è situato in parte sul versante sud-occidentale del Pizzo San Michele (1.567 m s.l.m.), in parte sul rilievo del monte Monna e, nella parte bassa, nella Valle alluvionale del Solofrana.

Rocce calcaree dolomitiche costituiscono il substrato alluvionale (ghiaia e tufo grigio) e vulcanico (lapilli, pozzolane, pomici) che nei secoli hanno riempito il fondo valle. Dal punto di vista della idrologia importante risulta la circolazione idrica sotterranea.

L'altitudine, tra colline, piccole valli, boschi, faggeti, uliveti e castagneti, è compresa tra i 140 e i 1.200 m.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Quanto ai primi abitanti della zona, sono due le ipotesi più accreditate. La prima si rifà a Virgilio (Eneide Libro VII), il quale dice che i primi ad insediarsi furono i Sarrastri, futuri fondatori di Sarno. La seconda, ritenuta più credibile, considera i Sarrastri un popolo mitico, in quanto il primo popolo storico ad insediarsi è stato quello degli Osci. Ritrovamenti di tombe risalenti al IV secolo a.C., nella zona di Mandrizzo-Pattano, hanno confermato inoltre che, in quel tempo, vi erano in zona insediamenti degli Etruschi, probabilmente integrati con le popolazioni autoctone del ceppo osco e sannitico-irpino.

A cavallo tra il VI e il V secolo a.C. dunque, la valle dell'Irno costituiva un importante sbocco naturale verso il mare ed Osci ed Etruschi vi avevano costituito numerosi insediamenti, anche se i loro traffici erano contrastati dalla potenza navale di Cuma e della colonia greca di Poseidon (Paestum). I Romani penetrarono invece nelle valli del Sarno e dell'Irno, provenendo da Pompei e si stabilirono nella vallata dell'Irno intorno all'88 a.C., dopo che Silla prevalse su Mario e decise di elargire terre ai veterani, che avevano combattuto al suo fianco contro Mario.

Il ruolo strategico della Valle dell'Irno con il suo sbocco a mare è stato sicuramente causa di conflitto con i vicini greci di Paestum. La conquista e la successiva integrazione nell'orbita romana ha lasciato molte tracce sul territorio.

Le terre fiscianesi vennero così divise in Centurie ed affidate alla cura delle famiglie romane che vi si trasferirono, come testimoniano i resti di un'antica Villa romana, venuta alla luce nel 1981 in località Macchione.

Il dominio romano dura fino all'invasione barbarica. Infatti i Bizantini, dopo aver sconfitto i Goti nella battaglia sul Sarno, dominarono Salerno e tutta la valle dell'Irno, fino a che, a loro volta, cedettero ai Longobardi.

Nel 640, il Duca longobardo Arechi I tenta invano di occupare Napoli e così concentra tutte le forze nella valle dell'Irno, che divenne campo base per la futura occupazione longobarda di Salerno. La presenza longobarda a Fisciano è attestata non solo dall'introduzione di alcuni culti, ma anche da toponimi come Curti, Curteri, Isolella (Salella), Mallone (Mallo puplicus, luogo di riunione pubblica), Carpineto, Nocelleto, Canfora, Settefichi.

Il disfacimento dell'impero romano d'Occidente creò un periodo di instabilità finito con la vittoria sul Sarno dei Bizantini contro i Goti. Ben presto gli orientali cedettero il passo ai Longobardi e, successivamente ai Normanni ed infine passò alla famiglia dei Sanseverino, sotto i quali visse un periodo di prosperità.

Antico organo Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, Penta

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie documentate della località Fisciano risalgono al 977, in un atto di concessione di terre che, appartenenti alla Chiesa di S. Massimo in Salerno 'in loco fisano finibus rotensibus, passarono a Giovanni presbitero. In questo periodo cominciarono ad essere costruite anche le prime fortezze medievali e si consolidarono gli insediamenti urbani.

Dopo i Longobardi, si stabilirono nella zona i Normanni (nel 1066 circa), che con Turgisio, venuto al seguito di Roberto il Guiscardo, annetterono il territorio di Fisciano allo Stato dei Sanseverino. Turgisio (o Troisio) si impadronì anche di altri territori a nord di Salerno, di proprietà della Chiesa e per questo venne scomunicato. Restituiti allora alcuni territori, Turgisio stabilì la sede della sua signoria nel vecchio Gastaldato longobardo di Rota, ove germinò la potente dinastia dei Sanseverino, alla cui vicende resta legata anche Fisciano, fino alla caduta della dinastia nel 1553. In tale periodo tuttavia, l'intero territorio conobbe un certo sviluppo agricolo, commerciale ed artigianale, tant'è che ogni località cominciò ad essere conosciuta per l'attività che vi si esercitava (a Fisciano c'erano i ramai; a Lancusi gli armieri; a Penta i sarti ed i mascaturai).

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 500 Fisciano, inserita ormai saldamente nello Stato dei Sanseverino, visse infatti la sua stagione più feconda e vide il suo territorio fiorire di ville patrizie e laboratori artigianali di chiara fama in tutto il Regno aragonese di Napoli.

Immacolata e Santi di Michele Ricciardi. Chiesa di San Martino, Lancusi

Nel 1553 decadde la famiglia Sanseverino e, poiché il principe di Salerno, Ferrante, morì ad Avignone mentre si recava a chiedere aiuto a re Enrico II, Carlo V concesse il suo stato al Capitano Ferrante Gonzaga e ai suoi figli. Nel 1583, Ferrante Gonzaga vendette lo Stato di Sanseverino ai Duchi Carafa di Nocera, che lo cedettero a Francesco Maria Carafa, il quale, nel 1596, lo cedette 'sub hasta' a Diana Caracciolo, marchesa di Monteforte, che dichiarò di averlo acquistato (per 134.000 ducati) per conto del fratello Camillo, principe di Avellino. Ed ai Caracciolo di Avellino resterà fino all'eversione feudale, quando lo Stato di Sanseverino fu diviso in quattro (Calvanico, Penta, Acquamela e Mercato).

Fisciano seguì dunque le sorti dello Stato dei Sanseverino, anche se conobbe nei secoli successivi una grande industriosità e vivacità artistica, con il pittore di Penta, Michele Ricciardi e con Giuseppe Celentano, autore di pregevoli opere artistiche in rame.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Durante il decennio francese (1806-1815), con la soppressione della feudalità e la riorganizzazione amministrativa del Regno di Napoli, Fisciano divenne Comune autonomo, nel 1810: nacque su un vasto territorio, comprendente 11 frazioni, boschi, amene campagne, faggeti e castagneti, in seguito allo smembramento del Principato dei Sanseverino, decretato con la legge di Gioacchino Murat del 1806.

Tra i tanti cittadini, che in seguito diedero lustro al nuovo Comune, si possono menzionare Carlo Nicodemi (1615-1694), vescovo di Marsiconuovo; il pittore Michele Ricciardi (1672-1753), formatosi alla scuola del Caravaggio e le cui opere si trovano in diverse chiese del Salernitano e dell'Irpinia; Pietro Sessa, patriota carbonaro (1788-1828); Rubino Nicodemi, matematico (1850-1929); Carlo Alberto Alemagna, filosofo e pedagogista (1864-1927); Raffale Ianniello, generale (1888-1941); Rocco Galdieri (1878-1923), autore di famose canzoni napoletane e riviste teatrali (il cui figlio, Michele, fu autore di un centinaio di canzoni napoletane di successo, come "Monastero e Santa Chiara" e Giovanni Venditto, armiere, primo fabbricante di una pistola automatica datata 1823, che oggi è conservata nel Museo delle Armi a Milano.

Via Giovanni De Martino, 1980

Infatti la Reale Manifattura dei Piastrinari dei Borboni, nello storico Palazzo Barra a Lancusi, era rinomata nel XIX secolo per la lavorazione di armi e coltelli, mentre era estremamente fiorente in tutto il territorio comunale la lavorazione del rame artistico, del ferro (con la produzione di serrature, chiavistelli, bilance di precisione, cancelli, letti, maniglie), del legno e della ceramica, nonché la produzione della pasta secca (con 5 pastifici attivi fino agli anni 20).

Un primato lo vanta Lancusi: Giovanni Venditti, nella Reale Manifatturiera dei Piastrinai dei Borbone, inventò la prima pistola automatica, oggi conservata nel Museo della criminologia ed armi antiche (Museo della pusterla di sant'Ambrogio), a Milano.

Fisciano ha legato in passato le proprie fortune anche alla lavorazione del rame. Tra i monumenti degni di menzione sono il Palazzo De Falco, il Monastero delle Carmelitane di S. Giuseppe (1600), che conserva uno splendido pavimento di maiolica, la chiesa della Congrega del SS. Rosario a cui si accede attraverso una sontuosa scala a due rampe, la chiesa di San Vincenzo Ferreri (1700), le antiche botteghe dei ramai di Via Pendino.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della Città di Fisciano

Troncato semipartito con la fascia in filetto d'oro sulla troncatura: il PRIMO, di azzurro, al busto di San Vincenzo Ferreri, sostenuto dalla fascia in filetto, il viso, il collo, le mani di carnagione, vestito di nero e di bianco al naturale, il capo ornato dalla lingua di fuoco di rosso, aureolato d'oro, capelluto di nero, benedicente con la mano destra, la mano sinistra tenente stretto al petto il libro aperto, d'oro, recante la scritta, in lettere di nero, TIMETE DEUM ET DATE ILLI HONOREM, il Santo accompagnato da due rose di rosso bottonate d'oro, una a destra, l'altra a sinistra; il SECONDO, di rosso, al libro aperto d'oro; il TERZO, di azzurro, alla ruota dentata di quattro raggi, di nero, attraversata da due spighe di grano, poste in decusse, d'oro. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto, in lettere maiuscole di nero, A LUCE PRIMORDIA DUCIT - NATURA POTENTIOR ARS.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica»
— 24 giugno 2003

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

I monumenti storico-artistici del Comune sono numerosi.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Nella città di Fisciano vi sono chiese, conventi e monasteri distribuiti tra il capoluogo e le varie frazioni.

Chiesa di San Pietro apostolo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pietro Apostolo e Municipio, Fisciano

La chiesa di San Pietro apostolo con annessa congrega del S.S Rosario e dell'Assunta, è una chiesa che attira turisti dai vicini comuni, interessante e suggestiva, è situata in piazza Umberto I e venera il culto del santo patrono della città di Fisciano, San Vincenzo Ferreri, di cui è conservata una magnifica statua bronzea, fatta costruire nel 1600. La Chiesa è stata riaperta al culto dopo il restauro avvenuto nel 2013. Il restauro ha interessato in particolar modo il rifacimento del tetto della chiesa, rovinato dall'usura del tempo, ed è stata restaurata anche la congrega Maria SS. del Rosario, adiacente al luogo di culto, alcuni stalli risalenti al 1693 e una tela del famoso artista Michele Ricciardi datata 1753. Restaurata anche l'antica torre campanaria, adiacente alla chiesta di S. Pietro Apostolo: un restauro che ha permesso la ricostruzione della precedente cupola demolita negli anni '30. La chiesa ricade nella parrocchia di San Pietro e dello Spirito facente parte dell'Unità Pastorale Valle dell'Irno.

Organo: l'antico organo risalente al 1937 è stato costruito da Luigi D'orsi & figlio di Solofra. Nel 2014 è stato restaurato dall'ARTE ORGANARIA del Maestro Alessandro Girotto di Postioma (TV), e inaugurato i primi di agosto durante le festività del paese.

Confraternita del SS. Nome di Dio del Rosario e dell'Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Congrega del SS Rosario e dell'Assunta, Fisciano

Nella parte alta di Fisciano a pochi passi dal Convento di San Giuseppe fu edificata nel XVIII secolo la Confraternita del SS Rosario.All'interno sono conservate numerose statue,fatte in gesso,esistenti fin dalla costruzione della congrega. Progettata probabilmente dalla scuola vanvitelliana, nacque con l'obiettivo di raccogliere i numerosi bisognosi che, in seguito alle vicende storiche, necessitavano di assistenza fisica. La Congregazione del SS Rosario si adoperò alla realizzazione di opifici che, non solo creavano lavoro, ma soddisfacevano le esigenze dei più poveri. La costruzione è a tre piani che dovrebbero rappresentare i tre regni dell'oltretomba: un piano interrato, che prima dell'editto di Saint-Claude, veniva utilizzato per la sepoltura; un piano terra dove si tenevano le assemblee della Confraternita e un piano superiore dove è collocato, in fondo ad una grande sala, l'altare con una pala di Angelo Michele Ricciardi.

Chiesa dello Spirito Santo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dello Spirito Santo è situata in piazza Vittorio Veneto a Fisciano, venera il culto della Madonna delle Grazie. La chiesa ricade nella parrocchia di San Pietro e dello Spirito facente parte dell'Unità Pastorale Valle dell'Irno.

Monastero di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Monastero di San Giuseppe, Fisciano

Il monastero di San Giuseppe, sede delle Carmelitane è situato in piazza San Giuseppe a Fisciano.

Chiesa della Madonna del Fieno e san Gabriele arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna del Fieno, Fisciano

La costruzione della chiesa della Madonna del Fieno e San Gabriele arcangelo, risale al XIV secolo, situata in via Cappella a Fisciano, attualmente è in stato di degrado ed abbandono.

Ex Convento di Santa Maria del Monte[modifica | modifica wikitesto]

Convento dei Padri Cappuccini, Fisciano

L'ex Convento di Santa Maria del Monte conosciuto come Convento dei Cappuccini, è situato nel capoluogo della città, è un edificio di forma quadrangolare, fu costruito alla fine del Cinquecento, a spese delle tre Università, nella località detta "Lo Tuoppolo".

Nel 1811 venne soppresso per poi essere riaperto nel 1817 per volere del vescovo di Salerno, monsignor Pinto, fino al 1873 quando fu chiuso di nuovo. Nel 1903 fu riammessa la comunità religiosa e nel 1955 venne costruito il secondo piano per ospitare lo studentato in teologia e filosofia. La chiesa del convento, ovvero, la chiesa della Santissima Trinità ospita una pala attribuita Francesco Curia. Attualmente versa in forte stato di degrado e abbandono.

Chiesa di San Martino Vescovo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Martino vescovo , i cui primi riferimenti storici risalgono al 1092, è situata in piazza Antonio Negri a Gaiano di Fisciano e venera il culto Sant'Antonio di Padova.

Chiesa di San Quirico Martire[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale chiesa di San Quirico posta nel nucleo storico di Bolano era originariamente una cappella dedicata a Santa Maria del Carmine con legati alla Congrega della Carità di Fisciano.

num pregio artistico vi è, le condizioni sono buone, è regolare lo stile della chiesa

Fu individuata quale sede parrocchiale in alternativa dell'antica Chiesa di S. Quirico posta fuori paese in località Rio Secco, ancora oggi indicato dai toponimi popolari con "area San Quirico". Chiesa antichissima, abbandonata perché spesso inutilizzabile per le inondazioni del vicino rio. Diroccatasi, allo stato attuale il sito è individuabile per la presenza di un immobile edilizio adibito a residenza. La proprietà alienata come si evince dalla descrizione dei beni della parrocchia nei documenti conservati:

Chiesa di San Quirico, Bolano

Il signor Mariano Michele fu Emanuele di Bolano — Fisciano - per cessione di una antica già demolita chiesa S. Quirico di Bolano - come da strumento per notar Carpentieri del 3 marzo 1895

Tornando all'edificio attuale non si sono trovate fonti in merito all'epoca della sua edificazione e della successiva trasformazione in sede parrocchiale nei pochi documenti conservati. I vecchi registri parrocchiali sono andati persi, presumibilmente, in una delle inondazioni della originaria sede posta in prossimità del Rio Secco.

L'impianto architettonico è a navata unica, con la parte finale dell'abside coperta con volta a botte sulla quale degli stucchi definiscono un sorta di cassettonato; La peculiarità planimetrica è data dal non essere perfettamente rettangolare e di avere i lati corti sghembi e paralleli al vicoletto su cui prospetta. La definizione dell'attuale presbiterio mediante un diversa copertura e la presenza dei due archi porterebbero a supporre che l'originario impianto potesse essere diverso, definendosi così una piccola cappella di campagna, posta lungo la stradina, ancora oggi visibile, che si diparte dalla strada statale e che attraversando Bolano proseguiva verso Lancusi e Penta. Solo successivamente potrebbe essere stata ampliata con il prolungamento della navata e la realizzazione del piccolo campanile. I contrafforti sulla facciata principale potrebbero essere stati realizzati a seguito dei danni provocati da un evento tellurico nei secoli scorsi.

Nel cantonale sud, posti a più di tre metri d'altezza, vi sono due fregi, realizzati in pietra tufacea, raffiguranti uno il Cristo crocifisso e l'altro San Sebastiano.

Queste le notizie tratte dalle poche fonti reperibili, le citazioni sono tratte dai documenti redatti dal parroco Vincenzo Negri fu Domenico per le Visite Pastorali. La più completa è quella stilata per il 2 luglio 1917. Attualmente la chiesa fa parte della parrocchia di San Martino e San Quirico.

Chiesa di San Martino di Tours[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di San Martino di Tours, di cui si hanno le prime notizie nel 1309, dedicata al culto di San Giovanni Battista, è situata in Piazza Regina Margherita a Lancusi di Fisciano. La chiesa fa parte della parrocchia di San Martino e San Quirico.

Santuario di San Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario di San Michele Arcangelo, situato nella frazione di Carpineto di Fisciano, è stato riaperto al culto il 5 maggio 2011, si venera il culto di San Michele Arcangelo ogni 29 settembre. Il santuario fa parte dell'Unità Pastorale Valle dell'Irno.

Le origini di questa chiesa rupestre vanno certamente collocate nei primi secoli della affermazione del cristianesimo in Campania; la grotta fu probabilmente utilizzata quale laura da parte di monaci di provenienza orientale. In questo ambito va collocata l'immagine più suggestiva dell'intero complesso rupestre: quella della Vergine col Bambino al centro dell'altare costruito nel livello inferiore della grotta. Una immagine che è presente nella iconografia bizantina come la Madonna Platytera.

Santuario di San Michele Arcangelo, Carpineto

Platytera tòn uranòn in greco antico vuol dire Più ampia dei cieli, e così nei primi secoli del cristianesimo veniva denominata Maria che aveva portato Dio nel suo seno ("Più vasto del cielo è il corpo che avvolge il Creatore", metafora presente in Cirillo di Alessandria, 431).

Il concilio di Calcedonia nel 451 sancì, insieme alla due nature di Cristo, il ruolo di Maria quale Theotokòs, ovvero Madre di Dio.

Sarebbe stato l'evangelista Luca, colui che più diffusamente parla dell'infanzia di Gesù, ad aver materialmente effettuato il primo ritratto della Madonna. Il rotolo tenuto nella mano del Bambino ci rimanda al passo del vangelo di Luca (4,16-21) dove Gesù lesse in una sinagoga la profezia del Profeta Isaia sulla venuta del Messia.

La grotta sacra di San Michele di mezzo in Fisciano ha visto, raccolti in preghiera, due grandi Santi della cristianità: Papa Gregorio VII e Alfonso Maria de' Liguori. La presenza di entrambi è ricordata con due affreschi collocati in posizione simmetrica rispetto all'altare della Madonna Platytera.

Sant'Alfonso è raffigurato, anziano vescovo, in posizione benedicente e l'affresco è completato da una scritta in latino che dice:

Ecco colui che veramente cercò e veramente trovò Dio

E come stella diana, come luna piena, come sole splendente

Così brillò nel tempio di Dio

Il beato Alfonso Maria de' Liguori

L'affresco è infatti datato 1824, mentre come sappiamo Alfonso fu proclamato santo nel 1839 da Papa Gregorio XVI. San Gregorio VII è raffigurato nel pieno della maestà e della fierezza dell'alto magistero. Anche questo affresco è completato da una scritta in latino che dice:

Ho amato la giustizia ed ho odiato l'iniquità

Perciò muoio in esilio

L'iscrizione su pietra che testimonia l'impronta dell'Arcangelo Michele sul luogo. È anch'essa in latino e dice:

Questa grotta, se non lo sai,

Una volta era quasi dell'inferno

Io scacciai i demoni

Nel mio nome la consacrai.

Lungo la strada che dalla provinciale conduce al Santuario, furono realizzate negli anni trenta del secolo scorso dal fiscianese Generale Ianniello, edicole campestri raffiguranti le dodici stazioni della Passione di Cristo. Fino agli anni sessanta/settanta erano apprezzabili le maioliche settecentesche che illustravano i vari momenti del percorso. La loro distruzione e/o asportazione ad opera di vandali indusse una benemerita associazione della zona a ripristinare le stazioni con nuove maioliche di fattura moderna. Le nuove icone furono benedette all'inizio degli anni novanta, in una partecipata cerimonia che unì l'anelito religioso con la consapevolezza del valore della memoria storica, dall'allora Pastore della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, Mons. Guerino Grimaldi. Padre Francesco, un roccioso frate cappuccino che per lunghi anni ha curato e difeso il sacro luogo. Scomparso Padre Francesco, per molto tempo il Santuario restò abbandonato, salvo una breve parentesi di utilizzazione da parte di alcuni padri saveriani che utilizzarono il complesso ed i boschi circostanti come luogo per soggiorno e campeggio di giovani. Ma da quando i saveriani non hanno più utilizzato il Santuario, l'abbandono più totale ha comportato un gravissimo deterioramento del complesso. Il crollo del tetto della chiesetta, insieme al furto delle suppellettili e finanche all'asportazione di un pregevole pavimento in ceramica, hanno fatto il resto.

Chiesa di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giovanni Battista, Carpineto

La chiesa di San Giovanni Battista e l'intero complesso che la circonda è situata in località Curteri a Carpineto di Fisciano, è ancora distrutta dal disastroso terremoto del 23 novembre 1980,che fece rimanere distrutte molte bellissime statue contenenti all'interno,e se ne salvarono solo due(oggi conservate nella nuova parrocchia). La chiesa fa parte della parrocchia di San Giovanni Battista e San Nicola di Bari facente parte dell'Unità Pastorale Valle dell'Irno.

Chiesa di San Nicola di Bari[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Nicola di Bari, Carpineto

La chiesa di San Nicola di Bari, situata in via San Nicola a Carpineto di Fisciano, fu riaperta al culto il 19 agosto del 2011, dopo il disastroso terremoto del 23 novembre 1980,dove si salvarono miracolosamente le statue di San Giovanni Battista e San Nicola,mentre le altre sono rimaste distrutte sotto le macerie. La chiesa fa parte della parrocchia di San Giovanni Battista e San Nicola di Bari facente parte dell'Unità Pastorale Valle dell'Irno.

Cappella di Santa Maria del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

La cappella di Santa Maria del Carmine, situata in via M.R. Galdieri a Carpineto di Fisciano è di proprietà privata.

Cappella di San Vito Martire[modifica | modifica wikitesto]

La cappella di San Vito Martire ha un impianto ad un'unica navata ed è situata in via Giacomo Brodolini nella frazione di Settefichi. La cappella fa parte della parrocchia di San Giovanni Battista e San Nicola di Bari di Carpineto facente parte dell'Unità Pastorale Valle dell'Irno.

Chiesa di Sant'Andrea Apostolo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant'Andrea Apostolo, Villa

La Chiesa di Sant'Andrea Apostolo è situata in piazza Macchiarelli a Villa di Fisciano. Nel 966 la località è indicata in un contratto di fitto di una terra arborata in un luogo avente tra i confini un «ballone in sanctum andrea de eodem locum Rota», ubicazione che corrisponde all'attuale frazione di Villa. La Chiesa di S. Andrea Apostolo, risulta agli atti una testimonianza antichissima risalente al I sec. d.c. Presenta uno schema ad unica navata, sul cui fondo è disposto l'altare maggiore, elemento catalizzatore che divide lo spazio interno dell'aula liturgica con la retrostante sacrestia. La copertura è in capriate metalliche per la navata, ricostruite nell'intervento post sisma degli anni '80, e a volta a botte per il presbiterio e sagrestia. Immagine focale e fondale dell'aula è una tela rappresentante la Vergine Immacolata, inquadrata da cornici in gesso, lesene e timpano a conclusione. La chiesa ricade nella parrocchia di Sant'Andrea e San Lorenzo facente parte dell'Unità Pastorale Valle dell'Irno.

Chiesa di San Lorenzo Martire[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa situata a Pizzolano, è intitolata a San Lorenzo e le prime notizie pervenute sul sito della chiesa sono relative al IX secolo e sono ricordate in un documento dell'801: "Un certo Landulo vende una terra arbostata ” … in loco Pozzolanu ubi pragellum dicitur”.

Chiesa di San Lorenzo Martire, Pizzolano

Della chiesa si conosce la prima notizia solo nel 1309: San Lorenzo “de Puzulano” con il Rettore Matteo ‘De Lanzano'. La sua rettoria, resa vacante per la morte di Benedetto di Boccalaporta, da Eboli, è canonicamente provvista il 18 agosto 1447, dall'arcivescovo Barnaba De Ursinibus, nella persona del Chierico Antonio Russo da Napoli, suo nipote. La relazione di "S.Visita" del Cardinal Fregoso la classifica tra le parrocchie dell'Arcipretura di San Severino, “super strata”, ed osserva che in essa non si conservano l'Eucarestia e gli Oli Santi perché “in loco solitario sita est” . (G.Crisci – A. Campana, 1962, Salerno Sacra – Ricerche Storiche – edizione della Curia Arcivescovile di Salerno).

Diviene a tutti gli effetti una chiesa parrocchiale nel secolo XVI poiché è ricordata nel 1517: Chiesa di San Lorenzo de Presolano (Dall'Arch. Dioc. Bollari cart. II). La struttura del manufatto risale al XIV secolo e consisteva in una cappella votiva del convento dei Barbuti allora esistente. La chiesa fu ricostruita nel XV secolo secondo la forma e le dimensioni attuali, la partitura decorativa a cornici e lesene risale al secolo XVI, mentre il maggiore arricchimento ornamentale avviene nel XVII secolo, con l'aggiunta di nuove cornici, capitelli, altari laterali e gruppi di cherubini sulle arcate laterali e sulla parete absidale. La chiesa ricade nella parrocchia di Sant'Andrea e San Lorenzo facente parte dell'Unità Pastorale Valle dell'Irno.

Cappella della Santissima Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

La cappella della Santissima Annunziata è situata in via San Lorenzo a Pizzolano e ricade nella parrocchia di Sant'Andrea e San Lorenzo facente parte dell'Unità Pastorale Valle dell'Irno.

Chiesa di San Bartolomeo Apostolo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, Penta

La Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, situata in piazza Parroco Giuseppe Ricciardi a Penta fu riaperta al culto il 5 agosto del 2000, dopo il disastroso terremoto del 23 novembre 1980. Successivamente, l'11 aprile 2014 è stato inaugurato il restauro dell'organo datato 1745,L'importante intervento di restauro e ricostruzione eseguito dall'Arte Organaria del Maestro Alessandro Girotto di Postioma (TV) è stato benedetto da S. Ecc. Mons. Luigi Moretti, Vescovo di Salerno. L'organo, composto da 800 canne, arrecante la scritta “Tomas De Martino Neapolitanis Regia Cappella S.M. Organarius fecit A.D. MDCCXLV” è di grandissima valenza artistica, costruito in legno di pioppo e castagno presenta intagli e fregi meccati tipicamente barocchi e costituisce un unicum che concorre, insieme al fastoso arredo dell'interno, a sottolineare la grande importanza dell'Abbazia Verginiana nel territorio della Valle dell'Irno. La chiesa ricade nella parrocchia di San Bartolomeo Apostolo, Santa Maria delle Grazie e Santa Lucia facente parte dell'Unità Pastorale Valle dell'Irno.

Congrega di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La congrega di San Rocco risalente al XVIII secolo, per molti anni adibita ad officina meccanica è situata in via Lavinaio a Penta di Fisciano. È parte integrante della Chiesa di San Bartolomeo Apostolo e ricade nella parrocchia di San Bartolomeo Apostolo, Santa Maria delle Grazie e Santa Lucia facente parte dell'Unità Pastorale Valle dell'Irno.

Ex Convento Santa Cecilia[modifica | modifica wikitesto]

L'ex convento di Santa Cecilia, è situato in piazza Vittorio Emanuele a Penta, è attualmente sede di alcuni uffici dell'Università degli Studi di Salerno.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Maria delle Grazie, dedicata al culto di Sant'Anna e San Gioacchino, è situata in piazza Sant'Anna a Penta. La chiesa ricade nella parrocchia di San Bartolomeo Apostolo, Santa Maria delle Grazie e Santa Lucia facente parte dell'Unità Pastorale Valle dell'Irno.

Chiesa dell'Immacolata Concezione[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dell'Immacolata Concezione, situata in Piazza Vittorio Emanuele a Penta, venne chiusa l'8 agosto del 2000, quando l'allora Arcivescovo di Salerno, Mons. Gerardo Pierro, inaugurò, dopo un meticoloso restauro, l'antico tempio di San Bartolomeo Apostolo, dove dimora il simulacro di San Rocco, Patrono di Penta, la cui statua venne benedetta da Papa Giovanni Paolo II il 5 maggio del 1999. Attualmente è sede dell'oratorio parrocchiale.

Chiesa di Santa Maria Porta Coeli[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria Porta Coeli, Penta

La chiesa di Santa Maria Porta del Cielo, ha un impianto ad un'unica navata ed è situata in via Gaetano Scippa, presso lo Stadio Comunale "Pasquale Vittoria" a Penta. Ricade nella parrocchia di San Bartolomeo Apostolo, Santa Maria delle Grazie e Santa Lucia facente parte dell'Unità Pastorale Valle dell'Irno.

Ex Monastero di Sant'Andrea Apostolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1140 i Padri Verginiani presero possesso del monastero dedicato a Sant'Andrea, fondato probabilmente dallo stesso Patriarca dei Verginiani, San Guglielmo da Vercelli. La presenza dei Verginiani influì molto sulla coltivazione di erbe medicinali e sulla costruzione di opifici. Tanto più che nel XIV secolo Penta divenne uno dei centri più importanti della Congregazione. Attualmente il complesso è di proprietà privata e in parte è stato restaurato e adibito a residenza privata e in parte è dismesso.

Chiesa della Madonna del Soccorso[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Madonna del Soccorso, Soccorso

La chiesa della Madonna del Soccorso è situata nella frazione Soccorso di Fisciano, in via dell'Irpinia e fa parte dell'Unità Pastorale Valle dell'Irno.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo De Falco[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo De Falco, situato nel centro storico del capoluogo, è un esempio di maestria architettonica e pittorica.

Palazzo De Falco, Fisciano

Obelisco di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Monumento del 1736, spostato dalla sua antica locazione nel 1886 in piazza Vittorio Emanuele, è dedicato al Santo Patrono di Penta.

Palazzo Barra[modifica | modifica wikitesto]

Situato in piazza Regina Margherita a Lancusi, fu la sede della prima pistola automatica brevettata da Venditti nel 1800.

Palazzo Negri[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Negri è situato nella frazione di Gaiano. Il cavalier Luigi edificò la residenza estiva della famiglia a Gaiano, nel 1831, nell'antico palazzo ancora in cima al villaggio: il figlio Antonio Negri fu sindaco di Fisciano per molti anni e si adoperò per il benessere del paese portando a sue spese l'acqua anche a Gaiano e donando un secondo palazzo Negri, a Fisciano, al Comune, attuale sede del Municipio. La piazza principale di Gaiano è stata a lui dedicata. Il barone Antonio, omonimo del padre e del nonno, pur avendo ricoperto ruoli significativi nel mondo del cinema al tempo della "Dolce Vita", non dimenticò la terra di famiglia e contribuì alla trasformazione dei fondi dagli antichi vigneti alle attuali coltivazioni di nocciolo. La riconversione del terreno e la prima meccanizzazione della raccolta qualificarono territorio e manodopera. Nel 1995 la figlia Monica, unica erede delle proprietà Negri, alla scomparsa del padre, decise di ristrutturare, con amore e cura dei particolari, l'antica casa colonica, “La Corte”, che domina la tenuta, trasformandola in un agriturismo di charme intitolato al padre, in Sua memoria.

Palazzo Galdieri, Carpineto

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico di Penta[modifica | modifica wikitesto]

Penta è di sicuro la frazione più antica del Comune. Il suo nome deriva dal numero greco penta, che appunto vuol dire cinque, inteso come accessi da cui si poteva entrare nell'antica città. In epoca romana è stata un avamposto militare per tutta la Valle dell'Irno, e la sua importanza strategica fu sfruttata anche nel Medio Evo dai principi Sanseverino.

Orfanotrofio "Giulio Risi"[modifica | modifica wikitesto]

Orfanotrofio "Giulio Risi", Fisciano

L'orfanotrofio "Giulio Risi" risale al XVII secolo, è situato in piazza Vittorio Veneto a Fisciano. L'edificio è un dono dell'esimia Ermelinda Risi-Colesanti, Terziaria francescana, l'istituzione dell'orfanotrofio è retta dalle suore di San Giuseppe di Chambery.

Obelisco di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Monumento del 1736, spostato dalla sua antica locazione nel 1886 in piazza Vittorio Emanuele, è dedicato al Santo Patrono di Penta.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Frassineto[modifica | modifica wikitesto]

Frassineto, Gaiano

L'area naturalistica "Frassineto" si estende su una superficie di 81,25 ettari, è ricoperta interamente da bosco ceduo avviato ad alto fusto, deve la sua denominazione al frassino, largamente presente. Essa è ubicata per la maggior parte nel territorio di Calvanico (circa (77,1 ettari) e per la restante parte nel territorio di Fisciano (circa 4,15 ettari). Dista circa 15 km da Salerno ed è situata ad un'altitudine media di 650 metri nella fascia di territorio tra le zone boscate dette ‘Acqua dei faggi' e ‘Costa della traversa', sulla pendice occidentale dei Monti Picentini. È percorsa da quattro sentieri (F1-F2-F3-F4) e al suo interno sono presenti spazi attrezzati ed aree per la sosta e punti di osservazione della natura, con tavoli e panche in legno. In prossimità dell'ingresso all'Area è stata costruita una casetta in pietra in stile tradizionale, all'interno della quale, dal 1997 è stato completato l'allestimento di un piccolo museo della civiltà silvo-pastorale. Periodicamente, sempre all'insegna del rispetto per l'ambiente, nell'Area si attuano iniziative di vario genere che coinvolgono cittadini e scolaresche quali: escursioni, visite guidate, manifestazioni a sfondo ecologico, didattiche, folcloristiche e sportive. Diverse sono poi le attività che è possibile svolgere all'interno dell'Area: trekking, fotografia naturalistica, studi naturalistici, footing, cicloturismo, birdwatching. Il circolo Legambiente “Valle dell'Irno” con la collaborazione dei suoi volontari, organizza costantemente, sin dal 1990, visite guidate per gruppi organizzati e per scolaresche, all'area naturalistica, al museo silvo-pastorale allestito nell'area e lungo i sentieri didattici dove vengono illustrati i contenuti di tutte le schede e tabelle istruttive presenti. L'ingresso all'area è libero. Per informazioni e prenotazioni consultare il sito web dell'associazione.

Parco regionale Monti Picentini[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Fisciano, rientra nel Parco regionale Monti Picentini.

Festa di San Vincenzo Ferreri[modifica | modifica wikitesto]

Ogni agosto a Fisciano si svolge la festa di San Vincenzo Ferreri.Durante la festa si porta in processione la statua bronzea del santo Domenicano per le vie del paese,statua risalente al 1600.È considerata la festa più bella della Valle dell'Irno.Per gli abitanti di Fisciano è un momento di pace, serenità,gioia,amore,generosità,amore.A sera si sparano dei fuochi pirotecnici, che si sentono sia nel capoluogo,sia nei vicini comuni e nelle frazioni. Il giorno dopo si celebra una messa di ringraziamento.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

La significativa evoluzione demografica degli ultimi 10 anni, essendo sede della Università degli studi di Salerno, è dovuta all'indotto generato dalla presenza delle migliaia di studenti, provenienti anche da regioni limitrofe, che spesso prendono dimora nel territorio comunale.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2016 a Fisciano risultano residenti 621 cittadini stranieri.[5]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

In tutto il territorio fiscianese si parla la lingua italiana e il dialetto salernitano.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Cattolica[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico[6]; il comune appartiene all'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno e fa parte della forania di Baronissi - Pellezzano - Fisciano - Calvanico.

Presso l'Università degli studi di Salerno è presente la Cappella evangelica CCEVAS[7].

Qualità della vita e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune ha ricevuto nel 2010 l'ambito "Premio Riciclone" che viene attribuito a tutti i Comuni che conducono una virtuosa gestione della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Nella speciale classifica stilata da Legambiente, Fisciano si è posizionato al primo posto come miglior Comune Riciclone nella Provincia di Salerno grazie al raggiungimento del 68,47% di raccolta differenziata, nei suoi molteplici aspetti, facendo registrare il miglior indice di gestione. Tra gli altri conferimenti è stato anche attribuito il riconoscimento come primo miglior Comune Riciclone, in assoluto, per la raccolta raee (apparecchiature elettriche ed elettroniche); e ancora il posizionamento come terzo miglior Comune Riciclone in tutto il Sud Italia.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Istituto Comprensivo "Rubino Nicodemi", Fisciano

La città di Fisciano dispone di numerosi istituti scolastici, pubblici e privati, dislocati su tutto il territorio comunale. Le scuole materne e primarie si trovano in quasi tutte le frazione del comune e in qualche contrada minore come Canfora e Soccorso, mentre le scuole secondarie di I grado si trovano nel capoluogo e a Lancusi. Dal 2010 è stato istituito un Istituto Paritario, con sede nel capoluogo, attivo con due indirizzi (Liceo Scientifico e Istituto Tecnico Commerciale).

In breve:

Obelisco di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Monumento del 1736, spostato dalla sua antica locazione nel 1886 in piazza Vittorio Emanuele, è dedicato al Santo Patrono di Penta.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Gran Concerto Bandistico città di Fisciano[modifica | modifica wikitesto]

L'Orchestra di fiati città di Fisciano nasce nel 1984 da un'idea del dott. Gaetano Sessa e dal prof. Antonio Esposito con la denominazione di "Gran Concerto Bandistico città di Fisciano", negli anni successivi si aggiunge all'organizzazione il prof. Angelo De Carluccio. Negli anni il Gran concerto Bandistico ha riscosso molti successi, simboli ormai di una tradizione giunta oltre il 30º anno di età, avvalendosi di rinomati maestri quali: Antonio Esposito, Vincenzo Calabrese, Susanna Pescetti, Vincenzo Cammarano, Leonardo Quadrini, Anna Ciaccia, Mario Ciervo, Pino Natale, Fiorangelo Orsini, Vincenzo Cammarano.

Gran Concerto Bandistico Lirico "Città di Fisciano"

Gruppi musicali[modifica | modifica wikitesto]

A Fisciano sono nati negli ultimi anni gruppi musicali di genere popolare, rilevanti in tutta la zona della Valle dell'Irno, come Terraemares e A Voce d'o Popolo.

Persone legate a Fisciano[modifica | modifica wikitesto]

Sono numerose le personalità che nel corso dei secoli, hanno vissuto o hanno operato significativamente ed hanno stabilito dei saldi rapporti con la città, tra questi ricordiamo:

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

In base allo statuto comunale di Fisciano le frazioni sono 11:

Bolano[modifica | modifica wikitesto]

Situata a sud-ovest dal capoluogo Fisciano, da cui dista 2,30 chilometri, confina a nord con Lancusi e a sud con il comune di Baronissi. Collocato a 195 m s.l.m., conta circa 500 abitanti. I santi patroni della frazione sono San Quirico e la Madonna Addolorata.

Canfora[modifica | modifica wikitesto]

Situata a nord dal capoluogo Fisciano, da cui dista 3,13 chilometri, confina a sud con Nocelleto, a est con Pizzolano, a nord con Soccorso e il comune di Montoro e ovest con il comune di Mercato San Severino.

La frazione coincide quasi del tutto con la Zona Industriale di Fisciano ed è costituita dalle località: via Cervito, via Mandrizzo e via Prignano.

A Canfora è presente la scuola primaria facente parti dell'Istituto Comprensivo "Rubino Nicodemi" di Fisciano.

Carpineto[modifica | modifica wikitesto]

Vista panoramica di Carpineto, anno 2013

Situata a nord-est dal capoluogo Fisciano, da cui dista 1,12 chilometri, confina a sud con Settefichi e a nord con Villa. Collocata a 370 m s.l.m., conta circa 450 abitanti, essa si divide in due borgate, Carpineto Superiore e Carpineto Inferiore con due chiese ben distinte, quella di San Giovanni Battista e quella di San Nicola di Bari, oggi riunite in un'unica parrocchia.

I santi patroni della frazione sono San Giovanni Battista (di cui si venera il martirio) e San Nicola di Bari.

A est della frazione sorge il Santuario di San Michele Arcangelo (detto Santuario di San Michele di Mezzo per distinguerlo dal Santuario di San Michele di Cima situato a Calvanico).

Etimologicamente il nome della frazione, deriverebbe da "Carpinus", un albero appartenente alla famiglia delle betullacee, molto presente in zona. La sua essenza veniva infatti utilizzata dagli abitanti per la produzione giochi, tini e carretti.

Le località più popolose sono via Tuoro e via Curteri, situate a sud-est della frazione. Nella metà del mese di agosto si svolgeva con successo, fino agli anni '80 del XX secolo, la Sagra degli spaghetti con la nocciola.

Gaiano[modifica | modifica wikitesto]

Vista panoramica di Gaiano, anno 2013

Situata a sud-est dal capoluogo Fisciano, da cui dista 2,46 chilometri, confina a ovest con Penta, a sud con il comune di Castiglione del Genovesi e a est con il comune di Giffoni Sei Casali. Collocata a 426 m s.l.m., è costituita da varie località, come via Mandani e via Teggiano. Il santo patrono della frazione è Sant'Antonio di Padova.

Conta circa 1000 abitanti, insiste sopra un pianoro situato nella parte più alta del territorio comunale, alle falde dei monti Mai (m. 827), in una posizione dalla quale si domina tutta la valle del Sarno.

Originariamente Gajano, il toponimo sembrerebbe derivare dal prediale romano della nobile famiglia Gaia. L'impianto del paese è ancora medievale ed il primo documento che la menziona è del 1092, un atto di vendita del presbitero Maghenolfo "de loco gaiano".

Risale invece al 1309 il titolo di ecclesia "S. Martini de Gaiano". Sul monte Bastiglia sono ancora visibili i resti di una fortificazione, a tre cinte murarie: forse una Chiesa-Fortezza, che protesse la fuga di Papa Urbano VI verso Castiglione del Genovesi nel 1380.

Lancusi[modifica | modifica wikitesto]

Situata a sud-ovest dal capoluogo Fisciano, da cui dista 2,04 chilometri, confina a sud con Bolano, a est con Penta, a nord con Nocelleto e il comune di Mercato San Severino. Collocata a 232 m s.l.m., è costituita da varie località, come via Macchione e via Pozzillo, che fanno di Lancusi la frazione più popolosa del comune con circa 4.000 abitanti. Il santo patrono della frazione è San Giovanni Battista.

Nocelleto[modifica | modifica wikitesto]

Situata a ovest dal capoluogo Fisciano, da cui dista 3,27 chilometri, confina a nord con Canfora, a sud con Lancusi e a ovest con il comune di Mercato San Severino. Collocata a 146 m s.l.m., è costituita dalla località via Faraldo, il santo patrono è Santo Stefano.

Penta[modifica | modifica wikitesto]

Situata a sud dal capoluogo Fisciano, da cui dista 1,85 chilometri, confina a est con Gaiano, a sud-ovest con Lancusi e a sud con il comune di Baronissi. Collocata a 260 m s.l.m., è costituita da varie località, come via Fusani, via Mariscoli e via Migliano.

Pizzolano[modifica | modifica wikitesto]

Situata a nord dal capoluogo Fisciano, da cui dista 1,77 chilometri, confina a nord-est con Villa, a nord-ovest con Canfora e a sud-ovest con la località Macchione. Collocata a 250 m s.l.m., conta circa 793 abitanti.

Settefichi[modifica | modifica wikitesto]

In origine Settefico, è situata a est dal capoluogo Fisciano, da cui dista 0,96 chilometri, confina a nord con Carpineto e a est con il comune di Calvanico. È collocata a 342 m s.l.m., lungo il suo perimetro è presente la Cappella di San Vito Martire, che è il santo patrono della frazione.

Soccorso[modifica | modifica wikitesto]

Situata a nord dal capoluogo Fisciano, da cui dista 3,68 chilometri, confina a sud con Canfora, a ovest con il comune di Mercato San Severino e a nord con il comune di Montoro. Collocata a 195 m s.l.m.. La chiesa della frazione è dedicata alla santa patrona, da cui ne deriverebbe il nome, Beata Vergine Maria del Soccorso.

Villa[modifica | modifica wikitesto]

Vista panoramica di Villa

Situata a nord-est dal capoluogo Fisciano, da cui dista 1,86 chilometri, confina a sud-est con Carpineto e a nord-ovest con Pizzolano. Collocata a 400 m s.l.m., insieme alle località Vignadonica e Popa, conta circa 600 abitanti. Il santo patrono della frazione è Sant'Andrea Apostolo.

La struttura del borgo è rimasta inalterata, con cavalcavia e scorci panoramici spettacolari, resti di mura romane, tanto più che Villa, ossia "città" è toponimo romano assai diffuso.

Le antiche abitazioni conservano ancora materiale di epoca romana e sono ben conservate con chiesette e ampi giardini, residenze signorili del '500, tra cui Villa Macchiarelli.

La frazione domina la Vignadonica, che era la terra del signore, i Barbuti (ove erano stanziati i soldati), la Sala (organizzazione amministrativa longobarda) e Curti e Curteri (ove risiedevano gli addetti alla corte del signore).

I suoi cestai ed i suoi mastellai erano rinomati in tutto lo Stato dei Sanseverino, mentre la sua antichissima chiesa di Sant'Andrea è menzionata in un contratto del 966.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fisciano è un comune agricolo pastorale, che negli anni scorsi ha conosciuto un importante commercio e sviluppo grazie alla lavorazione del rame. Tuttavia la lavorazione del rame è cessata agli inizi degli anni '80. Nel corso dell'ultimo decennio sono sorti numerosi impianti industriali ad opera di importanti gruppi nel settore metalmeccanico, del vetro e della plastica.[senza fonte] Ha sede nel comune la Banca di Credito Cooperativo di Fisciano, nata nel 1980.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato dall'autostrada A30 Caserta-Salerno e dal Raccordo autostradale 2 Salerno-Avellino.

Il Raccordo autostradale 2 Salerno-Avellino presenta 3 uscite nel territorio comunale:

  • Uscita Lancusi - Baronissi Nord: situata al confine tra i comuni di Fisciano e Baronissi, è comoda per raggiungere il Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria "Scuola Medica Salernitana" dell'Università degli Studi di Salerno, oltre che, i centri urbani delle frazioni Lancusi, Bolano, Penta e Gaiano.
  • Uscita Università (solo da e per Salerno): aperta nell'anno 2007 per decongestionare il traffico dei pendolari provenienti dalla zona sud della regione diretti al campus dell'Università degli Studi di Salerno. Comoda anche per raggiungere la frazione Penta e lo Stadio Comunale "Pasquale Vittoria", oltre che il centro del comune capoluogo.
  • Uscita Fisciano: consigliata per raggiungere il campus dell'Università degli Studi di Salerno, il centro urbano del comune capoluogo, la zona industriale di Fisciano ed i centri urbani delle frazioni Pizzolano, Canfora, Soccorso, Carpineto, Villa e Settefichi.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Provinciale 24/a via Giovanni Paolo II-Fisciano-Calvanico-bivio Gaiano.
  • Strada Provinciale 24/b Bivio Gaiano-Castiglione del Genovesi-S.Cipriano Picentino.
  • Strada Provinciale 24 dir. Innesto SP 24/a (Fisciano)-Innesto SP 23 (ex consortile).
  • Strada Provinciale 91 Innesto SS 88-Penta-Fisciano.
  • Strada Provinciale 191 Lancusi-Stazione di Fisciano-Innesto SS 88.
  • Strada Provinciale 219 Baronissi-Penta-Gaiano.
  • Strada Provinciale 254 Innesto SP 24-Campola-Carpineto-Settefichi.
  • Strada Provinciale 310 Innesto SP 254 Carpineto-Santuario S.Michele.
  • Strada Provinciale 450 Uscita Fisciano-Università.
  • Strada Provinciale 451 Raccordo SA-AV-uscita Università-Innesto SP 91.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione di Fisciano, è situata nella frazione Lancusi. Raggiungibile con mezzi pubblici (autobus), è dislocata a ridosso della Strada statale 88 dei Due Principati. Fa parte della linea ferroviaria Salerno-Mercato San Severino.

Stazione ferroviaria di Fisciano

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Irno - Solofrana e dell'Unione dei Comuni dell'Irno. Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Fisciano possiede attualmente una squadra di calcio, denominata "ASD Comunale Fisciano".

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Il principale impianto sportivo presente sul territorio di Fisciano è lo Stadio Comunale "Pasquale Vittoria", situato a Penta in via Gaetano Scippa. Altri impianti sportivi sono il Campo Sportivo "San Quirico" a Bolano in via Siniscalchi, il Campetto di Calcio e il Bocciofilo in via Adamo Fortunato a Penta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Giustiniani, Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, Napoli, 1797 - 1805 (ristampa anastatica, Bologna, 1969), ad vocem
  • E. Galdieri, I paesi salernitani di origine greco-jonica, Roma, 1942
  • G. Celentano, Piccole cronache di borghi salernitani, Roma, s.d. [1958]
  • G. Crisci - A. Campagna, Salerno Sacra (Ricerche storiche), Salerno, 1962
  • M. Sessa, Fisciano im sintesi. Storia di un comune del Mezzogiorno d'Italia, Fisciano, 1983
  • G. Noia (a cura di), I Penta in Festa, Fisciano, 1985
  • G. Noia - M. Del Regmo, Carpineto. I Sagra della Nocciola, Carpineto-Fisciano. 1985
  • M. Del Regno - G. Noia, Penta: immagini di un paese del Salernitano, Fisciano, 1986
  • M. Del Regno - G. Noia, Penta: immagini di un paese del Salernitano, Fisciano, 1987 (2ª ed.)
  • M. Sessa, Lancusi. Dalla Baronia del XVI secolo ai giorni nostri, Fisciano, 1987
  • G. Noia (a cura di), San M'chel 'e mienz (Incontro-studio), Fisciano. 1988
  • G. Amelio, Fisciano e dintorni, Cava de' Tirreni, 1994
  • G. Negri, Penta. Le origini, Fisciano, 1995
  • --- La Campania paese per paese, Firenze, 1996, ad vocem
  • A. Maiellaro- M. Sessa- A. Figliolia (a cura di), Itinerario storico-religioso nella Valle dell'Irno, Mercato S.Severino, 2000
  • G. Crisci, Salerno Sacra (Ricerche storiche), voll. II - III, Penta-Fisciano, 2001 (2ª ed.)
  • A. Pisano - G. Villari (a cura di), Nel territorio della Zona Irno c'è. Guida breve per coloro che desiderano godere il "rurale", Calvanico, 2001
  • G. Negri, S. Rocco. Culto, riti e tradizioni a Penta e nella Valle dell'Irno, Lancusi-Fisciano, 2002
  • P, Trotta, Storia delle confraternite della Diocesi di Salerno, Lancusi-Fisciano, 2002
  • G. Noia (a cura di), San Michele di Basso: un Santuario da recuperare (Atti del Convegno " I tesori della Valle" - 1997), Fisciano, 2004
  • P. Trotta, Chiese e pittura sacra della Valle dell'Irno e dell'Alto Sarno, Sarno, 2005
  • V. D'Alessio, Il culto di San Michele Arcangelo. Santuari tra Salerno e Avellino, Montoro Inferiore, 2006
  • B. Trotta (a cura di), L'Archivio storico del Comune di Fisciano (1810 - 1947). Inventario, Salerno, 2008

    Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

    Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

    Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

    Controllo di autorità VIAF: (EN245385905
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