Scala (Italia)

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Scala
comune
Scala – Stemma
Scala – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Luigi Mansi (lista civica Scala che cambia) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 40°39′20″N 14°36′30″E / 40.655556°N 14.608333°E40.655556; 14.608333 (Scala)Coordinate: 40°39′20″N 14°36′30″E / 40.655556°N 14.608333°E40.655556; 14.608333 (Scala)
Altitudine 360 m s.l.m.
Superficie 13,86 km²
Abitanti 1 541[1] (31-12-2010)
Densità 111,18 ab./km²
Frazioni Campidoglio, Minuta, Pontone, San Pietro, Santa Caterina
Comuni confinanti Agerola (NA), Amalfi, Atrani, Gragnano (NA), Pimonte (NA), Ravello
Altre informazioni
Cod. postale 84010
Prefisso 089
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065138
Cod. catastale I486
Targa SA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti scalesi
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Scala
Scala
Posizione del comune di Scala all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Scala all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale
Piazza principale di Scala (con il palazzo comunale a sinistra)
Il Duomo di San Lorenzo

Scala è un comune italiano di 1.551 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Rientra nel territorio della Costiera Amalfitana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un'altura posta a circa 400 metri sul mare è il roccioso sito su cui fu edificata, con chiaro intento strategico, la cittadina di Scala. Secondo un'antica cronaca essa sarebbe stata fondata nel IV secolo da naufraghi romani diretti verso Costantinopoli. La notizia non è tuttavia storicamente dimostrata.

Certa è invece la funzione che i contrapposti altopiani di Scala e Ravello ebbero nel Medioevo: essi furono infatti i principali baluardi fortificati del territorio amalfitano. Venne distrutta nel IX secolo e fu interamente ricostruita e fortificata dai Pisani, passando così a un periodo di grande prosperità concomitante con lo splendore di Amalfi[2].

Un antico documento di Carlo D'Angiò rende nota l'esistenza di due castelli nel territorio scalese: il primo, del quale restano tracce su una vetta ad oltre 1000 metri di altezza, era denominato castrum Scalae Maioris, e l'altro, i cui resti sono ancora visibili nella frazione chiamata Pontone, era detto castrum Scalellae.

Nel 987 la città divenne sede vescovile. La notizia, però, non ha trovato accoglimento nella storiografia più recente sull'argomento. La comparsa del nome di Scala, tra le sedi suffraganee della Metropolia di Amalfi, istituita nel 987, è da attribuire all’interpolazione del testo della Cronaca dei Vescovi di Amalfi da parte dell’erudito scalese Giovan Battista D’Afflitto, collaboratore dell’Ughelli per la provincia ecclesiastica amalfitana. Nel testo che il D’Afflitto inviò all’Ughelli era addirittura specificato che il vescovo di Scala era immune dal pagamento del cattedratico. Non è da escludere, infine, che tra le cause dell’interpolazione, ci sia stata la volontà di rendere più antica la diocesi di Scala rispetto a quella dirimpettaia di Ravello, eretta nel 1086, e soggetta direttamente alla Santa Sede dall'ottobre 1090. È più probabile che la diocesi di Scala sia nata verso la fine dell’XI secolo, per volere dell’aristocrazia amalfitana o dell’Arcivescovo della città, come risposta all’elevazione di Ravello a sede episcopale, anche se il primo vescovo documentato è un certo Alessandro, nel 1118. Quando però, l'autonomia del ducato amalfitano volse fatalmente al tramonto, l'imponente fortificazione di Scala non poté evitare una serie di devastazioni: il saccheggio e l'incendio da parte del normanno Roberto il Guiscardo nel 1073; la feroce distruzione inflitta dai Pisani circa sessanta anni più tardi; l'irruzione delle armate di Ottone di Brunswick nel 1210 e quella attuata dai ribelli dei Vespri.

Scala però non si distinse soltanto in episodi bellici, ma prendendo parte attiva alle vicende della repubblica marinara si rese protagonista anche nel commercio e nell'artigianato.

Gli scalesi avevano stabilito sin dall'XI secolo a Napoli una vera e propria colonia commerciale con una chiesa ubicata nei pressi di Porta Nolana.

Il 31 luglio 1603 la diocesi di Scala fu unita aeque principaliter alla diocesi di Ravello e il 27 giugno 1818 entrambe le diocesi furono soppresse.

Dal 1806 al 1860 è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia, è stato capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Salerno.

Struttura e monumenti[modifica | modifica wikitesto]

La struttura del paese, tipicamente medievale, è a borghi decentrati; in senso nord/sud: S.Caterina, Campoleone, Campidoglio, Scala, Minuta e Pontone. Presso Santa Caterina si può osservare la porta urbana e le cappelle di San Paolo e Santa Maria della Porta oltre all'omonima chiesa di Santa Caterina realizzata in materiali di spoglio e avente pianta tipica a tre navate; a Campoleone vi si può trovare la chiesa di San Pietro che conserva fattezze di gusto angioino; presso Campidoglio è sita la chiesa di San Giovanni Battista dell'Acqua con il caratteristico campanile in stile moresco; nel nucleo di Scala vi si trova il duomo, che, pur trasformato in età barocca, ha conservato la cripta medievale, il sepolcro angioino di Marinella Rufolo, una preziosa mitra vescovile del XIII secolo ed una deposizione ligmea medioevale policroma,tra le più importanti ed integre conservate in Italia dello stesso periodo; a Minuta la chiesa romanica dell'Annunziata ripropone spunti paleocristiani; presso Pontone sono situate le varie chiese di San Filippo Neri, San Giovanni Battista e Santa Maria del Carmine. Vari sono anche gli edifici civili che offrono interessanti spunti per la conoscenza dell'architettura medievale in Costiera Amalfitana come la casa della nobile famiglia Sasso (di cui il maggiore esponente della famiglia fu Fra Gerardo Sasso, fondatore dell'ordine degli Ospedalieri) o quella dei Mansi-D'Amelio, Bonito e Campanile.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza principale di Scala: il Duomo intitolato a San Lorenzo, patrono della città, ed il palazzo vescovile, con il suo maiolicato
  • Frazione di Minuta: la chiesa di San Maria Annunziata fondata nel IX secolo
  • Frazione di Pontone: la chiesa di San Giovanni ed i resti della Basilica di Sant'Eustachio.

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Festa dell'Annunziata patrona di Minuta[modifica | modifica wikitesto]

25 marzo.

Festa di S. Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

1º maggio. Nel pomeriggio la statua, conservata in cripta, viene portata in processione per le vie del paese. Dopo si può assistere ai fuochi pirotecnici.

Festa di S. Giovanni patrono di Pontone[modifica | modifica wikitesto]

24 giugno. A sera la statua viene portata, accompagnata dalla banda, lungo via Noce e via Rotabile per Pontone, per poi fermarsi nel piazzale dove vengono sparati i fuochi e rientrare. Al termine la banda esegue uno scelto programma musicale.

Festa di S. Pietro patrono dell'omonima frazione (detta anche Campoleone)[modifica | modifica wikitesto]

29 giugno. Nel pomeriggio la piccola statua viene portata in processione per le vie della frazione e dopo viene celebrata la Messa.

Festa della Madonna del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

16 luglio, Pontone. Nel pomeriggio la statua viene portata in processione per le vie della frazione e viene celebrata la Messa sul sagrato. Dopo vengono sparati i fuochi e la statua rientra. Al termine c'è uno spettacolo musicale.

Festa di S. Alfonso[modifica | modifica wikitesto]

1º agosto. Dopo una Messa nella piazzola della grotta di S. Alfonso, la statua, accompagnata dalla banda, arriva processionalmente al convento delle Redentoriste e poi al bivio per S. Pietro. Infine arriva in cattedrale.

Festa di S. Lorenzo patrono di Scala[modifica | modifica wikitesto]

9 e 10 agosto. La sera del 9 la statua viene esposta alla venerazione, seguita dai Vespri. Poi la banda esegue uno scelto programma musicale. La sera del 10 la statua arriva processionalmente al bivio di S. Caterina, poi al convento delle Redentoriste, infine arriva a Campoleone, dopodiché rientra in cattedrale. Dopo la banda esegue uno scelto programma musicale. Alle 22,30 circa ci sono i fuochi pirotecnici.

Scala incontra New York[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione organizzata ogni anno nel periodo estivo, dall'11 agosto all'11 settembre, con la collaborazione della Fondazione Italia USA.

Festa di Maria SS. della Porta[modifica | modifica wikitesto]

12 settembre, S. Caterina. Festeggiata con una processione, dopo di cui viene celebrata la Messa.

Festa dell'esaltazione del Crocifisso[modifica | modifica wikitesto]

Metà settembre. Il miracoloso Crocifisso, conservato in cripta, viene portato in una lunga processione.

Festa di S. Caterina patrona dell'omonima frazione[modifica | modifica wikitesto]

25 novembre.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico. I fedeli appartengono all'arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Principali arterie stradali[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Provinciale 20 Italia.svg Strada Provinciale 20 Bivio Ravello-Scala-Minuta

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Scala nell'Enciclopedia Treccani
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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