Bellosguardo

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Bellosguardo
comune
Bellosguardo – Stemma
Bellosguardo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
SindacoGIuseppe Parente (lista civica di centro-sinistra) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate40°25′N 15°19′E / 40.416667°N 15.316667°E40.416667; 15.316667 (Bellosguardo)Coordinate: 40°25′N 15°19′E / 40.416667°N 15.316667°E40.416667; 15.316667 (Bellosguardo)
Altitudine559 m s.l.m.
Superficie16,75 km²
Abitanti778[1] (28-2-2017)
Densità46,45 ab./km²
Comuni confinantiAquara, Corleto Monforte, Felitto, Laurino, Ottati, Roscigno, Sant'Angelo a Fasanella
Altre informazioni
Cod. postale84020
Prefisso0828
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT065015
Cod. catastaleA756
TargaSA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantibellosguardesi
Patronosan Michele
Giorno festivo29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bellosguardo
Bellosguardo
Bellosguardo – Mappa
Posizione del comune di Bellosguardo all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Gnome-globe.svg Riserva della biosfera
Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano con i siti archeologici di Paestum Velia, e la Certosa di Padula
(EN) Cilento and Vallo di Diano National Park with the Archeological sites of Paestum and Velia, and the Certosa di Padula
TipoCulturali
Criterio(iii) (iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1998 (come patrimonio)
1997 (come riserva)
Scheda UNESCO(EN) Patrimonio
(FR) Patrimonio
(EN) Riserva

Bellosguardo è un comune italiano di 778 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale, di 16 km², comprende un'area montuosa del Cilento, tra il fossa Fasanella e il fiume Ripiti, all'interno del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. I centri abitati più vicini sono Roscigno, Corleto Monforte e Castel San Lorenzo.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Formato dall'unione di "bello" e "sguardo", chiamato in passato Belrisguardo per il fantastico panorama che si può ammirare dalla collina del paese.[senza fonte]

Altre fonti, invece, attribuiscono la scelta del nome ad una leggenda su un eroe del luogo risalente al 338 a.C., anno in cui scoppiò, per futili motivi, una guerra tra Lucani e Tarantini. Questi chiesero aiuto a Sparta. Si ebbe un primo scontro terminato con la vittoria lucana, ma pochi anni dopo le ostilità tra i due popoli si riaccesero. Ancora una volta la città ionica chiese aiuto e così sbarcò a Taranto il re dell’Epiro con un forte esercito.

Il comando lucano fu affidato ad un giovane nativo del territorio fra gli odierni Roscigno e Bellosguardo. Era un giovane che, per la sua bellezza e la sua forza, fu chiamato Berlisguardo. Le forze lucane del salernitano si concentrarono a Paestum per poi prendere la via del sud. Una notte però, il capitano lucano, dopo aver assalito l’accampamento greco, perse la vita, finito con la spada dal capitano nemico. Ciò provocò un forte senso di rabbia in Berlisguardo che si lanciò contro il comandante greco, ma i soldati lo costrinsero a ritirarsi. I Greci, per riordinare le forze, rientrarono a Pandosia. Berlisguardo scorse il re macedone sulla sponda dell’Acheronte e lo finì con uno spiedo nella schiena. Dopo uno scontro con due soldati perse prima le braccia e poi la vita. Il suo cadavere fu preso, lavato, profumato e quindi seppellito nel luogo natio. Fu considerato un vero eroe, poiché aveva messo fine alla guerra. La sua salma fu deposta in piazza e dopo un compianto funebre, fu posta sul rogo. Bruciò per un giorno, poi fu sotterrata in una profonda buca. Dopo alcuni secoli su quella collina fu fondato un casale, che, a ricordo del giovane lucano, fu chiamato Berlisguardo, reso poi in Bellosguardo.[2]

La fonte più attendibile sembra essere quella dello storico Lucido Di Stefano, che nel suo libro Della Valle di Fasanella nella Lucania parla dell'aria salubre e mite di Belrisguardo, particolare che avrebbe reso piuttosto sani i suoi abitanti, tanto da avere tutti un colorito perfetto e una particolare freschezza in volto: un bello sguardo.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Bellosguado va collegata a quella di Fasanella, antica città distrutta da Federico II di Svevia. L'antico centro urbano sorgeva in località Santo Manfredi, a circa 3 km da Sant'Angelo a Fasanella. Nel 1246 la cittadina fu rasa al suolo da Federico II per punire Pandolfo di Fasanella, che aveva partecipato alla congiura di Capaccio (una delle tante che in quel periodo furono tentate ai danni dell'imperatore e che lo videro sempre vincitore). A Pandolfo Fasanella furono poi restituiti tutti i suoi possedimenti grazie all'alleanza con Carlo d'Angiò. Inizia da allora un lento spopolamento di Fasanella. Scrive uno storico (il Siribelli) che Pandolfo Fasanella fece fondare sul colle di Bellosguardo (già Castrum) un Casamento (Palazzo Vecchio) per soggiornarvi. Il borgo comincia a popolarsi agli inizi del Quattrocento. A Bellosguardo si trasferirono gli abitanti di Fasanella e di Clitino (altro borgo della zona). Queste vicende sono state studiate di recente in modo approfondito dal sacerdote don Orazio Pepe, che ha esaminato le pergamene dell'Archivio della Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo.[senza fonte][4]

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Sant'Angelo a Fasanella, appartenente al Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Sant'Angelo a Fasanella, appartenente al Circondario di Campagna.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie, (1512) sorto come edificio conventuale dei Padri Minori di S. Francesco, al suo interno sono conservati un affresco che rappresenta la deposizione di Cristo, attribuito alla scuola di Giotto, un reliquiario e varie statue lignee fra cui quella della Madonna delle Grazie, scolpita a Napoli nel primo Settecento e ricoperta da uno strato di color oro. Il convento ha ospitato, tra i tanti monaci, anche Fra' Lorenzo Ganganelli, che in seguito prese il nome di papa Clemente XIV.[5]
  • Chiesa S. Michele Arcangelo, edificio religioso che presenta tre affreschi del pittore salernitano Pasquale Avallone.
  • Bosco Macchia, area boschiva attrezzata.
  • Palazzo e Giardino De Philppis, appartenenti al prof. Alessandro De Philippis, docente di sevicoltura all'università di Firenze. I beni sono stati donati al comune di Bellosguardo dai familiari. È il luogo simbolo degli eventi della rassegna Rural Dimensions.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana appartenenti principalmente alla Chiesa cattolica[7]; il comune appartiene alla forania di Sant'Angelo a Fasanella, della Diocesi di Teggiano-Policastro ed è composto dalla parrocchia di San Michele Arcangelo.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Festa degli Antichi Sapori (ex Sagra "Vino,olio e piatti tipici"): originariamente chiamata "Sagra dell'uva" (fino alla 38ª edizione), a partire dal 2009, l'evento più importante del paese (dopo la festa patronale del 29 settembre).[senza fonte]

Persone legate a Bellosguardo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale oltre all'abitato di Bellosguardo non vi sono altri centri abitati.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del territorio è legata essenzialmente all'agricoltura che è il principale attrattore turistico

I prodotti del territorio sono:

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Statale 166 Italia.svg Strada statale 166 degli Alburni;
  • Strada Provinciale 124 Italia.svg Strada Provinciale 124 Innesto SS 166-Bellosguardo.
  • Strada Provinciale 186 Italia.svg Strada Provinciale 186 Bellosguardo-Frascio-Innesto SS 166.
  • Strada Provinciale 418 Italia.svg Strada Provinciale 418 Roscigno-Bellosguardo.
  • Strada Provinciale 439 Italia.svg Strada Provinciale 439 Innesto SS 166 (ponte sette luci)-Innesto per Villa Littorio-Bellosguardo (Isca Tufolo).
  • Strada Provinciale 440 Italia.svg Strada Provinciale 440 Innesto Isca Tufolo-Ponte sul Torrente Fangiola-Villa Littorio.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Alburni.

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino interregionale del fiume Sele.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Campo di calcio San Michele[8].
  • Campo di calcetto "Emilio Pepe".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Bellosguardo, su web.tiscali.it.
  3. ^ Della Valle di Fasanella nella Lucania.
  4. ^ Esulterò di Gioia per la Tua Grazia. Il Convento e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie in Bellosguardo. di Mons. Orazio Pepe.
  5. ^ Gite turistiche, su comune.bellosguardo.sa.it, 23 dicembre 2010.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/vis_diocesi.jsp?idDiocesi=197
  8. ^ MTN Company | agenzia di comunicazione integrata[collegamento interrotto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN248361033