Minori (Italia)

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Minori
comune
Minori – Stemma
Minori – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Andrea Reale (lista civica di centrosinistra) dal 25/05/2014 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 40°39′00″N 14°37′35″E / 40.65°N 14.626389°E40.65; 14.626389 (Minori)Coordinate: 40°39′00″N 14°37′35″E / 40.65°N 14.626389°E40.65; 14.626389 (Minori)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 2,66 km²
Abitanti 2 836[1] (31-12-2010)
Densità 1 066,17 ab./km²
Frazioni Villa Amena, Montecita, Torre Paradiso, Monte, Via Pioppi, Torre.
Comuni confinanti Maiori, Ravello
Altre informazioni
Cod. postale 84010
Prefisso 089
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065068
Cod. catastale F223
Targa SA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 043 GG[2]
Nome abitanti minoresi
Patrono santa Trofimena
Giorno festivo 5 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Minori
Minori
Posizione del comune di Minori all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Minori all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Minori (Minùrë in campano[3]) è un comune italiano della provincia di Salerno, in Campania, nella Costiera Amalfitana. Dal 1997 è stato dichiarato dall'Unesco Patrimonio dell'umanità.

L'area era abitata anche in età romana, come dimostra il ritrovamento della Villa romana di Minori, risalente probabilmente al I secolo d.C.[4]. Il primo nucleo abitato di Minori si sviluppò nella località interna e collinare di Forcella nel V secolo[5], ma con il ritrovamento delle reliquie di Santa Trofimena la zona fu abbandonata e trasferita lungo il litorale, cioè dove sorge l'attuale insediamento, nel VII secolo[5]. Minori oggi è un'ambita meta turistica per i prodotti pasticceri, delizie che attirano ogni anno numerosi turisti alla ricerca dei sapori della costiera. Per questo motivo è conosciuta come Città del Gusto, mentre per il suo clima mite e piacevole è denominata Eden della Costiera Amalfitana[6].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Minori dal mare.
Veduta di Minori dal vicino comune di Ravello.

Il territorio del Comune di Minori confina con il territorio di Maiori a est e a nord e con quello di Ravello a nord e ad ovest e risulta costituito dalle frazioni di Villa Amena, Montecita, Torre Paradiso, Monte, Via Pioppi e Torre. La superficie comunale è meno vasta di quella di Maiori e pari a 2,56 km²[7]. L'area minorese, così come le aree delle altre città costiere, ha avuto origine da eventi alluvionali che con l'apporto di detriti hanno formato pianure di estensione limitata. La morfologia del territorio è caratterizzata da rilievi aspri, con versanti molto acclivi e non di rado perpendicolari al suolo. La costa è perciò alta, a strapiombo, localmente interrotta da canaloni e vallate formatesi a seguito di fasi di frattura e dell'erosione carsica. Proprio nelle vallate, oltre che nei pianori a quota collinare, è concentrata la presenza antropica[8].

L'area urbana di Minori venne realizzata dopo il ritrovamento delle reliquie di Santa Trofimena nel VII secolo e corrispondeva a quella degli altri centri marittimi del ducato amalfitano: un centro urbano più densamente popolato intorno al quale si sviluppavano piccoli villaggi di carattere rurale. Il cento abitato era collegato alle città vicine soprattutto via mare, ma esistevano comunque dei tragitti terrestri, costituiti da ripide scalinate pubbliche e da lunghi sentieri[9].

Nel Medioevo Minori era divisa in tre aree: quella marittima, quella agricola e, infine, quella urbana. L'area marittima si estendeva lungo il litorale e coincideva in gran parte con l'arenile che si sviluppava a meridione della cinta muraria. Era caratterizzata da una serie di strutture, come gli scaria, installati per l'attracco delle imbarcazioni. Nella stessa area esisteva un piccolo arsenale, mentre sulla spiaggia erano presenti (fin dall'Alto Medioevo) diverse botteghe, di proprietà della chiesa e delle famiglie più importanti del Ducato, attive nella pratica della mercatura[4][9]. L'area marittima si estendeva lungo il litorale e coincideva in gran parte con l'arenile; era caratterizzata anche da un piccolo arsenale e da diverse botteghe (sulla spiaggia) che erano di proprietà della chiesa e delle famiglie più importanti del Ducato[4][9]. Il centro urbano era caratterizzato dalla presenza della Platea Publica, che fino alla fine dell'Età moderna ospitava sia la residenza vescovile, sia le residenze delle famiglie nobili[10]. Nelle vicinanze della piazza sorgevano delle botteghe, tra le quali è utile menzionare quelle adibite alla vendita al minuto di olio e formaggio, nonché di varie qualità di vini[10]. L'elemento architettonico tipico era quindi la domus, una struttura di almeno tre piani, spesso circondata da orti e giardini, che ancora oggi è possibile ammirare a Minori[4]. L'area urbana del centro medievale era racchiusa in una cinta muraria che, per quanto concerne il tratto marittimo, esisteva già verso la metà dell'XI secolo[10].

Col trascorrere dei secoli l'assetto urbanistico della città ha subito notevoli variazioni, conserva, tuttavia, ancora l'originale aspetto di centro costiero. Il nucleo principale si colloca a ridosso della costa e cavallo del corso d'acqua principale del Reginna Minor ed è costruito dal nucleo storico delle zone urbane di recente formazione. La parte del territorio non urbanizzata, invece, è composta da terrazzamenti, in gran parte coltivati a limoneto, che rappresentano un segno inconfondibile del territorio della penisola, e dalle aree boscate in corrispondenza delle fasce altimetriche di maggiore elevazione[11][12].

Il territorio minorese come quello dell'intera Costiera Amalfitana, è stata soggetto per secoli all'attività eruttiva del Vesuvio e a vari fenomeni disastrosi che ne hanno condizionato l'abitabilità[8][13][14]. Soprattutto per questo motivo, l'aspetto di Minori è relativamente moderno e i suoi edifici storici ancora esistenti, nonostante le sue antiche origini, sono molto pochi[15].

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Penisola sorrentina e Monti Lattari.

Il comprensorio è parte integrante dell'ambiente insediativo denominato Penisola sorrentina, individuato dal Piano Territoriale Regionale, che coincide con l'Ambito identitario della Penisola Amalfitana definito dal Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Salerno.

Il territorio di Minori ricade nell'unità di paesaggio dei Monti Lattari, connotata da rilevantissimi valori paesaggistici. Il territorio comunale è fortemente condizionato dalla conformazione della valle del Reginna Minor, che nell'ambito dei confini comunali, si sviluppa tra la fascia altimetrica dei 600-700 m s.l.m. fino a raggiungere le quote prossime al livello del mare. La valle impostata su un importante lineamento tettonico è caratterizzata da un profilo stretto che solo in prossimità della costa si apre a ventaglio aperto verso il mare.

Le principali cime del territorio minorese sono[16]

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

L'idrografia superficiale è caratterizzata da torrente Reginnolo o Farinola che nasce dalla dorsale montuosa e che, attraverso le profonde incisioni della vallata, defluisce a mare con foci che nel corso dei secoli hanno subito variazioni di sbocco (nel caso di Minori è stato possibile ricostruire il paleoalveo)[8]. In passato le donne del posto, per fare il bucato, si servivano di lavatoi comuni situati lungo il corso del fiume[17].

In passato questo fiume alimentò industrie per la carta e mulini distribuiti dalla parte più interna sino al mare. L'industria cartaria rappresentò per lungo tempo un'attività economica assai fiorente. Nel corso del XIV secolo, poi, lungo il fiume furono costruiti vari trappeti che, usufruendo delle stesse tecniche dei mulini, producevano un olio finissimo[18]. Durante l'alluvione di Salerno del 1954, il Reginna allagò diversi locali interrati e provocò la morte di tre persone[19].

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Lungo il versante montuoso, la vegetazione spontanea appare divisa in tre fasce: quella marittima dove prevalgono il carrubo e l'olivastro; quella collinare caratterizzata dal leccio; l'ultima, nelle zone più elevate, dove crescono l'ontano napoletano e il castagno, da cui si ricavano sia frutti che pali da utilizzare nei vigneti[8].

Sismicità[modifica | modifica wikitesto]

Pur presentando numerose famiglie di faglie, l'area di Minori e della costiera non risulta sismogenetica. L'assenza di sismiti nella serie delle formazioni litoidi conferma la sostanziale stabilità, databile a 30.000 anni. Tuttavia, l'area risente ed ha risentito in passato sia dei terremoti di origine vulcanica sia di quelli che hanno la propria zona epicentrale nell'Appennino Campano-lucano[8].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La stazione meteorologica più vicina è quella di Ravello. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +7,3 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +23,4. °C[20]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del toponimo

Già all'atto della sua edificazione, Minori assunse la denominazione di Rheginna Minor, allo scopo di essere differenziata dalla più grande e contigua Rheginna Maior (da cui vengono gli odierni nomi "Minori" e "Maiori")[4]. Sull'origine del toponimo Reginna sono state avanzate alcune ipotesi da parte degli storiografi locali dei secoli passati. Filippo Cerasuoli propende per l'origine etrusca; mentre Pompeo Troiano e Matteo Camera sono favorevoli ad una derivazione greca e, quindi, attribuiscono al termine il significato di "frattura rocciosa". Di certo comunque il toponimo rappresenta, come nel caso della contigua Maiori (Reginna Maior), un'estensione all'abitato della denominazione del fiume (Reginna Minor). È probabile anche che il toponimo derivi dal termine latino "regina", mediante il quale si indicano vie principali di comunicazione[4]. Nel corso del XIII secolo scomparve l'appellativo Reginna, per cui i due vicini centri costieri furono da allora identificati mediante le denominazioni di Minori e Maiori, derivate dalla sostantivizzazione degli attributi latini legati agli antichi toponimi[4].

Minori è, come dimostrano le ricerche archeologiche, il più antico sito abitato della Costiera Amalfitana. Al di sotto della zona pianeggiante dell'odierno centro urbano si sviluppa infatti una villa romana marittima risalente al I secolo d.c., organizzata su due piani, di cui si conserva solo quello inferiore, decorata con affreschi e mosaici. Questa villa, appartenente a qualche esponente del patriziato senatorio o equestre, fu attiva per tutta l'Età giulio-claudia. In seguito essa fu gradualmente abbandonata e, quindi, inesorabilmente coperta da cumuli di materiale lavico eruttato dal Vesuvio e precipitato poi a valle a causa di forti piogge torrenziali. La storia della villa e, di conseguenza, quella del primitivo nucleo abitato di Minori sembrano misteriosamente interrompersi intorno al IV secolo d.c.[5].

La Cronaca della Minori Trionfante, fonte letteraria di rilevante importanza per la ricostruzione storica della città costiera, riporta un'antica tradizione, secondo la quale il primo nucleo abitato di Minori si sarebbe sviluppato nella località interna e collinare di Forcella. Tale tradizione, in accordo con le varie leggende di fondazione di Amalfi e degli altri centri del territorio, confermerebbe nel contempo anche la tesi della moderna storiografia amalfitana, la quale trova nelle incursioni germaniche del V secolo e nella conseguente fuga sui Monti Lattari delle popolazione della Valle del Sarno le origini degli insediamenti costieri[5]. Secondo Marino Freccia, famoso erudito del Cinquecento, il più antico nome dell'abitato fu Reginella, perché, scriveva, come una regina risplendeva tra tutte le città della Costiera, mentre tre secoli dopo Pompeo Troiano, autore della Cronaca Reginna Minori Trionfante, salutava con orgoglio municipale come progenitori dei suoi minoresi i valorosi Troiani scampati alla distruzione della città di Troia[21].

La tradizione minorese afferma che il primitivo abitato di Forcella fu abbandonato al tempo in cui avvenne il miracoloso ritrovamento di Santa Trofimena sulla spiaggia sottostante nel VII secolo. Gli abitanti, infatti, avrebbero fondato una chiesa in onore della Santa ed un nuovo insediamento lungo il litorale. Il nuovo insediamento venne edificato dagli abitanti di Scala che, scesi a valle, avrebbero dato luogo ad un centro marittimo, incoraggiati anche dal fatto che le confinanti popolazioni germaniche non costruivano una minaccia sul mare, perché non sapevano navigare[5]. Il nuovo villaggio, già all'atto della sua edificazione, assunse la denominazione di Rheginna Minor[4].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Per tutto il Medioevo la storia di Minori seguì assai da vicino quella di Amalfi e di tutto il territorio della Costiera, una delle tante aree del Mezzogiorno d'Italia di influenza bizantina; compresa all'inizio del grande ed unico Ducato autonomo bizantino di Napoli (cioè non sottoposto direttamente all'Impero d'Oriente), esteso lungo la fascia costiera della Campania e fino al basso Lazio, successivamente, in seguito alle incursioni longobarde del IX secolo, la Costa di Amalfi si andò distaccando dal controllo napoletano, fino a formare un proprio Ducato autonomo retto dapprima da magistrati eletti e subito dopo, dalla fine dello stesso IX secolo, da dinastie ducali ereditarie[21][22].

Nell'inverno dell'838 il principe longobardo di Benevento Sicardo, nell'ambito di un preciso disegno politico di conquista di espansione, assalì Amalfi e se ne insignorì per mesi; fu in quella occasione che il longobardo trafugò il corpo di Santa Trofimena trasportandolo a Benevento per nobilitare con le preziose reliquie la propria chiesa e fornire alla città un ulteriore divina protezione[22]. La cosa accadde malgrado il vescovo di Amalfi Pietro avesse fatto trasportare, in previsione dell'assalto, il santo corpo da Minori, dove da tempo era stato solennemente collocato, al riparo delle mura di Amalfi, che evidentemente offriva rifugio più valido rispetto a Minori, forse meno munita e sicura; tuttavia quest'ultima meno di un anno dopo avrebbe di nuovo accolto e per sempre le venerate spoglie della Santa, mentre il terribile Sicardo veniva assassinato in una congiura di palazzo[23].

Con la nascita del vescovado suffraganeo di Amalfi, avvenuta nel 987 come riconoscimento della conservazione delle sacre reliquie di Santa Trofimena, prima protettrice di tutti gli Amalfitani, l'abitato di Reginna Minor o Reginella (poi conosciuto solo come Minori) dovette ricevere uno sviluppo di carattere urbano[4] che, nel XIII secolo, le fece guadagnare l'attributo di civitas[24]. La prosperità e lo sviluppo di Minori, però, furono in più di un'occasione messi in crisi, a causa soprattutto di incursioni ed assalti provenienti dal mare. Nel X secolo fu attaccata dal capo saraceno Boalim[23], mentre nel 1135 (con la conquista del Ducato di Amalfi da parte dei Normanni) subì un saccheggio da parte delle galee pisane giunte nel golfo in difesa di Napoli minacciata dai Normanni[18][25].

Con la dominazione normanna e poi con quella sveva (vedi Regno di Sicilia) il Ducato di Amalfi perse ogni potere politico ed economico[25]. In seguito alla ventennale Guerra del Vespro Minori fu sottoposta al blocco navale. Le gravi conseguenze del confitto determinarono una profonda carestia, per cui nel 1301 il governo centrale dovette stabilire uno sgravio fiscale in favore della popolazione minorese. Inoltre nel 1306 e nel 1348 due terribili pestilenze decimarono notevolmente la stessa popolazione[26]: Minori fu tra le città che ottennero, per speciale concessione di Carlo II, la riduzione sia pur provvisoria della metà del carico fiscale[27].

Nel 1419 Giovanna II d'Angiò concesse Minori (Maiori e gran parte della parte occidentale della Costiera Amalfitana) in feudo a Ottaviano Colonna. Successivamente Minori passerà più volte di mano. Alfonso d'Aragona lo concederà a Raimondo Del Balzo Orsini, il successore Ferrante ad Antonio Piccolomini, la cui famiglia resterà a Minori, con una breve interruzione, per circa 123 anni[27]. Non mancarono mai però, quasi con cadenza periodica, le incursioni di pirati alle coste di Minori e dei paesi vicini, come quella del terribile Khayr al-Din Barbarossa nel XVI secolo[27].

Età Moderna[modifica | modifica wikitesto]

La struttura urbana di Minori subì, in Età Moderna, varie trasformazioni, determinatesi al tempo del vicereame spagnolo. Furono potenziate le difese marittime nel corso del XVI secolo per resistere alle incursioni dei corsari barbareschi[26], mentre gli edifici di culto diminuirono sensibilmente[28]. Questo periodo non fu certamente felice per Minori; la vita cittadina venne afflitta da una profonda crisi economica per un insieme di motivi: incertezza politico-amministrativa e calamità d'ogni genere, in varie epoche, afflissero la popolazione. L'11 aprile 1597 Minori e tutta la costa vennero investite da una violenta mareggiata: molte imbarcazioni andarono distrutte, tutte le mura cittadine prospicienti il mare gravemente danneggiate, gran parte di esse seppellite nel mare. Il 21 dicembre 1631 l'eruzione del Vesuvio causò molti danni al paese. Successivamente fu colpito da epidemie di peste e di colera, particolarmente negli anni 1636 e 1656: gravissima fu quest'ultima allorché, su un totale di 264 fuochi (circa 1100 abitanti) si ebbero 355 morti di cui 2 ad aprile, 8 a maggio, 26 a giugno, 211 a luglio, 31 ad agosto e 7 a settembre[13]. Altri danni Minori subì in seguito all'alluvione del 10 dicembre 1696 causato dal perdurare delle piogge violente. Poi, fra il XVI e il XVII secolo, l'economia del paese fu aggravata dalle numerose imposizioni fiscali decretate in quel periodo[14].

Il 1799, in seguito ai moti rivoluzionari napoletani, Minori venne "municipalizzata e democratizzata" da elementi della borghesia e del clero locale: più eclatante fu l'innalzamento dell'albero della libertà, simbolo della Rivoluzione francese[29].

Fin dai primi tempi del regno di Giuseppe Bonaparte si auspicava la costruzione di una nuova strada rotabile per rompere il secolare isolamento in cui erano costretti a vivere le popolazioni della costiera Amalfitana. Questa strada venne iniziata nel 1811 e portata a termine nel 1852. La grande opera venne discussa ed approvata all'unanimità, ma la progettazione generale subì nel corso dell'esecuzioni dell'opera profonde e sostanziali modificazioni: nel 1830, mentre si stava ultimando il tratto Amalfi-Maiori, venne variato il tracciato in quanto si ritenne più conveniente seguire la linea Maiori-Capo d'Orso-Vietri giudicata più agevole e molto più economica. Il Comune di Minori contribuì alla realizzazione dell'opera con le seguenti somme: cinquemila ducati nel decennio francese (1811-1815), quarantamila ducati nel periodo borbonico (1815-1855)[30][31].

A metà del XIX secolo in Minori non mancarono momenti di tensione sociale in relazione alla precaria situazione politico-istituzionale verificatasi nel Regno delle Due Sicilie: tuttavia non si manifestarono episodi particolarmente eclatanti[32].

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

La conquista garibaldina del Mezzogiorno d'Italia e la successiva Unità d'Italia, dietro una forzata e falsa ufficialità patriottica, non suscitò nei minoresi, come negli abitanti di altri comuni della costiera, eccessivi entusiasmi per il carattere notoriamente filo-clericale e filo-borbonico di quel tempo. Alla situazione politica verificatasi in quegli anni si attribuì, non senza ragione, il ripetersi di alcune tristi manifestazioni criminali legate, in taluni casi, a pseudo ideali politico-clericali. Dopo pochi anni tutto si placò grazie all'energico e pronto intervento delle forze militari e di polizia[31][32].

Ai primi decenni XX secolo tutte le antiche struttura economiche minoresi, prima fra tutte quella dei mulini e pastifici, conoscevano una profonda ed irreversibile crisi[31].

Nel settembre del 1943, durante la seconda guerra mondiale, Minori fu uno dei teatri del cosiddetto sbarco di Salerno: con questa operazione gli alleati accedevano alla costa tirrenica della penisola italiana ed aprivano la strada per avanzare verso Roma. Precisamente, il 9 settembre 1943, Minori accolse lo sbarco del X Corpo d'armata britannico comandato dal generale Richard McCreery[33].

Nel 1954 Minori fu, durante l'alluvione di Salerno del 1954, il paese meno colpito tra quelli che subirono danni e vittime. Si contarono tre vittime, due bambine e una donna, mentre molti edifici andarono distrutti (tra questi le due cartiere e l'officina meccanica della cittadina)[19]. Nel 1980 Minori risentì anche del terremoto che colpì l'Irpinia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Basilica di Santa Trofimena, il principale monumento religioso di Minori. Con le sue peculiarità artistiche e costruttive, questa basilica contribuisce a valorizzare ulteriormente il settore che riguarda l'architettura sacra del secolo XVIII in Costiera Amalfitana. Dal 1910 la basilica ha il rango di basilica minore[34].
  • Chiesa dell'Arciconfraternita del SS. Sacramento, inserita nel grande complesso strutturale della cattedrale. I suoi locali occupano parte della navata centrale e della navata nord dell'antica chiesa, di cui sono tuttora ben visibili le antiche absidi. La chiesa custodisce un organo in legno del 1700, mentre sull'altare centrale si trova il quadro, datato 1514, che rappresenta la Madonna del Rosario circondata dai Santi venerati nelle Chiese di Minori. Oltre che centro organizzativo di varie attività liturgiche e caritative, la confraternita, a cui sono aggregati circa 150 soci, costituisce la sede del gruppo dei Flagellanti o Battenti, particolarmente attivo nelle suggestive celebrazione della Settimana Santa[35].
  • Chiesa di Santa Lucia, anticamente detta Santa Lucia alla Fiumara, per la sua vicinanza alla zona circostante il corso del fiume, è uno dei più antichi edifici sacri di Minori, certamente risalente, se non addirittura precedente, ai tempi della Repubblica di Amalfi: un documento dell'anno 993 riporta un inventario dei beni mobili della chiesa. Forse nel XIII secolo accolse forma di vita cenobitica femminile, e certamente nel secolo seguente ospitava un nutrito gruppo di battenti. Nel corso dei secoli fu spesso oggetto di interventi di restaurativi, ultimo dei quali datato novembre 1980. Attualmente la chiesa si presenta in buone condizioni e pianamente adatta alle esigenze di culto liturgico[36].
  • Chiesa di Santa Maria della Sanità, fondata nel 1625 e adattata per conservare il quadro della Madonna della Sanità e una statua, anch'essa della Madonna[37].
Facciata della Chiesa di San Giovanni a Mare
  • Chiesa di San Giovanni a Mare, sorge nella parte occidentale della cittadina, in prossimità del litorale. Attestata la prima volta come chiesa privata nel 961, la si ritrova nei documenti successivamente (1104) quale termine di confine di beni immobiliari. Nel 1118 fu donata dal vescovo Stefano all'Abbazia di Cava della Santissima Trinità. Vi vennero così ad abitare i monaci neri e il priore per moltissimi anni. Venne consacrata nel 1144 dal vescovo minorese Costantino, ma nel 1620, con l'estinzione della piccola comunità monastica, la chiesa ebbe un periodo di abbandono e di degrado. Successivamente è stata restituita dai benedettini cavesi alla parrocchia di Santa Trofimena, che ha provveduto al restauro. Oggi la chiesa è diventata una cappella, vicino alla quale si trovano le mura di una antica residenza nobile, la cosiddetta Torre Paradiso[38].
Facciata della Chiesa dei Santi Gennaro e Giuliano a Villamena
  • Chiesa dedicata a San Gennaro e Giuliano a Villamea, fondata presumibilmente tra i secoli X e XI. Adagiata in una zona pianeggiante al centro del villaggio di Villamena, presenta uno sviluppo est-ovest, ricalcando probabilmente le linee architettoniche dell'antica cattedrale, cioè con tre navate. Questa chiesa è anche la sede della parrocchia di Villamena. Da tempo, a causa della poca stabilità della struttura e in modo particolare del tetto, non viene officiata. Recentissime sono stante intraprese delle opere di restauro, finalizzate non solo a rendere sicuro e stabile il complesso, ma anche a riportare eventualmente al pristino stile romanico l'intero edificio[39].
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie, contigua alla chiesa di San Gennaro e con essa comunicante. Svolge le normali funzioni di culto parrocchiale e la sua fondazione risale alla prima metà del Cinquecento. Fu edificata per ospitare la confraternita di Villamena. Restaurato negli anni settanta, l'edificio è composto di una sola navata coperta con volta a botte[40].
Facciata della chiesa di San Michele Arcangelo
  • Chiesa di San Michele Arcangelo a Torre, sede della terza parrocchia minorese, dopo Minori centro e Villamena. La data di fondazione è incerta, ma è certamente più antica del 1270, quando si incontra la prima testimonianza documentaria su di essa. Semplice è la struttura dell'edificio, con ingresso unico, facciata piana e piccola torre campanaria[41].
Il campanile dell'Annunziata
  • Chiesa di Santa Maria Annunziata a Torre, definitivamente abbattuta nel 1950 per motivi di sicurezza. Esiste però ancora il campanile, che è stato recentemente oggetto di studio specifico da parte di architetti e storici d'arte. Posta nella località anticamente denominata Minoli, la chiesa rappresenta un rarissimo esempio di edificio bizantino-arabo: tracce delle due absidi, insieme ad alcune pitture bizantineggianti, sono ancora visibili. La fondazione risale al secolo XI o al più tardi agli inizi del secolo seguente, periodo in cui fu innalzato il campanile. In posizione elevate, esso è ben visibile da molte località della costiera[42].
  • Chiesa di San Nicola a Forcella, fondata probabilmente verso la fine dell'XI secolo. La tradizione si limita a ritenerla fra le più antiche chiese minoresi[43]. La prima menzione documentaria risale comunque al 1204. Il vescovo Tommaso Brandolini la donò agli agostinani, che nel 1628 vi fondarono un convento. La presenza dei fati non si protrasse a lungo: la peste del 1656 segnò infatti anche la fine della vita cenobitica a San Nicola, ove comunque nei secoli seguenti vissero a più riprese alcuni eremiti. Attualmente la chiesa, completamente restaurata, si presenta a pianta regolare, con un altare sormontato dalla nicchia con la statua di San Nicola. Attualmente il 1º maggio rappresenta per tutti i minoresi, l'appuntamento di un pellegrinaggio a san Nicola, ormai già entrato a far parte della tradizione popolare[44]

Chiese non più esistenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria Maddalena, attigua alla vecchia cattedrale[45].
  • Chiesa di Sant'Efremo, situata in località il Sorbo[45].
  • Chiesa di Santa Maria Vetrana, realizzata nel 1112. Ancora oggi se ne intravvedono i ruderi in un giardino[45].
  • Chiesa di San Giovanni Evangelista o San Giovanni Piccolo, fondata probabilmente nel Quattrocento e condannata a totale rovina tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo[45].
  • Chiesa di Sant'Erasmo, ubicata un tempo nel centro del paese nel 1070. Fiorente nel XIV secolo, deperì nei secoli seguenti, tanto che a metà Cinquecento restava in piedi solo una parete[46].
  • Chiesa di San Bartolomeo, chiamata comunemente San Bartolomeo alla Fiumara, era sita in un vicolo omonimo[46].
  • Chiesa di San Paolo[46].
  • Chiesa di San Salvatore a Paradiso, edificata tra i secoli XI-XII e chiusa al culto, per le pessime condizioni, alla fine del Cinquecento[46].
  • Chiesa di Tutti i Santi, chiusa al culto alla fine del XVI secolo. Se n'è perduta ogni traccia[47].
  • Chiesa di Santa Felicita a Villamena, di antica fondazione. Oggi non si conserva alcuna traccia[47].
  • Chiesa di Santa Caterina a Villamena, chiusa al culto nel Seicento[48].
  • Chiesa di San Marco a Torre, sottratta al culto liturgico verso la fine del Seicento[48].
  • Chiesa di San Vito a Torre, fondata nel 1034 e caduta in rovina successivamente. L'ultima documentazione su di essa risale al XVI secolo[48].
  • Chiesa di San Pietro al Petrito, fondata probabilmente nel XII secolo[49].
  • Chiesa di San Leone al Petrito, fondata nel 1242 e chiusa all'esercizio di culto nel 1554[49].
  • Chiesa di San Martino a Sangineto, esposta nel corso dei secoli all'abbandono e all'incuria: infatti durante la visita pastorale del dicembre 1607 si poté constatare solo la presenza dei muri perimetrali[49].
  • Chiesa di San Michele Arcangelo a Terrigno, fondata precedentemente al 1033 (anno della prima documentazione). Non esisteva più verso la metà del Seicento[50].
  • Chiesa di San Nicola a Volpicella[50].
  • Chiesa di San Sebastiano, centro religioso di Minori alta per tutto il Medioevo. Nel Seicento comparvero i primi segni di decadenza: invece di intraprendere opere di restauro, per motivi di sicurezza fu fatta demolire la navata destra. Lo stato peggiorò nei decenni seguenti, tanto che alla fine del secolo XVIII sia la chiesa che l'edificio adiacente andarono completamente in rovina[50].
  • Chiesa di San Matteo a Forcella, dedicata all'evangelista San Matteo e menzionata per la prima volta in un documento del 1088. A metà Cinquecento fu rinvenuta in rovina, senza alcun ornamento[51].
  • Chiesa di Santa Caterina a Pontomenna, situata nel casale di Pontomena. Già verso il secolo XVI appariva gravemente danneggiata e fu così sottratta all'esercizio culto liturgico[51].
  • Chiesa di Santa Lucia alla Riola, o Ariola, o anche Auriola, fu ritrovata "diruta e prostrata" a metà Cinquecento[51].
  • Chiesa di Santa Maria di Marmorata[51].
  • Chiesa di Santa Maria de Turricella[51].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La Torre Paradiso
La fontana dei leoni
  • Nel periodo medievale furono costruite le torri sul mare a difesa delle comunità costiere contro gli assalti dei pirati saraceni. La Torre Costiera detta del Paradiso venne costruita alla fine del XVI secolo e rappresentava, in quell'epoca, la più alta della cittadina. È del tipo canonico quadrato, con due caditoie intatte. Fu terminata nel 1595. Oggi è inglobata in un complesso assai caratteristico di abitazioni mentre alcuni secoli fa si elevava ancora in posizione isolata[52][53]. Altre torri antiche sono quella dell'Annunziata sulla riviera di levante al confine con Maiori e l'altra in via Garofalo già Calata Ponte. Quest'ultima non è più prospiciente al mare, perché retrostante ai fabbricati del lungomare[53].
  • Alcune edicole votive sono sparse per le strade della cittadina[53].
  • La fontana dei leoni è posta in testata nel verdeggiante giardino pubblico situato lungo il litorale. Si tratta di un interessante arredo urbano di grande valore, composta con leoni databili al più tardi all'XI secolo e con un rocco di colonna scanalata proveniente da un monumento classico, su cui è un vaso con piante acquatiche[53][54].
  • All'ingresso di Minori, proveniente da Maiori, in alto vi è il castello Mezzacapo[53].
  • Sul mare sulla scogliera di ponente vi sono dei bastioni con mezze torri cilindriche con cornice torica, costruiti probabilmente fra il 1880 e l'83[53].
  • Minori, oltre alle torri suddette era cinta da mura; queste furono completamente distrutte da un violento temporale che si abbatté sulla cittadina l'11 aprile 1597[53].

Monumenti pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento ai Caduti
  • Il Monumento a Santa Trofimena fu eretto in occasione dei festeggiamenti del 175º anniversario della secondo ritrovamento delle sue reliquie, nell'anno 1968[54].
  • Il monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale sorse in origine in una zona a sud della piazza Umberto; poi, per ragioni di viabilità, fu spostato al sito ove attualmente si trova e cioè alla Via Maggiore Garofalo. Fu inaugurato il 4 novembre 1928[54].
  • Il monumento alla Santa Croce è sito in piazza Cantinela[55].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa romana di Minori.

La Villa romana di Minori del I secolo d.C., scoperta tra il 1950 e il 1954, risepolta dall'alluvione del 26 ottobre 1954 e poi nuovamente riportata in luce. Rispecchia la struttura tipica della "villa marittima" con le sale di rappresentanza collocate ad ovest del complesso e gli ambienti termali ad est. Si discosta così dai tipi di ville note a Pompei ed Ercolano ed è più simile a quelle stabiane, con soluzioni ad effetto scenografico, quali lo sviluppo di semicolonne e nicchie angolate. L'Antiquarium annesso, raccoglie i materiali provenienti dallo scavo della villa, suddivisi per classi di appartenenza. Anche se non corredati da una esauriente documentazione scritta, i dati materiali permettono di affermare che la villa ha costuito da sempre il centro sui cui è cresciuto il paese di Minori[56].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[57]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico appartenenti all'arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Statua di Santa Trofimena.

La principale festività di Minori è la "festa patronale di Santa Trofimena", celebrata in tre ricorrenze: il 5 novembre in memoria del giorno in cui fu martirizzata ed avvenne il ritrovamento del suo corpo sulla spiaggia della città; il 27 dello stesso mese, in memoria del secondo ritrovamento delle reliquie, ed il 13 luglio per commemorare la traslazione da Benevento alla prediletta sua chiesa. In ciascuna di esse il paese eleva alla cara Protettrice manifestazioni folcloristiche con musiche e fuochi, in una cornice di colori e luce, mentre a Lei rivolge espressioni di grande devozione, di ardente lode e di perenne gloria[58].

Altri eventi religiosi sono:[59]

  • Il Lunedì dell'Angelo, conosciuto ormai come la festa del "casatiello".
  • La festa del 12 luglio in ricordo dei caduti di tutte le guerre, con la deposizione di corone di alloro ai monumenti ai caduti e con il suggestivo lancio a mare.
  • Il 27 giugno la festa è solo di pratica liturgica e con essa si ricorda quando, per miracolosa mano di S. Trofimena, Minori scampò all'attacco dei saraceni.

Oltre agli eventi citati, va ricordata la Pasqua che accompagna la tradizione dei "battenti".

Diocesi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Diocesi di Minori.

La diocesi di Minori venne eretta nel 987, ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Amalfi. Il 27 giugno 1818, in seguito al concordato tra papa Pio VII e Ferdinando I, fu soppressa e aggregata all'arcidiocesi di Amalfi in forza della bolla De utiliori dello stesso papa Pio VII.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Le coltivazioni presenti nel territorio di Minori sono state da sempre caratterizzate dalle condizioni climatiche della località, nonché dell'orografia dei siti e dai corsi d'acqua ivi esistenti. Il paesaggio agrario di Minori nei secoli passati era contraddistinto da vari tipi di coltivazione. Nelle località più interne molto diffuso era il castagneto, costituito da piante da frutta, che producevano soprattutto le squisite "castagne zenzale" di grosse dimensioni[60]. Un'altra coltivazione molto antica era il vigneto[61]. I minoresi producevano anche l'uva passa, chicchi di una secca che ancora oggi qualche amalfitano di Calabria confeziona in foglie secche di limone[62].

Accanto alle abitazioni urbane di Minori erano spesso presenti orti e giardini, che costituivano la base alimentare fondamentale per la popolazione del centro costiero. In tali giardini erano coltivati soprattutto ortaggi e verdure, ma nello stesso tempo si trovavano vari tipi di alberi da frutto, quali ad esempio i pomi, i gelsi ed i fichi. Questi ultimi erano oggetto di esportazione verso la capitale del regno meridionale[11]. Un altro aspetto dell'economia di Minori e dei dintorni che affiora dalla documentazione disponibile con chiarezza e certezza è rappresentato dalla presenza, a partire dalla seconda metà del Duecento, dell'oliveto, presenza che si iscrive nella valorizzazione del paesaggio della costa avviata nei secoli anteriori. La coltivazione dell'olivo appare tuttora sparsa in tutto il territorio amalfitano[63].

I continui traffici con l'Oriente favorirono l'introduzione nella costiera Amalfitana non solo di spezie, droghe, pietre preziose, ma anche di agrumi, in particolar modo di limoni. Così diversi limoneti furono impiantati in una prima fase, tra il X e l'XI secolo, a Cetara, Maiori e Minori. Le piante venivano e vengono tuttora legate, durante la loro crescita, ad impalcature costituite da pali di legno, onde evitare lo sviluppo in altezza, che determinerebbe una produzione con scarso rendimento. Durante la stagione invernale le piante venivano coperte mediante fogliame di alberi silvestri, per proteggerle dalla grandine. Oggi per lo stesso scopo viene utilizzata una più efficace copertura con reti a maglie molto strette. Varia qualità di agrumi crescono nei limoneti di Minori. Tra le più diffuse ci sono i centrangoli ed i marangoli, piante da innesto per limoni ed arance, i limoncelli de India i limoncelli piccoli, i nostrati, i cedri, i ponsiri, limoni asiatici che possono raggiungere ancue il peso di tre chilogrammi. Questa qualità di agrumi forniscono un contributo determinante al pittoresco aspetto del paesaggio agrario della costa. Oggi particolarmente diffusa è la coltivazione di una specia di limone dalla forma affusolata e ricca di succo, lo sfusato, che viene continuamente richiesto in molte regioni d'Italia[11][12].

Commercio e industria[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo scalo marittimo minorese, sin dai tempi del Medioevo, venne utilizzato prevalentemente per la commercializzazione di prodotti alimentari e per il trasporto di legname dalla spiagge al Cilento secondo gli usi sanciti dalla Tabula, amalfitana. I marinai minoresi svolgevano la propria attività sia sulla rotta della Calabria, della Sicilia e della costa africana settentrionale sia dedicandosi alla piccola pesca nei golfi di Salerno e Napoli[64].

Per secoli l'economia minorese si è basata sulla ricca produzione di pasta a mano, che faceva di Minori uno dei principali centri di produzione di pasta del Regno delle due Sicilie. Nel centro del paese erano presenti numerosi mulini, alimentati dall'acqua del fiume che attraversa la valle in cui è situata Minori. L'intera produzione minorese di pasta a mano si è poi presumibilmente spostata a Gragnano, centro oggi tra i più famosi in Italia per la produzione di pasta[65].

Nel paese esiste una piccola industria artigianale di liquori a base di agrumi[66] e rinomate pasticcerie artigianali (che hanno un discreto volume di esportazioni verso il Regno Unito)[67].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

  • Scuola materna (dell'infanzia) in via Giovanni XXIII
  • Scuola materna (dell'infanzia) in via Lama 35
  • Scuola elementare (primaria) in via Giovanni XXIII - Cap: 84010
  • Scuola media (secondaria di I grado) in via Giovanni XXIII
  • Scuola Superiore in via Giovanni XXIII
  • Scuola Superiore: Istituto Tecnico per il Turismo in via San Giovanni A Mare

Private[modifica | modifica wikitesto]

  • Scuola Dell'Infanzia Privata Santa Trofimena in via San Pietro 13

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Le opere d'arte presenti sul territorio di Minori non sono mai state, se non marginalmente, oggetto di indagine; per la qual cosa, tranne occasionali citazioni, i riferimenti bibliografici sono rari. Assenti sono anche richiami nella letteratura specialistica ovvero documenti di commissione. Dal periodo medievale non si conserva quasi nulla fatta eccezione per i due problematici leoni della fontana sita sul lungomare. Quest'ultima, contrariamente a quanto asserito in passato, è collocabile a non prima della metà del XIX secolo. I due leoni, di cui non si ha menzione storica, sono stati riutilizzati come bocche d'acqua, ma il livello di corrosione indica una loro probabile collocazione all'aperto già nei secoli scorsi[68].

Tra la fine del XIV secolo e gli inizi del XV secolo può essere datato un affresco, conservato nella grotta dell'Annunziata, raffigurante la Vergine dei pescatori (Caffaro 1986). L'iconografia del dipinto ben evidenzia il rapporto devozionale fra le gente di mare e la Vergine alla quale affidano il loro benessere con una pesca abbondante e la loro salvezza nel pericolo[69]. Cronologicamente successivi, con una datazione do poco precedente ala metà del Cinquecento, sono due dipinti su tavola raffiguranti Sant'Onofrio e San Gennaro, conservati nell'omonima chiesa di Villamena[70]. Delle numerose opere degli ultimi decenni del secolo XVI, tutte di cultura manieristica e che costituiscono il nucleo più ricco e significativo dal patrimonio artistico minorese, un posto centrale occupano la Crocifissione a capoaltare maggiore e la Resurrezione di Gesù nell'absidiola destra della Basilica di Santa Trofinema[70]. Senz'altro dei posti di rilievo spettano la Madonna con Sant'Aniello e un Santo Vescovo, databile al primo decennio del secolo, e la Madonna del Rosario, pala d'altare della Confraternita del SS. Sacramento[71].

Urna di Santa Trofimena nella cripta della basilica.

Di notevole interesse è l'Estasi di San Pietro d'Alcantara, conservato nella chiesa di San Michele. Intorno alla metà del secolo può essere collocata una tela conservata in Santa Maria delle Grazie raffigurante Sant'Anna con la Vergine bambina fra Santa Caterina e Santa Barbara ed altri santi. Agli inizi del XVIII secolo è da datare una bella statua mezzobusto raffigurante San Giuseppe con il Bambino, conservata in Santa Trofimena. A conclusione di questa ampia panoramica è da ricordare il bassorilievo che introduce all'urna della Santa nella cripta della Basilica, datato 1794, con la fanciulla raffigurata serenamente addormentata su un morbido cuscino con il libro e la croce in mano, mentre ai suoi piedi pascolano le due giovenche, simboli della martire, che ricordano la leggenda del primo ritrovamento delle spoglie agli inizi del IX secolo[72].

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1997, nel mese di settembre il paese ospita la manifestazione "Gusta Minori", un mescolanza di arte, cultura, spettacolo e gastronomia, di promozione delle tipicità locali e di produzione di spettacoli, con musiche e testi originali. Sulla spinta dei numerosi consensi e dei successi conquistati nel corso degli anni, il Gusta Minori rappresenta la perfetta combinazione tra spettacolo e degustazione di appetitosi prodotti tipici di Minori e della costiera[73][74].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Tra le città della costa, Minori è la più accreditata nella tradizione culinaria, poiché vanta la conservazione del più antico piatto di pasta, gli ndunderi, ancora oggi presenti sulle mense di tante famiglie minoresi[75][76]. Un altro tipo di pasta, la cui invenzione è attribuita a massaie o maccaronari minoresi, è il riccio. Anche le lagane sono una pasta largamente presente nella tradizione culinaria minorese[77]. I prodotti tipici della gastronomia locale sono a base di limone, il frutto simbolo dell'agricoltura minorese, e di agrumi: tagliolini al limone e il risotto con agrumi e gamberetti. Minori è però famosa in tutto il mondo soprattutto per i prodotti pasticceri, tra tutti le delizie al limone e la torta ricotta e pere[78][79]. Per esaltare la gastronomia minorese, ogni anno si svolge il Gusta Minori, una kermesse gastronomica che è tra le manifestazioni estive più attese della provincia di Salerno.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015, Minori è stata scelta come location della seconda stagione di Gomorra di Stefano Sollima e in onda su Sky nel 2016. Un'operazione portata a compimento grazie soprattutto all'impegno del minorese Igino Amatino, amico di vecchia data dello scenografo della serie Paki Meduri[80]. La troupe ha girato in paese il 9 aprile 2015 (in occasione della processione del Venerdì Santo) ed è poi tornata sul posto il 6 maggio successivo per riprese aggiuntive[81].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Principali arterie stradali[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Regione Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 396.
  4. ^ a b c d e f g h i Sangermano, p. 16
  5. ^ a b c d e Sangermano, p. 15
  6. ^ Minori, l'eden incantato della Costiera Amalfitana
  7. ^ Minori (SA) - Italia: Informazioni
  8. ^ a b c d e Geografia - INTEGRATIO
  9. ^ a b c Sangermano, p. 17
  10. ^ a b c Sangermano, p. 20
  11. ^ a b c Sangermano, p. 178
  12. ^ a b Sangermano, p. 179
  13. ^ a b Sangermano, p. 49
  14. ^ a b Sangermano, p. 50
  15. ^ Amalfi Boats - Minori-Maiori-Cetara
  16. ^ Golf von Neapel: Amalfi, Positano, Sorrent, Capri, Ischia, Vesuv. 57 Touren. Mit GPS-Tracks. (Rother Wanderführer m s.l.m.), p. 36, ISBN 978-3-7633-4200-6
  17. ^ Sangermano, p. 51
  18. ^ a b Sangermano, p. 23
  19. ^ a b A sessant'anni dall'alluvione
  20. ^ Tabella climatica mensile e annuale (TXT), in Archivio climatico DBT, ENEA.
  21. ^ a b Sangermano, p. 42
  22. ^ a b Sangermano, p. 43
  23. ^ a b Sangermano, p. 44
  24. ^ Sangermano, p. 21
  25. ^ a b Sangermano, p. 45
  26. ^ a b Sangermano, p. 24
  27. ^ a b c Sangermano, p. 47
  28. ^ Sangermano, p. 25
  29. ^ Sangermano, p. 53
  30. ^ Sangermano, p. 57
  31. ^ a b c Sangermano, p. 58
  32. ^ a b Sangermano, p. 59
  33. ^ Morris, pp. 169-184.
  34. ^ Cathlolic.org Basilicas in Italy
  35. ^ Sangermano, pp. 108-109
  36. ^ Sangermano, p. 109
  37. ^ Sangermano, p. 110
  38. ^ Sangermano, pp. 125-126
  39. ^ Sangermano, pp. 112-113
  40. ^ Sangermano, p. 112
  41. ^ Sangermano, p. 113
  42. ^ Sangermano, pp. 113-114
  43. ^ Sangermano, p. 130
  44. ^ Sangermano, pp. 114-115
  45. ^ a b c d Sangermano, pp. 115-116
  46. ^ a b c d Sangermano, pp. 116-117
  47. ^ a b Sangermano, pp. 117-118
  48. ^ a b c Sangermano, pp. 118-119
  49. ^ a b c Sangermano, pp. 119-120
  50. ^ a b c Sangermano, pp. 120-121
  51. ^ a b c d e Sangermano, pp. 122-123
  52. ^ Sangermano, p. 228
  53. ^ a b c d e f g Sangermano, p. 229
  54. ^ a b c Sangermano, p. 230
  55. ^ Sangermano, p. 231
  56. ^ Sangermano, pp. 27-35
  57. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  58. ^ Sangermano, pp. 149-150
  59. ^ Festeggiamenti in onore di S.Trofimena
  60. ^ Sangermano, p. 175
  61. ^ Sangermano, p. 176
  62. ^ Sangermano, p. 177
  63. ^ Sangermano, p. 153
  64. ^ Sangermano, p. 169
  65. ^ Sangermano, pp. 161-168
  66. ^ Limoncello L'ammazzacaffè di ghiaccio
  67. ^ Limoncello Sette pasticcerie delizie al limone
  68. ^ Sangermano, p. 233
  69. ^ Sangermano, p. 234
  70. ^ a b Sangermano, p. 235
  71. ^ Sangermano, p. 239
  72. ^ Sangermano, pp. 242-243
  73. ^ Il 'Gusta Minori' fa rivivere il '600
  74. ^ Masaniello eroe del 'Gusta Minori'
  75. ^ Sangermano, p. 289
  76. ^ Sangermano, p. 290
  77. ^ Sangermano, p. 291
  78. ^ Di pecora o bufala il segreto è la ricotta
  79. ^ Sua maestà il limone nei giardini di amalfi
  80. ^ Minori nella terza puntata di Gomorra. Che suggestione la processione del Cristo Morto
  81. ^ Minori al centro della scena: oggi torna il set di Gomorra

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gerardo Sangermano, MINORI Rheginna Minor STORIA ARTE CULTURE, De Luca Editore - Salerno, 2000.
  • Eric Morris, La guerra inutile. La campagna d'Italia 1943-45, Milano, Longanesi, 1993, ISBN 978-88-304-1154-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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