Amalfi

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Amalfi
comune
Amalfi – Stemma Amalfi – Bandiera
Veduta della città dal mare
Veduta della città dal mare
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Daniele Milano (Liberi) dal 31/05/2015
Territorio
Coordinate 40°38′00″N 14°36′10″E / 40.633333°N 14.602778°E40.633333; 14.602778 (Amalfi)Coordinate: 40°38′00″N 14°36′10″E / 40.633333°N 14.602778°E40.633333; 14.602778 (Amalfi)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 5,7 km²
Abitanti 5 125[1] (31-8-2015)
Densità 899,12 ab./km²
Frazioni Lone, Pàstena, Pogèrola, Tovere, Véttica Minore
Comuni confinanti Agerola (NA), Atrani, Conca dei Marini, Furore, Scala
Altre informazioni
Cod. postale 84011
Prefisso 089
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065006
Cod. catastale A251
Targa SA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 954 GG[2]
Nome abitanti amalfitani
Patrono sant'Andrea Apostolo
Giorno festivo 30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Amalfi
Amalfi
Posizione del comune di Amalfi all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Amalfi all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Amalfi è un comune italiano di 5.125 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Dal 1997, la Costiera amalfitana, che prende nome da Amalfi, è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Antica repubblica marinara, dà il nome all'omonimo tratto della penisola su cui sorge, la costiera amalfitana.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Amalfi.

Il clima è di tipo mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati moderatamente calde, assolate e quasi mai afose.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +10,7 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +26,8 °C.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è di sicura origine romana ma con due ipotesi: a) derivazione da Melfi, città lucana, i cui transfughi giunsero sulla costiera fondando la città; b) derivazione dalla gens romana Amarfia (I secolo d.C.)[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Amalfi e Ducato di Amalfi.

La sua fondazione viene fatta risalire ai Romani (il suo stemma reca la scritta Descendit ex patribus romanorum). A partire dal IX secolo, prima (in ordine cronologico) fra le repubbliche marinare, rivaleggiò con Pisa, Venezia e Genova per il controllo del Mar Mediterraneo.

Il Codice Marittimo di Amalfi, meglio noto col nome di Tavole amalfitane, ebbe una grande influenza fino al XVII secolo.

Amalfi raggiunse il proprio massimo splendore nell'XI secolo, dopodiché iniziò una rapida decadenza: nel 1131 fu conquistata dai Normanni e nel 1135 e 1137 saccheggiata dai pisani. Nel 1343, poi, una tempesta con conseguente maremoto distrusse gran parte della città.

Per tradizione, ogni anno un equipaggio di vogatori amalfitani partecipa alla Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, sfidando gli armi delle città di Genova, Pisa e Venezia.

Per un errore di interpretazione di un testo latino, che riferiva invece che l'invenzione della bussola era attribuita dallo storico Flavio Biondo agli Amalfitani, il filologo Giambattista Pio sostenne che la bussola fosse stata inventata dall'amalfitano Flavio Gioia. Nel testo in questione (Amalphi in Campania veteri magnetis usus inventus a Flavio traditur), tuttavia, non bisogna intendere Flavio come l'inventore della bussola, ma solo come colui che ha riportato la notizia: appunto Flavio Biondo[4]. Tuttavia i navigatori amalfitani potrebbero essere stati tra i primi ad usare quello strumento. "Un'antica tradizione amalfitana si riferisce, invece, ad un certo Giovanni Gioia quale inventore dello strumento marinaro"[5].

Particolarmente fiorente nella storia della città, e tuttora viva solo in due cartiere residue sulle molte presenti ed ormai in rovina, è l'industria cartaria, legata alla produzione della pregiata carta di Amalfi. In città infatti è possibile visitare il Museo della Carta di Amalfi.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Amalfi-Gonfalone.png

Stemma:

« Lo stemma è composto da uno scudo diviso in tre parti: la prima in alto a sinistra di forma quadrata, fondo azzurro con una banda obliqua di colore rosso; la seconda, in alto a destra di forma quadrata riportante la bandiera della Repubblica marinara di Amalfi; la terza parte in basso, di forma rettangolare con il mare, il cielo e al centro una bussola sostenuta da quattro ali dorate e alla sommità una cometa »

.

Motto: Descendit ex patribvs romanorvm

Gonfalone:

« drappo di rosso. »

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Antico diritto[6]»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Duomo di Amalfi. Il più celebre monumento di Amalfi è certamente il Duomo in stile arabo-siciliano ed attualmente dedicato a Sant'Andrea, patrono della città. Infatti più che di duomo si dovrebbe parlare di complesso, poiché l'attuale edificio risulta da sovrapposizioni ed affiancamenti di varie chiese di varie epoche. Il primo edificio dedicato al culto cristiano, fu una chiesa paleocristiana risalente al VI secolo d.C., che, come in molti casi analoghi in tutta Italia, probabilmente sostituiva un tempio dedicato a divinità romane. Tra il VI ed il IX secolo d.C., la prima Cattedrale eretta sulla precedente paleocristiana, fu dedicata alla Madonna Assunta, prima protettrice di Amalfi. La Chiesa attuale dedicata a Sant'Andrea risale al IX secolo d.C., fu costruita a fianco della precedente e comunicante con la stessa, su commissione del duca Mansone I; ad essa furono fatte aggiunte successive in epoca medievale e barocca (come il Campanile; l'altare di Sant'Andrea, con due statue del Bernini; il Chiostro del Paradiso, eretto dal vescovo Filippo Augustariccio e dove vi era il sarcofago che rappresentava ad altorilievo "le nozze di Peleo e Teti" sulla superficie laterale e "Romolo e Remo allattati dalla lupa" ad uno dei capi, con l'iscrizione medioevale "Cesarius de Alaneo (Alagno) de Amalfi.... MCCLXIII", "CESAREUS ALANEO IACET ARCHIDIACONUS ISTE IURIBUS ORNATUS CUI PRESTES COELIVA CRISTE ELECTUS FUERAT SALERNI MORTE QUIEVIT PROVIDUS ET LARGUS PER FAMAM SUAM CREVIT"; il suo sigillo è conservato nel Museo Diocesano di Salerno. I portali in bronzo con 4 formelle di argento raffigurante il Cristo, la Madonna, Sant'Andrea e San Pietro, realizzati nel 1066 a Costantinopoli, su commissione del Nobile Pantaleone de Comite Maurone; il soffitto a cassettoni rivestito in oro zecchino).
  • Chiesa di Santa Maria a Piazza;
  • Fontana di Sant'Andrea, con le sculture marmoree del santo patrono e di divinità marine, scolpite nel Settecento. Originariamente si trovava all'inizio della scalea del duomo, ma all'inizio del Novecento fu spostata dove tuttora la si può vedere. L'acqua della fontana proviene dal fiume Sele;
  • Fontana di Cap 'e Ciuccio. Gli asini provenienti dalla Valle delle Ferriere, da dove proveniva e proviene l'acqua, vi si abbeveravano. Da alcuni decenni, vi è allestito un presepe stabile;
  • Valle dei Mulini;
  • Basilica del Crocifisso e museo diocesano;
  • Chiesa, convento e chiostro di Sant'Antonio, fondati nel 1220, secondo la tradizione da San Francesco, recatosi in visita alle reliquie di Sant'Andrea, con il nome di Santa Maria degli Angeli. Il chiostro, visitabile solamente il pomeriggio della festa del santo padovano, riflette la semplicità dell'architettura francescana. La chiesa, con un'unica navata e ristrutturata nel Seicento, è barocca, come il coro ligneo e la tela dell'altare maggiore, raffigurante lo Sposalizio di Maria e Giuseppe. Settecenteschi sono invece i quadri degli altari minori. Le statue di Sant'Antonio, San Francesco, dell'Immacolata, di Santa Teresa, dell'Addolorata e di San Rocco sono di inizio Novecento. In cripta è custodito un quadro raffigurante la Madonna del Carmine, proveniente dall'omonima cappella sconsacrata. Il convento non è visitabile;
  • Chiesa di Santa Maria Maggiore, o chiesa nuova, fatta costruire nel 986 dal duca Mansone I. La chiesa è a tre navate e assunse il nome di "chiesa nuova" dopo la creazione di un oratorio dei Padri Filippini nella cripta. Vi si venera una statua della Madonna Assunta;
  • Chiesa della Madonna di Pompei, o di San Benedetto, d'inizio Cinquecento, a unica navata. Negli altari minori si trovano alcune tele e la statua di Sant'Elena, molto venerata, a cui era dedicato un monastero attiguo alla chiesa. Sull'altare maggiore si può vedere un grande complesso marmoreo, al cui centro si trova un dittico, affiancato dalle statue di San Benedetto e Santa Scolastica. In sagrestia si trova il simulacro della Madonna di Pompei;
  • Chiesa dell'Addolorata, in stile neoclassico, decorata con stucchi, è sede della congrega omonima. Sull'altare si trovano una tela raffigurante la Crocifissione e la statua della Madonna Addolorata, portata in processione il venerdì santo.
  • Chiesa di San Nicola dei Greci, o San Biagio a Vagliendola, o della SS. Trinità, dell'XI secolo, sede dell'arciconfraternita omonima. Ha un'unica navata con volta a botte e tele negli altari minori. Possiede un coro ligneo. La statua della SS. Trinità si trova in sagrestia, mentre quelle di San Biagio e San Nicola sull'altare. Il vero gioiello è però il campanile in stile moresco di fine Ottocento, oggi uno dei simboli di Amalfi;
  • Santuario della Madonna del Rosario. Fu ricostruito nel 1876, un anno dopo che un'alluvione distrusse la precedente chiesa, anche se la statua della Madonna fu miracolosamente ritrovata intatta. La chiesa ha un'unica navata e volta a botte. Negli altari minori si trovano le statue del Sacro Cuore di Gesù, di Santa Rita, della Madonna della Cintura, di San Francesco, San Basilio e San Gabriele dell'Addolorata. Il soffitto è affrescato e sull'altare si trova la miracolosa statua della Madonna;
  • Chiesa della Madonna del Pino, nella frazione Pastena;
  • Chiesa di Santa Marina (nella frazione Pogerola). Nella chiesa, ristrutturata di recente, si conservano la statua della santa patrona della frazione e un presepe napoletano del Settecento;
  • Santuario della Madonna delle Grazie, o del Latte (nella frazione Pogerola), del Cinquecento. Fu edificata da un gruppo di pogerolesi per mantenere fede a un voto fatto furante un'epidemia di peste che aveva colpito il villaggio. Verso la fine dello stesso secolo, il 14 agosto, dalla statua della Madonna sgorgò una grande quantità di latte. Sull'altare si trova un trittico cinquecentesco e la miracolosa statua della Madonna che nel seno ha incastonata una pietruzza su cui, secondo la tradizione, sarebbe caduta una goccia di latte quando Maria allattava Gesù durante la fuga in Egitto;
  • Chiesa di San Pietro (nella frazione Tovere), del Duecento. Rimaneggiata in più epoche, la chiesa ha tre navate. Vi si venerava un Crocifisso trecentesco, trafugato nel 1977. Un nuovo Crocifisso, realizzato a Ortisei, è arrivato a Tovere un decennio dopo il furto. Qui si trovano anche alcune statue raffiguranti San Pietro, Sant'Anna e l'Immacolata e un presepe napoletano del Settecento.
  • Cappella sconsacrata di San Cristoforo al Cieco (nella frazione Pastena), dell'XI secolo. Fu fondata dal duca Mansone II detto il Cieco, da cui prese anche il nome la zona e la cappella. Negli anni '60 un masso, staccatosi dalla parte superiore della grotta in cui sorge la chiesa, distrusse il soffitto, l'altare e la sagrestia della chiesa. L'antica e pregevole icona bizantina della Madonna è tuttora spaccata a metà. La statua del santo titolare della chiesa, non colpita dalla frana, venne portata alla chiesa della Madonna del Pino, dove è conservata e portata in processione il 25 luglio, giorno del dies natalis del santo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente nel Comune era di 138 persone. La nazionalità maggiormente rappresentata con l'1,34% sul totale della popolazione, era quella Ucraina con 71 stranieri residenti.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico appartenenti all'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro di Cultura e Storia Amalfitana

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi del centro storico è presente una biblioteca comunale gestita dal "Centro di Storia e Cultura Amalfitana"; essa per convenzione è accessibile gratuitamente ai suoi iscritti e agli studenti. All'interno sono conservati libri e manoscritti che illustrano l'antica società amalfitana nel periodo del suo massimo splendore, quando ancora era una delle quattro repubbliche marinare.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede di diversi musei:

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Regata delle Antiche Repubbliche Marinare[modifica | modifica wikitesto]

Si svolge ogni quattro anni nel mese di giugno. Manifestazione sportiva di rievocazione storica, è stata istituita nel 1955 con lo scopo di rievocare le imprese e la rivalità delle più note Repubbliche marinare italiane: Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. È una gara remiera effettuata mediante galeoni, ricostruiti su modelli del XII secolo, spinti da otto rematori e guidati da un timoniere. La regata è preceduta da un corteo storico, composto da numerosi figuranti che vestono i panni di antichi personaggi che caratterizzarono ciascuna repubblica. Nel pomeriggio il corteo storico delle quattro repubbliche, che parte dalla piazzetta di Atrani, arriva in piazza Duomo ad Amalfi. Si tiene poi il palio remiero, seguito da uno spettacolo musicale e dai fuochi pirotecnici.

Festa patronale di Sant'Andrea[modifica | modifica wikitesto]

Il patrono di Amalfi è festeggiato, oltre il 30 novembre, ricorrenza del martirio del santo, anche il 27 giugno, anniversario del miracolo. I momenti più suggestivi della festa sono due: la sosta della processione sulla riva del mare con la benedizione delle barche e la Corsa finale (i portatori portano correndo la statua del santo per le scale del duomo). Quest'ultima tradizione è però molto recente (risale solamente al 1948, mentre la processione del santo si svolge dal Settecento). In quell'anno il vescovo della città si ritirò e venne sostituito da un altro provvisorio. Quest'ultimo vietò la benedizione delle barche, perché considerata troppo pagana. Ma i portatori decisero di scendere comunque in spiaggia e l'arcivescovo tornò sdegnato alla cattedrale. Quando però i portantini risalirono dall'arenile, trovarono le porte della chiesa che si chiudevano e corsero per evitarlo. Solamente dopo due ore di trattative tra il vescovo e i portatori riuscirono a far ritornare il pesante busto del santo in cattedrale. Questo strano evento venne ripreso quattro anni dopo da Roberto Rossellini ne La macchina ammazzacattivi.

Feste ed eventi minori[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel Capodanno Bizantino (1° settembre), primo giorno dell'anno secondo il calendario dell'Impero romano d'Oriente, era usanza ad Amalfi, nell'epoca ducale, far sposare l'erede al trono. Questo viene ricordato con un corteo storico, parte di quello che si svolge anche alla regata, che mostra il matrimonio tra Giovanni II, erede al trono di Amalfi, e una nobildonna normanna di nome Maria;
  • Ad Amalfi è usanza aprire e chiudere la stagione estiva con due lunghe processioni via mare che toccano i vicini comuni di Conca e Atrani, rispettivamente di Sant'Antonio (13 giugno) e della Madonna di Porto Salvo (12 settembre).

Persone legate ad Amalfi[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte dei terreni ad uso agricolo è destinato alla produzione del Limone Costa d'Amalfi (IGP)[9].

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è a prevalente economia turistica[10][11].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada statale 163 Amalfitana, principale asse viario di accesso al territorio comunale.
  • Strada Regionale 366 (di Agerola)Innesto SS 163 fino al confine della provincia.
  • Strada Provinciale 252 SS Agerolina-Bivio Acquarola-Tovere di Amalfi, principale accesso alle frazioni di Vettica, Pogerola, Pastena e Lone.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Porto turistico di Amalfi con collegamenti passeggeri per Capri, Positano e Salerno.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti interurbani sono gestiti dalla società Sita Sud.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ha fatto parte della Comunità Montana Penisola Amalfitana fino al 2008, anno della soppressione dell'ente[12].

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio è la società A.C.S.D. Costa d'Amalfi, militante nel campionato regionale di Promozione.

Ha sede nel comune la squadra di canoa polo del Circolo Canottieri Antonio Offredi A.S.D. che partecipa al campionato nazionale di serie A.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Prof. Giuseppe Gargano - Origini e storia di Amalfi: Le origini (sul sito del comune di Amalfi)
  4. ^ Chiara Frugoni Medioevo sul Naso
  5. ^ Prof. Giuseppe Gargano - Origini e storia di Amalfi: La marineria (sul sito del comune di Amalfi)
  6. ^ Lo stemma del comune ha una corona a cinque punte, simbolo utilizzabile solo dalle città
  7. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Sito ufficiale del museo
  9. ^ Gal Colline Salernitane
  10. ^ Art. 19 della L.R. n. 01/2000
  11. ^ http://www.sito.regione.campania.it/turismo/rapporto_turismo/parte1.pdf
  12. ^ Legge Regionale N. 20 dell'11 dicembre 2008 della Regione Campania

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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