Amalfi

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Amalfi
comune
Amalfi – Stemma Amalfi – Bandiera
Amalfi – Veduta
Veduta della città dal mare
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Daniele Milano (Liberi) dal 31/05/2015
Territorio
Coordinate 40°38′00″N 14°36′10″E / 40.633333°N 14.602778°E40.633333; 14.602778 (Amalfi)Coordinate: 40°38′00″N 14°36′10″E / 40.633333°N 14.602778°E40.633333; 14.602778 (Amalfi)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 5,7 km²
Abitanti 5 084[1] (30-4-2017)
Densità 891,93 ab./km²
Frazioni Lone, Pastena, Pogerola, Tovere, Vettica Minore
Comuni confinanti Agerola (NA), Atrani, Conca dei Marini, Furore, Scala
Altre informazioni
Cod. postale 84011
Prefisso 089
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065006
Cod. catastale A251
Targa SA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 954 GG[2]
Nome abitanti amalfitani
Patrono sant'Andrea Apostolo
Giorno festivo 27 giugno, 30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Amalfi
Amalfi
Amalfi – Mappa
Posizione del comune di Amalfi all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Amalfi è un comune italiano di 5.084 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Dal 1997, la Costiera amalfitana, che prende nome da Amalfi, è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Antica repubblica marinara, dà il nome all'omonimo tratto della penisola su cui sorge, la costiera amalfitana.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Amalfi.

Il clima è di tipo mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati moderatamente calde, assolate e quasi mai afose.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +10,7 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +26,8 °C.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è di sicura origine romana ma con due ipotesi: a) derivazione da Melfi, città lucana, i cui transfughi giunsero sulla costiera fondando la città; b) derivazione dalla gens romana Amarfia (I secolo d.C.)[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Amalfi e Ducato di Amalfi.

La sua fondazione viene fatta risalire ai Romani (il suo stemma reca la scritta Descendit ex patribus romanorum). A partire dal IX secolo, prima (in ordine cronologico) fra le repubbliche marinare, rivaleggiò con Pisa, Venezia e Genova per il controllo del Mar Mediterraneo.

Il Codice Marittimo di Amalfi, meglio noto col nome di Tavole amalfitane, ebbe una grande influenza fino al XVII secolo.

Amalfi raggiunse il proprio massimo splendore nell'XI secolo, dopodiché iniziò una rapida decadenza: nel 1131 fu conquistata dai Normanni e nel 1135 e 1137 saccheggiata dai pisani. Nel 1343, poi, una tempesta con conseguente maremoto distrusse gran parte della città.

Per tradizione, ogni anno un equipaggio di vogatori amalfitani partecipa alla Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, sfidando gli armi delle città di Genova, Pisa e Venezia.

Per un errore di interpretazione di un testo latino, che riferiva invece che l'invenzione della bussola era attribuita dallo storico Flavio Biondo agli Amalfitani, il filologo Giambattista Pio sostenne che la bussola fosse stata inventata dall'amalfitano Flavio Gioia. Nel testo in questione (Amalphi in Campania veteri magnetis usus inventus a Flavio traditur), tuttavia, non bisogna intendere Flavio come l'inventore della bussola, ma solo come colui che ha riportato la notizia: appunto Flavio Biondo[4]. Tuttavia i navigatori amalfitani potrebbero essere stati tra i primi ad usare quello strumento. "Un'antica tradizione amalfitana si riferisce, invece, ad un certo Giovanni Gioia quale inventore dello strumento marinaro"[5].

Particolarmente fiorente nella storia della città e viva in due cartiere residue sulle molte presenti ed ormai in rovina, è l'industria cartaria, legata alla produzione della pregiata carta di Amalfi. In città infatti è possibile visitare il Museo della Carta di Amalfi.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Amalfi-Gonfalone.png

Stemma:

« Lo stemma è composto da uno scudo diviso in tre parti: la prima in alto a sinistra di forma quadrata, fondo azzurro con una banda obliqua di colore rosso; la seconda, in alto a destra di forma quadrata riportante la bandiera della Repubblica marinara di Amalfi; la terza parte in basso, di forma rettangolare con il mare, il cielo e al centro una bussola sostenuta da quattro ali dorate e alla sommità una cometa »

.

Motto: Descendit ex patribvs romanorvm

Gonfalone:

« drappo di rosso. »

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Antico diritto[6]»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Amalfi
  • Duomo di Amalfi. Il più celebre monumento di Amalfi è certamente il Duomo in stile arabo-siciliano e dedicato a Sant'Andrea, patrono della città. Infatti più che di duomo si dovrebbe parlare di complesso, poiché l'edificio risulta composto da sovrapposizioni ed affiancamenti di varie chiese di varie epoche.
  • Chiesa di Santa Maria a Piazza;
  • Fontana di Sant'Andrea, con le sculture marmoree del santo patrono e di divinità marine, scolpite nel Settecento. Originariamente si trovava all'inizio della scalea del duomo, ma all'inizio del Novecento fu spostata dove la si può vedere. L'acqua della fontana proviene dal fiume Sele;
  • Fontana di Cap 'e Ciuccio. Gli asini provenienti dalla Valle delle Ferriere, da dove proveniva e proviene l'acqua, vi si abbeveravano. Da alcuni decenni, vi è allestito un presepe stabile;
  • Valle dei Mulini;
  • Basilica del Crocifisso e museo diocesano;
  • Chiesa, convento e chiostro di Sant'Antonio, fondati nel 1220, secondo la tradizione da San Francesco, recatosi in visita alle reliquie di Sant'Andrea, con il nome di Santa Maria degli Angeli. Il chiostro, visitabile solamente il pomeriggio della festa del santo padovano, riflette la semplicità dell'architettura francescana. La chiesa, con un'unica navata e ristrutturata nel Seicento, è barocca, come il coro ligneo e la tela dell'altare maggiore, raffigurante lo Sposalizio di Maria e Giuseppe. Settecenteschi sono invece i quadri degli altari minori. Le statue di Sant'Antonio, San Francesco, dell'Immacolata, di Santa Teresa, dell'Addolorata e di San Rocco sono di inizio Novecento. In cripta è custodito un quadro raffigurante la Madonna del Carmine, proveniente dall'omonima cappella sconsacrata. Il convento non è visitabile;
  • Chiesa di Santa Maria Maggiore, o chiesa nuova, fatta costruire nel 986 dal duca Mansone I. La chiesa è a tre navate e assunse il nome di "chiesa nuova" dopo la creazione di un oratorio dei Padri Filippini nella cripta. Vi si venera una statua della Madonna Assunta;
  • Chiesa della Madonna di Pompei, o di San Benedetto, d'inizio Cinquecento, a unica navata. Negli altari minori si trovano alcune tele e la statua di Sant'Elena, molto venerata, a cui era dedicato un monastero attiguo alla chiesa. Sull'altare maggiore si può vedere un grande complesso marmoreo, al cui centro si trova un dittico, affiancato dalle statue di San Benedetto e Santa Scolastica. In sagrestia si trova il simulacro della Madonna di Pompei;
  • Chiesa dell'Addolorata, in stile neoclassico, decorata con stucchi, è sede della congrega omonima. Sull'altare si trovano una tela raffigurante la Crocifissione e la statua della Madonna Addolorata, portata in processione il venerdì santo.
  • Chiesa di San Nicola dei Greci, o San Biagio a Vagliendola, o della SS. Trinità, dell'XI secolo, sede dell'arciconfraternita omonima. Ha un'unica navata con volta a botte e tele negli altari minori. Possiede un coro ligneo. La statua della SS. Trinità si trova in sagrestia, mentre quelle di San Biagio e San Nicola sull'altare. Il vero gioiello è però il campanile in stile moresco di fine Ottocento, uno dei simboli di Amalfi;
  • Santuario della Madonna del Rosario. Fu ricostruito nel 1876, un anno dopo che un'alluvione distrusse la precedente chiesa, anche se la statua della Madonna fu miracolosamente ritrovata intatta. La chiesa ha un'unica navata e volta a botte. Negli altari minori si trovano le statue del Sacro Cuore di Gesù, di Santa Rita, della Madonna della Cintura, di San Francesco, San Basilio e San Gabriele dell'Addolorata. Il soffitto è affrescato e sull'altare si trova la miracolosa statua della Madonna;
  • Chiesa di Maria SS. Assunta in cielo nella frazione di Pastena, fu edificata tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo. Conserva ancora, unico caso in costiera amalfitana, una conformazione a due navate di eguale ampiezza, invece della usuali una o tre. Al suo interno custodisce un'urna cineraria e un capitello romano di spolio. Custodisce anche una pregevole tavola del '500 rappresentante l'assunzione della Madonna in cielo, opera dell'artista maionese Giovannangelo D'Amato, recentemente restaurata.
  • Chiesa della Madonna del Pino, nella frazione Pastena;
  • Chiesa di Santa Marina (nella frazione Pogerola). Nella chiesa, ristrutturata, si conservano la statua della santa patrona della frazione e un presepe napoletano del Settecento;
  • Santuario della Madonna delle Grazie, o del Latte (nella frazione Pogerola), del Cinquecento. Fu edificata da un gruppo di pogerolesi per mantenere fede a un voto fatto furante un'epidemia di peste che aveva colpito il villaggio. Verso la fine dello stesso secolo, il 14 agosto, dalla statua della Madonna sgorgò una grande quantità di latte. Sull'altare si trova un trittico cinquecentesco e la miracolosa statua della Madonna che nel seno ha incastonata una pietruzza su cui, secondo la tradizione, sarebbe caduta una goccia di latte quando Maria allattava Gesù durante la fuga in Egitto;
  • Chiesa sconsacrata di S. Michele Arcangelo nella frazione di Pogerola, costruita da Orso Castellomata nel X secolo. Ha un impianto a croce greca di influsso bizantino.
  • Chiesa della Natività di Maria SS. nella frazione di Lone, edificata intorno al 1890 dopo il crollo della primitiva chiesa fondata nel 1202. Custodisce una tavola dipinta nel '300 e rappresentante la Madonna del latte.
  • Chiesa di San Michele Arcangelo nella frazione di Vettica Minore. costituisce l'ampliamento settecentesco di una preesistenza medievale. Custodisce una tela del pittore Marco Pino da Siena che rappresenta la Madonna del Rosario.
  • Chiesa di San Pietro (nella frazione Tovere), del Duecento. Rimaneggiata in più epoche, la chiesa ha tre navate. Vi si venerava un Crocifisso trecentesco, trafugato nel 1977. Un nuovo Crocifisso, realizzato a Ortisei, è arrivato a Tovere un decennio dopo il furto. Qui si trovano anche alcune statue raffiguranti San Pietro, Sant'Anna e l'Immacolata e un presepe napoletano del Settecento.
  • Cappella sconsacrata di San Cristoforo al Cieco (nella frazione Pastena), dell'XI secolo. Fu fondata dal duca Mansone II detto il Cieco, da cui prese anche il nome la zona e la cappella.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente nel Comune era di 138 persone. La nazionalità maggiormente rappresentata con l'1,34% sul totale della popolazione, era quella Ucraina con 71 stranieri residenti.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico appartenenti all'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro di Cultura e Storia Amalfitana

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi del centro storico è presente una biblioteca comunale gestita dal "Centro di Storia e Cultura Amalfitana"; essa per convenzione è accessibile gratuitamente ai suoi iscritti e agli studenti. All'interno sono conservati libri e manoscritti che illustrano l'antica società amalfitana nel periodo del suo massimo splendore, quando ancora era una delle quattro repubbliche marinare.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede di diversi musei:

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Si svolge ogni quattro anni nel mese di giugno la Regata delle Antiche Repubbliche Marinare. Manifestazione sportiva di rievocazione storica, è stata istituita nel 1955 con lo scopo di rievocare le imprese e la rivalità delle più note Repubbliche marinare italiane: Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. È una gara remiera effettuata mediante galeoni, ricostruiti su modelli del XII secolo, spinti da otto rematori e guidati da un timoniere. La regata è preceduta da un corteo storico, composto da numerosi figuranti che vestono i panni di antichi personaggi che caratterizzarono ciascuna repubblica.

Persone legate ad Amalfi[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte dei terreni ad uso agricolo è destinato alla produzione del Limone Costa d'Amalfi (IGP)[9].

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è a prevalente economia turistica[10][11].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada statale 163 Amalfitana, principale asse viario di accesso al territorio comunale.
  • Strada Regionale 366 (di Agerola)Innesto SS 163 fino al confine della provincia.
  • Strada Provinciale 252 Italia.svg Strada Provinciale 252 SS Agerolina-Bivio Acquarola-Tovere di Amalfi, principale accesso alle frazioni di Vettica, Pogerola, Pastena e Lone.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Porto turistico di Amalfi con collegamenti passeggeri per Capri, Positano, Maiori, Minori, Cetara e Salerno.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti interurbani sono gestiti dalla società Sita Sud.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Luigi Torre L'Ulivo sindaco
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Antonio De Luca L'Ulivo sindaco
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Antonio De Luca L'Unione sindaco
15 maggio 2011 31 maggio 2015 Alfonso Del Pizzo Lista civica sindaco
31 maggio 2015 in carica Daniele Milano Lista civica sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ha fatto parte della Comunità Montana Penisola Amalfitana fino al 2008, anno della soppressione dell'ente[12].

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio è la società F.C. Costa d'Amalfi che ha disputato tutti i campionati dilettantistici regionali minori, sino ad arrivare, nel 2016/2017, per la prima volta nella sua storia, in Eccellenza, il massimo campionato regionale.

Ha sede nel comune la squadra di canoa polo del Circolo Canottieri Antonio Offredi A.S.D. che partecipa al campionato nazionale di serie A.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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