Museo diocesano di Amalfi

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Museo diocesano di Amalfi
Amalfi basilique.jpg
interno della basilica del Crocifisso in direzione della controfacciata
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàAmalfi
Caratteristiche
TipoArte
Apertura1º luglio 1995

Il Museo diocesano di Amalfi si trova accanto al duomo in salita Episcopio. Esso è parte integrante del complesso monumentale cattedralizio e l'accesso avviene attraverso il chiostro del Paradiso.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurato il 1º luglio 1995, conserva, valorizza e promuove la conoscenza di pregevoli reperti della storia religiosa della diocesi, proveniente dalla cattedrale di sant'Andrea apostolo e dal territorio diocesano. Il museo è allestito nella basilica del Crocifisso e nell'adiacente chiostro del Paradiso.

La basilica del Crocifisso[modifica | modifica wikitesto]

Basilica del Crocifisso
Church Museum Amalfi 13.jpg
L'abside col crocifisso trecentesco
StatoItalia Italia
RegioneCampania
LocalitàAmalfi
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSantissimo Crocifisso
Arcidiocesi Amalfi-Cava de' Tirreni
Stile architettonicoromanico
Inizio costruzioneprima dell'833
CompletamentoXVII secolo
Particolare della parete sinistra

La basilica venne costruita nel IX secolo, probabilmente prima dell'833[1], sui resti di una chiesa paleocristiana del VI secolo e venne dedicata alla Madonna Assunta e ai santi Cosma e Damiano: entrambi gli edifici di culto svolsero consecutivamente la funzione di cattedrale.

Quando a partire dal 987 fu costruita la nuova cattedrale, le due chiese, entrambe a tre navate, furono unite e formarono così un'unica chiesa in stile romanico a sei navate (già dal 1176 l'attuale basilica del Crocifisso è menzionata come semplice navata della cattedrale[2]). A partire dal 1266 le navate si ridussero a cinque a seguito dell'abbattimento della navata sinistra della chiesa più antica per consentire la costruzione del chiostro del Paradiso.

Nel periodo successivo alla controriforma, la chiesa, che nel frattempo era stata rivestita da marmi e da stucchi in stile barocco, tornò ad essere distinta rispetto alla cattedrale ed assunse l'attuale dedicazione al Santissimo Crocifisso a seguito della presenza di un crocifisso ligneo trecentesco sull'altare maggiore (ancora oggi il crocifisso si trova nell'abside)[3][4].

La separazione delle due chiese causò alla basilica la perdita o comunque la riduzione della navata destra che prima fungeva da passaggio tra le due visto che su entrambi i lati del nuovo muro divisorio vennero realizzate cappelle.

A partire dal 1931 venne intrapreso un restauro in stile volto ad eliminare la veste seicentesca dell'edificio riportando così in evidenza parti della originaria struttura medievale.

In una nicchia che si apre nella parete sinistra della navata maggiore, a pavimento, si trova l'organo a canne Serassi opus 716, costruito nel 1871 per la cripta della cattedrale di Sant'Andrea; dispone di 16 registri ed è a trasmissione integralmente meccanica.[5]

Il chiostro del Paradiso[modifica | modifica wikitesto]

Il Chiostro del Paradiso

Il chiostro venne edificato tra il 1266 e il 1268 dall'arcivescovo Filippo Augustariccio (1258 - 1291 circa), come cimitero nobiliare ed infatti col termine paradiso nel medioevo si indicava proprio un luogo di sepoltura con chiostro circondato da un porticato vicino ad una importante chiesa (nello specifico il Duomo di Amalfi).

Dopo essere caduto pressoché in abbandono nel XVII secolo, venne restaurato nel 1908 ed aperto al pubblico[6].

Esso è costituito da un quadriportico con archi a sesto acuto intrecciati, tipici dell'arte arabo-normanna, e sorretti da sessanta coppie di colonnine binate con capitelli a stampella. Sul lato meridionale del portico sono presenti sei cappelle funerarie affrescate realizzate tra la fine del '200 e gli inizi del secolo successivo.[7]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

L'itinerario museale si sviluppa in quattro sezioni espositive:

  • Chiostro
  • Dipinti murali
  • Tesoro del Duomo
  • Dipinti e le sculture

Sezione I - Chiostro[modifica | modifica wikitesto]

Lungo le gallerie del chiostro, sono conservate opere provenienti dalla cattedrale, tra cui spiccano:

Sezione II - Dipinti murali[modifica | modifica wikitesto]

Crocifissione (attribuita a Roberto d'Oderisio)

La sezione presenta, nel chiostro e nella Basilica, i dipinti murali ad affresco già precedentemente in loco, databili tra il XIII e il XIV secolo, raffiguranti:

Sezione III - Tesoro del Duomo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aula dell'antica basilica sono esposti preziosi oggetti liturgici e paramenti sacri, appartenenti al Tesoro del Duomo, tra i quali si segnalano:

Sezione IV - Dipinti e sculture[modifica | modifica wikitesto]

La sezione conserva pregevoli dipinti e sculture, tra i quali si notano:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]