Li Galli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Li Galli
Le Sirenuse
Li Galli.jpg
Arcipelago Li Galli visto da Nocelle
Geografia fisica
Localizzazione Mar Tirreno
Coordinate 40°35′N 14°26′E / 40.583333°N 14.433333°E40.583333; 14.433333Coordinate: 40°35′N 14°26′E / 40.583333°N 14.433333°E40.583333; 14.433333
Arcipelago Li Galli
Numero isole 3
Isole principali Gallo Lungo, Castelluccio, La Rotonda
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Provincia Salerno Salerno
Comune Positano-Stemma.png Positano
Demografia
Abitanti disabitate
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Li Galli
Li Galli

[senza fonte]

voci di isole d'Italia presenti su Wikipedia

Li Galli è un arcipelago appartenente al comune di Positano (SA), ubicato pochi chilometri a sud della penisola sorrentina e costituito da tre isole: Gallo Lungo (lat. 40° 34' 57" N, long. 14° 26' 09" E), La Rotonda (lat. 40° 34' 47" N, long. 14° 25' 55" E) e Dei Briganti a nord della Rotonda (lat. 40° 34' 51" N, long. 14° 25' 55" E).

Gallo Lungo è la più grande delle tre ed è l'unica ad essere stata abitata fin dai tempi dei Romani: ha una forma allungata che si estende per circa 400 m con una larghezza variabile che verso il centro è di circa 100 m e verso la «testa» è di circa 200 m.

A ovest di Gallo Lungo si trovano La Rotonda e Dei Briganti a nord della Rotonda, denominazione quest'ultima riportata sul sito del comune di Positano, anche se più comunemente l'isola viene indicata sui testi con il nome di La Castelluccia.

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Strabone, geografo greco del I secolo a.C. (63-19) descrisse per la prima volta le tre isole in due brani: il primo nel libro I (2, 12, 13, = C 22-23) e il secondo nel libro V (4,8 = C 247), identificandole come sedi delle sirene e dando loro il nome di Sirenai o Sirenussai.

Non è casuale l'accostamento de Li Galli con le Sirene: queste ultime rappresentano nella mitologia greca gli ostacoli e i pericoli alla navigazione ed è proprio in quel tratto di mare che le correnti portavano spesso le imbarcazioni a schiantarsi contro di esse, naufragando. Si vuole che il nome Li Galli derivi dalla iconografia delle Sirene nell'arte figurata greca arcaica, nella quale vengono immaginate metà donna e metà uccello: le Sirene «greche» quindi non vanno confuse con le Sirene metà donna e metà pesce della fantasia popolare, alimentata peraltro da molte pellicole e cartoni animati. L'accostamento più immediato che si può fare con le sirene «pennute» è quindi quella della gallina o del gallo: da qui il nome Li Galli ancora oggi utilizzato.

Nel 1225 Federico II di Svevia donò le tre isole al monastero di Positano denominandole «tres Sirenas quae dicitur Gallus».La Donazione fu revocata per inadempienze e tornò ai legittimi proprietari tedeschi anglosvevi curlandesi ,,quale bene monastico dinastico imprescrittibile ed inalienabile, non usocapionabile, i Principi anglosvevi , pronipoti di Federico II ed Isabella d'Inghilterra, gli Hohenstaufen Avril de Buren Anjou von Saxe Coburgo Gotha, ramo fiorente in Russia e Ducato di Curlandia, nel 1900 ,italianizzati .

Storia moderna[modifica | modifica wikitesto]

Li Galli ha da sempre esercitato un grande fascino, tanto da renderla ambita a molti personaggi famosi. Nel 1924 il coreografo e ballerino russo Leonide Massine acquistò l'arcipelago, facendo costruire su quelle rovine una magnifica villa che l'architetto Le Corbusier abbellì ulteriormente. La proprietà passò poi ad un altro celeberrimo ballerino russo, Rudolf Nureyev, che l'acquistò nel 1989: poco dopo la sua morte, avvenuta nel 1993, l'arcipelago è passato in mano ad altri privati.

L'arcipelago fa parte dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella.

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Come già detto, Li Galli viene identificato con il luogo in cui le sirene vivevano e ammaliavano i marinai in transito, facendoli naufragare contro gli scogli[1][2][3].

La mitologia narra di due navi che sono riuscite a scampare questo triste destino: quella di Ulisse, di ritorno dalla guerra di Troia, e quella degli Argonauti.

Nell'Odissea di Omero, Ulisse non volle rinunciare a sentire il canto delle sirene e così, su consiglio dalla maga Circe, si fece legare all'albero della nave, ma solo dopo aver turato con della cera le orecchie dei suoi marinai: egli poté quindi estasiarsi al loro canto mentre la nave continuò indisturbata il suo cammino.

Gli Argonauti, invece, si salvarono grazie alla bravura di Orfeo che prese a suonare la lira, surclassandone il canto; le sirene, per l'umiliazione subita, si buttarono in mare e furono tramutate in sassi.

Arcipelago Li Galli visto dai Colli di Fontanelle

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti - Volume 31 - Giovanni Gentile, Calogero Tumminelli - Istituto Giovanni Treccani, Roma, 1929-39 - Pag 878
  2. ^ Rivista marittima, Parte 4 - Ministero della marina, 1930 - Pag 135
  3. ^ Storia della Magna Grecia, Volume 1 - Emanuele Ciaceri - Società Editrice Dante Alighieri, 1932 - Pag 309

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]