Ostensorio

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Ostensorio settecentesco, Museo dell'Opera del Duomo di Prato

L'ostensorio (dal latino ostendĕre, mostrare), nella liturgia cattolica, è l'arredo sacro usato dal sacerdote celebrante per l'esposizione l'ostia[1] solenne (ostensione) del Corpo di Cristo (l'Ostia consacrata) per l'adorazione eucaristica e per la benedizione eucaristica, impartite ai fedeli.

Solitamente è forgiato in oro, argento e/o altri metalli preziosi. Sopra il dell'ostensorio termina in paraste, che sono spesso a forma di raggiera, per simboleggiare la Luce di Dio

L'ostensorio è composto da[2]:

  • base,
  • fusto,
  • teca.

La teca è sua volta inquadrata o circoscritta da paraste, in genere a forma di raggiera, per simboleggiare la Luce di Dio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli ostensori hanno origine nell'istituzione della festa del Corpus Domini, verso la metà del XIII secolo; è più raro trovarli prima del XIV secolo, e peraltro non avranno forme definite fino al tardo XV secolo. All'inizio si impiegarono per questo oggetto liturgico immagini, croci, reliquiari e cibori accomodati alla nuova destinazione; a partire dalla metà del XV secolo, però, venne adottata in sempre maggior misura la forma a torretta o tempietto ogivale, quasi sempre d'argento: ricco di pinnacoli e sostenuto da una base elaborata artisticamente, al centro aveva una lunetta d'argento o d'oro, utilizzata per collocarvi visibilmente l'Ostia. Tuttora questa forma (detta "architettonica") è in uso nella liturgia ambrosiana.

Dal XVI secolo, e dunque a partire Concilio di Trento, l'ostensorio cominciò ad avere la forma oggi più familiare, che ricorda i "raggi solari": nel XVIII secolo porterà anche l'ornamento di putti o angeli adoranti e di grappoli d'uva e spighe di grano, rispondendo alla divulgazione dell'Adorazione Eucaristica ed ai suggerimenti della predicazione di San Bernardino da Siena.

Nella teca il celebrante ripone la SS. Eucaristia, coprendolo col corporale prima di lasciarla custodita nel Tabernacolo, unitamente alle altre particole di osti consacrata raccolte nella Pisside dai concelebranti[3].
Il sacerdote aiutato dal chierico poteva amministrare fuori Messa la Comunione anche ad un singolo fedele, utilizzando il Sacramento racchiuso nella teca dell'ostensorio[3].

L'ostensorio di Voghera[modifica | modifica wikitesto]

Disegni e motivi possono arricchire l'ostensorio di un complesso significato che talora è richiamato dalla conformazione architettonica del dell'edificio sacro, progettato per essere la dimora di Gesù Cristo, il Figlio di Dio[4], vivente nell'Eucarestia e nella comunione dei conoscitori del Verbo di Dio[5].
Un esempio di questa relazione sostanziale è rinvenibile nell'antico Ostensorio di Voghera rispetto all'antica struttura del Duomo di Milano[6][7] Disegni e motivi possono arricchire l'ostensorio di un complesso significato che talora è richiamato dalla conformazione architettonica del dell'edificio sacro, progettato per essere la dimora di Gesù Cristo, il Figlio di Dio[8], vivente nell'Eucarestia e nella comunione dei conoscitori del Verbo di Dio[9].
Un esempio di questa relazione sostanziale è rinvenibile nell'antico Ostensorio di Voghera rispetto all'antica struttura del Duomo di Milano[10][2].

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aldo Gabrielli, Lemma "Patena", in Il grande italiano 2008. Vocabolario della lingua italiana., Padova, Hoepli (La Biblioteca di Repubblica-l'Espresso), 1º agosto 2007.
  2. ^ a b Laura Cavazzini, Il crepuscolo della scultura medioevale in Lombardia, Leo S. Olschki, 2004, p. 134, ISBN 978-88-222-5396-5, OCLC 474553717 (archiviato il 20 novembre 2018)., Benché datato 1456 sul piede, questo sontuoso arredo è stato di recente considerato assai più antico, limitando ala sola base quel riferimento cronologico. Antonio Cadei ha infatti segnalato quanto il fusto e la teca dell'ostensorio siano dipendenti, nel disegno, dall'architettura delle fasi più antiche del Duomo di Milano.
  3. ^ a b Rev. Giovanni B. Gallo, La liturgia pratica ossia istruzioni nella parte pratica del sacra liturgia, Tomo IV, Napoli, 1855, p. 62, 66-67 (archiviato il 20 novembre 2018).
  4. ^ Mc 1:1, 3:11
  5. ^ C.E.I., Vangelo secondo Marco, capitolo 12, vv. 24-27, su maranatha.it, 1974.
  6. ^ Ostensorio di Voghera, su artidecorative.milanocastello.it (archiviato il 20 novembre 2018).
  7. ^ Laura Cavazzini, Il crepuscolo della scultura medioevale in Lombardia, Leo S. Olschki, 2004, p. 134 (archiviato il 20 novembre 2018). , Benché datato 1456 sul piede, questo sontuoso arredo è stato di recente considerato assai più antico, limitando ala sola base quel riferimento cronologico. Antonio Cadei ha infatti segnalato quanto il fusto e la teca dell'ostensorio siano dipendenti, nel disegno, dall'architettura delle fasi più antiche del Duomo di Milano.
  8. ^ Mc 1:1, 3:11
  9. ^ Conferenza Episcopale Italiana, Vangelo secondo Marco, capitolo 12, vv. 24-27, su maranatha.it, 1974.
  10. ^ Ostensorio di Voghera, su artidecorative.milanocastello.it (archiviato il 20 novembre 2018).

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