Lone

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Lone
frazione
Lone – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Salerno-Stemma.png Salerno
ComuneAmalfi-Stemma.png Amalfi
Territorio
Coordinate40°37′50″N 14°35′32″E / 40.630556°N 14.592222°E40.630556; 14.592222 (Lone)Coordinate: 40°37′50″N 14°35′32″E / 40.630556°N 14.592222°E40.630556; 14.592222 (Lone)
Altitudinem s.l.m.
Abitanti422[1] (GG-MM-AAAA)
Altre informazioni
Cod. postale84011
Prefisso089
Fuso orarioUTC+1
TargaSA
Nome abitantiLonesi
PatronoS. Maria Bambina, S. Giuseppe, Sant' Antonio di Padova
Giorno festivo8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lone
Lone

Lone è una frazione del comune di Amalfi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La frazione o località di Lone dista 1,52 chilometri dal medesimo comune di Amalfi di cui essa fa parte[2]. Il suo territorio, partendo dalla spiaggia di Duoglie, occupa le basse propaggini del monte Scorca (550 s. l. m.) ed è delimitato, a settentrione ed a meridione, da cospicui salti naturali[3].

La frazione è costituita da un impianto urbanistico di matrice medievale, basato su tre vie principali: Via Maestra dei Villaggi, Salita Tuoro, e Salita Carammone che danno al paese una caratteristica forma triangolare, la parte alta dell'abitato è chiamata Civitella, ed era un insediamento fortificato cinto da mura e torri[4].

In epoca medievale c'erano terrazze coltivate a vigneto, mentre oggi abbondano i limoneti[5].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La stazione meteorologica più vicina è quella di Amalfi. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +10,7 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +26,8 °C.

Le precipitazioni medie annue superano i 1.700 mm, distribuite mediamente in 96 giorni, e presentano un minimo estivo, un picco in autunno-inverno ed un massimo secondario in primavera[6].

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il primitivo toponimo del casale, dal quale deriva quello attuale, era probabilmente collegato a qualche personaggio in vista dell'aristocrazia amalfitana del IX secolo[7].

Da un documento del 1322 in "Codice Diplomatico Amalfitano", si evince che il toponimo Leonum, trasformazione neutra del nome proprio Leo, derivò direttamente quello di Lonum[7].

In alcuni documenti contabili del XVI secolo, e dalle guide del regno di Napoli, è nominato sotto il nome di Lona, poi modificato in Lone dopo il 1861 per non essere confuso con Lona-Lases[8].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Casale, nato tra il IX e il X secolo, accolse nel tempo importanti residenze aristocratiche di mercanti e di patrizi. Conta il più alto numero di case medievali di un certo livello, alcune delle quali, databili al XII o al XIII secolo. Presso la costa era presente, nei primi anni del XIV secolo, una casa e turricella di guardia, eretta per difendere la zona dai corsari barbareschi[5].

La vita economica e sociale del paese si sviluppava intorno all'antica parrocchiale dedicata alla Madonna di Montevergine, conosciuta anche come S. Maria di Lone, che fu costruita nel 1202 della nobile famiglia Corsaro[9], aveva una configurazione a due navate con due porte in facciata.

Nel corso del tempo furono edificate altre chiese, nel IX secolo da Vitale Comite quella di San Giovanni Battista in località Civitella, e nel 1477 da Riccardo Buonocore quella di S. Sebastiano martire in località Tuoro, della prima non rimane nulla, la seconda profanata dell'altare e degli arredi nel 1643, oggi è parte di un'abitazione[5]. Altra chiesa, sempre edificata in località Civitella era quella di S. Pietro Apostolo[10], di cui oggi rimangono i ruderi. Vicino al confine con la frazione di Pastena vi era la chiesa di S. Matteo Apostolo costruita dalle famiglie d'Alagno e de Guizzone, anch'essa annessa ad un'abitazione[11]. Prima del 1871 sulla spiaggia di Duoglie era presente una chiesetta dedicata a S. Caterina documentata già dal 1451[12][13]. Nei pressi di una antica Domus su Via Maestra dei Villaggi sono ancora visibili le vestigia, due abisidi e dei muretti incassati nella roccia, di una cappella rupestre del secolo XII[7].

Il toponimo Tuoro appare per la prima volta in un documento del 1378, nella primitiva forma di Lo Toro[14].

Nel 1378, Costantino de Oliva, originario del casale di Lone si fregiava del titolo di sire ottenuto alla Corte di Napoli[15].

Gli antichi cognomi presenti nella località erano: i Molegnano, i del Giudice, gli Anastasio dal 1349, i Laudano, i Casanova[16], Carrano, Casabona, Criscuolo, Gambardella, Ina, Palladino, Pinto, Rispoli, Vozzo, e Vuolo[17].

Un cavese residente a Lone, Vuyusulo de Vulcina, viene citato in un documento del 21 settembre 1385 in cui viene indicato come produttore di aczarium, cioè di acciaio[18].

Nel 1593 il casale compare per la prima volta in un documento dell'Archivio Storico di Napoli, in cui i lonesi chiedevano il prolungamento dell'esazione di una tassa[19].

I Lonesi e gli abitanti della vicina Pastena appresero la lavorazione e la tessitura della lana alla maniera di Firenze e Siena. Il loro commercio produsse ricchezza, cosicché, nel 1654, i mercanti di Lone insieme a quelli di Amalfi, Pastena e Pogerola, eressero un Monte laicale dell'arte della lana, destinato soprattutto ad assicurare la dote alle figlie degli addetti[20][21].

In un documento del 13 dicembre 1738 il villaggio era ancora menzionato con titolo cittadino di Università[22]; e fino al 1838 faceva parte delle Comuni del Circondario Capo-Luogo di Amalfi[23].

La più antica Confraternita del villaggio documentata era attiva nel 1494, ed era dedicata a Santa Maria Maddalena[24] ed aveva una cappella con altare nella vecchia Parrocchiale, nel 1646 era ancora attiva. Una seconda Confraternita nel 1898 era presente sempre nella parrocchiale sotto il titolo della Natività di Maria Santissima[25] già attiva nel 1827[26].

Lo storico Camera, nella sua opera, ricorda che nel 1719 nella parrocchiale fu posta una lapide da Filippo Anastasio, Arcivescovo di Sorrento e Patriarca di Antiochia che così recitava: Joseph V. J. D. paenit Vicarius curatus, Andreas Canonicus, Mathaeus fratres Anastasio genere illustriss. Philip. Archiep. Surrentini affi nitate conspicui [...] familiae insignes religione pietate in posteros suos lapidem recogitarunt. Anno Dom. MDCCXIX[24].

Nel XIX secolo, la zona alta della località fu travolta da una frana. Il 28 agosto 1894, in seguito a problemi strutturali e geologici l'antica chiesa parrocchiale fu demolita, oggi rimane solo il campanile. Più a monte venne costruita l'attuale chiesa, dedicata alla Natività di Maria santissima[27], al suo interno vi sono le cappelle delle famiglie Anastasio, De Riso, Lucibello e Cavaliere. Sull'altare maggiore si conserva ancora la tavola lignea della vecchia chiesa, raffigurante la Madonna del latte. L'opera risalente al secolo XIV, in origine era il pannello centrale di un trittico completato dai santi Andrea apostolo e Giovanni Battista e da una cimasa con l'Eterno Padre[28]. Dai documenti conservati nell'archivio parrocchiale si è potuta ricostruire la seguente cronotassi dei parroci:

  • Madario Corsaro(1505);
  • Francesco Bonito (1645);
  • Carlo Rispolo (1684);
  • Nicola Anastasio (1689);
  • Francesco Antonio Anastasio (1728-1769);
  • Isidoro Amendola (1769);
  • Francesco Antonio Anastasio (1769-1795);
  • Aloisio Maria Casanova (1795-1800);
  • Filippo Vuolo(1800-1830);
  • Gaspare Vuolo (1830-1868);
  • Andrea Camera (1869-1873);
  • Domenico Amodio (1873-1875);
  • Pasquale Gambardella (1875-1877);
  • nuovamente Andrea Camera, tornato col titolo di Canonico (1877);
  • Domenico Depino (1877-1881);
  • Nicola Gambardella (1881-1912);
  • Salvatore Iovane anche lui Canonico (1912-1950);
  • Ernesto Mario Mariano (1950-1992).

Il terremoto del 1980 non provocò danni, ma le scosse furono comunque percepite.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico appartenenti all'arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lonesi
  2. ^ La Frazione di Lone
  3. ^ Fiengo, Abbate, p. 186
  4. ^ Fiengo, Abbate, pp. 186-193
  5. ^ a b c Fiengo, Abbate, pp. 190-193
  6. ^ Tabella climatica mensile e annuale (TXT), in Archivio climatico DBT, ENEA.
  7. ^ a b c Fiengo, Abbate, p. 190
  8. ^ Lorenzo Giustiniani, Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli.
  9. ^ Matteo Camera, Memorie storico-diplomatiche dell'antica città e Ducato di Amalfi, vol. 2, Salerno, Stabilimento Tipografico Nazionale, 1881, p. 232.
  10. ^ Antonio Capano, Note storiche e di toponomastica su Amalfi e il suo territorio attraverso l'analisi del 'catasto provvisorio' del 1815, in Rassegna del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, 54, Amalfi, CCSA, Dicembre 2017, pp. 161-162.
  11. ^ Fiengo, Abbate, pp. 237-242
  12. ^ Consorzio Porto - Scoglio ed eremo di S.Caterina; chiesetta d'oglio (Lone), su 93.186.250.230.
  13. ^ F. Pansa, Istoria dell'antica città d'Amalfi, e di tutte le cose appartenerti alla medesima, accadute nella città di Napoli e nel suo Regno, Napoli, 1724, p. 63.
  14. ^ Iole MAZZOLENI e Renata OREFICE (a cura di), Il Codice Perris, Cartulario Amalfitano, sec. X-XV, in Fonti, Amalfi, 1985-1989.
  15. ^ Fiengo, Abbate, p. 192
  16. ^ Fiengo, Abbate, p. 65
  17. ^ F. Assante, Amalfi e la sua Costiera nel Settecento. Uomini e cose., Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1994, pp. 98-113, ISBN 88-7104-774-5.
  18. ^ Rosari Pilone (a cura di), Amalfi. Sergio de Amoruzco (1361-1398), in Cartulari Notarili Campani del secolo XV, fonti 2, Edizioni Athena, 1994, pp. 224-225.
  19. ^ Lone, il Casale di Amalfi. Atti ad istanza del Casale di Lone, casale della città di Amalfi sopra il prolungamento dell'esazione della gabella imposta gli anni passati, per altri 5 anni., su patrimonio.archiviodistatonapoli.it, 1593.
  20. ^ Fiengo, Abbate, pp. 48-49
  21. ^ Monte dei mercanti dell'arte della Lana luogo: Amalfi e casali di Poierola, Lona e Pastina - provincia: Principato Citeriore , 1654, su patrimonio.archiviodistatonapoli.it.
  22. ^ Convalida di una conclusione dell'università circa la licenza di affittare al miglior offerente la gabella con jus prohibendi della bottega e del forno., su patrimonio.archiviodistatonapoli.it, 13 dicembre 1738.
    «cc. 14r-14v Università di Lone (frazione di Amalfi)».
  23. ^ Raffaele Mastriani, Dizionario Geografico-Storico-Civile del Regno delle due Sicilie, tomo 2, Napoli, Raffaele de Stefano e Socii, 1838, p. 262.
  24. ^ a b Simone Lucibello, Brevi note sull'antica parrocchiale di Lone, in Rassegna del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, 54, Amalfi, CCSA, Dicembre 2017, p. 249.
  25. ^ Mansi, Illustrazione dei principali monumenti di arte e di storia del versante amalfitano, 1898, p. 64.
  26. ^ Simone Lucibello, Brevi note sull'antica Parrocchiale di Lone, in Rassegna del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, 54, Amalfi, CCSA, Dicembre 2017, p. 250.
  27. ^ Russo, pp. 138-145
  28. ^ Simone Lucibello, Brevi note sull'antica Parrocchiale di Lone, in Rassegna del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, 54, Amalfi, CCSA, Dicembre 2017, p. 250.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Pansa, Istoria dell'antica città d'Amalfi, e di tutte le cose appartenerti alla medesima, accadute nella città di Napoli e nel suo Regno, tomo 2, Napoli, 1724.
  • M. Camera, Memorie storico-diplomatiche dell'antica città e Ducato di Amalfi, vol. 2, Salerno, Stabilimento Tipografico Nazionale, 1881.
  • L. M. Mansi, Illustrazione dei principali monumenti di arte e di storia del versante Amalfitano, Tipografia nazionale di G. Bertero, Roma, 1898.
  • F. Assante, Amalfi e la sua Costiera nel Settecento. Uomini e cose., Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1994, pp. 98-113, ISBN 88-7104-774-5.
  • G.Fiengo, G. Abbate, Case a volta della costa di Amalfi, Centro di Cultura Amalfitana, 2001, ISBN 88-88283-09-9.
  • M. Russo, "Metamorfosi e adattamento a nuovo uso del 'Monistero di donne nobili' della SS. Trinità di Amalfi, Centro di Cultura Amalfitana, 2009, ISBN 978-88-88283-15-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]