Stazione meteorologica

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La stazione meteorologica è un insieme di strumenti di misura che permettono di monitorare le condizioni fisiche dell'atmosfera in un dato luogo, per un tempo indefinito, relativamente ai suoi parametri fondamentali, a fini meteorologici e climatici.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Una stazione meteorologica è composta principalmente da:

Altre stazioni meteo posseggono ulteriormente anche diversi sensori, tra cui:

Stazione a norma OMM[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Organizzazione meteorologica mondiale.

Per permettere che una stazione meteo rilevi dati definiti "corretti", ovvero statisticamente coerenti, omogenei e consistenti con quelli delle altre stazioni meteorologiche per consentirne l'eventuale uso ai fini di indagini climatiche, occorre seguire precise norme di posizionamento della stessa, alcune delle quali convenzionali:

  • I sensori di temperatura e umidità devono essere all'interno di un apposito schermo solare passivo o ventilato e rialzato ad un'altezza di ~ 180-200 cm da terra; in assenza di schermo solare il termometro rileverebbe non la temperatura reale dell'aria, ma quella del termometro stesso riscaldato dalla radiazione solare incidente per assorbimento diretto.
  • La stazione dev'essere installata su tappeto erboso naturale tagliato di frequente o tappeto sintetico di colore verde;
  • I sensori del vento devono essere posti ad un'altezza di 10 m e ad una distanza pari a 10 volte l'altezza dell'ostacolo più alto (per evitare turbolenze).

In linea teorica non esiste un modello di stazione meteorologica perfetto per la rilevazione dei dati meteo esente cioè da errori o incertezze nella misurazione; esiste però un modello preso a riferimento in quanto considerato optimum nel senso che minimizza gli inevitabili errori di misurazione: tale modello di riferimento è rappresentato dalla capannina meteorologica regolata a sua volta dalle norme di posizionamento di cui sopra. Sotto questo punto di vista l'uso di uno schermo per la radiazione solare diretta tenta di riprodurre l'effetto dello schermo della medesima radiazione da parte delle pareti in legno bianche della capannina meteorologica.

Stazioni presidiate e stazioni automatiche[modifica | modifica sorgente]

Le stazioni meteorologiche presidiate prevedono l'impiego di personale per poter completare le informazioni da integrare ai dati rilevati: il personale generalmente effettua osservazioni su visibilità, tipo di copertura nuvolosa e variazione del tempo rispetto alla rilevazione precedente.

Le stazioni meteorologiche automatiche o caricate dall'uomo, le più moderne delle quali dotate di sistema DCP (Data Collection Platform) rilevano automaticamente tutti i dati e i parametri meteorologici e, grazie ad un sistema trasmittente, inviano i messaggi SYNOP alla rete GTS dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale e al Meteosat che poi li reindirizza ai centri deputati alla loro ricezione.

Codici di identificazione[modifica | modifica sorgente]

In base alle direttive dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale, ogni stazione meteorologica ufficiale si è vista assegnare un codice WMO (World Meteorological Organization) di identificativo numerico.
Inoltre, ogni stazione è identificabile anche attraverso il codice ICAO (International Civil Aviation Organization), assegnato alle medesime dal suddetto ente, secondo parametri variabili da paese a paese. In Italia, il codice ICAO prevede l'identificazione delle stazioni meteo ufficiali attraverso una sigla di 4 lettere maiuscole, dove le prime due ("LI") risultano essere comuni a tutte le stazioni meteorologiche situate nel territorio italiano.

Uso dei dati[modifica | modifica sorgente]

I dati delle varie stazioni meteorologiche sparse sul globo (terraferma, oceano, navi, boe, aerei), oltre a descrivere lo stato attuale atmosferico di una località, vengono utilizzati a fini meteorologici, assieme ai dati provenienti dai satelliti meteorologici e dai radiosondaggi, per l' inizializzazione dei modelli meteorologici ed ottenere così le previsioni meteorologiche. In ambito climatico i dati sono invece utilizzati per la caratterizzazione del clima su un territorio attraverso le serie storiche e più in generale quindi per lo studio, in fase di detection, di eventuali mutamenti climatici a scala regionale, continentale, emisferica o globale.

Dati climatologici[modifica | modifica sorgente]

L'Organizzazione Meteorologica Mondiale ha stabilito di calcolare, per ogni stazione meteorologica ufficiale, i valori medi climatologici relativi alle precipitazioni e alle temperature massime e minime in base ai dati medi ricavabili dalle osservazioni effettuate nel trentennio di riferimento climatico 1961-1990. Tale parametro costituisce, pertanto il riferimento medio a cui vengono comparati i dati delle temperature rilevati quotidianamente e i bilanci mensili ed annuali, sia a livello termico che pluviometrico.

Considerando l'andamento della temperatura media globale della Terra, risulta pur vero che, all'interno del trentennio climatico di riferimento, il ventennio 1961-1980 si è caratterizzato per valori medi inferiori, sia in confronto ai decenni precedenti che a quello susseguente e all'attuale: ciò sta aprendo una discussione tra gli studiosi del settore, circa una possibile modifica ed estensione del periodo temporale di riferimento medio climatico.

Secondo il filone 'scettico' dei mutamenti climatici, inoltre i dati sul recente riscaldamento globale sarebbero corrotti da bias dovuto alla non completa e omogenea distribuzione delle stazioni meteorologiche sul globo nonché alla modifica dell'ambiente circostante (da rurale ad urbano) in cui queste stazioni si trovano subendo così il cosiddetto effetto isola di calore e per questo andrebbero corretti.

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