Venerdì santo

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Triduo pasquale.

Venerdì santo
Giotto di Bondone 035.jpg
Crocifissione di Gesù, Giotto, Padova, cappella degli Scrovegni
TipoReligiosa
DataVenerdì precedente la Pasqua
PeriodoAnnuale
ReligioneCristiana
Oggetto della ricorrenzaMorte di Gesù
Ricorrenze correlateSettimana santa; Pasqua
TradizioniNiente messa, adorazione della Croce, astinenza e digiuno
Tradizioni profaneRievocazioni storiche della Passione
Tradizioni culinarieDifferenti in base alle tradizioni del luogo

Il Venerdì santo è il venerdì che precede la Pasqua cristiana. In questo giorno i cristiani commemorano la passione e la crocifissione di Gesù Cristo. Questa ricorrenza viene osservata con speciali pratiche e riti dai fedeli di molte confessioni cristiane.

Data[modifica | modifica wikitesto]

Data del Venerdì santo, 1994-2020
Anno Occidente Oriente
1994 1º aprile 29 aprile
1995 14 aprile 21 aprile
1996 5 aprile 12 aprile
1997 28 marzo 25 aprile
1998 10 aprile 17 aprile
1999 2 aprile 9 aprile
2000 21 aprile 28 aprile
2001 13 aprile
2002 29 marzo 3 maggio
2003 18 aprile 25 aprile
2004 9 aprile
2005 25 marzo 29 aprile
2006 14 aprile 21 aprile
2007 6 aprile
2008 21 marzo 25 aprile
2009 10 aprile 17 aprile
2010 2 aprile
2011 22 aprile
2012 6 aprile 13 aprile
2013 29 marzo 3 maggio
2014 18 aprile
2015 3 aprile 10 aprile
2016 25 marzo 29 aprile
2017 14 aprile
2018 30 marzo 6 aprile
2019 19 aprile 26 aprile
2020 10 aprile 17 aprile

La data del Venerdì santo è mobile in quanto collegata con la data della Pasqua. Essendo la data della Pasqua diversa fra Chiese occidentali e orientali, anche le date del Venerdì santo non coincidono. In alcuni stati, come il Regno Unito, la Germania e la Svizzera (con l'eccezione del Ticino e del Vallese), Malta, l'Ungheria (dal 2017), la Svezia, la Norvegia, la Danimarca, la Finlandia, la Spagna, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, così come in paesi extraeuropei come il Canada, l'Australia, la Nuova Zelanda, Timor Est, Singapore, il Cile, la Colombia, il Venezuela, l'Ecuador, Cuba (dal 2012) e la Costa Rica, questo giorno è festivo agli effetti civili.

Nel cattolicesimo[modifica | modifica wikitesto]

Come nel Mercoledì delle ceneri, i fedeli dai 14 anni di età in su sono invitati all'astinenza dalla carne (sono ammessi uova e latticini), e quelli dai 18 ai 60 anni al digiuno ecclesiastico, che consiste nel consumare un solo pasto (pranzo o cena) durante la giornata (è ammessa, oltre a questo, una piccola refezione). Il digiuno si compie in segno di penitenza per i peccati di tutti gli uomini, che Gesù è venuto a espiare nella passione, e assume inoltre il significato mistico di attesa dello Sposo, secondo le parole di Gesù (Matteo 9,15); lo Sposo della Chiesa, cioè Cristo, viene tolto dal mondo a causa del peccato degli uomini, ma i cristiani sono invitati a preparare con il digiuno l'evento del suo ritorno e della liberazione dalla morte; questo evento si attua nel memoriale della sua resurrezione la domenica di Pasqua.

L'azione liturgica della Passione del Signore concelebrata nella chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Filadelfia

Il Venerdì Santo è giorno aliturgico: non viene celebrata la messa. L'azione liturgica della Passione del Signore (in Passione Domini), si articola in tre parti:

  1. la liturgia della Parola, composta di diverse letture (compresa la lettura della Passione) e dalla solenne preghiera universale,
  2. l'adorazione della santa Croce;
  3. invece della liturgia eucaristica si distribuisce la Comunione consacrata il giorno precedente, nella messa vespertina in Cena Domini del giovedì santo, in cui si ricorda l'ultima cena del Signore con i discepoli e il tradimento di Giuda.

La celebrazione della messa è esclusa nel rito romano anche il Sabato santo. Nel rito ambrosiano è esclusa anche tutti i venerdì della quaresima. Nel rito bizantino sono esclusi tutti i giorni feriali dello stesso periodo, nei quali si celebra invece la "liturgia dei doni presantificati".[1]

L'azione liturgica del Venerdì santo inizia nel silenzio, come si era chiusa quella del giorno precedente e come si apre quella della veglia della Pasqua, quasi a sottolineare come il Triduo pasquale sia un'unica celebrazione per i cristiani.

Solitamente, poi, in ogni parrocchia si effettua la Via Crucis o più in generale la processione devozionale con il crocifisso, le statue del Cristo morto e della Madonna addolorata, o le statue che rappresentano i misteri, ossia le stazioni della Via Crucis. Il papa celebra quest'ultimo rito presso il Colosseo.

Le campane il Venerdì santo[modifica | modifica wikitesto]

Il Venerdì santo le campane, che tradizionalmente richiamano i fedeli alla celebrazione dell'eucaristia, in segno di lutto non suonano. Occorre però precisare da quale momento, in quanto si riscontrano tradizioni differenti a seconda dei diversi riti cattolici.

  • Secondo il rito romano le campane suonano per l'ultima volta la sera del giovedì santo, e precisamente al canto del Gloria della messa vespertina, per poi tornare a suonare a festa durante la veglia pasquale, sempre al canto del Gloria, come segno dell'annuncio dei cristiani della resurrezione di Gesù.
  • Nel rito ambrosiano, invece, le campane suonano sino all'annuncio della morte del Signore: le ore tre del pomeriggio del Venerdì santo. Dopodiché tacciono fino alla veglia pasquale.

Nella tradizione popolare italiana[modifica | modifica wikitesto]

Cristo morto di autore ignoto del 1850, si porta in processione il Venerdì santo a Catenanuova (EN)
Processione mattutina della Madonna Addolorata durante le Sacre Rappresentazioni del Venerdì Santo di Romagnano Sesia (NO)

In Piemonte risiede una delle più antiche rappresentazioni del Venerdì Santo, una reliquia vivente del passato, risalente a tre secoli fa, che si svolge durante la Settimana Santa, con cadenza biennale, a Romagnano Sesia, in provincia di Novara.

In Abruzzo, a Chieti, si svolge quella che è ritenuta la più antica Processione del Cristo Morto in Italia (secondo la tradizione dall'842), al tramonto, tra tripodi accesi di fiamma e le struggenti note del miserere di Saverio Selecchy di quasi quattrocento tra musici e cantori; senza eccezioni, da oltre quattro secoli, l'organizzazione è a cura dell'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti.
Sempre in territorio abruzzese molto evocative sono la Processione della Settimana Santa di Teramo, la Processione degli Incappucciati di Lanciano, sotto la storica organizzazione dell'Arciconfraternita Morte e Orazione (1608), e la processione della Settimana Santa di Sulmona.

In Molise, a Campobasso, già dal 1626, anno della sua istituzione, si svolge la calorosa e devota processione del Cristo morto e della Madonna Addolorata. La manifestazione religiosa è una delle due manifestazioni in cui i campobassani si sentono più partecipi, soprattutto emotivamente. Il lungo e mesto corteo, che chiama a sé tutta la città, si muove nel pomeriggio dall'antica chiesa di Santa Maria della Croce, per poi snodarsi dapprima nel centro storico, arrivando fin quasi ai piedi del Castello Monforte e, successivamente, giunge nella zona murattiana e moderna della città, dove attende ormai la tradizionale sosta al carcere di via Cavour, a cui seguono una preghiera scritta dai detenuti e una breve riflessione dell'arcivescovo dell'Arcidiocesi di Campobasso-Boiano (Giancarlo Maria Bregantini) ; passando poi come ultimo tragitto sul lungo corso comunale stracolmo di persone, la processione fa quindi ritorno nella chiesa da dove era partita. La scelta dell'orario pomeridiano non è casuale, volendo altresì ricordare il momento in cui avvenne il trapasso di Gesù Cristo.

La peculiarità di questa cerimonia è quella di avere all'interno un coro di circa settecento persone, il quale durante il lungo percorso, abbraccia e commuove l'intera comunità campobassana con lo struggente e coinvolgente canto del "Teco vorrei", composizione di inizio Novecento del maestro campobassano Michele De Nigris su versi di Pietro Metastasio. Tale espressione musicale vuol essere, in un certo qual modo, anche il prosieguo di quella tradizione che era già presente tra le antiche confraternite cittadine dei Crociati e i Trinitari nel XVI secolo, i quali, a seguito della malinconica teoria mattutina, intonavano il "Lamento della Madonna Santissima".

In Sicilia, in particolare a Palermo e a Trapani, il Venerdì santo è uno dei giorni più particolari dell'anno. Vengono fusi liturgia e folclore: vengono effettuate delle vere e proprie "rievocazioni" del giorno della morte di Gesù. Un esempio possono essere gli "incontri" tra le statue di Gesù e della Madonna prima che avvenga la crocefissione. Le processioni sono sempre accompagnate delle marce funebri delle bande musicali e soprattutto dai "lamenti" (canti generalmente in dialetto che rievocano la passione).

In Friuli Venezia Giulia, viene fatta nei paesi di Erto (PN), Vinaio (UD), Sesto al Reghena (PN), Cicconico di Fagagna (UD) e in anni passati a Santa Margherita del Gruagno (UD) la "Sacra rappresentazione vivente della via crucis".

Processione devozionale di Venerdì santo a Barletta
La processione dei Misteri di Trapani
Licodia Eubea, l'antica tradizione della crocifissione sul monte Calvario per la sera del Venerdì santo, uno dei momenti più sentiti dell'antica settimana santa di Licodia
L'incontro tra Gesù redentore e la Madonna addolorata. Castrofilippo, provincia di Agrigento

Nomi nelle varie lingue[modifica | modifica wikitesto]

Il Venerdì santo viene chiamato in modi differenti nelle varie lingue.

Lingua Nome Significato letterale
Ceco Velký Pátek Grande venerdì
Croato Veliki Petak Grande venerdì
Danese Langfredag Venerdì lungo
Finlandese Pitkäperjantai Venerdì lungo
Estone Suur reede Grande venerdì
Francese Vendredi saint Venerdì santo
Inglese Good Friday Venerdì buono
Irlandese Aoine an Chéasta Venerdì della Crocifissione
Lettone Lielā Piektdiena Grande venerdì
Lituano Didysis Penktadienis Grande venerdì
Maltese Gimgha l-Kbira Grande venerdì
Polacco Wielki Piątek Grande venerdì
Portoghese Sexta-Feira Santa Venerdì santo
Serbo Велики Петак Grande venerdì
Slovacco Veľký piatok Grande venerdì
Spagnolo Viernes Santo Venerdì santo
Svedese Långfredagen Venerdì lungo
Tedesco Karfreitag Venerdì di lamentazione
Olandese Goede Vrijdag Venerdì buono
Friulano Vinars Sant Venerdì Santo
Ungherese Nagypéntek Grande venerdì

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Catechismo della Chiesa Cattolica, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 1992, ISBN 88-209-1888-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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