Calvario

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Sommità del Calvario all'interno della Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme

Calvario (dal latino Calvariae locus e più tardi Calvarium «luogo del cranio», dall'aramaico gūlgūtā «cranio, teschio», in greco Γολγοϑᾶ, da cui il latino Golgŏtha e l’italiano Gòlgota)[1] è la collina (secondo la tradizione un monticulus)[2] appena fuori dalle mura di Gerusalemme su cui, secondo la narrazione dei vangeli, salì Gesù per esservi crocifisso.[1] Il nome deriva dal fatto di essere il luogo della sepoltura di Adamo o per la presenza dei teschi dei condannati non seppelliti.[3][4] In effetti il Golgota, per tradizione vuole essere la tomba di Adamo. In molte iconografie antiche infatti, le crocifissioni venivano raffigurate con un teschio inumato, dipinto sotto la croce.

Collocazione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione il luogo è appena fuori dalle mura di Gerusalemme del tempo di Gesù, a nord-ovest, ma all'interno dell'attuale città vecchia (in epoche più recenti le mura vennero spostate verso nord). Consiste in un rilievo roccioso di pochi metri, che attualmente è inglobato all'interno della basilica del Santo Sepolcro, in particolare la Cappella della Crocifissione, gestita dai Frati Minori della Custodia di Terra Santa, e la Cappella della Morte, dei greci ortodossi. Esse furono costruite rialzando di alcuni metri, in modo da ricoprire e racchiudere la roccia, che è visibile in parte attraverso un vetro e si può toccare infilando la mano in un foro nel pavimento sotto l'altare eretto sulla sua sommità, in quello che si ritiene il punto esatto dove Gesù fu crocifisso. Nella parte sinistra della chiesa invece, a poche decine di metri, si trova il sepolcro dove Gesù fu deposto.

Un secondo luogo più settentrionale fu suggerito dai protestanti nell'Ottocento, perché le rocce assomigliano ad un teschio. Anche questo luogo è vicino ad un'antica tomba, nota come Tomba del Giardino. A sostegno dell'ipotesi che questo possa essere il Gòlgota o luogo del Cranio viene portato il fatto che questa montagnola è situata immediatamente fuori delle mura di Gerusalemme, sul lato e la cima di questo luogo, dove sarebbe stata posta la croce, è ben visibile dall'interno della città. I Romani infatti, (ricordiamo infatti che Gerusalemme e tutta la Giudea era all'epoca parte dell'Impero romano e che Gesù fu condannato e giustiziato dai romani) usavano crocifiggere in luoghi alti e ben visibili a tutti.

Uso al tempo di Gesù[modifica | modifica wikitesto]

La collina era usata come luogo di esecuzione della pena della crocifissione, molto in uso presso i Romani. Si suppone che il suo nome derivi da questo, oppure dalla sua forma tondeggiante come la calotta di un cranio.

Si nomina il Golgota nel Vangelo secondo Matteo:

« Giunti a un luogo detto Gòlgota, che significa luogo del cranio »   (Matteo 27,33)

nel Vangelo secondo Marco:

« Condussero dunque Gesù al luogo del Gòlgota, che significa luogo del cranio »   (Marco 15,22)

nel Vangelo secondo Luca:

« Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. »   (Luca 23,33)

e nel Vangelo secondo Giovanni:

« Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota »   (Giovanni 19,17)

La versione di Origene[modifica | modifica wikitesto]

Origene (III secolo), riteneva che il Golgota fosse il luogo della sepoltura di Adamo: questo fatto simbolicamente ribadiva il ruolo di Gesù come "nuovo Adamo", fondatore della nuova umanità redenta (cfr. 1 Corinzi 15,21-22). Per questo motivo, nelle rappresentazioni della crocefissione, ai piedi della Croce è spesso raffigurato il teschio di Adamo.

Altri significati[modifica | modifica wikitesto]

Analogamente al significato che ha acquistato il vocabolo croce,[5] il termine calvario sta a indicare figurativamente una fase lunga e dolorosa della salute di una persona, quasi sempre in riferimento alle sue ultime ore di vita, o comunque una prolungata serie di patimenti.[6] Questo uso deriva dal fatto che la pietà popolare, ad esempio nella pratica della Via Crucis, ha visto la salita di Gesù al Calvario come una salita lunga e tormentosa che deve concludersi con la morte del Redentore.

Figurazione artistica[modifica | modifica wikitesto]

La sacra altura sulla quale Gesù venne crocifisso è osservabile anche nel più antico mosaico absidale a noi giunto presente nella Chiesa di Santa Pudenziana a Roma dove è rappresentato Cristo in trono circondato dagli apostoli. Sullo sfondo, oltre a poter osservare la rappresentazione di una città ideale in prospettiva (che secondo molti studiosi rappresenterebbe la Gerusalemme Celeste) è possibile notare la Croce Gemmata posta sulla sommità, appunto, del Golgota.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b calvàrio in Vocabolario - Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 15 aprile 2017.
  2. ^ Franco Scaglia e Vincenzo Paglia, Cercando Gesù, Edizioni Piemme, 20 marzo 2012, ISBN 9788858506349. URL consultato il 15 aprile 2017.
  3. ^ Esposizione Letterale, Ascetica, E Morale delle Sette Parole di Gesu' in Croce, 1° gennaio 1824. URL consultato il 15 aprile 2017.
    «San Girolamo a differenza dell'opinione della maggior parte dei Padri della Chiesa ritiene che il nome derivi esclusivamente dalla presenza dei teschi dei condannati sparsi sul luogo.».
  4. ^ Massimo Olmi, Indagine sulla croce di Cristo, La Fontana di Siloe, 19 febbraio 2015, ISBN 9788867370504. URL consultato il 15 aprile 2017.
  5. ^ Croce, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 2 maggio 2016.
  6. ^ Calvario, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 2 maggio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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