Venerabile Arciconfraternita del Gonfalone dei Santi Prisco e Agnello

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Venerabile Arciconfraternita del Gonfalone dei Santi Prisco ed Agnello
Logo gonfalone sant'agnello.png
Fondazione1642
Sede centraleItalia Sant'Agnello

La Venerabile Arciconfraternita del Gonfalone dei Santi Prisco ed Agnello ha sede a Sant'Agnello, sulla costiera sorrentina, area della città metropolitana di Napoli. Fu fondata nell'anno 1642 come Monte di Pietà e Monte dei Morti, nella Chiesa Estaurita dei Santi Prisco ed Agnello dell'allora comune di Piano di Sorrento (Sant'Agnello non era ancora un comune indipendente), con lo scopo altamente cristiano e sociale di sottrarre gli iscritti dal ricorso all'usura mediante prestiti agevolati o gratuiti per i poveri.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

L'origine dell'Arcionfraternita è antica, anche se nacque sotto forme diverse. I fondatori della Arciconfraternita furono gli estauritari della Chiesa di Sant'Agnello: Col. Aniello Starace, Giuseppe Gargiulo, Geronimo Paturzo, Gio.Camillo Irolla e Gio.Tomaso Gargiulo, i quali formularono ed approvarono lo Statuto il 22 agosto dell'anno 1642, sottoponendolo al beneplacito del duca di Medina de las Torres, allora Viceré di Napoli, Ramiro Felipe Núñez de Guzmán. Il Regio assenso arrivò il 13 novembre dello stesso anno.

La fondazione di questo sodalizio provocò tanto entusiasmo che fu chiesta l'erezione a Confraternita, la quale fu autorizzata con decreto del Re Ferdinando IV di Napoli, il 23 novembre 1765.

La pia Istituzione infatti si inserì rapidamente nella realtà sociale e religiosa della comunità promuovendo opere di fede e di beneficenza. Inoltre la Confraternita stessa provvedeva alla commemorazione dei defunti, all'organizzazione di feste in onore di San Prisco, Santa Maria delle Grazie e la celebrazione per l'Elevazione della Santa Croce e partecipava a tutte le processioni della Parrocchia, comprese quelle del Giovedì e del Venerdì santo.

Sede[modifica | modifica wikitesto]

L'Arciconfraternita ha sede nella Chiesa Parrocchiale di Sant'Agnello dove possiede una Cappella con altare e sepoltura prospiciente, posta nella navata destra, ed una Cappella con sepoltura, senza altare, posta nella navata sinistra dietro al pulpito. Possiede inoltre una stanza adibita alle riunioni dell'Amministrazione ed alla conservazione di oggetti, registri e documenti storici.

L'Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'Arciconfraternita è retta da un'Amministrazione composta cinque membri, con la qualifica di Priore ed Assistenti, eletti dai confratelli, che restano in carica per cinque anni.

Il Priore è eletto a maggioranza, tra i cinque confratelli più votati che compongono l'Amministrazione. Il suo mandato non può durare più di dieci anni consecutivi, per questo motivo non può essere rieletto per la terza volta.

Le varie cariche di 1°, 2°, 3° e 4° Assistente sono distribuite in proporzione ai voti riportati. La stessa Amministrazione designa tra i confratelli il Segretario e il Tesoriere.

Dopo le elezioni per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione del 14 Gennaio 2018, l'Amministrazione del Sodalizio è composta da:

  • Vincenzo Gargiulo, Priore
  • Aniello Russo, 1° Assistente
  • Francesco Accardi, 2° Assistente
  • Vincenzo Cappiello, 3° Assistente
  • Ciro Ferraro, 4° Assistente
  • Lino Palumbo, Segretario
  • Marco Pica, Tesoriere

I simboli dell'Arciconfraternita[modifica | modifica wikitesto]

I simboli della Arcionfraternita sono quattro oggetti direttamente riferiti ai Santi venerati dalla Arciconfraternita: la mitria e il pastorale appartenenti a San Prisco e la bandiera di Sant’Agnello.

Il saio[modifica | modifica wikitesto]

In antichità, l'Arciconfraternita non aveva un proprio vestiario da indossare nelle processioni e per l'accompagnamento dei Confratelli defunti. Così il 26 ottobre del 1765 venne presentata domanda al Re di Napoli Ferdinando IV, che venne accolta il 28 novembre del 1765, e concesse alla Confraternita di poter indossare il saio col cappuccio di tela bianca, il cordone color cremisi, la mozzetta di amover color violetto terminante con cappuccetto sulle spalle ed avente sul lato sinistro la figura con i Santi Prisco ed Agnello.

Il giorno 8 marzo del 1892 venne inoltrata istanza all'Arcivescovo di Sorrento, Mons. Giuseppe Giustiniani, per ottenere l'autorizzazione ad indossare, per la processione del Cristo Morto del Venerdì Santo, il saio ed il cappuccio nero anziché bianchi, per rendere più compita ed imponente la cerimonia.

L'autorizzazione vescovile venne concessa il 12 marzo del 1892, e tutt'oggi l'Arciconfraternita usa il saio nero durante la solenne cerimonia.

La Processione del “Cristo Morto”[modifica | modifica wikitesto]

La solenne Processione del Cristo, ha avuto inizio nel 1892, nel corso degli anni ha avuto una serie di modifiche e integrazioni artistiche, volte a rendere più significativa e meditativa la cerimonia. L'uscita della Processione è prevista per la sera del Venerdì Santo, con un solenne atto di meditazione che anticipa l'uscita dei Martiri, simboli della Passione e Morte di Gesù Cristo, affiancati da lampioni e fiaccole che illuminano il percorso cittadino.

La processione è accompagnata dallo struggente coro di voci bianche del “Deh Popoli”, che hanno da sempre accompagnato il Simulacro del Cristo Morto per le vie cittadine. Dal 2018, il coro è diretto dal M° Salvatore Gargiulo.

Oltre al coro di voci bianche è presente anche il Miserere, che eseguito in stile “Gregoriano”, nel corso degli anni chiude la processione accompagnando l'Addolorata, verso il Cristo Morto. Dal 2018, la direzione del Miserere è affidata al M° Aniello Russo.

Al termine della processione, durante la cerimonia di rientro, viene eseguito il canto “Ah si versate lacrime”, conosciuto anche con il nome di "Lodi a Cristo".

La Processione viene accompagnata, dal 2019, dal Gran Concerto Bandistico “Città di Francavilla Fontana”.

L'elevazione ad Arciconfraternita[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi del secolo scorso, in considerazione della lunga attività e delle benemerenze acquisite, gli Amministratori della Confraternita ritennero che vi fossero le condizioni per richiedere l'Elevazione del Sodalizio ad Arciconfraternita.

Il primo iter fu iniziato nell'anno 1906 che si interruppe, per non specificati motivi, e poi ripreso nel 1919 con esiti negativi, visto che la documentazione che doveva essere spedita a Roma, non partì proprio dalla Curia di Sorrento.

Dopo oltre mezzo secolo, l'Amministrazione della Confraternita, guidata dal Priore, Rito Maresca, inoltrò domanda di aggregazione alla Venerabile Arciconfraternita del Gonfalone di Roma.

In data 6 novembre dello stesso anno l'istanza venne sottoposta al beneplacito di Sua Em.za Mons. Felice Cece, Arcivescovo dell'Arcidiocesi Sorrento-Castellammare, beneplacito concesso il giorno 3 gennaio dell'anno 1992. Così il giorno 22 dello stesso mese la domanda venne inoltrata all'Arciconfraternita del Gonfalone tramite la Segreteria di coordinamento delle Confraternite d'Italia, ma inspiegabilmente la pratica si bloccò nuovamente.

Nel 2014, la nuova amministrazione della Confraternita riprese tutta la documentazione preparata nel 1992, e dopo aver avuto anche stavolta il benestare dell'attuale Arcivescovo dell'Arcidiocesi Sorrento-Castellammare, Rev.Mons. Francesco Alfano, datato 19 settembre 2014, sono stati allacciati contatti con la Venerabile Arciconfraternita del Gonfalone di Roma, detta anche Mater Omnium.

Così, il 1º dicembre 2014, tramite Decreto, la Confraternita del Monte dei Morti dei Santi Prisco ed Agnello tramite l'affilizione con la Venerabile Arciconfraternita del Gonfalone di Roma, dopo oltre 350 anni di storia, è stata elevata ad Arciconfraternita, assumendo il titolo di Venerabile Arciconfraternita del Gonfalone dei Santi Prisco ed Agnello.

L'elevazione è stata ufficializzata in data 5 dicembre 2014, durante la Cerimonia di Intronizzazione della statua del Santo Patrono, Sant'Agnello, alla presenza del Governatore della Venerabile Arciconfraternita del Gonfalone di Roma, sig. Simone Ferrari, e del Padre Spirituale della Mater Omnium, Mons. Luigi Veturi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "La Confraternita del Pio Monte dei Santi Prisco ed Agnello in Sant'Agnello" di Bruno Balsamo