Arcidiocesi di Campobasso-Boiano

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Arcidiocesi di Campobasso-Boiano
Archidioecesis Campobassensis-Boianensis
Chiesa latina
Cattedrale campobasso.jpg
Regione ecclesiastica Abruzzo-Molise
Mappa della diocesi
Diocesi suffraganee
Isernia-Venafro, Termoli-Larino, Trivento
Arcivescovo metropolita Giancarlo Maria Bregantini, C.S.S.
Vicario generale Antonio Arienzale
Vescovi emeriti Armando Dini
Sacerdoti 97 di cui 58 secolari e 39 regolari
1.284 battezzati per sacerdote
Religiosi 67 uomini, 95 donne
Diaconi 7 permanenti
Abitanti 126.800
Battezzati 124.600 (98,3% del totale)
Superficie 1.120 km² in Italia
Parrocchie 69 (5 vicariati)
Erezione XI secolo
Rito romano
Cattedrale Santissima Trinità
Concattedrali San Bartolomeo
Santi patroni san Bartolomeo apostolo
Indirizzo Corso Giuseppe Mazzini 76, 86100 Campobasso, Italia
Sito web www.diocesicampobassobojano.it
Dati dall'Annuario pontificio 2014 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia

L'arcidiocesi di Campobasso-Boiano (in latino: Archidioecesis Campobassensis-Boianensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Abruzzo-Molise. Nel 2013 contava 124.600 battezzati su 126.800 abitanti. È retta dall'arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini, C.S.S.

Patrono dell'arcidiocesi è san Bartolomeo apostolo, titolare della concattedrale di Boiano, che si festeggia il 24 agosto.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi comprende 44 comuni molisani:

Sede arcivescovile è la città di Campobasso, dove sorge la cattedrale della Santissima Trinità. A Boiano, un tempo sede vescovile, si trova la concattedrale di San Bartolomeo. A Castelpetroso invece, ha sede il più importante santuario molisano, quello dell'Addolorata.

Il territorio si estende su 1.120 km² ed è suddiviso in 69 parrocchie, raggruppate in cinque foranie: Campobasso, Boiano-Castelpetroso, Matrice, Riccia e Sepino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Ferdinando Ughelli[1], il primo vescovo di Boiano fu Lorenzo, che intervenne ai sinodi romani indetti da papa Simmaco e attribuiti agli anni 501 e 502;[2] questo Lorenzo potrebbe essere identificato con due vescovi omonimi, indicati senza la loro sede di appartenenza, il primo che prese parte al concilio celebrato da papa Gelasio I nel 495, il secondo che fu destinatario di una lettera del medesimo pontefice (492-496), assieme ai vescovi Costanzo di Venafro e Siracusio di sede ignota.[3][4]

Non si hanno altre notizie in antichità della diocesi di Boiano fino all'XI secolo. Nella bolla rilasciata al vescovo Gerardo di Isernia dal metropolita Atenolfo II di Capua nel 1047[5], il territorio e le chiese di Boiano appaiono sottomesse al vescovo isernino. Tuttavia nel privilegio di papa Stefano IX del gennaio 1058, Boiano risulta essere una delle suffraganee dell'arcidiocesi di Benevento.[6] La prima menzione di un vescovo di Boiano in questo periodo è quella di un anonimo prelato che prese parte al sinodo provinciale indetto dal metropolita Udalrico di Benevento nel 1061; non è da escludere che questi possa corrispondere al vescovo Alberto, documentato dal 1068 al 1089.[7]

All'epoca del vescovo Alberto si deve anche la costruzione della cattedrale bojanese di San Bartolomeo, edificata grazie alla liberalità e alla munificenza del conte normanno Rodolfo di Moulins; gravemente danneggiata da un terremoto, venne ricostruita e consacrata dal vescovo Poliziano nel maggio del 1215, e ancora restaurata nel XV secolo da Silvio Pandoni.

Risale all'XI secolo anche l'espansione monastica benedettina nel territorio di Boiano. Si possono ricordare «i monasteri di Santa Giusta a Baranello, Sant'Apollinare a Boiano, Sant'Eustachio della Vipera a Gambatesa, Santa Maria Decorata a Gildone, Santa Maria di Faifoli a Montagano, Santa Maria de Casale plano a Pietracatella, Sant'Eustachio a Riccia, San Nicola di Monte Matese a San Massimo, Santa Croce e Santa Maria a Sepino, Santa Maria de Monte Viride a Vinchiaturo.»[8]

Tra i vescovi di Boiano degni di nota, si ricorda in particolare Pirro Franco (1549-1572), succeduto allo zio Valentino Franco, strenuo difensore dell'indipendenza e delle immunità ecclesiastiche, fino ad arrivare allo scontro con le autorità civili che chiesero, inutilmente, a Filippo I di Spagna l'allontanamento del prelato dal regno.

Difficili e tardivi furono i tentativi dei vescovi boianesi di attuare in diocesi i decreti di riforma del concilio di Trento. Il primo sinodo diocesano di cui si ha conoscenza è quello celebrato da Fulgenzio Gallucci nel 1630; un altro sinodo venne indetto dal vescovo Giovanni Riccanale (1684-1685), mentre si deve al suo successore Francesco Antonio Iannone (1685-1708) la fondazione del seminario diocesano. La relazione della visita ad limina del 1712 descrive dettagliatamente la situazione della diocesi ed in particolare quella delle città di Boiano e di Campobasso, quest'ultima in forte ascesa dal punto di vista amministrativo e commerciale: a Boiano «erano ventitré chiese aperte al culto, un convento con nove frati, cinque confraternite, cinque ecclesiastici dottori in legge e 1560 abitanti (lievitati a 1590 nel 1715, anno di una nuova relazione); nella seconda, ventisette le chiese aperte al culto, ottantasette sacerdoti, quattordici dottori in legge, per lo più ecclesiastici, cinque maestri di scuola, sei medici, cinque notai e due mammare (levatrici), con 3179 abitanti (lievitati a 3533 nel 1715).»[8]

L'importanza sempre più crescente di Campobasso si evince anche dal fatto che nel corso del Seicento diversi vescovi vi morirono e vi furono sepolti, e che nel 1738 il vescovo Domenico Antonio Manfredi (1738- 1746) fissò la sua residenza a Campobasso, dove furono traslate anche la cancelleria vescovile e l'archivio diocesano.[8]

Il 29 giugno 1927 in forza della bolla Ad rectum di papa Pio XI la cattedra, la residenza vescovile, il capitolo della cattedrale ed il seminario diocesano furono definitivamente traslati a Campobasso e la diocesi assunse il nome di diocesi di Boiano-Campobasso.

L'11 febbraio 1973 la diocesi, già suffraganea di Benevento, fu elevata al rango di arcidiocesi con la bolla Pontificalis Nostri di papa Paolo VI, immediatamente soggetta alla Santa Sede. Il 21 agosto 1976 fu ulteriormente elevata ad arcidiocesi metropolitana in forza della bolla Ad apicem sacerdotalis dello stesso papa Paolo VI, con la quale le furono assegnate le attuali suffraganee.

Il 27 febbraio 1982, con decreto della Congregazione per i Vescovi, ha mutato il proprio nome in quello attuale, conservando la denominazione dell'antica sede episcopale.

L'anno successivo, con decreto della medesima Congregazione, 17 comuni molisani appartenenti all'arcidiocesi di Benevento furono annessi alla sede di Campobasso-Boiano: Macchia Valfortore, Matrice, San Giovanni in Galdo, Campolieto, Pietracatella, Gildone, Ielsi, Cercemaggiore, Campodipietra, Toro, Monacilioni, Sant'Elia a Pianisi, Gambatesa, Riccia, Tufara, Limosano e Sant'Angelo Limosano.[9]

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Boiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Lorenzo † (prima del 495 ? - dopo il 502)
  • Anonimo † (menzionato nel 1061)
  • Alberto † (prima del 1068 - dopo il 1089)[10]
  • Oberto † (menzionato nel 1094)[10]
  • Bernardo † (menzionato nel 1105)
  • Adamo † (menzionato nel 1119)
  • Roberto † (menzionato nel 1149)
  • Andrea I † (prima del 1179 - dopo il 1181)[11]
  • Pietro † (menzionato nel 1189)[11]
  • Matteo † (prima del 1195 - dopo il 1203)[11]
  • Rinaldo † (prima del 1206 - dopo il 1210)[11]
  • Anonimo † (menzionato nel 1212)[11]
  • Poliziano † (menzionato nel 1215)[11]
  • R. † (menzionato nel 1217)[11]
  • Giovanni I † (21 dicembre 1225 - dopo il 1239)[11]
  • Anonimo † (menzionato nel 1241)[11]
  • Giuseppe † (menzionato dal 1244 al 1252)[11]
  • Palmerio † (23 luglio 1252 - 1276 deceduto)[11]
  • Giovanni II † (9 gennaio 1277 - ?)[12]
  • Guglielmo I † (prima del 1290 - dopo il 1311)[11]
  • Angelo † (menzionato nel 1314)
  • Pietro di Caserta, O.P. † (1319 - ?)
  • Andrea II † (menzionato nel 1322)
  • Bernerio Dohonella † (menzionato nel 1337)
  • G. † (menzionato nel 1340)
  • Angelo Lupara † (prima del 1345 - 1364 deceduto)
  • Berardo da Castiglione † (13 settembre 1364 - ? deceduto)
    • Niccolò Notarii Angeli de Melfia † (22 marzo 1385 - ?) (antivescovo)
  • Guglielmo II † (1390 - ?)
  • Carlo † (1396 - 1412 deceduto)
  • Giovanni III † (1412 - 1412 deceduto)
    • Nicolò Offeri † (13 marzo 1413 - 1423 dimesso) (amministratore apostolico)
  • Nicolò Sanframondi † (1º febbraio 1423 - 1428 deceduto)
  • Pietro Urio, O.P. † (23 febbraio 1428 - 18 dicembre 1430 nominato vescovo di Monopoli)
  • Raimondo degli Ugotti, O.S.B.I. † (18 dicembre 1430 - 3 luglio 1439 nominato arcivescovo di Conza)
  • Andrea di Veroli † (25 settembre 1439 - 11 settembre 1452 nominato vescovo di Urbino)
  • Jacopo Di Monte † (11 settembre 1452 - 1458 deceduto)
  • Antonio da Teramo † (10 novembre 1458 - ?)
  • Odo degli Odoni † (31 gennaio 1464 - 1489 deceduto)
  • Silvio Pandoni † (29 luglio 1489 - 21 maggio 1515 nominato vescovo di Aversa)
    • Silvio Pandoni † (29 luglio 1489 - 8 febbraio 1519 deceduto) (amministratore apostolico)
    • Franciotto Orsini † (1519 - 1523 dimesso) (amministratore apostolico)
  • Valentino Franco † (24 luglio 1523 - 7 giugno 1549 dimesso)
  • Pirro Franco † (7 giugno 1549 - 1572 deceduto)
  • Carlo Carafa † (4 luglio 1572 - 29 settembre 1608 deceduto)
  • Fabrizio Degli Afflitti † (10 novembre 1608 - 1613 deceduto)
  • Pietro Paolo Eustachi † (15 luglio 1613 - 1622 deceduto)
  • Ottaviano Garzadori † (19 dicembre 1622 - 11 marzo 1624 nominato arcivescovo di Zara)
  • Fulgenzio Gallucci, O.S.A. † (11 marzo 1624 - 9 novembre 1632 deceduto)
  • Pietro de Filippi † (26 settembre 1633 - 8 settembre 1640 deceduto)
  • Filippo Benedetto de Sio, O.F.M. † (21 ottobre 1641 - 16 agosto 1651 deceduto)
  • Petronio Veroni, O.S.A. † (8 gennaio 1652 - 11 maggio 1653 deceduto)
  • Celestino Bruno, O.S.A. † (18 agosto 1653 - 22 dicembre 1663 deceduto)
  • Giuseppe Protospatario † (31 marzo 1664 - settembre 1665 deceduto)
  • Antonio Graziani † (15 febbraio 1666 - maggio 1684 deceduto)
  • Giovanni Riccanale † (2 ottobre 1684 - marzo 1685 deceduto)
  • Francesco Antonio Iannone † (10 settembre 1685 - febbraio 1708 deceduto)
  • Angelo Rendina † (14 maggio 1708 - 15 novembre 1716 deceduto)
  • Nunzio Baccari † (14 marzo 1718 - 11 gennaio 1738 deceduto)
  • Domenico Antonio Manfredi † (3 marzo 1738 - 10 marzo 1746 deceduto)
  • Bernardo Cangiani † (2 maggio 1746 - 26 gennaio 1770 dimesso)
  • Domenico Micillo † (12 marzo 1770 - maggio 1774 deceduto)
  • Niccolò Rossetti † (27 giugno 1774 - 25 gennaio 1819 deceduto)
  • Gennaro Pasca † (4 giugno 1819 - 23 giugno 1828 nominato vescovo di Nola)
  • Taddeo Garzilli † (23 giugno 1828 - 20 gennaio 1834 nominato vescovo di Acerra)
    • Sede vacante (1834-1836)
  • Giuseppe Riccardi † (11 luglio 1836 - 19 dicembre 1854 deceduto)
  • Lorenzo Moffa, O.F.M. † (23 marzo 1855 - 1863 deceduto)
    • Sede vacante (1863-1871)
  • Anastasio Laterza, O.C.D. † (22 dicembre 1871 - 19 marzo 1879 deceduto)
  • Francesco Maccarone † (19 marzo 1879 succeduto - 27 febbraio 1897 deceduto)
  • Felice Gianfelice † (19 aprile 1897 - 9 giugno 1916 deceduto)
  • Alberto Romita † (22 marzo 1917 - 29 giugno 1927 nominato vescovo di Boiano-Campobasso)

Vescovi e arcivescovi di Boiano-Campobasso[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Romita † (29 giugno 1927 - 14 ottobre 1939 deceduto)
  • Secondo Bologna † (8 gennaio 1940 - 11 ottobre 1943 deceduto)
    • Sede vacante (1943-1948)
  • Alberto Carinci † (28 aprile 1948 - 31 gennaio 1977 ritirato)
  • Enzio d'Antonio (31 gennaio 1977 succeduto - 24 giugno 1979 dimesso)
  • Pietro Santoro † (15 ottobre 1979 - 27 febbraio 1982 nominato arcivescovo di Campobasso-Boiano)

Arcivescovi di Campobasso-Boiano[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi oriundi della diocesi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 126.800 persone contava 124.600 battezzati, corrispondenti al 98,3% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 100.000 100.000 100,0 93 68 25 1.075 25 65 46
1959 85.000 90.000 94,4 78 58 20 1.089 19 270 51
1970 95.050 95.500 99,5 108 65 43 880 53 156 49
1980 86.556 91.327 94,8 90 55 35 961 55 116 51
1990 127.500 130.500 97,7 109 69 40 1.169 48 130 70
1999 124.000 126.000 98,4 105 65 40 1.180 4 80 95 70
2000 124.000 126.200 98,3 106 66 40 1.169 4 83 98 70
2001 123.000 125.900 97,7 101 60 41 1.217 5 81 91 70
2002 124.000 126.000 98,4 99 59 40 1.252 6 73 103 70
2003 124.000 126.000 98,4 102 62 40 1.215 6 75 105 70
2004 124.000 126.000 98,4 97 57 40 1.278 6 77 103 68
2006 123.000 125.000 98,4 95 59 36 1.294 7 57 100 70
2013 124.600 126.800 98,3 97 58 39 1.284 7 67 95 69

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Italia sacra, vol. VIII, col. 242.
  2. ^ Theodor Mommsen, Acta synhodorum habitarum Romae, in Monumenta Germaniae Historica, Auctorum antiquissimorum, XII, Berlino 1894, pp. 432-455.
  3. ^ Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, vol. II, Roma 2000, pp. 1250-1251.
  4. ^ Non tutti gli autori sono concordi nell'attribuire il vescovo Lorenzo alla diocesi di Boiano. Infatti, a causa della difficoltà di lettura dei manoscritti, che riportano diverse varianti della sede episcopale (Bovianensis, Bobianensis, Bononiensis le forme principali), Lorenzo è attribuito alla diocesi di Bobbio (Cappelletti) o a quella di Bologna. Lanzoni esclude che si tratti di queste sedi e identifica Lorenzo come vescovo di Boiano.
  5. ^ Testo della bolla in: Ughelli, Italia sacra, vol. VI, coll. 394-395.
  6. ^ Kehr, Italia pontificia, IX, p. 58, nº 24.
  7. ^ Kehr, Italia pontificia, IX, p. 199.
  8. ^ a b c Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.
  9. ^ Elenco dei comuni nella pagina di Beweb - Beni ecclesiastici in web. I due decreti della Congregazione per i Vescovi del 1982 e del 1983 non sono stati pubblicati sugli Acta Apostolicae Sedis. Secondo quanto riporta Beweb, il comune di Sassinoro, che faceva parte della sede molisana nel 1927, passò in un periodo imprecisato all'arcidiocesi di Benevento.
  10. ^ a b Hans-Walter Klewitz, Zur geschichte der bistums organization Campaniens und Apuliens im 10. und 11. Jahrhundert, in Quellen und Forschungen aus italienischen archiven und bibliotheken, XXIV (1932-33), p. 46.
  11. ^ a b c d e f g h i j k l Kamp, Kirche und Monarchie…, I, pp. 239–243.
  12. ^ Vescovo ignoto a Norbert Kamp.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]