Gildone (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gildone
comune
Gildone – Stemma Gildone – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Molise-Stemma.svg Molise
Provincia Provincia di Campobasso-Stemma.png Campobasso
Amministrazione
Sindaco Nicola Vecchiullo (lista civica)
Territorio
Coordinate 41°31′N 14°44′E / 41.516667°N 14.733333°E41.516667; 14.733333 (Gildone)Coordinate: 41°31′N 14°44′E / 41.516667°N 14.733333°E41.516667; 14.733333 (Gildone)
Altitudine 608 m s.l.m.
Superficie 29,76 km²
Abitanti 884[1] (31-12-2010)
Densità 29,7 ab./km²
Comuni confinanti Campodipietra, Cercemaggiore, Ferrazzano, Jelsi, Mirabello Sannitico
Altre informazioni
Cod. postale 86010
Prefisso 0874
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 070026
Cod. catastale E030
Targa CB
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti gildonesi
Patrono san Sabino
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gildone
Gildone
Posizione del comune di Gildone nella provincia di Campobasso
Posizione del comune di Gildone nella provincia di Campobasso
Sito istituzionale

Gildone è un comune italiano di 873 abitanti della provincia di Campobasso, in Molise.

È situato a sud del capoluogo.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese sorge in una zona collinare; il paesaggio è quello tipico della collina molisana: campi coltivati che si alternano con appezzamenti incolti e boschi che ricoprono una buona parte di territorio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In epoca sannitica, come è attestato dal ritrovamento di una necropoli nell'agro comunale, il territorio di Gildone era già abitato; l'attuale comune, poi, prosperò con l'immigrazione degli abitanti dei feudi di Quadrano e S. Andrea, trasferiti per motivi ignoti. Nel corso dei secoli anche questo paese vide l'alternarsi di diverse famiglie al potere, sino al termine della feudalità. Poche e non sempre attendibili sono le notizie disponibili riguardanti l'etimologia del nome. Nel catalogo Borelliano del XII il nome era Celidonia, di seguito fu Geldoniam, poi Cedrone e nel XVIII secolo Geldone.

Arte, cultura, ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa di Sant'Antonio Abate si trova una prestigiosa opera d'arte. Si tratta di un trittico avente nella lunetta il Redentore crocifisso, nel mezzo la Madonna col Bambino con l'Adorazione di Sant'Antonio Abate e Sant'Antonio di Padova e nel basso l'ultima cena.

Il santo patrono è San Sabino che si porta in processione il 1º agosto.

Altre feste ricorrenti nel comune sono:

  • la festa di Sant'Antonio con la caratteristica processione con il pane;
  • la festa in onore alla Madonna delle Grazie è senza dubbio la festività più sentita dai gildonesi, che viene portata in processione il 5 agosto, giorno della festa; secondo una leggenda pare che un quadro raffigurante la Madonna sia stato ritrovato misteriosamente in un pozzo del comune di Casalvecchio di Puglia, che hanno come santa prottetrice la Madonna delle Grazie, quindi una devozione comune trasformata negli anni da pellegrinaggi reciproci;
  • la sagra dei peperoni che avviene ogni anno il 15 e 22 agosto presso la cappella di Santa Maria a Quadrano, località sempre nel comune di Gildone.

Nelle immediate vicinanze del paese sono presenti un sepolcreto e una fortificazione di epoca sannitica.

La fortificazione di Gildone[modifica | modifica wikitesto]

Sorge nell'altura denominata "Montagna" che ha la quota massima di 902 metri s.l.m. Il circuito delle mura si segue in maniera discontinua; esso racchiude sia il pianoro superiore sia zone piuttosto accidentate, specialmente sul lato orientale e nord-orientale, da dove si gode un'ottima vista sulla valle del torrente Carapelle (affluente di destra del torrente Tappino, quest'ultimo affluente del fiume Fortore) e sul percorso del tratturo Castel di Sangro-Lucera.

Il sepolcreto sannitico di Gildone[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo nucleo di sepolture (23 tombe) è ubicato in località Morgia della Chiusa ai limiti di un piccolo pianoro che a nord/nord-est digrada verso la vallata di Gildone. Le tombe occupano un'area stretta ed allungata e si presentano in tre raggruppamenti che possono far pensare non a momenti successivi di deposizione ma a nuclei intenzionali (familiari, ad esempio).

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo appare come una cascata di grigie case come piovute dal cielo su un costone roccioso che si erge sulle due grandi valli percorse dai torrenti San Chirico e San Nicola.

Era un Oppidum, cioè un insediamento cittadino fortificato. L’ultimo anello, quello più in basso, si sviluppa tra due muraglie di case senza interruzioni, dall’inizio di via Tiglia (Vik Ciardìn'), percorrendo tutta via San Paolo, fino all’inizio di via Cerreto.

Al Paese si accedeva attraverso tre grandi porte: SUPPORTICO SIRO, SUPPORTICO MUSER’, SUPPORTICO GERUMIN’ presidiate da tre punti di osservazione strategici: a sud dalla Torretta (ora torre dell'orologio), ad est dalla Torre incorporata poi, sviluppandosi il Paese, nella casa D’Elia (Fusk), ad ovest dal Castello che dall’alto del poggio dominava sia il nord che tutte le altre direzioni.

Al tempo di Federico II fu terra Imperiale, sede della zecca e del Baglivo (carica corrispondente a quella odierna di Giudice di pace) che aveva il mandamento giudiziario anche su alcuni Paesi limitrofi.Il Territorio ha 26 secoli di storia testimoniati dalla presenza di resti risalenti al V secolo a.C.. Il toponimo è di origine Longobarda [le Gildonie, confraternite nate per soccorrere comunità disastrate da incendi o altre sciagure]. L’attuale insediamento, si è sviluppato attorno al castello Longobardo, roccaforte quasi inespugnabile, da cui si poteva dominare e controllare tutto il territorio, comprese le Comunità che si affacciavano sull’alto corso del fiume Tappino e le relative strade di collegamento. Si è ingrandito, poi, con l’immigrazione degli abitanti dei feudi Quadrano e Sant’ Andrea, vittime di una faida reciproca che portò all’ incendio dei rispettivi casali, e con gli abitanti delle altre contrade qui affluiti per trovare riparo dalle scorrerie Saracene che imperversavano sul territorio. Con la costruzione della Appulo-Sannitica, anni 40 del 1800, il Paese ha perso la posizione dominante sulla viabilità da e per Campodipietra, Jelsi, Campobasso, Boiano, Cercemaggiore (come riportato negli atti parrocchiali del periodo Orsini in riferimento all’”Hospitalem Peregrinorum” di largo San Paolo, trasferito poi in via Annunziata) ed essendo topograficamente al di sotto della suddetta arteria, appare a coloro che provengono da Jelsi come un paese che non sta più su un colle, ma nella valle, e le case così arroccate danno l’idea di un piccolo Presepe.

C’ ʃta nu Paèse là nella valle ca ógni case tè duje ʃtalle, z’affaccene i ciùcce pa feneʃtrèlle, pàre u Prèsèpje ca Madunnèlle.

Ciò ha determinato per il passato anche conflitti campanilistici durante le sagre paesane. In realtà è vero perché, essendo il sito molto scosceso, la stessa casa da un prospetto è a 3 o 4 piani e dalla parte posteriore, invece, è a un piano per cui le stalle del lato posteriore, pur essendo a piano terra, a quelli provenienti da Jelsi, Riccia, Gambatesa, Tufara danno l’impressione di essere situate all’ultimo piano. Anche il palazzo Casieri (Cascére) è nella stessa situazione: tre piani verso la piazza con l’ultimo piano, piano terra nella parte posteriore.

Si racconta che il prete Don Giacinto Virgilio, uno dei proprietari lì abitante e grande burlone, una mattina vi portò un asino e lo fece affacciare alla finestra proprio mentre passava “A Pustàle” proveniente da Tufara. Sicuramente, poi, gli amici di Gambatesa, già da tempo creatori di “Mmajetenàte”, non si sono lasciata sfuggire l’occasione per mettervi del proprio e generalizzare.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 giugno 1985 7 luglio 1990 Graziano Farinacci Democrazia Cristiana Sindaco [3]
7 luglio 1990 24 aprile 1995 Graziano Farinacci Democrazia Cristiana Sindaco [3]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Vincenzo Sanzò Partito Democratico della Sinistra Sindaco [3]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Vincenzo Sanzò lista civica Sindaco [3]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Beniamino Tartaglia lista civica Sindaco [3]
8 giugno 2009 27 maggio 2014 Beniamino Tartaglia lista civica Sindaco [3]
27 maggio 2014 in carica Nicola Vecchiullo lista civica: democrazia e trasparenza Sindaco [3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]