Montecilfone

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Montecilfone
comune
(IT) Montecilfone
(AAE) Munxhufuni
Montecilfone – Stemma Montecilfone – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Molise-Stemma.svg Molise
ProvinciaProvincia di Campobasso-Stemma.png Campobasso
Amministrazione
SindacoFranco Pallotta (lista civica Monteclifone nel cuore) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate41°54′N 14°50′E / 41.9°N 14.833333°E41.9; 14.833333 (Montecilfone)Coordinate: 41°54′N 14°50′E / 41.9°N 14.833333°E41.9; 14.833333 (Montecilfone)
Altitudine405 m s.l.m.
Superficie22,92 km²
Abitanti1 362[1] (31-3-2018)
Densità59,42 ab./km²
Comuni confinantiGuglionesi, Montenero di Bisaccia, Palata
Altre informazioni
Lingueitaliano, arbëreshë
Cod. postale86032
Prefisso0875
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT070042
Cod. catastaleF475
TargaCB
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 851 GG[2]
Nome abitantimontecilfonesi
Patronosan Giorgio
Giorno festivo23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montecilfone
Montecilfone
Montecilfone – Mappa
Posizione del comune di Montecilfone nella provincia di Campobasso
Sito istituzionale

Montecilfone (Munxhufuni in arbëreshë[3]) è un comune italiano di 1 362 abitanti della provincia di Campobasso, in Molise. Situato su di una collina a 405 metri sopra il livello del mare, si trova vicino al mare Adriatico e al fiume Biferno.

È uno dei quattro comuni arbëreshë, insieme a Campomarino, Portocannone e Ururi, della provincia di Campobasso, che mantiene la cultura e la lingua arbëreshe.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ha il desiderio e l'obiettivo di tutelare la specifica identità etnica d'origine greco-albanese. A tal fine le diverse istituzioni presenti sul territorio si attivano con progetti e realizzano iniziative diversificate.

Le prime notizie del paese risalgono al 1102 quando era noto come Mons Gilliani, più tardi l'abitato prese il nome di Castrum Gylphoni (1309), poi citato come Mons Filfonis (1325), Moncelfoni (1328), e nel 1608 ci fu la prima citazione con il nome attuale.

Reperti d'epoca romana sono stati rinvenuti nelle campagne circostanti, ossia monete dell'era di Caligola (I secolo), una lapide pentagonale, statuette di bronzo, numerose tombe e vasi di terracotta. Nel Medioevo il borgo è citato nell'epoca angioina per l'esistenza di una grangia nel bosco Corundoli (1276), a difesa dei possessi dell'ordine cavalleresco di Malta. Il fortino andò distrutto, nel 1442 l'avvento degli aragonesi portò il possedimento nelle mani dei feudatari di Alfonso I, la cui stirpe iniziò con Giacomo da Montagano. Nel 1764 il feudo andò in mano al marchese d'Avalos di Vasto don Carlo Cesare, e passò al figlio Francesco d'Avalos, ancora in vita quando nel 1806 fu abolito il feudalesimo. In quell'anno Montecilfone divenne comune, incluso nel distretto di Larino nella provincia di Campobasso.

Il paese è uno dei borghi della costa adriatica fondati dalla comunità albanese nella metà del XV secolo, quando un terremoto sconvolse gli abitati preesistenti, successivamente ricolonizzati da una spedizione di Giorgio Skandenberg (1468). Le famiglia di pastori albanesi colonizzò i resti dei vecchi borghi distrutti dal terremoto del 1456, e si stanziarono nella piana collinare tra Guglionesi e Larino, fondando i centri di Palata, Portocannone, Ururi, Santa Croce di Magliano, Campomarino. Presto i centri ebbero una cultura a sé stante di rito ortodosso, tuttavia rimanendo aperta alla tradizione cattolica, stando sotto lo stretto controllo del Regno di Napoli, e tutt'oggi in questa fascia collinare-costiera nella zona di Termoli e Larino, anche a Montecilfone, è possibile riconoscere le differenze linguistiche del dialetto croato-molisano, nonché architettoniche dei vari comuni dagli altri della regione. Il 16 agosto 2018 alle 20.19 il paese è epicentro di una scossa di terremoto di magnitudo 5,2 che ha avuto eco in tutto il centrosud Italia, che ha provocato alcuni crolli e danni agli edifici, senza vittime e feriti.[4]

Edifici e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta del principale edificio di culto del comune, nonché il suo monumento architettonico più rappresentativo. L'esistenza della chiesa è documentata dal 1618, ma si presume che fosse stata fondata un secolo prima, durante la colonizzazione croato-albanese del borgo. Nei documenti vescovili di Larino, la chiesa era priva di arredi allo stato originario, e più volte era a rischio crollo, aveva due altari laterali del Rosario e di Sant'Antonio abate, e la messa si celebrava solo una volta al mese. I redditi della chiesa erano scarsi, poche offerte sottoforma di decime e due case da affittare. Il vescovo Michele Petirri dovette costringere il comune ad assegnare un censo annuo di 15 scudi, e si occupò personalmente dei restauri. Nel 1732 la chiesa risultò in una descrizione molto più arricchita di arredi sacri, mentre nel 1753 è descritta come in cattivo stato di conservazione, e si desume l'antico impianto a croce greca. Il vescovo Giannelli propose un restauro totale insieme alle offerte popolari, affinché la chiesa fosse ampliata e ricostruita quasi daccapo. Ciò fu fatto, ma a causa della cattiva gestione, nel 1861 la chiesa veniva nuovamente restaurata e riaperta al culto, questa volta in stile neoclassico. Altri restauri si ebbero nel 1933 per volere di don Guido Valliviero, e nel 1990, quando la chiesa veniva restaurata per dei danni provocati da altri terremoti nel 1968 e nel 1975.

La chiesa ha in impianto rettangolare con una semplice facciata a capanna intonacata di bianco, provvista di un portale e di un finestrone ad oculo soprastante, mentre il timpano della cornice è triangolare. Il campanile a torre è l'unico elemento originale della chiesa, in pietra locale sbozzata, provvisto di un arco stretto alla base, per l'accesso al borgo vecchio, e di una cella campanaria. La sommità è decorata da merlature. La chiesa all'interno è a navata unica, decorata da un finestrone istoriato sulla parete dell'altare, dove si nota l'effigie della Madonna Grande "Shermja Madhe", la Vergine Assunta dell'ex santuario di Ramitelli ora parrocchia della frazione di Nuova Cliternia (Campomarino), a cui sono devoti gli arbëreshë molisani. Infatti il 16 agosto le due chiese festeggiano insieme l'Assunzione della Madonna con una solenne processione.

Clima e ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è temperato, per cui la vegetazione è rigogliosa tanto da essere presenti 80 ettari di bosco sul colle Corundoli che dà il nome anche al bosco stesso.

Dal colle del paese è possibile scorgere le catene degli Appennini abruzzesi, il promontorio del Gargano, le colline molisane, il Mar Adriatico e le Isole Tremiti visibili a occhio nudo nei giorni sereni.

Prodotti e cucina[modifica | modifica wikitesto]

Ai pregi naturali, Montecilfone aggiunge la genuinità e la bontà dei prodotti locali.

Tra i piatti tipici ci sono le droqe al ragù di agnello (pasta fatta in casa simile a fusilli) che possono essere gustate durante l'omonima sagra, tradizionalmente il 14 agosto.

Molto fiorente anche la produzione di salumi: tra questi spiccano Ventricina, Soppressata e Salsiccia rossa al finocchio.

È diffusa inoltre la produzione di cereali, olio d'oliva e vino.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 74 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 agosto 1986 1º giugno 1990 Nicola Mammoli lista civica Sindaco [6]
1º giugno 1990 24 aprile 1995 Giuseppe Ricciuti lista civica Sindaco [6]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Antonio Ricciuti Alleanza Nazionale Sindaco [6]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giancarlo Antonio Moccia lista civica Sindaco [6]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Giancarlo Antonio Moccia lista civica Sindaco [6]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Franco Pallotta lista civica Sindaco [6]
26 maggio 2014 in carica Franco Pallotta lista civica: Montecilfone nel cuore Sindaco [6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 413.
  4. ^ (IT) Valentina Baldisserri e Martina Pennisi, Molise, scossa di terremoto 5.1 | Il video | La mappa, in Corriere della Sera. URL consultato il 16 agosto 2018.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]