Sant'Elia a Pianisi

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Sant'Elia a Pianisi
comune
Sant'Elia a Pianisi – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Molise-Stemma.svg Molise
ProvinciaProvincia di Campobasso-Stemma.png Campobasso
Amministrazione
SindacoStefano Martino (lista civica Fare comune) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate41°37′17″N 14°52′34″E / 41.621389°N 14.876111°E41.621389; 14.876111 (Sant'Elia a Pianisi)Coordinate: 41°37′17″N 14°52′34″E / 41.621389°N 14.876111°E41.621389; 14.876111 (Sant'Elia a Pianisi)
Altitudine666 m s.l.m.
Superficie68,25 km²
Abitanti1 740[1] (30-11-2017)
Densità25,49 ab./km²
FrazioniOcchito
Comuni confinantiBonefro, Carlantino (FG), Colletorto, Macchia Valfortore, Monacilioni, Ripabottoni, San Giuliano di Puglia
Altre informazioni
Cod. postale86048
Prefisso0874
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT070074
Cod. catastaleI320
TargaCB
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 266 GG[2]
Nome abitantisanteliani
PatronoSant'Elia Profeta
Giorno festivo20 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Elia a Pianisi
Sant'Elia a Pianisi
Sant'Elia a Pianisi – Mappa
Posizione del comune di Sant'Elia a Pianisi nella provincia di Campobasso
Sito istituzionale

Sant'Elia a Pianisi è un comune italiano di 1 740 abitanti della provincia di Campobasso, in Molise. Dista circa 33 chilometri ad est dal capoluogo, Campobasso.

Il paese è noto per un convento francescano dedicato a Padre Pio, che lo visitò agli inizi del '900, come collegio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese nacque come castro dei longobardi nel X secolo. A questi anni risale la costruzione del castello medievale di Pianisi. Nell'XI secolo fu concesso un terreno per l'edificazione di un monastero dedicato a San Pietro. Nel tardo medioevo (XV secolo) una catastrofe naturale costrinse gli abitanti del borgo superiore di Pianisi a trasferirsi nel territorio sottostante dell'abbazia, che fu rinominato "Sant'Elia a Pianisi". L'abbazia andò in rovina intorno al XVIII secolo, e rimase un convento francescano, dove nel 1901 circa andò Padre Pio da Pietrelcina per compiere gli studi di collegio, essendogli stata raccomandata la visita in Molise per l'aria salubre delle montagne, essendo il Molise vicino al borgo campano.

Nella seconda metà del Novecento il paese andò spopolandosi, ma è in atto un progetto per incentivare il turismo religioso, già attivo, nel convento francescano che ospitò Padre Pio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Convento dei Francescani di Padre Pio[modifica | modifica wikitesto]

Gli elementi architettonici più importanti sono il convento, la piazza e la chiesa di San Rocco. Nel convento dei Frati cappuccini di Sant'Elia a Pianisi emergono due figure di santità: il Servo di Dio, Padre Raffaele da Sant'Elia a Pianisi, morto la sera del 6 gennaio 1901, del quale è in corso la Causa di Beatificazione in Vaticano, e San Pio da Pietrelcina, che vi ha vissuto per quasi quattro anni da giovane frate, il periodo più lungo di tutti i conventi in cui è vissuto dopo San Giovanni Rotondo. San Pio da Pietrelcina in questo convento ha fatto la sua professione perpetua diventando frate a tutti gli effetti. Sempre nel convento di Sant'Elia a Pianisi, il giovane fra Pio ha vissuto la sua prima bilocazione apparendogli la Madonna mentre era in preghiera nel coro, e ha vissuto una delle prime manifestazioni del diavolo, apparsogli sotto forma di un cane nero. La Chiesa madre sede della parrocchia ospita al suo interno una pregevole tela, l'"Allegoria dei sette sacramenti", nonché due statuine di marmo della scuola del Bernini, raffiguranti San Giuseppe e la Vergine Maria. Conserva, inoltre, un artistico paliotto da altare, ricamato a mano da una nobildonna del luogo. Altra chiesa visitabile tra le tante sparse nel territorio di Sant'Elia a Pianisi, non facilmente accessibili, l'abbazia di San Pietro, testimonianza della presenza benedettina nel territorio dell'antico borgo di Pianisi. Il paese trae origine dalla fusione di due borghi, Sant'Elia e Pianisi, in seguito alla distruzione del castello di Pianisi, avvenuta nel 1528.

Il Castello di Pianisi[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Pianisi sorgeva sull'omonima altura ubicata a circa 3,7 km a nord-ovest dell'abitato di Sant'Elia a Pianisi, dove l'insegnamento di Archeologia Cristiana e Medievale dell'Università degli Studi del Molise ha eseguito tre campagne di scavi tra il 2013 e il 2015, finanziate dalla locale Amministrazione Comunale. Il sito era già noto per la presenza in superficie di reperti archeologici, tra cui una moneta dell'imperatore Romano I Lecapeno e fondi di coppe in protomaiolica (XIII-XIV secolo). La prima attestazione del toponimo Pianisi ricorre in un diploma di Papa Pasquale I (817-824), trascritto nel Chronicon Vulturnense nel XII secolo; il pontefice conferma all'Abbazia di San Vincenzo al Volturno il possesso, tra gli altri beni, dell’ecclesiam Sancte Marie in Planisi che sarà confermata dai suoi successori Papa Marino II (944) e Papa Nicola II (1059) nonché dagli imperatori Ottone I (962), Ottone II (983), Enrico II (1014) e Corrado II (1038). Il castello di Pianisi è, invece, documentato dal giugno 1008, allorquando il signore di Pianisi concesse un terreno al monastero di S. Pietro apostolo quod fundatum est prope de iam dicto castello planisi, nel quale egli risiedeva; la cartula offertionis costituisce, però, un falso non anteriore alla fine del XII secolo. Nella seconda metà del XII secolo il feudo di Planesium, equivalente ad un milite, apparteneva ad Altruda uxor quondam Thalenasii, forse da identificare con l'omonimo signore di Portocannone. Il castello di Pianisi è menzionato in numerosi documenti redatti dalla Cancelleria angioina negli anni Sessanta e Settanta del Duecento; in quel periodo appartenne a Tipaldo Alamagno (Alamanno) e ad alcuni esponenti della famiglia de Nantolio (de Nanteuil o Natolii). Un documento di Carlo I d'Angiò del 1276 ricorda gli homines castri [...] Planisii siti in comitatu Molisii. Dal 1495 il feudo di Pianisi pervenne ai Di Capua, signori di Riccia.

Gli scavi hanno messo in luce ampi tratti dei muri di sostruzione del terrazzamento superiore, la grande torre cilindrica, che sovrastava l'abitato dominando l'area circostante, nonché i resti della chiesa di S. Maria in Planisi. L'edificio, con grande abside e una possente torre campanaria, è costruito con bozze molto regolari prive di tracce di lavorazione (tranne pochissimi casi), a testimonianza di una tecnica di estrazione a spacco che seguiva le fenditure del materiale nella cava. La roccia calcarea, di probabile estrazione locale, è molto friabile, tant'è vero che in molti punti si sfalda e si disintegra. La copertura, stando ai numerosi coppi trovati negli strati di crollo, doveva essere costituita da falde. Dall'edificio, che venne sconsacrato nel 1701 dall'arcivescovo di Benevento Vincenzo Maria Orsini, sono stati prelevati, a quanto sembra, il fonte battesimale oggi inglobato in una fontana pubblica a Sant'Elia a Pianisi e il rilievo duecentesco attualmente murato nella facciata della chiesa di S. Rocco. Al momento, in attesa di completare l'esame dei materiali archeologici recuperati nel corso degli scavi, si può solo anticipare che il tratto sud-est del muro di sostruzione del terrazzamento superiore cadde in disuso forse entro il XVI secolo, epoca alla quale risalgono i frammenti di una brocchetta in ceramica graffita trovati tra i resti del muro. Un utile elemento per la datazione del crollo della chiesa è fornito, invece, dal boccale in maiolica rinvenuto, in frammenti, ai piedi del perimetrale destro dell'edificio. Sembrano, dunque, smentite le ipotesi di datazione dell'abbandono di Pianisi agli inizi del Trecento o alla prima metà del Cinquecento.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Sant'Elia a Pianisi.

Nel periodo invernale la temperatura può scendere anche a meno 4/6 °C

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 giugno 1985 25 giugno 1990 Michele Berardinelli Democrazia Cristiana Sindaco [4]
25 giugno 1990 24 aprile 1995 Samuele Colavita Democrazia Cristiana Sindaco [4]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Michele Berardinelli Partito Popolare Italiano Sindaco [4]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Michele Nicola Petrecca lista civica Sindaco [4]
14 giugno 2004 25 febbraio 2008 Raffaele Falcone lista civica Sindaco [4]
18 marzo 2008 8 aprile 2008 Nicolino Bonanni Comm. prefettizio [4]
8 aprile 2008 8 giugno 2009 Nicolino Bonanni Comm. straordinario [4]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Ferdinando Morrone lista civica Sindaco [4]
26 maggio 2014 in carica Stefano Martino lista civica: fare comune Sindaco [4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Ebanista, CB, Sant'Elia a Pianisi, Castello di Pianisi. 2013, «Archeologia Medievale», XL, p. 294;
  • C. Ebanista, Popolamento rurale e incastellamento nel basso Molise: il contributo delle indagini archeologiche a Santa Croce di Magliano e Sant'Elia a Pianisi, «ArcheoMolise», VI/21, pp. 17–25;
  • C. Ebanista, Progetto “prope castello Planisi”: ricerche archeologiche 2013-2014 nel territorio di Sant'Elia a Pianisi (Cb);
  • Atti VII Congresso Nazionale di Archeologia Medievale, Lecce 9-12 settembre 2015, a cura di P. Arthur, M.L. Imperiale, Firenze 2015, pp. 433–439.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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