Guardialfiera

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Guardialfiera
comune
Guardialfiera – Stemma
La via del centro storico
La via del centro storico
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Molise-Stemma.svg Molise
Provincia Provincia di Campobasso-Stemma.png Campobasso
Amministrazione
Sindaco Remo Giuseppe Grande (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 41°48′13″N 14°47′36″E / 41.803611°N 14.793333°E41.803611; 14.793333 (Guardialfiera)Coordinate: 41°48′13″N 14°47′36″E / 41.803611°N 14.793333°E41.803611; 14.793333 (Guardialfiera)
Altitudine 274 m s.l.m.
Superficie 43,53 km²
Abitanti 1 077[1] (30-11-2013)
Densità 24,74 ab./km²
Frazioni Lago di Liscione
Comuni confinanti Acquaviva Collecroce, Casacalenda, Castelmauro, Civitacampomarano, Larino, Lupara, Palata
Altre informazioni
Cod. postale 86030
Prefisso 0874
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 070027
Cod. catastale E244
Targa CB
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 680 GG[2]
Nome abitanti guardiesi ('guardioli' in dialetto locale)
Patrono san Gaudenzio
Giorno festivo 1º giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Guardialfiera
Guardialfiera
Posizione del comune di Guardialfiera nella provincia di Campobasso
Posizione del comune di Guardialfiera nella provincia di Campobasso
Sito istituzionale

Guardialfiera è un comune italiano di 1.077 abitanti della provincia di Campobasso, in Molise. Confina con i comuni di: Acquaviva Collecroce, Casacalenda, Castelmauro, Civitacampomarano, Larino, Lupara, Palata.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città di Guardialfiera è stata abitata (almeno) sin dall'XI secolo. In alcuni documenti viene descritta una torre romana che era visibile sul bordo occidentale del paese fino al X secolo.

L'origine del nome è incerta, anche se è probabile che derivi da "Guardie di Alfiero" o da "Guardie di Adalferio", dal nome del sovrano lombardo di Larino che nel 1049 conquistò la città. Nel 1053 è probabile che il Papa Leone IX usò Guardialfiera come base per lanciare un attacco contro i Normanni che avevano occupato la vicina città di Larino nel 1050.

La sede vescovile di Guardialfiera è stata fondata nel 1061 da papa Alessandro II, probabilmente in riconoscimento del ruolo della città negli eventi del 1053.

Nel 1130 la città fu conquistata dal re normanno Ruggero II di Sicilia. Successivamente fu governata dalla famiglia Soliaco fino al 1350, poi dalla famiglia Marzano. Nel 1550 il paese passò alla famiglia Di Capua poi al De Blaiis e nel 1636 ai Ferri, dominatori di Lupara. Nel 1649 l'ultimo della famiglia Ferri è morto senza eredi e Guardialfiera è stata donata a Serafino Biscardi.

Nel 1688 la città fu ricostruita dopo un terremoto. Costantino Lemaitre acquistò i terreni della città nel 1793, al fine di ottenere il titolo di marchese. I Lemaitre furono gli ultimi feudatari di Guardialfiera fino a quando il sistema feudale fu soppresso nel 1806.

Santa Maria Assunta.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di S. Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Di notevole interesse è la chiesa di S. Maria Assunta, la chiesa principale della città che risale almeno all'XI secolo. Molte pietre scolpite con iconografie cristiane e pagane risalenti al VII e all'VIII secolo sono state incorporate nella struttura attuale. È probabile che queste pietre fossero parte di un tempio pagano che originariamente era presente sul sito dove fu edificata la chiesa. Non è chiaro se la struttura attuale esistesse al momento della visita di Papa Leone IX nel 1053, ma i registri diocesani del tempo riportano chiaramente che la designazione di Santa Maria dell'Assunta fu elevata a una cattedrale nel 1061 ed è stata presieduta da un vescovo di nome Pietro[3]. Il 7 aprile 1751 le reliquie di San Gaudenzio furono trasportate da due frati cappuccini dalle catacombe di S. Priscilla alla Cattedrale di Guardialfiera e donate a mons. Pasquale Zaini, il Vescovo di Guardialfiera del tempo, da Papa Benedetto XIV. I resti sono ancora visibili oggi a Santa Maria dell'Assunta e vengono portati in processione in occasione della festa di San Gaudenzio (1 e 2 giugno), il patrono della città.

Dopo un terremoto nel 1456, la cattedrale fu ricostruita e nel 1460 con l'aggiunta della Porta santa (è una delle poche Porte sante al di fuori di Roma ed è aperta una volta ogni anno durante la festa di San Gaudenzio ma non durante gli anni giubilari quando le Porte Sante a Roma sono aperte) ed una parete a nord-est dal vescovo del tempo Jacopo.

Nel 1975 una cripta medievale è stata scoperta durante il restauro della cattedrale[4].

Ponte di S. Antonio[modifica | modifica wikitesto]

Ponte di S.Antonio prima di essere sommerso-Guardialfiera 1972.

Quando tra il 1976 e il 1977[5] le acque del Biferno allagarono i terreni per la diga del Liscione (Lago di Guardialfiera) furono sommersi anche i resti di un antico ponte chiamato ponte di Sant’Antonio o ponte di Annibale, dove secondo la tradizione marciò Annibale con le sue truppe per recarsi durante la seconda guerra punica nella Puglia. Non ci sono prove esatte che sia di epoca romana, di sicuro è di periodo Angioino intorno al 1200; secondo i registri angioini è un ponte ricostruito in quegli anni (1200 ca.) su un ponte antico romano danneggiato da una piena del Biferno.[6]

Persone legate a Guardialfiera[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Jovine (Guardialfiera, 9 ottobre 1902Roma, 30 aprile 1950): narratore di tradizione verista e realista. Le sue opere sono ambientate in Molise. Tra le principali si ricordano: Signora Ava (1942) e Le terre del sacramento (1950), con il quale vinse il premio Viareggio.
  • Carlo Romeo: nato a Guardialfiera nel 1755, avvocato esponente della Repubblica Napoletana del 1799, giustiziato a Napoli il 12 dicembre 1799 in seguito alla repressione borbonica dopo la caduta della repubblica.
Guardialfiera (paese vecchio)
Guardialfiera, panorama

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla festa del santo patrono (San Gaudenzio, 1º giugno) ci sono altre tradizioni particolari[6]:

  • La Pasquetta: si festeggia la sera del 5 gennaio, quando gruppi di persone si organizzano per le

strade e nelle case del paese per eseguire un canto religioso che si intitola appunto “La Pasquetta”; una festa simile, con lo stesso nome, si celebra lo stesso giorno a Santa Croce di Magliano.

  • Il 17 gennaio si festeggia l'arrivo del Carnevale che viene rappresentato su un cavallo o un asino seguito dal corteo di maschere e suonatori.
  • La festa di S. Giuseppe (19 marzo).

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Guardialfiera è un importante centro per la produzione dell'olio extravergine d'oliva[7]. Nel territorio di Guardialfiera si estende la diga del Liscione conosciuta come il Lago di Guardialfiera.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Google Books
  4. ^ Comune di Guardialfiera
  5. ^ Campobasso blogspot
  6. ^ a b Maestri lavoro Molise
  7. ^ Le città dell'olio, Touring Editore 2001 pag. 172 ISBN 88-365-2141-X
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili, e prelatizie (nullius) del regno delle due Sicilie... per l'abate Vincenzo d'Avino, dalle stampe di Ranucci, Napoli 1848, pag. 671

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN234761213