Ururi

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Ururi
comune
(IT) Ururi
(AAE) Rùri
Ururi – Stemma Ururi – Bandiera
Ururi – Veduta
Scorcio di via Santa Maria
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Molise-Stemma.svg Molise
Provincia Provincia di Campobasso-Stemma.png Campobasso
Amministrazione
Sindaco Raffaele Primiani (lista civica) dal 06/06/2016
Data di istituzione
Territorio
Coordinate 41°49′N 15°01′E / 41.816667°N 15.016667°E41.816667; 15.016667 (Ururi)Coordinate: 41°49′N 15°01′E / 41.816667°N 15.016667°E41.816667; 15.016667 (Ururi)
Altitudine 262 m s.l.m.
Superficie 31,65 km²
Abitanti 2 779[1] (31-12-2010)
Densità 87,8 ab./km²
Comuni confinanti Larino, Montorio nei Frentani, Rotello, San Martino in Pensilis
Altre informazioni
Lingue italiano, arbëreshë
Cod. postale 86049
Prefisso 0874
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 070083
Cod. catastale L505
Targa CB
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti ururesi
Patrono santo Legno della Croce
Giorno festivo 3 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ururi
Ururi
Ururi – Mappa
Posizione del comune di Ururi nella provincia di Campobasso
Sito istituzionale

Ururi (Rùri in arbëreshë) è un comune italiano di 2.779 abitanti della provincia di Campobasso, nel Molise, situato su una piccola collina posta a 262 m s.l.m. con 31,4 km, e distante circa 60,4 chilometri dal capoluogo di regione Campobasso.

Gli abitanti sono di cultura e lingua arbëreshë, insieme a Campomarino, Portocannone e Montecilfone, tutte in provincia di Campobasso. Il rito bizantino-greco, tipico simbolo di fede cristiana e di identificazione degli arbëreshë, fu soppresso dopo secoli di resistenza e vani tentativi per preservarlo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo feudo sorgeva un Casale denominato "Aurora" ma non è dato conoscere il luogo preciso in cui sorgevano sia il monastero dei frati benedettini sia il Casale.

Nello studio dei documenti antichi, si ritrova una indubbia continuità, tra il "casale Aurora" e il successivo agglomerato abitato di Ururi alla cui denominazione si giunse per gradi dopo alcuni secoli, con una evidente sovrapposizione della nuova denominazione all'antica.

Non vi sono resti di opere murarie che possano indicare in qualche modo il luogo della esistenza antica del monastero e del Casale ma è da supporre che essi sorgessero nella parte più alta dell'attuale abitato di Ururi.

Dunque è da supporre che il luogo fosse proprio là ove oggi è il centro storico del paese, tanto più che il monastero era dedicato a Santa Maria così come la vecchia Chiesa parrocchiale che sorge appunto nel luogo più alto del paese.

Documenti dell'epoca accennano alla presenza nel Casale Aurora, oltre che del monastero, anche di laici, verosimilmente stabilitisi a ridosso del monastero, i quali coltivavano i terreni circostanti. Esisteva dunque un sia pur modesto agglomerato, dedito al lavoro dei campi, e forse in unione con gli stessi monaci.

Nel mese di gennaio del 1075, il feudatario normanno Roberto, conte di Loritello, dichiarava di avere un monastero costruito in tenimento di Larino, nel luogo chiamato Aurora e, con atto per notaio Azzo, donava il tutto alla chiesa Larinese di Maria Vergine e Madre di Dio, per l'anima sua e dei suoi parenti. Seguono, nell'atto, le maledizioni per chiunque in avvenire tentasse di sottrarre la donazione alla Chiesa.

L'atto è firmato da Guglielmo Vescovo, dal Giudice Falco, da un tale Maraldo Trimarco mentre il donante feudatario conte di Loritello vi appone il segno di croce degli illetterati (segno dei tempi nei quali la spada valeva più della penna). Con detta donazione il Vescovo di Larino a sua volta succedeva nel feudo Aurora divenendone il feudatario.

Nei secoli successivi il feudo Aurora e la donazione del conte di Loritello riappaiono in atti e documenti vari. Solo poco prima del 1500 in qualche documento appare per il Casale Aurora anche la denominazione di "Ruri" e talvolta di "Urure".

Il fatto stesso della promiscuità di denominazione fa pensare che quello è il periodo in cui la nuova denominazione si stava affermando sicché il Casale viene indicato tuttora con il nome Aurora, ma sono in uso anche le nuove denominazioni.

A quella data (poco prima del 1500), gli albanesi si erano già stabiliti nel Casale e può quindi darsi che siano stati proprio i nuovi abitanti a dare la nuova denominazione, o per assonanza (Aurora-Urure) o addirittura derivando dalla vecchia denominazione quella più consona alla lingua albanese nella quale ancora oggi, la denominazione è "Rur - Ruri".

Taluno, specie in sede locale, sospetta che la nuova denominazione "Rur, -Ruri" possa derivare o dal latino "urere" (bruciare) o dall'albanese "uri" (tizzone) con chiaro riferimento ad un incendio che avrebbe distrutto il paese. Non sembra tuttavia possibile richiamarsi a tali denominazioni sia perché si ha notizia di tali eventi in epoca anteriore all'anno 1500 e sia perché tali derivazioni non si spiegherebbero in un ambiente culturalmente povero.

Monumenti: chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa madre

La chiesa madre risalirebbe al 1026, secondo un documento redatto dal vescovo Filippo. Dopo il terremoto del Molise del 1456, il feudo di Ururi fu abbandonato e successivamente colonizzato da popolazioni croate d'Oriente. La chiesa nuova fu ricostruita nel 1718, voluta dal vescovo di Larino Carlo Maria Pianetti, e consacrata nel 1730. La struttura ha facciata barocca monumentale scandita in tre settori da cornici, il cui livello si assottiglia, durante l'innalzamento, fino a un triangolo centrale della sommità. Verticalmente scendono paraste con capitelli ionici. I portali sono tre, e il campanile è una torre con cupola tipica delle chiese ortodosse. L'interno originale era a navata unica, poi sdoppiata nel 1812 e trasformata definitivamente in tre ripartizioni nel 1846.Lo stucco bianco è l'elemento che permane, poiché sono scarsi di dipinti, se non quelli delle cappelle laterali. Le volte sono a botte.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 148 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Festa patronale[modifica | modifica wikitesto]

Santo Legno della croce: il 3 maggio a Ururi si svolge la carrese, una caratteristica corsa basso molisana con carri trainati da buoi che percorrono un tragitto di circa 3 km. Attualmente competono 3 carri: I Giovanotti (giallo-rossi), Fedayn (giallo-verdi) e i Giovani (bianco-celesti).

Nell'anno 2017 i carri si sono piazzati nel seguente ordine d'arrivo:

1.Giovani

2.Giovanotti

3.Fedayn

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 luglio 1988 22 luglio 1990 Luigi Occhionero Partito Comunista Italiano Sindaco [3]
22 luglio 1990 6 maggio 1993 Maria Teresa Marinelli Partito Democratico della Sinistra, Partito Comunista Italiano Sindaco [3]
20 giugno 1993 28 aprile 1997 Nicolino Pierino De Rosa lista civica Sindaco [3]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Luigi Plescia Centro Cristiano Democratico Sindaco [3]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Luigi Plescia lista civica Sindaco [3]
30 maggio 2006 26 luglio 2010 Antonio Cocco lista civica Sindaco [3]
17 agosto 2010 17 maggio 2011 Massimo De Stefano Comm. straordinario [3]
17 maggio 2011 in carica Luigi Plescia lista civica: uniti per il bene di ururi Sindaco [3]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio della città, l'Aurora Ururi, è nata nel 1924 e da 3 anni è fuori dalle competizioni dopo aver disputato un triennio di rilievo nell'Eccellenza, massimo campionato regionale.

L'A.S.D. Ururi Calcio, attualmente unica società calcistica della città, milita nel girone C molisano di 1ª Categoria.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN310600683