Guglionesi

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Guglionesi
comune
Guglionesi – Stemma
Guglionesi. Via Galterio.
Guglionesi. Via Galterio.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Molise-Stemma.svg Molise
Provincia Provincia di Campobasso-Stemma.png Campobasso
Amministrazione
Sindaco Bartolomeo Antonacci (lista civica Guglionesi nel cuore) dal 15-04-2008
Territorio
Coordinate 41°55′N 14°55′E / 41.916667°N 14.916667°E41.916667; 14.916667 (Guglionesi)Coordinate: 41°55′N 14°55′E / 41.916667°N 14.916667°E41.916667; 14.916667 (Guglionesi)
Altitudine 369 m s.l.m.
Superficie 100,95[1] km²
Abitanti 5 500[2] (31-12-2010)
Densità 54,48 ab./km²
Comuni confinanti Campomarino, Larino, Montecilfone, Montenero di Bisaccia, Palata, Petacciato, Portocannone, San Giacomo degli Schiavoni, San Martino in Pensilis, Termoli
Altre informazioni
Cod. postale 86034
Prefisso 0875
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 070029
Cod. catastale E259
Targa CB
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti guglionesani
Patrono Sant'Adamo abate
Giorno festivo 3 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Guglionesi
Guglionesi
Posizione del comune di Guglionesi nella provincia di Campobasso
Posizione del comune di Guglionesi nella provincia di Campobasso
Sito istituzionale

Guglionesi (Ujunìsce o Uinìsce in dialetto locale, IPA: /ujən'iʒə/, /wiən'iʒə/) è un comune italiano di 5.500 abitanti della provincia di Campobasso, in Molise.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata dai Frentani, popolo italico affine ai Sanniti nel 435 a.C. Nell'agro di Guglionesi sorgeva allora la città di Usconium che ebbe molta importanza durante l'era pre-romana, importanza che conservò anche in epoca romana. Il paese nel Medioevo fu un importante punto di riferimento sociale, economico, artistico del territorio. Per secoli i vescovi di Termoli posero le loro residenze a Guglionesi in quanto la cittadina adriatica era costantemente sottoposta ad attacchi turchi. Infatti a Guglionesi sorse il primo seminario della diocesi sopravvissuto fino alla soppressione degli ordini religiosi attuata con l'Unità d'Italia.

La zona storica racchiusa nel borgo antico ha un impianto medievale di forma triangolare, che si sviluppa lungo i tre assi principali (via Galterio, corso Conte di Torino/via Roma, via Guiscardo) collegati da una rete di vicoli.

Il nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome vede gli studiosi cimentarsi in appassionanti dibattiti: per alcuni deriva dalla "guglia" (dial. [g]uje) una pianta caratteristica che nasceva sulle sponde del fiume Biferno; per altri il nome deriva dalla combinazione di colle-nisyus (Colle di Nisio) che alluderebbe a Bacco. Collenisio infatti fu uno dei suoi nomi prima di assumere il nome attuale di Guglionesi.

Siti d'interesse storico-artistico[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia è basata principalmente sul settore agricolo, con coltivazioni di cereali, ortaggi, barbabietole da zucchero, uva, olive, e produzione di olio e vini pregiati. Trainanti anche il settore edile, alimentare, dei materiali da costruzione, della lavorazione del legno e di quella della canapa, quest'ultima finalizzata alla produzione di corde e di funi.[3] Sono inoltre presenti sul territorio diverse industrie come lo Zuccherificio del Molise (produttore di zucchero di barbabietole), l'IRCE cavi (produttrice di cavi per la conduttura dell'energia elettrica), Del Giudice (produttrice di latte e derivati) oltre a molte altre realtà minori.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il flusso turistico è favorito tendenzialmente dalla vicinanza con il litorale adriatico e dal patrimonio storico e monumentale: infatti sono presenti a Guglionesi molte chiese degli stili più diversi. Degna di nota è la cripta di Sant'Adamo abate.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

  • La prima festa dell'anno è il carnevale che è festeggiato con la sfilata dei carri e dei gruppi mascherati per le vie del paese.
  • Il Venerdì Santo era molto sentito a Guglionesi e per questa festa venivano allestiti dei focolari lungo il percorso della processione che partiva dalla Chiesa di san Felice. La mattina del Venerdì si svolgeva l'asta per aggiudicarsi il diritto di portare in processione il Cristo morto e l'Addolorata che sono realizzati in ottima fattura. In parte si sta cercando di recuperare questa tradizione.
  • La festa principale e più attesa da ogni guglionesano è quella del patrono Sant'Adamo che ricorre il 2 e 3 giugno di ogni anno. Il programma civile è composto dall'esibizione di cantanti di fama nazionale (solitamente l'1), matinées bandistici (a mezzogiorno del 2 e del 3), dalle performance serali della banda (alle 21 il 2 e il 3) e da un enorme e particolare spettacolo pirotecnico. Il momento clou delle celebrazioni è rappresentato dalla intronizzazione del Santo che viene portato dalla cripta, suo luogo di permanenza per tutto l'anno, all'altare maggiore della chiesa di Santa Maria Maggiore fra gli applausi scroscianti dei fedeli, le campane che suonano a tutto spiano e l'esecuzione del Mosè in Egitto da parte della banda (sempre una delle più premiate e famose a livello nazionale).
  • La seconda festa religiosa in ordine cronologico è quella di Sant'Antonio da Padova (12-13 giugno).
  • A seguire vi è il Corpus Domini che si svolge come in ogni altra parte del mondo cattolico.
  • Il 14 luglio si festeggia la Madonna del Carmelo alla quale vengono offerte le pajolelle (mazzetti) di grano con il quale si faranno le ostie.
  • L'8 e il 9 agosto si svolge la festa di San Nicola con il palio e il corteo il giorno 8 e la processione il 9.
  • Il 10 agosto, ormai da qualche anno, viene organizzata la notte bianca con musica live, majorettes e molto altro.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 settembre 1988 23 marzo 1992 Antonino Silvano Democrazia Cristiana Sindaco [5]
25 maggio 1992 7 novembre 1992 Maria Paola Ialenti Comm. pref. [5]
7 novembre 1992 10 giugno 1994 Cloridano Bellocchio Partito Democratico della Sinistra Sindaco [5]
10 giugno 1994 21 novembre 1994 Scipione Lombardi Comm. pref. [5]
21 novembre 1994 30 novembre 1998 Carlo Di Falco Centro Cristiano Democratico Sindaco [5]
30 novembre 1998 27 maggio 2003 Cloridano Bellocchio lista civica Sindaco [5]
27 maggio 2003 15 aprile 2008 Cloridano Bellocchio lista civica Sindaco [5]
15 aprile 2008 5 marzo 2013 Bartolomeo Antonacci lista civica Sindaco [5]
5 marzo 2013 27 maggio 2013 Cristina Marzano Comm. pref. [5]
27 maggio 2013 in carica Bartolomeo Antonacci lista civica: guglionesi nel cuore Sindaco [5]

Personaggi illustri[modifica | modifica wikitesto]

Giulio rivera Medaglia d'oro al valor civile. Nato a Guglionesi nel 1954, si arruola nella Pubblica Sicurezza nel 1974. Muore a 24 anni crivellato da 8 proiettili mentre si trova alla guida dell'Alfetta che precede la macchina del presidente durante l'agguato per il rapimento Moro nella strage di via Fani a Roma. È il più giovane degli uomini della scorta di Moro.

Giorgio De Sanctis

Nato a Guglionesi il 17 dicembre 1921, deceduto a Roma il 21 gennaio 1982, funzionario ministeriale, Medaglia d'oro al valor militare. Orfano di guerra (il padre, ufficiale medico, morì durante il primo conflitto mondiale), è stato il più giovane decorato di Medaglia d'oro d'Italia. L'8 settembre 1943, De Sanctis si trovava, come sottotenente del Genio, a Trieste. Catturato con il suo reparto dai tedeschi e avviato a un campo di deportazione, il giovane ufficiale riuscì ad evadere nei pressi di Lubiana e a rientrare in Italia dove, passata la linea del fronte raggiunse Bari. Qui si arruolò volontario nell'870º Gruppo guastatori del Genio (alle dipendenze del Servizio Informazioni Militari) e ne assunse il comando col grado di tenente. La motivazione della medaglia d'oro al valor militare, (consegnata a De Sanctis dopo che era già stato decorato di Medaglia di bronzo e di Medaglia d'argento), ne tratteggia così le imprese: "Giovane ufficiale del Genio, animato da alto senso del dovere e grande amor patrio, nell'ora difficile della lotta per la liberazione del Paese occupato dai tedeschi, al comando di un nucleo di guastatori, prima alle dipendenze dirette degli Alleati, poi inquadrato nei reparti del Genio, si prodigava instancabilmente nel pericoloso lavoro della bonifica dei campi minati e disattivazione di ordigni esplosivi. Primo fra i suoi soldati, costante esempio di ardimento, trascinatore e esaltatore di eroismi. A Firenze, sotto il fuoco nemico, agendo personalmente, apriva agli Alleati la via dell'unico ponte rimasto intatto sull'Arno, guadagnando lode per sé e per il valore dei soldati italiani. Sul Senio, nella costituzione della testa di ponte che doveva aprire la via al Gruppo «Friuli» verso la vittoriosa avanzata su Bologna, mentre incurante della reazione di fuoco nemico, con pochi arditi disattivava mine, colpito e mutilato del braccio destro asportatogli da un colpo di mortaio, raccoglieva i suoi uomini feriti dallo stesso scoppio, li caricava sulla sua jeep che di persona guidava mescolando con essi dolore e sangue sino al più vicino posto di medicazione dove, serenamente vincendo il dolore e la debolezza, imponeva, fra la stupita ammirazione degli astanti, fossero date le prime cure ai suoi soldati pur meno gravi di lui. Figura di combattente da leggenda, ardito fra i più arditi, nobile e mirabile esempio di eroismo che ha saputo confermare e perpetuare nel tempo le tradizioni di valore del soldato italiano". Nel dopoguerra Giorgio De Sanctis, che sopravvisse mutilato, si laureò in Legge, nel 1947, all'Università di Roma. Nel 1949 fu collocato in congedo assoluto ed iscritto nel Ruolo d'onore col grado di capitano. Promosso maggiore nel 1960 e tenente colonnello nel 1962, ha lavorato, sino al pensionamento, al Ministero del Commercio con l'estero come funzionario. Nel 2000, ad Udine, nella sala storica della Caserma del Genio guastatori, è stato collocato un busto della Medaglia d'oro De Sanctis.

Francesco Caruso Nato a Guglionesi nel 1912 dopo aver assolto il proprio servizio di leva nella Città dell'Aquila, all'inizio delle ostilità della seconda guerra mondiale, viene nuovamente richiamato ed inviato sul fronte greco albanese dove rimase fino alla dichiarazione di armistizio. Trovandosi ancora sul fronte greco viene fatto prigioniero dalle truppe tedesche ed inviato in Germania. Essendosi qui rifiutato di collaborare con i nazisti fu rinchiuso nel campo di concentramento di Zeithain, stalag 1B e poi nello Stammlager IV A. Per le privazioni ed i maltrattamenti subiti cadde malato e morì a soli 32 anni nel 1944. La salma, prima tumulata a Redipuglia, agli inizi anni ' 90 è stata traslata nel cimitero di Guglionesi ove riposa. Si legge sulla sua tomba: " LA SUA VITA NEL SACRIFICIO, NELLA VIOLENZA DELLA GUERRA E NEL DOLORE DEL LAGER DI ZEITHAIN IN GERMANIA, ISPIRI NEI GIOVANI DELLE FUTURE GENERAZIONI SENTIMENTI DI PACE E IDEALI.

Giuseppe Crisostomo

Nato a Poggiardo (Lecce) il 28 ottobre 1899, perse eroicamente la vita a Guglionesi il 6 ottobre del 1943 durante il bombardamento alleato, era allora in servizio presso la stazione dei Carabinieri di Guglionesi. Spesso annoverato nell'elenco dei 22 "civili guglionesani" caduti durante il bombardamento di Guglionesi del 6 ottobre 1943, Giuseppe Crisostomo in realtà cadde nella missione delle sue funzioni militari, probabilmente accorso per proteggere i civili di Guglionesi nella nota vicenda storica del “trappeto” aperto dalle truppe tedesche per proteggere la propria ritirata durante l'offensiva inglese in corso sul versante adriatico. Crisostomo era in servizio a Guglionesi dal novembre del 1941, ormai da circa due anni rispetto alla tragedia del 6 ottobre 1943, e dunque conosceva bene la piccola comunità guglionesana.

Il quarantenne carabiniere pugliese, che lasciò vedova una giovane moglie, non ottenne alcuna onorificenza per il suo sacrificio bellico a Guglionesi, un po' disperso anche dalla "polvere" culturale della storia locale di Guglionesi: “Dopo aver svolto il servizio militare di leva in Marina subito dopo la Grande Guerra, si arruolò nella Guardia Regia e prestò servizio presso la Legione di Napoli. Passò successivamente nei ranghi dei Carabinieri e venne assegnato alla caserma di Grumo Appula (Bari), dove sposò Maria Giuseppina Centrone. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale venne inviato al Gruppo Carabinieri di Cattaro (Montenegro), ove giunse il 25 agosto 1941. Agli inizi di novembre dello stesso anno rientrò dal territorio di guerra e fu assegnato alla caserma di Guglionesi, dove cadde sotto mitragliamento aereo.

Gianni, ingegnere lombardo che ricostruì la Chiesa Madre dopo il terremoto del XVI sec. Oltre a questa, risistemò anche numerose altre chiese. Gli è stata intitolata una piazza, il largo Gianni.

Liborio Manente Padre dei più famosi Giuseppe Manente e Giovanni Alpigiano, entrò in contatto con l'ambiente guglionesano quando gli fu affidata la direzione del complesso bandistico cittadino.

Giuseppe Manente nato a Guglionesi dal m° Liborio Manente, fu un compositore e musicista di fama internazionale. Fondò la banda della Regia Guardia di Finanza e con essa si esibì in Guglionesi il 12 giugno 1931 in occasione delle festività di Sant'Antonio da Padova.

Giovanni Alpigiano nato a Guglionesi e figlio anch'esso del m° Liborio Manente, fu compositore e direttore d'orchestra. Diresse fra le altre la banda del XIV Reggimento Fanteria col quale allietò la processione guglionesana del 2 giugno 1910, festività patronale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune più esteso della Regione Molise
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 22.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/

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