Agnone

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Agnone
comune
Agnone – Stemma Agnone – Bandiera
Agnone – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Molise-Stemma.svg Molise
ProvinciaProvincia di Isernia-Stemma.png Isernia
Amministrazione
SindacoLorenzo Marcovecchio (centrodestra) dal 5/6/2016
Territorio
Coordinate41°48′37.44″N 14°22′42.6″E / 41.8104°N 14.3785°E41.8104; 14.3785 (Agnone)Coordinate: 41°48′37.44″N 14°22′42.6″E / 41.8104°N 14.3785°E41.8104; 14.3785 (Agnone)
Altitudine830 m s.l.m.
Superficie96,85 km²
Abitanti5 121[1] (30-4-2017)
Densità52,88 ab./km²
Comuni confinantiBelmonte del Sannio, Capracotta, Carovilli, Castelverrino, Castiglione Messer Marino (CH), Pescolanciano, Pescopennataro, Pietrabbondante, Poggio Sannita, Rosello (CH), Schiavi di Abruzzo (CH), Vastogirardi
Altre informazioni
Cod. postale86081
Prefisso0865
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT094002
Cod. catastaleA080
TargaIS
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 457 GG[2]
Nome abitantiagnonesi
Patronosan Cristanziano
Giorno festivo13 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Agnone
Agnone
Agnone – Mappa
Posizione del comune di Agnone nella provincia di Isernia
Sito istituzionale

Agnone (Agnèune in dialetto locale) è un comune italiano di 5 121 abitanti della provincia di Isernia in Molise. Fino al 1811, per circa 600 anni, Agnone e il suo circondario sono sempre stati parte integrante del Giustizierato d'Abruzzo e dell'Abruzzo Citra, nel distretto di Lanciano.[3][4][5]

Antica città sannita, è sede del più antico stabilimento al mondo per la fabbricazione delle campane (Pontificia fonderia di campane Marinelli), fondato intorno all'anno 1000 e tra i pochi che possano fregiarsi dell'onore di utilizzare per i propri prodotti lo stemma pontificio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Agnone è una cittadina di più di 5000 abitanti situata nella parte nord del Molise, in provincia di Isernia ed è il principale comune dell'Alto Molise, nonché l'undicesimo per popolazione. Si trova a circa 800 m di altezza rispetto al livello del mare, circondato da un paesaggio montuoso ed immerso nel verde delle grandi foreste, nelle quali possiamo trovare dei piccoli torrenti che rendono il paesaggio ancora più affascinante. Sono presenti nel territorio del comune anche boschi che a tratti sono interrotti da piccole praterie. Tra la flora che possiamo trovare nel paesaggio circostante ad Agnone vi è la quercia, il pino, l'abete e il pioppo. Possiamo trovare anche oliveti o vigneti coltivati nelle campagne dai numerosi agricoltori. La fauna, sul territorio possiamo trovare molte specie di animali, che sono: il cinghiale che negli ultimi anni sono in continuo aumento, il lupo grigio, stambecchi, cervi, l'orso bruno, scoiattoli, conigli, lepri, e fagiani, la fauna che sorvola i cieli di Agnone è formata dal falcone reale e l'aquila.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Agnone.

Il clima di Agnone è caratterizzato da inverni rigidi e con molte piogge e nevicate, e estati calde e non eccessivamente torride.[6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca dei Sanniti[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione vuole che Agnone sia sorta sulle rovine della città sannitica Aquilonia distrutta dai Romani durante la conquista del Sannio: nella zona sono stati recuperati diversi reperti archeologici, come la stele funeraria di Vibia Bonitas, conservata al Teatro Italo Argentino, nel centro storico della cittadina.

Particolare del frammento della Tavola Osca del III secolo a.C. ritrovata ad Agnone

Importante centro durante la dominazione longobarda, andò poi decadendo nei secoli immediatamente precedenti il 1000, mentre la Valle del Verrino e le alture circostanti divennero luogo di eremi, piccoli monasteri e piccole colonie agricole.

Epoca medievale[modifica | modifica wikitesto]

Contea di Borrello[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1139 la potentissima famiglia dei Borrello, Conti di Pietrabbondante e capitani di ventura di Venezia, portarono sul luogo un notevole numero di soldati e artigiani veneziani, probabilmente provenienti dalle colonie dalmate della "Serenissima" (secondo lo scrittore veneziano Alvise Zorzi propone la provenienza di questo gruppo dalle colonie veneziane della Puglia, ma il riscontro rimane impossibile per assenza di documenti e la questione resta dubbia). Appare però evidente la fondazione veneziana del paese vero e proprio - sorto sul colle arcuato di fronte al Monte Caraceno - a causa dei chiari segni di cultura veneziana osservabili nel quartiere originario, quello della Ripa, altrimenti detto "borgo veneziano".

Dominazione degli Angioini e Aragonesi[modifica | modifica wikitesto]

L'importanza di Agnone andò crescendo nel periodo angioino e anche in quello aragonese, al punto che durante il regno borbonico delle Due Sicilie, la città fu tra le 56 città regie, direttamente dipendenti dal Re, libere da qualunque altra soggezione di tipo feudale, dotate di alto tribunale, con diritto di comminare pene capitali.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Governo di Gioacchino Murat[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente da sempre all'Abruzzo Citeriore, quando il Re Giuseppe Bonaparte (fratello di Napoleone) decise di creare la Regione Molise(1806), Agnone fu lasciata nell'Abruzzo. Ma durante il regno di Gioacchino Murat, i maggiorenti del luogo chiesero e ottennero il passaggio al Molise, fondando la richiesta sulla difficoltà geografica dei collegamenti abruzzesi, e sperando di assurgere a un ruolo di dominio nella nuova, piccola regione (1811). La prima delusione colse gli Agnonesi subito dopo questo passaggio, giacché i tre distretti in cui il Molise fu diviso, ebbero come centri e capoluoghi Larino, Campobasso e Isernia, escludendo Agnone da ogni ruolo di preminenza amministrativa. L'Italia unita, del resto, riunificando l'Abruzzo e il Molise in un'unica regione, rese di fatto superato questo problema. Fiorente per ampiezza dell'agro e per numero e volume di imprese artigiane, Agnone poté sviluppare, nel corso dell'800, un alto numero di menti colte: medici, filosofi, giuristi, teologi, da cui le venne il nome onorifico di "Atene del Sannio".

Dall'Ottocento al Novecento[modifica | modifica wikitesto]

La rivoluzione dei prezzi legata al primo sviluppo dell'industria italiana di fine Ottocento, tuttavia, intaccò quest'equilibrio, dando il via al fenomeno dell'emigrazione. Nonostante ciò, Agnone si distinse per spirito di iniziativa economica e culturale. Ad esempio, in pieno spirito positivista, grazie all'azione di alcuni spiriti illuminati tra cui il dr. Giuseppe Maria d'Onofrio, Agnone riuscì nell'impresa di essere elettrificata ben prima di Roma. Difatti risale al 1905 l'inaugurazione della centrale idroelettrica del Verrino, gestita dalla omonima societò elettrica, che precedette di ben 8 anni la prima centrale elettrica di Roma, la centrale Montemartini.

La Fonderia Marinelli di Agnone, rinomata in Italia per la fabbricazione di campane per tutte le chiese del Paese

Epoca fascista[modifica | modifica wikitesto]

Durante il Regime fascista, Agnone fu sede di confine per numerosi oppositori del regime, tra cui don Raimondo Viale, protagonista de "Il prete giusto" di Nuto Revelli.

Dal luglio 1940, nei pressi di Agnone sorse un campo di concentramento per ebrei, oppositori al regime e principalmente rom rastrellati in tutta Italia e nell'area della ex-Jugoslavia. Il prefetto locale a tale scopo, scelse e ottenne dal vescovo dell'epoca la concessione del convento di S. Bernardino[7].Dopo l'8 settembre il campo venne aperto e le persone internate furono liberate.

Anni '50 e periodo contemporaneo[modifica | modifica wikitesto]

L'ultima crescita demografica, Agnone la ebbe negli anni quaranta, per poi subire una continua diminuzione dagli anni cinquanta ad oggi. Parallelamente - e paradossalmente - la cittadina vedeva i segni sicuri di un notevole sviluppo socio-economico, quali la nascita del locale Ospedale Civile e della ASL e quella delle scuole superiori, tra cui il liceo scientifico (primo del Molise), l'Istituto tecnico Leonida Marinelli, l'Istituto professionale. È poi da menzionare - nel primo dopoguerra - la nascita del Teatro Italo Argentino (fondato grazie agli apporti degli agnonesi d'Argentina) che fu a lungo uno dei più ampi dell'Abruzzo-Molise, tornato ad esserlo nel marzo 2008 per la chiusura di alcuni grandi teatri delle due regioni.

Gli ultimi decenni hanno visto Agnone sviluppare una cultura turistica moderna e articolata, con la diffusione degli sport equestri, la creazione di numerosi centri di agriturismo, la costruzione di piscine, l'ospitalità di eventi di spettacolo e di studio (questi ultimi legati al mondo delle scienze mediche, della religione, e soprattutto alle notevoli ricchezze archeologiche e paleontologiche del circondario).

Parte degli abitanti vorrebbe ricongiungere Agnone, dopo anni di appartenenza al Molise, all'Abruzzo[8], anche a causa del presunto disinteresse della regione verso l'Alto Molise.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«La fiera popolazione agnonese partecipava, con eroico coraggio ed indomito spirito patriottico, alla lotta di Liberazione, offrendo un mirabile esempio di amore per la libertà e per la democrazia. Settembre - Novembre 1943/Agnone (IS)»
— Settembre - Novembre 1943/Agnone (IS)

[9]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Museo internazionale della campana e fonderia Marinelli[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pontificia fonderia di campane Marinelli.
Panorama di Agnone: in vista i campanili di San Nicola (destra) e di Sant'Antonio (sinistra)

Museo internazionale della campana sorge accanto all'antichissima Fonderia Pontificia Marinelli, che è l'azienda a conduzione familiare più antica d'Europa e seconda al mondo, fondata nell'anno 1000. Le Antiche Fonderie del Rame si trovano a pochi chilometri dal centro abitato, nella valle del Fiume Verrino: sono delle antiche fonderie a funzionamento idromeccanico nelle quali si producevano dei semilavorati in rame che venivano poi inviati alle oltre 180 botteghe di ramai agnonesi che, da tali semilavorati, producevano tine, caldai e vari oggetti in rame.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di San Francesco e convento[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Francesco (Agnone).

La chiesa di San Francesco è considerata monumento nazionale. Risalente al XIV secolo, ha un caratteristico portale gotico sormontato da un affascinante rosone. Da sottolineare la superba cupola a tamburo e l'originale campanile (con la parte finale in ferro battuto). All'interno della chiesa, con decorazioni di Ambrosio Piazza, si trovano ricchissimi altari e affreschi del molisano Paolo Gamba.

Portale della chiesa di Sant'Emidio

Attiguo alla chiesa di San Francesco si trova l'ex convento dei Padri conventuali, con un chiostro (alle cui pareti si trovano affreschi rappresentanti la vita di San Francesco), sede della Biblioteca comunale e della Mostra permanente del libro antico con volumi rarissimi, tra cui un'antica copia dell'Opera Omnia di Platone, risalenti al XVI secolo.

Chiesa di Sant'Emidio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Sant'Emidio risale al XIV secolo, con un portale gotico, conserva al suo interno capolavori d'arte di Giulio Monteverde, Giacomo Colombo, Giovanni e Amalia Dupré. Caratteristiche sono le statue lignee dei 12 apostoli, a grandezza naturale, attribuite a scuola napoletana del 1650. Adiacente alla chiesa troviamo la Biblioteca Emidiana, ricca di testi antichi dell'XI secolo.
La chiesa possiede una pianta rettangolare, conservando una facciata a capanna con portale trecentesco e rosone a oculo. Il portale presenta strombature e colonne tortili oppure cesellate con motivi vegetali, e si curvano formando un arco a sesto acuto, incassato in una ghimberga a spioventi. Presso la lunetta vi è il rilievo dell'Agnello mistico che porta la croce, e più sopra ancora la facciata la statua di Emidio benedicente, che con una mano regge il modellino della città di Agnone scossa da un terremoto, quella del 1096, che distrusse la primitiva chiesa, ragion per cui nei secoli successivi si provvide a una ricostruzione ex novo. Il campanile è una semplice torre ornata da una cuspide piramidale restaurata di recente in rosso.
L'interno ha due navate, con ampi archi durazzeschi, l'una coperta da soffitto a cassettoni, e l'altra da semplici capriate lignee medievali, ed è la più antica, corrispondente al portale. La navata barocca di destra conserva le tele della "Natività - Sacra Famiglia - Fuga in Egitto - Cristo tra i Dottori della Chiesa".

Chiesa di Sant'Antonio Abate[modifica | modifica wikitesto]

Veduta della salita dei gradoni per la chiesa di Sant'Antonio Abate

Si tratta della terza chiesa maggiore di Agnone, facilmente distinguibile per l'imponente mole e per il campanile più grande della città. Fu fondata nel 1128 a ridosso delle mura, con la realizzazione, dal corso Vittorio Emanuele, di una scalinata di 9 gradini, che fu risistemata nel 1965. La chiesa è stata modificata ovviamente nell'era barocca, conservando tuttavia l'impianto e l'esterno medievali a croce latina: la facciata è molto semplice e ha un portale architravato d'epoca rinascimentale. Il campanile è una robusta torre di 30 metri, scandita in livelli da cornici marcapiano, con in cima la cella campanaria.
L'interno è a navata unica, occupata da cinque altari per lato; sul fondo c'è l'altare maggiore in stile barocco, rivestito di marmo con la balaustra circostante. La parete di dietro è occupata da un quadro che raffigura la "Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci", nonché dai palchi lignei per il coro dei presbiteri. Ai lati del coro ci sono le tele di San Lorenzo e San Sebastiano, mentre i dipinti sul soffitto mostrano scene religiose come la Cacciata dal Paradiso, Abramo che sacrifica Isacco, il Giudizio Universale e Mosè che riceve le Tavole.

Chiesa dell'Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dell'Annunziata o del Carmine fu edificata nel 1505, attigua all'antico convento dei Padri Filippini, ultima dimora di San Francesco Caracciolo, morto il 4 giugno 1608. Ha un aspetto barocco anziché rinascimentale, caratterizzata da una facciata a capanna divisa in due lati da cornice, e verticalmente da quattro paraste per lato, con capitelli dorici. Sia il portale che il finestrone centrale sono in linea d'asse, anche se molto semplici; il campanile è a vela, posto a sinistra, e il coronamento dell'architrave triangolare superiore è a dentellature.

L'altare della Madonna è il secondo a destra, e conserva una statua settecentesca del Colombo, ornata da una corona, mentre con una mano sorregge il Bambino, mentre con l'altra un fiore. L'insieme delle decorazioni della navata unica mostrano fasti barocchi, con colonne aggettanti ornate da capitelli ionici dorati, e un intonaco misto tra il rosa e il bianco. L'altare maggiore mostra una nicchia con la Madonna incoronata tra Gesù e un santo.

Chiesa di Sant'Amico[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu edificata nel XIII secolo, per onorare l'abate del centro di San Pietro Avellana, vicino Agnone. Al suo interno è stata recuperata una tavoletta in argento, che il popolo chiama "Pace di Sant'Amico", del 1520, sulla quale è raffigurata una scema in cui Gesù deposto dalla croce, viene commemorato dalla Madonna e circondato dalle altre due Marie e dagli Apostoli. Fra le varie statue che abbelliscono la chiesa ci sono quella di San Rocco, inoltre u organo plurifonico che è stato restaurato nel Novecento. La chiesa presenta un aspetto barocco, restaurata quando fu possesso dei Gesuiti, come dice il motto della facciata: AD MAIOREM DEI GLORIAM. Ha un impianto a croce greca, caso unico per Agnone, con ampio transetto.

Chiesa di San Nicola[modifica | modifica wikitesto]

Edificio del X secolo, come rivela un documento di Montecassino, anche se oggi ha un aspetto settecentesco. La facciata è semplice, in conci di pietra, con un portale decorato da una tiara con le chiavi di San Pietro, con sopra un'iscrizione latina. Il campanile è una torre con cuspide ornata da tegole verdi e gialle. L'interno è a navata unica, costituita da due altari in legno intagliato, più quello maggiore presso il presbiterio. La suddivisione in cappella laterali mostra colonne finte che alternano gli archi, caratterizzate da capitelli ionici dorati. Presso il presbiterio inoltre si eleva una cupola, ornata da affreschi dei Quattro Evangelisti presso le colonne che la sorreggono.

Chiesa di San Pietro[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa molto semplice, di origine medievale ma rimodellata nel Settecento. Ha l'esterno caratterizzato in conci di pietra: la facciata è a salienti, suddivisa orizzontalmente da tre cornici marcapiano, e verticalmente da quattro paraste, che al centro inquadrano in asse portale e finestrone. Il portale conserva l'architrave tardo rinascimentale a timpano spezzato, con un fregio al centro. Il campanile è una classica torre medievale. L'interno è a navata unica.

Belvedere del cardo estremo e chiesa di San Marco Evangelista[modifica | modifica wikitesto]

Sul cardo medievale esterno della città c'è un belvedere trasformato in parco pubblico. A fianco c'è la chiesa di San Marco.

Chiesa di San Marco

La costruzione originale, romanica, risale all'XI secolo ed è connessa alla rifondazione del paese avvenuta sotto il dominio dei Borrello, legati alla Repubblica di Venezia. L'edificio originale fu infatti edificato da veneziani chiamati da Landolfo Borrello. La mancanza di un'abside semicircolare e la presenza del campanile sulla nuda facciata fanno pensare a un'inversione nel senso dell'asse principale in corso d'opera. La pianta è irregolare e la navata è singola e priva di transetto, mentre sono presenti cappelle laterali. Sono evidenti una serie di contribuzioni di epoche successive: archi in gotico veneziano precedono l'altare principale, mentre il portale è rinascimentale e il soffitto è a cassettoni policromi, in stile barocco veneziano. Barocchi sono pure gli altari in legno, mentre altri corredi spaziano in varie epoche. Ad esempio una pregevole statua della "Madonna col Bambino" è del XIII-XIV secolo mentre una statua di San Nicola è dello scultore settecentesco Giovannitti. L'edificio è stato restaurato ad opera della soprintendenza alle belle arti regionale.[10]

Ex Convento di San Bernardino da Siena[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa si trova fuori il centro, inizialmente era dedicata a Santa Maria degli Angeli, successivamente intitolata al santo che la visitò nel 1440, e rimodellata nei secoli successivi, per volere di Beato d'Aragona. Infatti ciò è documentato in una bolla di papa Nicolò V, e la chiesa fu provvista di un convento. La chiesa dopo il 1861 perse la sua funzione, il cenobio venne però riaperto nel 1926 da Monsignor Oddo Bernacchia di Larino, e fu usato come sede estiva per i seminaristi della diocesi di Trivento. Nel periodo fascista, e soprattutto durante la guerra divenne campo di concentramento per i deportati d'Albania. Dopo il 1945 divenne convitto maschile di seminaristi, fino alla soppressione nel 1978, divenendo casa di riposo per anziani, con la chiesa di San Bernardino ancora funzionante.

Chiesa di San Biase[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pietro

Fu costruita come cappella dei Conti Borrello (XIII secolo), dedicata al vescovi di Sebaste. La chiesa ha una sola navata costituita da due altari: un'ampia cappella dove è possibile vedere la statua della Madonna della Mercede. I bassorilievi sono molto eleganti, e l'altare ampio e fastoso: vi si accede mediante un arco trionfale, e termina ad abside semicircolare con tre spicchi affrescati, che rappresentano lo Spirito Santo. Sotto vi sono due oculi laterali sempre dipinti, che mostrano alcuni miracoli di San Biagio, e al centro la Gesù in maestà. La seconda cappella, gestita dalla confraternita della Mercede, dove si trova la statua, è ornata da due false cupole circolari scandite da ordini di quadretti dorati, che terminano nel fuoco centrale in un cerchio con in rilievo la Colomba dello Spirito. L'altare è molto fastoso, decorato in oro, e racchiude la statua della Madonna.

Chiesa di Santa Croce[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al XIII secolo, fu visitata da San Giovanni da Capestrano (XV sec), ed oggi ha un aspetto barocco. Sul portale sono stati incisi tre teschi, mentre su quello centrale una croce che simboleggia la vittoria della Vita Eterna sulla Morte. All'interno è possibile vedere due confessionali in noce, al di sopra sono state poste due tele che rievocano il mito del ritrovamento della Sacra Croce da Elena imperatrice. Al lato sono visibili due altari ligneo in stile rococò, al centro due dipinti: uno di San Giovanni da Capestrano con San Bernardino, e l'altro la Madonna del Purgatorio. Anche la cupola presso il presbiterio conserva dei dipinti in affresco: la chiesa è sede della Confraternita dei Morti.

Chiesa di Santa Maria a Majella[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruita con il convento nel XIII secolo, fuori le mura (oggi nel contesto urbano agnonese del corso Vittorio Emanuele) da Pietro da Morrone, come tappa stazionaria del cammino di San Francesco, dove inoltre furono conservate una pezza del saio e alcuni capelli del santo. L'ordine dei Francescani fu soppresso nel 1807, e il monastero si ridusse a semplice chiesa. La chiesa ha un aspetto odierno barocco, con prospetto datato 1755: la facciata è divisa da una cornice marcapiano, mantenendo il portale gotico, in asse con un finestrone settecentesco ornato da timpano spezzato. L'interno, a navata unica, conserva dipinti ex voto dell'800-'900.

Convento di Sant'Onofrio[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo monastero sorge sul Monte Sant'Onofrio, lungo la strada per Rosello, fondato nel 1700 dal barone Giosuè Bartolini, molto devoto a Sant'Onofrio. La chiesa si presenta a pianta classica, in uno stile misto, tra il neogotico e il barocco, e conserva la statua lignea del santo. Essa rappresenta Onofrio con la corona reale, i lunghi capelli e la cintura di foglie attorno ai fianchi. Nella chiesa si celebra l'11 giugno la ricorrenza del santo, molto amato dai cittadini, e la processione parte dalla piccola badia fino ad Agnone, nella chiesa di Sant'Antonio. La chiesa di recente è stata abbellita da una croce stazionaria e da un percorso sul monte della Via Crucis.

Centro storico e borgo medievale[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico

Non meno interessante è l'architettura civile del paese: il centro storico è di chiaro stampo veneziano, infatti avventurandosi lungo le stradine del borgo antico ci si imbatte di frequente nelle caratteristiche botteghe veneziane e in piccole statue di pietra raffiguranti, per l'appunto, leoni veneziani. Il castrum di Civitellae era dotato di possenti mura, danneggiate dal terremoto del 1096, e ricostruita durante il periodo svevo. Nell'800 le mura furono quasi tutte smantellate, con la perdita delle porte urbiche di accesso, anche se la pianta urbanistica storica si è ben conservata. Le porte erano:

  • Porta Sant'Antonio (presso la chiesa omonima)
  • Porta Maggiore (all'ingresso del corso Vittorio Emanuele, presso la chiesa di Sant'Emidio)
  • Porta Annunziata (da ovest, presso la chiesa omonima)
  • Porta San Nicola (da est, presso l'omonima chiesa)
  • Porta Semiurno (presso la chiesa di San Marco)
  • Porta San Pietro (presso l'omonima chiesa)
  • Porta Berardicelli (ultima porta sul punto estremo di Agnone da sud, all'inizio del corso Garibaldi)

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo della Città[modifica | modifica wikitesto]

In via Alfieri, è un edificio quattrocentesco, usato dai potenti dell'epoca antica, e oggi trasformato in hotel. L'edificio ha un aspetto rinascimentale, caratterizzato alla base da muratura in conci, mentre il resto dell'esterno è intonacato di bianco. Il portale a tutto sesto, ha un'elegante cornice con chiave di volta cesellata a motivi vegetali. Un secondo portale, più arricchito nella cornice, con l'arricchimento di motivi geometrici, immette a un chiostro.

Palazzo dei Conti Minutolo[modifica | modifica wikitesto]

Piazza XX Settembre

Edificato nel XIII secolo in stile veneziano dai Minutolo, detto anche Palazzo Nuonno. Il palazzo è uno dei più interessanti della città per il suo stile, ma anche per la leggenda di fantasmi che vi aleggia. La camera che sovrasta la bottega orafa era adibita a cella dove venivano uccisi i condannati, e su ciò nacquero numerose leggende di fantasmi: specialmente quella che riguarda il crollo del pavimento del piano superiore, interpretato come simbolo di vendetta dei condannati, oppure il ritrovamento di scheletri e resti di feti umani, frutto di rapporti incestuosi. Dell'epoca antica, dato che il palazzo è stato rimaneggiato, rimane una bifora murata; nel 1796 fu acquistato dalla famiglia Cocucci, che lo possedettero per poco tempo, e fu ricomprato dalla famiglia Nuonno di Sant'Angelo del Pesco. Il corredo veneziano mostra leoni lagunari, la bifora murata, e al piano terra vi è una bottega orafa di origine veneziana, ancora intatta

Antica bottega orafa[modifica | modifica wikitesto]

L'Antica Bottega Orafa sita in Corso Garibaldi testimonia un'antica migrazione di artigiani lagunari verso Agnone, avvenuta secoli addietro per opera della famiglia Borrello.

Piazza XX Settembre e obelisco[modifica | modifica wikitesto]

Interessante è la piazza principale del centro storico, piazza Plebiscito, anticamente detta piazza del Tomolo dove, sul finire dell’Ottocento, si inaugurò il Monumento all'illustre cittadino Libero Serafini. Sempre in questa piazza confluiscono sette strade che partono da altrettante altre zone del borgo antico e che ospita una caratteristica fontana marmorea risalente al 1881 (anno della costruzione del primo acquedotto urbano agnonese), restaurata, come tutta la Piazza, tra la fine del 2006 e i primi mesi del 2007.

Storico teatro Italo-Argentino[modifica | modifica wikitesto]

Come accennato, il Teatro Italo-Argentino fu costruito nel primo dopoguerra con i fondi degli agnonesi del Sudamerica. Esso funziona sia come teatro (l'unico in provincia d'Isernia), sia come cinema.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]


Il paese, un tempo molto popolato, ha dimezzato la sua popolazione a causa di una costante emigrazione sia all'estero che in altri centri italiani: la popolazione si attesta a poco più di 5.000 abitanti ma agli inizi del Novecento contava circa 11.000 abitanti.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 dicembre ad Agnone si svolge la "'Ndocciata", la più conosciuta tradizione del comune: è una sfilata di migliaia di enormi fiaccole costruite artigianalmente. Dal 2000 tale evento si svolge stabilmente anche il giorno dell'Immacolata Concezione. Nel 1996 essa fu portata a Roma al cospetto di papa Giovanni Paolo II. Questa tradizione, che probabilmente nell'antichità era connessa ai riti della rinascita della luce, oltre che ad Agnone si è conservata - in misura minore - anche a Santo Stefano di Sante Marie (L'Aquila) ed ha assunto una diversa valenza legandosi alla festività del Natale.

N'docciata della notte della Vigilia di Natale

Ovviamente è possibile gustare gli ottimi prodotti della gastronomia locale nei vari punti ristoro dislocati all'interno della manifestazione, nei quali è possibile cenare con pochi euro.

Nel 2012 le Poste Italiane hanno dedicato un francobollo a questa festa tradizionale.

Persone legate ad Agnone[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La fonderia Marinelli[modifica | modifica wikitesto]

Il concerto di campane della fonderia Capanni, costruito e montato tra il 2000 e il 2010 circa a Guardiagrele nella Collegiata di Santa Maria Maggiore
Una campana dell'Abbazia di Montecassino costruita dalla fonderia Marinelli

Agnone è famosa in tutta Italia e in Europa per la presenza dell'antichissima Fonderia Marinelli, che è in perfetta funzione e in piena attività.

Le sue origini risalgono al Medioevo, e la fonderia è ricordata per la fabbricazione di campane per edifici di alto rilievo quali la Cattedrale della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei e dell'abbazia di Montecassino.

Le prime campane ufficiali fuse dalla fonderia Marinelli risalgono al 1339, per opera del direttore Nicodemo Marinelli, detto "Campanarus". Nei due secoli successivi, quando l'Italia passò nelle mani degli aragonesi, i Marinelli continuarono a fondere campane per le varie chiese e campanili che venivano edificati in tutta la penisola. Nel 1924 il Papa Pio X conferì alla famiglia Marinelli l'onore di avvalersi dello Stemma Pontificio perché potessero rappresentarlo nel volto dell'campane che continuavano a fondere copiosamente.

I Marinelli all'inizio del XX secolo furono chiamati da molte chiese di tutta l'Italia perché gli impianti per l'oscillazione delle campane erano ormai obsoleti oppure gravemente danneggiati. Quando nel 1944 gli occupanti tedeschi nazisti, da un anno in guerra civile con l'Italia, giunsero anche in Abruzzo e in Molise, la fonderia fu chiusa ed usata come quartier generale per le missioni di battaglia.

Inoltre le campane che in quel periodo erano in fase di fusione furono distrutte dai nazisti e rifuse per creare dei cannoni da combattimento. Sconfitti i tedeschi dagli statunitensi, nel 1949 la fonderia Marinelli rimase lo stesso famosa per il suo contributo, e il suo nome era ancora sulla bocca di tutti: luogo di riferimento per la fondazione di nuove campane. Nel Secondo dopoguerra italiano i Marinelli costruirono il concerto di campane per la Cattedrale di Montecassino, distrutta durante la celebre battaglia della seconda guerra mondiale, e così continuano a contribuire fino ad oggi, ogni qualvolta venga costruita una nuova chiesa, fondendo le campane necessarie per nuovi concerti.

Confetto riccio (mandorla confettata riccia)[modifica | modifica wikitesto]

Il confetto riccio è un confetto tipico Agnonese le cui origini sono molto antiche. La prima testimonianza ufficiale è datata 1839.È un confetto più grande del normale con superficie rugosa. Tenero e friabile. Si consuma fresco e può essere conservato sotto vuoto. Le materie prime sono: zucchero, mandorla di Avola, gomma arabica, aromi naturali. La mandorla di Avola viene cosparsa di gomma arabica per favorire la copertura con lo zucchero. Nella "bassina"(grande calderone in rame), mentre ruota, si versa lo zucchero sciroppato che cristallizzando ingrossa la mandorla e le conferisce la caratteristica forma rugosa.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
16 maggio 2011 5 giugno 2016 Michele Carosella Centro-sinistra Sindaco
5 giugno 2016 in carica Lorenzo Marcovecchio Centro-destra Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio è l'Olympia Agnonese, che milita in Serie D Girone F. Gioca le sue partite allo Stadio Comunale di Agnone. Il colore sociale è il granata.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di pallavolo è l'A.S. Pallavolo Agnone, militante in Serie C1, gioca le sue partite al Palazzetto dello Sport comunale. Nella storia dell'A.S. Pallavolo Agnone si ricordano campionati di alto livello, come la partecipazione nella Serie A2 italiana di pallavolo maschile 2002-2003, storica in quanto prima e unica squadra maschile molisana a centrare quest'obiettivo, culminata con il penultimo posto e la conseguente retrocessione. Nelle giovanili della società, si fa notare un giovane ragazzo del posto, che poi diventerà un giocatore professionista, Stefano Patriarca, poi militante come Centrale nelle fila della Emma Villas Volley e della Nazionale di pallavolo maschile dell'Italia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Odoardo Ciani, La città di Agnone e la sua cronistoria, Palladino editore
  • Tobia Paolone,Agnone.Guida utile, ed. Volturnia, 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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