Chiauci

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Chiauci
comune
Chiauci – Stemma Chiauci – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Molise-Stemma.svg Molise
ProvinciaProvincia di Isernia-Stemma.png Isernia
Amministrazione
SindacoAlessandro Di Lonardo (lista civica "Trasparenza e Valori") dal 05/06/2016
Territorio
Coordinate41°41′N 14°23′E / 41.683333°N 14.383333°E41.683333; 14.383333 (Chiauci)Coordinate: 41°41′N 14°23′E / 41.683333°N 14.383333°E41.683333; 14.383333 (Chiauci)
Altitudine868 m s.l.m.
Superficie15,85 km²
Abitanti225[1] (30-6-2017)
Densità14,2 ab./km²
Comuni confinantiCivitanova del Sannio, Pescolanciano, Pietrabbondante, Sessano del Molise
Altre informazioni
Cod. postale86090
Prefisso0865
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT094015
Cod. catastaleC620
TargaIS
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantichiaucesi
Patronosan Giorgio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Chiauci
Chiauci
Chiauci – Mappa
Posizione del comune di Chiauci nella provincia di Isernia
Sito istituzionale

Chiauci è un comune italiano di 225 abitanti della provincia di Isernia nel Molise.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

È situato nella zona dell'Alto Molise, ovvero la parte settentrionale della Regione Molise e della stessa Provincia di Isernia.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è attraversato dal fiume Trigno che è stato sbarrato per far posto alla diga di Chiauci inaugurata il 4 aprile 2011e serve comuni molisani e abruzzesi.

Le grosse risorse idriche di questo territorio trovano conferma nella presenza sullo stesso dell'acquedotto molisano in grado di servire numerosi comuni di diverse regioni limitrofe.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Chiauci.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

I boschi incontaminati e la quiete eleggono Chiauci luogo ideale per il relax e per un soggiorno all'insegna della natura e delle passeggiate, ne è un esempio il Bosco di Sant'Onofrio con la sua chiesa, a pochi chilometri dal centro abitato, che rappresenta ormai da diversi anni una tappa fissa della splendida passeggiata ecologica che si svolge nella settimana precedente a ferragosto. Al suo interno è presente anche un Parco Avventura, il primo ad essere aperto in Molise. Chiauci è uno dei pochi luoghi al mondo dove si può trovare, presso la chiesa di San Giovanni Apostolo, una copia in dimensioni reali della Sacra Sindone.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Paese con antiche origini feudali, basa la sua storia sull'agricoltura e la pastorizia.

In origine si chiamava Clàvicia, e ne era feudatario per conto del conte di Molise, il barone Oderisio de Rigo Nigro, esponente della famiglia che ne conservò i possessi sino all'epoca degli Svevi (XIII secolo), quando Tommaso de Rigo Neigro, tra i baroni della "Terra di Lavoro", prese dei prigionieri lombardi nel 1239. All'epoca di Carlo I d'Angiò Chiauci fu dei Bucca e l'ebbero in feudo dal 1269, cadetti do governo di Napoli. Successivamente il feudo passò alle famiglie del Bosco, dei Montavano, dei Ferrante de Capua, le cui figlie lo cedettero ai Sanfelice di Bagnoli del Trigno nel XVI secolo. Chiauci fu data poi ai del Greco all'epoca del viceré spagnolo Pietro da Toledo, comprata dai de Petra nel 1626, passò ai Capuano e ai de Mari. Il nome nei secoli cambiò in "Chiavico", "Clauce", e poi nell'attuale, nel 1807 faceva parte del distretto di Isernia, governato da Frosolone, ed era una frazione di Civitanova del Sannio. Nel 1811 Chiauci divenne un comune autonomo, ma dal 1927 al 1935 divenne nuovamente frazione, stavolta di Pescolanciano. Passata con il nuovo governo repubblicano alla provincia di Campobasso, dal 1970 è di nuovo nei territori di Isernia, ed ospita uno dei principali bacini idrici per il rifornimento dell'acqua regionale.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Parrocchiale di San Giovanni Battista: chiesa madre del paese, risale al XVIII secolo, ricostruzione di un tempio preesistente danneggiato dai vari terremoti, e l'unica traccia medievale è data dalla torre cilindrica usata come campanile. L'aspetto attuale è del 1724, impostato su tre navate, all'interno le statue dei santi richiamano al culto dei principali protettori del borgo: Sant'Onofrio eremita, San Giorgio protettore e patrono, poi nella cappella laterale la statua di San Michele che tiene sotto i piedi Lucifero, poi San Sebastiano, e infine presso l'altare la statua di San Giovanni nel gruppo dello "Stabat Mater". L'aspetto della chiesa è a pianta rettangolare con una facciata molto rozza, e incompiuta, con basamento a scarpa, e una nicchia con la Madonna in posizione centrale. Il campanile proviene da una torre di controllo, a pianta circolare, intervallato da una cornice, dove si trova la parte più recente e moderna, con la cella campanaria. L'interno è stato restaurato in stile neoclassico, con un pannello figurativo presso il soffitto ritraente lo Spirito Santo, e altri pannelli laterali che ritraggono i passaggi della "via Crucis".
  • Chiesa del Rosario: è la seconda chiesa del borgo, in Piazza Umberto I. Fu edificata nel 1860, sopra la vecchia chiesa di San Sebastiano, fuori le mura medievali, ossia dall'arco di Tre Porte, dall'architetto Luigi Delepace, in stile neoclassico, con aula unica a pareti suddivise in spazi, scanditi da archi a pieno centro, che incorniciano le cappelle poco profonde poste sui lati. Le cappelle sono legate da paraste con lesene tuscaniche e capitelli ionici. Il presbiterio è a rettangolo, innalzato rispetto al pavimento, il soffitto è a volta a botte lunettata, mentre quello del presbiterio è a cupola con base ellittica. La facciata è molto semplice, con architrave a timpano triangolare, e due campanili gemelli di contorno.
  • Chiesa di Sant'Onofrio: si trova fuori il paese, lungo il tratturo nel bosco omonimo. Sarebbe dell'anno Mille, ma la struttura attuale è frutto di vari rifacimento settecenteschi. Ha un aspetto tardo barocco-rinascimentale, come mostra la cornice in pietra del portale, mentre tutto il resto è semplice, dando la sensazione della classica chiesa settecentesca di campagna. La facciata ha timpano triangolare sopra l'architrave, e un finestrone centrale, e un piccolo campanile a vela.
  • Palazzo Baronale Gambadoro: si trova in posizione dominante sul borgo, accanto la chiesa parrocchiale. Il palazzo era l'antico castello medievale, trasformato nelle epoche successive in residenza gentilizia, in modo da perdere completamente gli elementi di fortificazione, ed assumendo la connotazione di una grande masseria rettangolare con tetto spiovente. La parte del borgo più alta comprende via Orientale, via Roma, via Livenza, Largo Tre Porte, con le antiche case addossate a pianta ellittica, che si restringono attorno al centro principale del palazzo e della chiesa di San Giovanni.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Feste e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Le feste popolari più sentite sono quelle dedicate a Sant'Antonio (13 giugno) e San Giorgio, abitualmente ricordato con una festa ad agosto, periodo in cui i molti oriundi chiaucesi fanno ritorno per le vacanze estive. Non da meno la festa di Sant'Onofrio (11 giugno) giorno in cui la statua del santo viene portata in processione da Chiauci alla Chiesa situata nel bosco di Sant'Onofrio, per poi essere riportata nella Chiesa Madre il 16 agosto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è Chiauci Calcio che milita nel girone B molisano di 1ª Categoria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 5 giugno 2016 il comune è guidato dal sindaco Alessandro Di Lonardo (lista civica)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Una copia della Sacra Sindone donata alla comunità di Chiauci, «Il giornale del Molise», 16 agosto 2013
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Molise Portale Molise: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di molise