Castelpetroso

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Castelpetroso
comune
Castelpetroso – Stemma Castelpetroso – Bandiera
Castelpetroso – Veduta
Santuario della Madonna Addolorata
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Molise-Stemma.svg Molise
ProvinciaProvincia di Isernia-Stemma.png Isernia
Amministrazione
SindacoFabio D'Uva (Lista civica:Trasparenza ed Innovazione per Castelpetroso) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate41°34′N 14°21′E / 41.566667°N 14.35°E41.566667; 14.35 (Castelpetroso)Coordinate: 41°34′N 14°21′E / 41.566667°N 14.35°E41.566667; 14.35 (Castelpetroso)
Altitudine872 m s.l.m.
Superficie22,71 km²
Abitanti1 640[1] (31-12-2017)
Densità72,21 ab./km²
FrazioniCamere, Casale, Guasto, Indiprete, Pastena
Comuni confinantiCarpinone, Castelpizzuto, Pettoranello del Molise, Santa Maria del Molise
Altre informazioni
Cod. postale86090
Prefisso0865
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT094010
Cod. catastaleC246
TargaIS
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitanticastellani
PatronoSan Martino Vescovo
Giorno festivo11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelpetroso
Castelpetroso
Castelpetroso – Mappa
Posizione del comune di Castelpetroso nella provincia di Isernia
Sito istituzionale

Castelpetroso (Castièllë in molisano[2]) è un comune italiano di 1 640 abitanti della provincia di Isernia in Molise.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Castelpetroso[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo medievale è sorto circa in epoca normanna (XI secolo). Del vecchio castello non rimane nulla, tranne parti di muratura a scarpa attorno il borgo medievale. Nel XIII secolo è citato nel Catalogus Baronum.

La chiesa parrocchiale era quella di San Martino, che subì influssi barocchi nel XVII secolo.

Le apparizioni di Maria del 1888[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Maria Santissima Addolorata di Castelpetroso.

Il 22 marzo 1888, in località "Cesa tra Santi" presso Castelpetroso, paese molisano in provincia di Isernia, due contadine, Fabiana Cicchino, detta Bibiana, e Serafina Valentino, rispettivamente di 35 e 34 anni, stavano cercando una pecorella che si era smarrita, quando Bibiana fu colpita da una luce proveniente da una grotta: avvicinatasi, avrebbe visto la Madonna, con il cuore trafitto da sette spade, le braccia aperte e lo sguardo rivolto al cielo, inginocchiata davanti al corpo sdraiato di Gesù morto, coperto di piaghe. La Vergine non avrebbe parlato, mentre Serafina, accorsa sul posto, inizialmente non vide nulla.

Dieci giorni dopo, 1º aprile, giorno di Pasqua, l'apparizione si sarebbe ripetuta allo stesso modo, e anche Serafina disse di averla potuta vedere. Mentre pellegrini sempre più numerosi cominciavano ad affluire sul posto, il vescovo di Boiano, Francesco Macarone Palmieri, aprì un'indagine sui fatti.

Successivamente papa Leone XIII incaricò monsignor Palmieri di effettuare una ricognizione presso la grotta e questi, il 26 settembre 1888, avrebbe a sua volta assistito all'apparizione, scrivendo in seguito:

«Con lieto animo posso affermare che i portenti di Castelpetroso sono gli ultimi tratti della Divina Misericordia, per richiamare i traviati al retto sentiero. Anche io posso testificare che, recatomi nel luogo sacro, riconcentrandomi nella preghiera ebbi l’apparizione della Vergine[3]»

Le apparizioni si sarebbero manifestate in seguito a diversi pellegrini, mentre una piccola sorgente d'acqua scaturì presso la grotta.

Nel novembre del 1888 il direttore della rivista mariana Il Servo di Maria, Carlo Acquaderni, fratello di Giovanni Acquaderni, uno dei fondatori dell'Azione Cattolica, si recò alla grotta di Castelpetroso col figlio dodicenne Augusto, condannato dalla tubercolosi ossea, allora inguaribile: questi, dopo aver bevuto l'acqua della sorgente, inaspettatamente guarì.

Da allora si fece una colletta per la costruzione di un santuario, che sarebbe stato ultimato nel '900 in stile neogotico.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è famoso in ambito religioso per la presenza della Basilica minore della Madonna Addolorata. Il borgo medievale è posto più in alto rispetto al santuario.

La Basilica Santuario dell'Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Santuario dell'Addolorata (Castelpetroso).

Presso Castelpetroso sorge il Santuario di Maria Santissima Addolorata, patrona del Molise. Secondo la testimonianza delle veggenti, la Vergine Maria apparve la prima volta il 22 marzo 1888 a due pastorelle di nome Serafina e Bibiana in località Cesa tra Santi, sulle pendici del Monte Patalecchia. A questa prima apparizione ne seguirono altre. Tale fenomeno fu in seguito riconosciuto.

Il santuario, iniziato con la posa della prima pietra avvenuta il 28 settembre 1890 e completato nel 1975, è realizzato in stile neogotico; visto dall'alto è composto da sette cappelle che raffigurano i sette dolori della Madonna, al centro delle quali c'è la cupola alta 54 metri.

Il santuario e il luogo delle apparizioni sono collegati tra loro dalla Via Matris, lunga 750 metri, dove appunto si ricordano i sette dolori mariani.

La Chiesa Parrocchiale di San Martino[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Parrocchiale è dedicata a San Martino Vescovo e risale alla seconda metà del XIII° secolo. All'interno si trovano diverse opere degne di interesse, tra cui un mosaico raffigurante S. Martino, una tela probabilmente del XVII° secolo, e alcuni dipinti del Maestro molisano Amedeo Trivisonno. La struttura ha pianta rettangolare a navata unica barocca, con il campanile turrito.

La Cappella della Maddalena[modifica | modifica wikitesto]

La piccola Cappella della Maddalena è situata ad 810 metri s.l.m. ed è caratterizzata dalle mura con pietre a vista, all'interno si trova una pregevole tela, fine XVIII° inizio XIX° secolo, del pittore molisano Raffaele Gioia.

Chiesa della Madonna Della Libera[modifica | modifica wikitesto]

Edificata tra la fine XVIII° inizio XIX° secolo, la chiesa trae origine, si narra, da un evento miracoloso legato ad un quadro raffigurante appunto la Madonna della libera.

La chiesa è a tre navate e all'interno conserva l'originale quadro della Madonna della Libera (tela della metà del XVIII° secolo), la cupola è affrescata da opere del maestro Amedeo Trivisonno (1929) e presenta diverse statue lignee di metà del XIX° secolo di buon pregio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza degli abitanti vive nelle 5 frazioni: Indiprete, Guasto, Pastena, Camere e Casale. Il nucleo centrale di Castelpetroso è costituito da un borgo medievale ancora intatto ma abitato solo da poche decine di persone.

La frazione più popolosa è Indiprete che dista circa 2 km da Castelpetroso (oltre 900 abitanti), è in essa che hanno sede le principali attività economiche del paese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
19 agosto 1985 15 giugno 1990 Antonio Vacca Democrazia Cristiana Sindaco [5]
18 giugno 1990 24 aprile 1995 Angelo Armenti Democrazia Cristiana Sindaco [5]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Angelo Armenti Partito Popolare Italiano Sindaco [5]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Salvatore Forte lista civica Sindaco [5]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Salvatore Forte lista civica Sindaco [5]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Fausto Ricci lista civica Sindaco [5]
26 maggio 2014 in carica Fabio D'Uva lista civica: trasparenza ed innovazione Sindaco [5]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 174.
  3. ^ Copia archiviata, su santuarioaddolorata.it. URL consultato l'8 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2008). Dal sito ufficiale del santuario
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

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